Giornata in cui 4 partite su 5 sono finite con uno scarto entro i 5 punti; e anche l'unica squilibrata ha avuto qualcosa da dire.
- Venezia-Schio. Lo scudetto passerà dal fortino scledense, che la Reyer dovrà espugnare almeno una volta se vuole conservare il tricolore. Questo il verdetto della megasfida del Taliercio (3.037 spettatori, cornice degna). Dopo la Coppa Italia, il Famila vibra una seconda stoccata nel suo piano di restaurazione che, ovviamente, prevede di completarsi col tricolore.
Rispetto al recentissimo “big clash” di Coppa, è stata una partita leggermente più frizzante sul piano offensivo, almeno nella prima metà, mentre nella seconda si è rivista la stitichezza che aveva caratterizzato la disfida torinese. In parte, la differenza si spiega col fatto che nel primo tempo di domenica gli arbitri hanno elargito tiri liberi in abbondanza (poi non più, quasi si siano pentiti di cotanta generosità), mentre in Coppa s’erano ingollati il fischietto.
Alla fine però la sostanza è la stessa: vince Schio pur senza brillare, ma facendo indubbiamente qualcosa di più. Una vittoria, insomma, non per episodi, anzi casomai per gli episodi la stava sciupando nel finale, sino a concedere la tripla del potenziale overtime.
Va tenuto conto che il Famila veniva dalla dispendiosa trasferta d’Istanbul, mentre l’Umana aveva avuto tutta la settimana per prepararsi, oltre al vantaggio del campo. Eppure le Mazzoniane non hanno mai preso in mano la partita, sempre al traino con qualche aggancio o minimo vantaggio. Le Dikaioulakote hanno comandato per tutto l'ultimo quarto, ma anche prima sono state loro a proporre gli unici veri breaks, seppur mai risolutivi. La partita quindi ribadisce l’attuale riconquistata supremazia scledense.
Cosa sta mancando a Venezia rispetto a quando lo scettro l'aveva preso lei? Se ci sia qualcosa a livello di gruppo, non lo so. Ma, come già in Copp’Italia, è palese individuare la causa principale nel vistoso calo delle due principali artefici del trionfo tricolore: Kuier e Berkani. Cioè le due che, nel rispettivo reparto e quindi sommandosi alla perfezione, avevano innalzato le loro prestazioni a un livello dove nemmeno le punte scledensi erano riuscite a seguirle. Domenica Kuier si è fermata a 5 punti con 2/11; Berkani a zero con un solo tiro in 14' insulsi.
Da aggiungere, e non è poco, che Shepard, la quale era accusata da alcuni di essere troppo accentratrice e poco propensa alla difesa (colpe da cui si era riscattata in finale, mettendosi al servizio della squadra), è stata sostituita da una Stankovic talmente poco accentratrice da risultare trasparente (2 punti in 8').
In questa situazione, è già tanto che la Reyer abbia portato Schio fino all’ultimo tiro, grazie soprattutto alle italiane e a una buona Smalls. Potrebbe anche vedere il bicchiere mezzo pieno: se Kuier e Berkani ritrovassero smalto, le radiose giornate di maggio 2024 potrebbero ripetersi, anche se il fattore-campo che tanto giovò per andare 2-0 in finale, stavolta sarà a sfavore delle orogranata.
Da parte loro, però, anche le Cestariane hanno margini di miglioramento, anche perché non avranno più l’impegno d’Eurolega in mezzo, e perché la miglior Juhasz dopo il mezzo infortunio in nazionale non è ancora tornata. In più anche Salaun in questo periodo è in flessione.
In sintesi: oggi Schio numero 1, entrambe possono salire di livello da qui a maggio, chi lo farà di più si papperà lo scudo.
- L'andamento. Il 1° quarto è un garibaldino botta e risposta che sembra voler cancellare il ricordo della carestia di Copp'Italia; finisce infatti 22-26 per Schio dopo fiammate alterne; di Sottana e Verona quelle più ficcanti per le ospiti; Pan, Santucci e Fassina fanno di più per le locali. Schio ha già 19 tentativi dal campo, una gragnuola.
Ancora vivace il 2° periodo, anche se cominciano a calare ritmi e canestri; le straniere, in ombra all'inizio, battono qualche colpo; tripla di Kuier per il 31-31; Laksa, Salaun e André rilanciano Schio (33-39), controbatte Cubaj, che emerge come la migliore per la Reyer, propiziando il 40-40, anche se l'ultima parola prima del riposo l'ha Keys (40-42).
Nelle cifre alla pausa già emerge il nocciolo della supremazia scledense: 36 tiri dal campo contro 26; tanti tiri liberi per parte, già 17 per la Reyer, 14 per il Famila: non ne avranno quasi più nella ripresa.
E non a caso le segnature colano a picco. Nei primi 5' della ripresa il parziale è uno stitico 4-2; c'è poi l'ultimo vantaggio veneziano, di brevissima durata, con Cubaj e Smalls, ma anche stavolta è rapida Schio a reagire, graffiando con Juhasz, Sottana e una tripla di Zanardi che, dopo un periodo in naftalina, viene rispolverata con successo (50-55 al 30').
All'inizio dell'ultimo quarto, Schio va per la spallata definitiva e sembra ottenerla con Sottana e una tripla di Laksa (52-60), rincarando poi, dopo un botta-e-risposta tra Villa e Zanardi (in duello come ai bei vecchi tempi delle giovani longobarde), sino a +10 quando mancano ormai meno di 4' (56-66).
Comincia lì un'altra partita perché Schio si pianta totalmente, esaurendo forse la benza dopo le fatiche di Eurolega; Venezia torna a crederci con Villa e Pan (60-66) ma sciupa poi una serie di occasioni ghiotte, in uno stallo del punteggio che dura oltre 2', a tutto vantaggio del Famila che ormai è in palese difficoltà; Santucci realizza da sotto con una buona percussione-arresto-appoggio, poi frittata di Verona che regala un passaggio a Smalls, la quale realizza in contropiede (64-66 a -27").
Il Taliercio, rianimato quasi all'improvviso, ora sogna il ribaltone; sbaglia ancora Schio, con Laksa in arresto dalla media, ma ecco la piaga dei rimbalzi tornare a colpire sul più bello: la stessa lèttone arraffa la palla sul proprio errore e si procaccia fallo. Realizza solo un libero, così la Reyer, dopo timeout, ha la chance per pareggiare, ma Smalls viene ben chiusa, deve mollare la patacca bollente a Pan che può solo improvvisare un lancio da 9 metri, senza esito. Schio vince 64-67.
Si hanno: per le vittoriose Juhasz 13, Verona 12, Salaun e Laksa 10, Sottana 9, insomma varie discrete, nessuna da urlo; ancora al buio Dojkic (0 con 0/8). Per le battute, Smalls 14, Cubaj 13, Santucci e Villa 10; del trio Kuier-Berkani-Stankovic s'è già detto. Così come s'è detto, ma giova ribadirlo, che Schio vince grazie a 23 rimbalzi offensivi contro 5, pur tirando col 31% dal campo contro il 42%.
- Campobasso-Geas. Era il "sottoclou" di giornata, fra le due maggiori candidate alla semifinale, perlomeno se si considera il potenziale teorico e non il rendimento attuale. Di Sesto, chiaramente, che oggi come oggi non c'è, qualunque sia il motivo principale (acciacchi, calo di condizione di troppe pedine, approccio sbagliato com'è stato detto in conferenza stampa sia da Spreafico che da Zanotti, o che altro).
Entrambe venivano da sconfitte mal digerite, ma solo Campobasso aggredisce la partita con la voglia di dimostrare qualcosa: scatta 13-5 con Quinonez e Scalia, poi 24-9 in 6 minuti, bucando una difesa sestese inconsistente. C'è una reazione, 0-8, con Moore e Spreafico, le uniche due "sul pezzo" per le nord-milanesi, ma Morrison penetra nel burro allo scadere del 1° quarto (26-17).
Ma è nel secondo che scende la grandine: il team del pastificio crivella la retina da ogni punto dell'arco, in alcuni casi con troppo spazio concesso dalla difesa, in altri con fiondate pazzesche semplicemente immarcabili, soprattutto di Scalia, ma anche Trimboli, Quinonez, Ziemborska, insomma chiunque alza la mano fa canestro. All'intervallo è 51-29, Campobasso ha 7/8 da 3 nel 2° quarto (12/16 nei primi 20') contro 1/8 del Geas, il che fa tutta la differenza.
Reazione sestese? Non ve n'è ombra se non dopo un'ulteriore mazzata molisana, sino al 68-37 del 25'. A quel punto inizia un parziale di 7-24 per il Geas, con Moore e il risveglio di Makurat, e Sabatelli s'inquieta un po' quando a 4'30" dalla fine è "solo" +14 (75-61), ma ci vuol poco per ristabilire 19 punti di scarto finale (89-70).
Si hanno: Scalia 18, Kunaiyi 17, Quinonez 14 per le trionfanti, prestazione maiuscola; Moore 17, Spreafico 15, Makurat 11 per le battute, prestazione minuscola.
Ormai Campo ha blindato il 3° posto mentre il Geas è in un calderone fra quinto e settimo, anche se ha un calendario favorevole: le ultime 4 partite sono contro le ultime 4 della classifica.
- Battipaglia-Sassari. Cruciale per la lotta-playoff. E le campane... suonano a festa, giacché vincendo si portano a +2 sulla rivale nuragica, pur senza ribaltare la differenza-canestri. Entrambe hanno solo 3 partite rimaste e sono tutte durissime, per cui salvo imprese rimarranno alla quota attuale. Discorso simile per Brixia che ha una gara in più da giocare, ma 2 punti meno di Batti e lo 0-2 negli scontri diretti.
Insomma al momento è la compagine di Serventi in "pole" per l'ottava piazza. Una sorpresa rispetto a inizio stagione, ma si è guadagnata tutto sul campo, per l'esattezza sul suo campo, il micidiale PalaZauli dove ha colto 5 delle sue prede stagionali.
In questa torrida disfida, inizia meglio Sassari (11-15 al 10'), ma nei quarti centrali Battipaglia sorpassa (29-24 al 20') e poi scappa via (49-42 al 30') con un +9 al 34'; segue però un blackout campano con rimonta sassarese grazie alla convalescente Begic, a Toffolo e al risveglio di un'opaca Taylor (53-53 a -1'50"). Tutto in bilico, segna Cupido, risponde Gonzales, poi l'azione decisiva: Tassinari sbaglia da 3, Benson arraffa il rimbalzo, riapertura, altra tripla dell'ex bandiera bolognese e canestro; Gonzales fallisce la replica e commette antisportivo. Batti chiude 62-57 (Cupido 17, Benson 11 contro Gonzales e Toffolo 17, ma solo 9 per Taylor e 3 per Carangelo con 4/21 in coppia).
- Derthona-S. Martino. Bel duello che mette virtualmente al sicuro il 4° posto delle tortonesi, mentre le Lupe restano favorite per il quinto, avendo un buon calendario nelle ultime 4 gare, e gli scontri a favore sul Geas.
A far l'andatura sono sempre le padrone di casa (16-14 al 10' con Zahui già a 11 punti; 39-30 al 20' con folate di Penna e un 4/4 da 3 nel 2° quarto, 56-49 al 30' con buoni spunti di Arado), salvo estemporanee ricuciture ospiti; si riapre tutto nell'ultimo, con SML che si riporta a meno 3, viene respinta da Melchiori e Arado ma si rifà minacciosa sul 64-61 a 3' dalla fine; canestro cruciale di Zahui (66-61), le Lupe sbagliano 3 volte da 3 nella stessa azione, poi D'Alie mette due liberi, Attura fa altrettanto, Simon idem, Attura 1/2 ma ormai non c'è più tempo (69-66).
Si hanno: per le vittoriose Zahui 20, Penna 14 (+9 rimba e 5 assist, meno squillante di altre volte ma più di sostanza), Arado 10; per le battute ipercinetica D'Alie che fa 3/17 dal campo ma racimola 13 punti con 15 rimbalzi e 9 assist; Simon 17 e Robinson 14.
- Alpo-Brescia. Sfida fa ultima e penultima (ora diventata terzultima) ma non priva di contenuti piacevoli. Ci provano fino in fondo, le veronesi, a rompere un digiuno da monache trappiste (unica vittoria nell'Opening Day, ovvero fine settembre...). Brixia però nel finale trova quel paio di guizzi in più per avere la meglio. Garibaldi avrebbe gradito i ritmi a martello; si corre e si tira senza risparmio (alla fine saranno 73 tentativi dal campo per l'una, 72 per l'altra con quasi 30 liberi per parte). Vantaggi alterni, sinché sul 75-75 a 5' dalla fine è come ripartire da zero; decide uno 0-5 di Ivanova (arresto e tiro dalla media) e Johnson (tripla) anche se Alpo arriva ad avere la tripla del sorpasso con Rosignoli, sul ferro; Brescia chiude con 2 liberi di Pinardi (82-86).
Si hanno: Johnson 20, risorta, Tagliamento e Togliani 18 per le lombarde; Tulonen 23, Ejiofor 17 per le veronesi, che se non altro dimostrano d'essere vive dopo che qualche loro prestazione rendeva lecito il dubbio. Ha esordito la polacca Keller, nuovo rinforzo, senza peraltro destare meraviglia. Vedremo nel proseguio.
Nella foto: Villa contro Zanardi, duello che il grande pubblico vorrebbe vedere sempre.

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