Oggi a Saronno parenti e amici saluteranno per l'ultima volta Dante Carzaniga, che ha legato il suo nome al basket viterbese per il campionato di A1 femminile 1989-90; la stagione successiva venne esonerato dopo dieci giornate, ma per le bizzarre regole del tempo restò alla finestra solo per un paio di mesi prima di rientrare sulla panchina di Schio (sempre in A1), dove sostituì Giuseppe Lo Giudice, altra vecchia conoscenza della pallacanestro cittadina.
Ho vissuto da vicino il campionato 89-90 della squadra allora abbinata alla Saturnia di Enzo Brunelli, e con Dante posso dire di avere instaurato un buon rapporto più per merito suo. Mi resta impresso il "Hai bisogno, Max?" alla fine di ogni partita, che fosse andata splendidamente oppure da schifo. Ricordo alcuni cazziatoni epici specie alle più giovani, ma non è che alle veterane, al bisogno, gliele mandasse a dire. Si prese male con un collega (mio) che in uno slancio di tifo gli aveva urlato qualcosa dalla tribuna, e non ci fu verso di rimettere a posto la situazione nonostante i tentativi di dirigenti e amici: riuscimmo solo a organizzare un frettoloso brindisi durante una trasferta di coppa Ronchetti, ma più che di pace si trattò di una tregua.Riaffiora alla memoria soprattutto un ricordo. La squadra era partita benissimo con nove vittorie nelle prime dodici partite e alla penultima d'andata ospitò Cesena per quello che era diventato un confronto con il primo posto in palio. Cesena era fortissima, e infatti vinse lo scudetto: ci rullò per bene segnando quasi cento punti a via dei Monti Cimini. Viterbo aveva come straniere l'immensa Walker e la giovane Stewart, che al secondo anno in Italia stava dando il consueto contributo di agonismo e fisicità, ma che contro Clarissa Davis e Catarina Pollini si trovò a malpartito. Sulle pagine del Corriere di Viterbo la criticai aspramente. Dante mi telefonò e con molto garbo mi spiegò che aveva chiesto a Stewart alcune soluzioni tattiche che lei aveva diligentemente eseguito ma che la avevano penalizzata in attacco. "Se ha sbagliato partita vuol dire che prima di lei l'ho sbagliata io", aggiunse, prendendosi la sua parte di colpa.
Quella squadra firmò - appena pochi giorni dopo - la stupenda impresa di Tuzla quando andò a violare il campo della squadra che allora si fregiava del titolo di campione d'Europa, e che poi si rifece con gli interessi (e grazie a un arbitraggio contestato) in una drammatica gara di ritorno a Viterbo. La Saturnia chiuse al sesto posto la prima fase del campionato, e venne eliminata nei quarti di finale dalla Comense dopo avere vinto gara-1 in Lombardia. Cesena e Como giocarono una storica serie scudetto, con le romagnole che rimontarono dallo 0-2 per vincere il tricolore. Erano anni in cui i club italiani dominavano in Europa, e le migliori straniere (specie americane) mostravano un gran basket sui campi del nostro Paese. Anni che sembrano sempre più lontani ora che perdiamo per strada alcuni protagonisti come è stato Dante.
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