- Non c'era molto da decidere nell'infrasettimanale di chiusura della nostra A1-bonsai. Sì, in teoria restava da assegnare l'ultimo biglietto-playoff, ma è chiaro che la condizione "se Brescia batte Schio" equivaleva a "se nevica al mare in luglio". 
Festeggia quindi Battipaglia che col 30% di vittorie stagionali entra nell'olimpo delle 8 elette; ci sarebbe da spulciare gli annali per vedere se è il minimo storico per una squadra che va ai playoff, ma in ogni caso non è certo colpa delle campane, le quali hanno spremuto il massimo dal loro potenziale, alternando scoppole tremende a zampate nei momenti che contavano (specie in casa), segnatamente il 2-0 su Brescia che alla fine ha fatto la differenza. E quindi patron Rossini, coach Serventi e suddite, dal divano, debbono solo controllare che Schio non conceda inopinati regali (peraltro agli antipodi della mentalità cannibalesca del club scledense) per poter poi abbandonarsi, immaginiamo, ad abbondanti libagioni di spumante, perché a settembre sembrava improbabile un loro ottavo posto.- Brescia-Schio. Dicevamo, appunto, partita decisiva ma non troppo: Tagliamento e socie hanno sciupato le chances di qualificazione (meritoriamente guadagnate con l'impresa sul Geas) scendendo in campo con un quarto e mezzo di ritardo a S. Martino nel turno scorso. Battere Schio, la cui decima giocatrice è più forte di qualsiasi bresciana (con l'eccezione di Tagliamento, concediamo pure), era più utopia che sogno; speranza neanche a parlarne.
Sapore aggiuntivo era dato dal primo ritorno di Carlotta Zanardi a Brescia, lei che del club è stata la quintessenza dalle origini; e dal fatto che proprio alla sua Schio fossero affidati i destini del papà Stefano. Lei ha fatto giustamente la sua parte (7 punti in 18') ma anche se l'affetto per il genitore l'avesse indotta a sabotare la propria compagine, non sarebbe bastato.
Schio scappa via subito (5-15 al 4'), il resto della gara è un elastico tra riavvicinamenti bresciani e nuove spallate scledensi. Tagliamento è titanica nello sforzo, ma si sa che "titanico" significa grande quanto vano, e infatti Schio assorbe senza rischio alcuno le sue folate, anche perché le compagne di Marzia non le danno man forte in attacco.
Insomma finisce 61-80 senza sussulti. Si hanno: Tagliamento 29 (4/10 da 2, 6/11 da 3, 11 rimbalzi, 3 assist) ma nessun'altra in doppia cifra; Laksa 18, Salaun 15, Verona 13.
Schio chiude 19-1 la regular, Brescia 6-14 e costretta al purgatorio-playout, dove non so se è favorita con Sassari: le sarde sono mezze cotte, forse anche cotte intere, però è pur sempre squadra esperta che ha fatto i quarti di EuroCup.
- Derthona-Faenza. Qui entriamo nel novero delle partite ininfluenti per le posizioni, quindi andiamo telegrafici. Brava Faenza che non s'appaga di quanto già fatto sopra ogni riga in stagione e confeziona un'ulteriore perla, anche se le piemontesi erano senza Zahui e quindi con ancor meno straniere (considerato poi che l'unica, Premasunac, ha fatto 0 punti con 0/4) rispetto alle azzoppate romagnole.
Andamento a strappi: 9-22 al10', poi 31-30 al 20', testa a testa nel terzo, nuova fiammata faentina con un 12-24 nel quarto per chiudere 64-74.
Si hanno: Attura 18, Penna 13 per le battute; Fondren e Roumy 28 a testa, emblematico, per Faenza; Fondren "leggermente" più a 360 gradi aggiungendo 18 rimbalzi e 5 assist per 48 di valutazione.
- Campobasso-Venezia. Il duello potrebbe ripetersi in semifinale e quindi nessuna delle due aveva interesse a scoprire le carte migliori (specie le molisane, che all'andata peraltro avevano vinto); infatti la partita scivola abbastanza liscia, senza frizzi (20-32 al 20', rimontina molisana da -17 (33-50) a -6 (51-57) ma a buoi scappati.
Si hanno: Quinonez 19 da una parte, Kuier 14-Villa 13 dall'altra; ancora interessante Mompremier con 10+10 rimba e 5/5 da 2.
- Sassari-Geas. Partita che sarebbe contata (per le sarde) solo se Brescia avesse battuto Schio (in tal caso agganciando Battipaglia le avrebbero strappato il fattore-campo nei playout), ma era fantascienza. Quindi sfida senza nulla in palio, giocata a viso aperto, divertente botta e risposta col Geas che scappa via e Sassari che lo riprendeva (39-39 al 20'), finché all'inizio dell'ultimo quarto le sestesi se ne vanno via (70-82).
Si hanno: Taylor 32, verve ritrovata, per la Dinamo, che ha anche Toffolo a 17; dall'altra parte solita macchina Moore, 25 con 11/17 da 2, l'ex di turno Makurat 10. Va riconosciuto alle Zanottiane che nelle ultime due partite sono migliorate nell'intensità difensiva e nella selezione dei tiri (meno triple a tamburo, più palloni dentro).
- Alpo-S. Martino. Derby veneto che poteva anche finire a favore delle veronesi, discrete, se le Lupe non avessero avuto troppa voglia di spendere energie per una vittoria platonica. Così non è; in un match a viso aperto hanno la meglio le più forti (72-82), che hanno 5 elementi fra gli 11 e i 13 punti, mentre Alpo ha una vigorosa Ejiofor (24 punti e 20 rimbalzi), Spinelli a quota 15, non abbastanza per contrastare il collettivo di Piazza.
- E dunque nei playoff abbiamo due serie scontate (Schio-Batti e Venezia-Faenza, soprattutto la prima, mentre nella seconda ci sarà in gara-2 un'orgogliosa compagine selettiana che terrà testa a lungo prima della classica "uscita a testa alta) e due che promettono pepe. Senza dubbio Derthona-S. Martino, in cui le Lupe sembrano arrivare con più smalto; mentre Campo-Geas è un'incognita soprattutto per la poco decifrabile consistenza delle sestesi ora che conterà davvero. A ben guardare, il Geas in campionato ha battuto tutte almeno una volta, tranne Schio e Venezia; il che significa che è... Sesto (ultima volta che faccio 'sta battuta) per la discontinuità di rendimento, ma il potenziale su singola partita è all'altezza anche di una Campobasso. Che, sintetizzando, è favorita ma non quanto il divario in classifica presupporrebbe.
- Curiosa "doppia corona" fra le marcatrici: Tagliamento se si contano i punti assoluti, Moore in base alla media (che a nostro parere è quella che conta). Ben 6 italiane fra le top 20 marcatrici (contando pure Scalia che formalmente è nostrana).
Sorprese positive: Faenza, Derthona e Battipaglia nell'ordine; delusioni le due lombarde, Sassari e parzialmente Alpo. In linea con le attese le altre con un "+" per S. Martino.
In generale che si può dire a mo' di chiosa? Che l'azzoppamento subìto in estate dal campionato lo rendeva automaticamente un anno di vacche magre e sofferenza; in più lo strapotere delle due corazzate venete s'è acuito; su 38 partite contro le altre squadre hanno sommato una sola sconfitta. In questo contesto, tutto considerato, qualcosa di pregevole s'è pur visto.
Nella foto: Carlotta Zanardi omaggiata da Brixia per il suo ritorno.

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