- Il Baxi Ferrol, giustiziere di Sassari, la fa grossa e arriva in finale. Delusione per Lione (rima) che seguivamo con più simpatia in questa semifinale, non solo per la presenza della nostra alfiera Francesca Pasa (da play titolare), ma anche per i due astri nascenti del 2005, Jocyte e Malonga. Ma la compagine francese ha toppato completamente l'andata, davanti a 3.598 spettatori in terra iberica (tra parentesi, sia Francia che Spagna in quest'annata di coppe hanno avuto dai 2000 ai 4000 spettatori con 5-6 squadre ciascuna; l'invidia è lecita); fatto sta che il Baxi rifila a Lione una paga memorabile, 93-62, un abisso non recuperabile salvo cataclismi. Esplosione improvvisa dell'irlandese Melia, una lunga che da una decina di punti di media ne confeziona 27; dall'altra parte Malonga ne fa 17, almeno sufficiente, ma Jocyte solo 6 con 2/7, e Pasa 2 in 24' con 1/7. Una Caporetto.
- Nell'altra semifinale, più equilibrata ma non del tutto, Villeneuve piazza la stoccata cruciale all'andata in terra ungara contro Sopron; 3 quarti quasi alla pari, poi il break francofono nell'ultimo, 66-73. Insieme a Shavonte Zellous (17), ancora sugli scudi la Tilde Villa di Francia, ovvero Carla Leite (play 2004 creativa, come la nostra), 16 con 6/8 dal campo + 6 assist, solito carattere da vendere.
Al ritorno, davanti a 2200 spettatori, Sopron parte all'assalto (8-15 al 10') ma Villeneuve rimette le cose a posto (24-21 al 20'), la partita s'impaluda a punteggio basso e va bene per le francesi, che così non rischiano di farsi scappare le avversarie, anzi le tengono al guinzaglio chiudendo 54-46. Stavolta Zellous fa solo 1 punto con 0/9 ma la tale Leite è letale e fatale (che cazzo dico? Boh)
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