giovedì 20 ottobre 2022

Confronti: numeri del calcio femminile in Inghilterra e Francia

Curiosità: questi sono i numeri del calcio femminile in Inghilterra e Francia, le due nazioni leader a livello europeo. Spicca che i salari medi sono ancora piuttosto bassi: 2900 al mese in Inghilterra e 2500 in Francia (ancor più bassi se si tiene conto che da loro il costo della vita è più alto).

Le tesserate del calcio in Francia risultano esattamente pari a quelle del basket: la FFBB (federazione francese di basket) dichiara 169.000 tesserate per la stagione '22/23, con un aumento di circa il 15% rispetto allo scorso anno (in cui però probabilmente pesava l'effetto covid). Forse il motivo per cui la loro nazionale è più forte della nostra è che hanno 8 volte le nostre tesserate, non perchè hanno le colonie...

Altro dato interessante sul basket femminile è che da loro le tesserate donne sono il 34% del totale (cioè gli uomini sono il 66% della torta), mentre da noi il rapporto è 14% vs 86%.

Il confronto con la pallavolo? In Francia le tesserate dello pseudo-sport che prende a schiaffi la palla sono 85.000 (al dato più recente che ho trovato) contro le 200.000 abbondanti in Italia. Forse è per questo che la nazionale italiana di pallavolo è ai vertici globali mentre quella francese non è neanche andata ai Mondiali (anche se la Slovenia maschile è riuscita ad andare in semifinale con una base di appena 18.000 tesserati, un miracolo; quindi non è un dogma che i risultati siano proporzionali ai praticanti; certo però è un fattore).



mercoledì 19 ottobre 2022

Basket femminile in un manifesto fascista

Curiosità: siccome qualcuno dice che sta per tornare il fascismo, magari non tutti i mali verranno per nuocere, se è vero che sotto il fascismo il basket (anzi pallacanestro) femminile aveva già un certo sviluppo, più di altri sports di squadra italiani, segnatamente la palla a volo. Questo è un manifesto promozionale del regime, anche se obiettivamente la pallacanestro è messa in secondo piano rispetto all'atletica.



sabato 15 ottobre 2022

Mondiali, fine: USA galassia a parte; podio Cina e Australia; grande pubblico; arranca l'Europa

Finalmente, crisbio. Sono due settimane che ho in canna il riassuntone del Mundobasket di Sydney, e ogni giorno dicevo: "Oggi lo scrivo", salvo rimandare. Credo che l'umanità sia sopravvissuta lo stesso alla mancanza, ma debbo comunque porre rimedio.

- USA campioni, come ogni volta. Tutto normale, tutto logico ma il problema è come hanno (stra)vinto le americane: +46 di scarto medio nelle 5 partite di girone; +31 nelle 3 partite di fase finale. E' come se in una gara di corsa il vincitore doppiasse tutti gli altri: sì, lo applaudi, grande ammirazione ma toglie interesse al nocciolo della competizione, che sarebbe quello di scoprire chi vince perché è il più bravo nella circostanza, senza che sia già determinato prima per eccesso di superiorità. Guardando ad altri sports, gli USA donne sono campioni del mondo in carica nel calcio e campioni olimpici nella pallavolo; ma hanno dovuto sudarsi quei titoli; erano tra le favorite ma potevano vincere loro come altre.
Pensare che, tornando al basket, era un'edizione di ricambio generazionale per le americane, senza più - rispetto a Tokyo 2021 - mostri sacri come Bird, Taurasi, Fowles, Charles e ovviamente la detenuta Griner. Le più anziane erano le '92 Gray e Thomas, poi tutte degli anni '90 tranne la 2000 Austin. E vari elementi arrivavano direttamente dai playoff Wnba; altro che preparazione specifica. Niente da fare: dominio con la pipa in bocca. Ancora un po', arriveranno in sandali mezz'ora prima dell'inizio di un Mondiale od Olimpiade e vinceranno lo stesso di 50 ogni partita. Il fatto è che sono veramente brave, non solo sul piano del talento (il che è scontato) ma su quello dell'applicazione, dell'intensità costante senza concedersi pause, del gioco di squadra che non consente personalismi e sfrutta di volta in volta chi è più ispirato. E conoscono alla perfezione il basket Fiba, visto che ci giocano per la maggior parte dell'anno. Del resto sono donne di ferro che giocano 12 mesi senza dire "ba", altro che le vacanze lunghe dei colleghi uomini. E quando gli USA fanno le cose seriamente, è inevitabile che non ce ne sia per nessuno. Ma è preoccupante appunto che il fossato sia in aumento.

- Nonostante la mancanza di pathos sul vincitore, il Mondiale è stato un successo di pubblico. 145mila spettatori totali, record "all time" nonostante la diminuzione da 16 a 12 squadre (chissà perché, tra parentesi, mentre gli altri sports tendono ad aumentare); una media di 3.800 a partita che è notevole se si pensa che il mastodontico Mundovolley, in contemporanea, ne ha avuti circa 2.300 a gara (dato aggiornato dopo le finali di oggi); e se si pensa che solitamente gli eventi Fiba femminili non brillano per capacità di popolare gli spalti... Lo spettacolo dei 15.900 della finale 1° posto (facciamo 16.000 con gli imbucati) è stato straordinario; eppure mancava la squadra di casa. Ma tantissimi erano i cinesi, con ogni probabilità appartenenti alle abbondanti comunità locali. Indice comunque di popolarità del basket sia in terra di canguri che in quella della soia. Australia-Cina in semifinale ha avuto 12.000 spettatori, ma anche partite della prima fase hanno registrato affluenze imponenti. Da quel punto di vista, dieci e lode.

- Nella prima fase, le vicende più interessanti sono state quelle del girone B, dove c'erano 5 squadre sulla carta dello stesso livello. Poi si è visto che il Giappone finalista olimpico stavolta era un gradino sotto, vincendo solo col materasso Mali; ma le altre 4 si sono scannate a vicenda. Alla fine l'ha spuntata l'Australia grazie alla vittoria di 3 sul Canadà, il quale aveva messo in riga sia Serbia che Francia; le transalpine hanno infilzato le ospitanti in esordio ma poi hanno perso anche con la Serbia all'ultima giornata. Il grottesco, o quantomeno incoerente rispetto agli esiti del campo, è stato che la nuova formula con sorteggio dei quarti ha reso inutile il 3° posto della Serbia, spedendola contro gli USA nei quarti, mentre la Francia beccava la Cina, da cui poi ha perso, ma almeno aveva qualche chance.
Nel girone A invece classifica lineare (cioè 10-8-6-4-2-0) con quella che poi è stata anche la finale, Usa-Cina, vinta dalle yankee di 14 (era solo +9 dopo 3 quarti, massima "difficoltà" per le americane in tutto il torneo); tirata la vittoria del Belgio su Portorico, per il resto scarti abbondanti, compreso il +19 di Portorico sulla Corea del Sud nella sfida decisiva per passare il turno; addirittura 3 partite con oltre 60 di fossato: due degli USA ma anche Cina-Corea.

- Quarti di finale a senso unico: USA +33 sulla Serbia; Canada +19 su Portorico confezionato in meno di 20'; Australia +17 sul Belgio orbo di Meesseman; un po' d'incertezza solo in Cina-Francia, col +14 finale per le asiatiche che nasconde qualche riavvicinamento francese, anche se mai mettendo la freccia dal 2° quarto in avanti.

- In semifinale imbarazzante supremazia degli USA nel derby col Canadà: 15-0 dopo 3'45", 67-29 dopo 3 quarti, 83-43 alla fine, giusto perché hanno avuto pietà.
Seguiva la partita-top dell'edizione, Australia-Cina. Questa sì da ricordare. Pubblico cinese numerosissimo e quasi più rumoroso di quello casalingo; partono davanti le marsupiali ma il 2° quarto è dominato dalle discepole di Mao (le quali, va notato, avevano perso dopo i quarti la top-scorer Li Meng); sempre avanti la Cina di poco, sinché a 4' dalla fine arriva il sorpasso. Testa-a-testa thrilling in cui si segna poco; l'Australia sogna sul 59-57 all'inizio dell'ultimo minuto e palla in mano, ma arriva la svolta cruciale con una rubata di Wang Siyu che porta a un contropiede arzigogolato ma concluso con successo dalle comuniste per il pareggio. L'Australia sbaglia; sull'attacco cinese, che stagnava ancora lontano dal canestro, malaugurato fallo di Whitcomb sul palleggio di Wang Siyu che segna i 2 liberi del 59-61. Timeout, ultima chance delle australi, Magbegor si scaglia in entrata ma il suo appoggio a tabellone è un po' troppo forte. E dunque tripudio Cina, che torna in finale dopo 28 anni.

- Della finale 3° posto, dominata dall'Australia sulle foglie d'acero ma meno di quanto dica il +31 conclusivo (a metà 3° quarto era solo +7), rimarrà nella memoria il canto del cigno, inaspettato e abbagliante, di Lauren Jackson, la quale totalizza 30 punti, e non perché si siano messe d'accordo per regalarle una passerella. Il totem sciorina una serie di magistrali giro-e-tiro dal post basso e segna in ogni altra occasione. Alla standing ovation che accompagna l'uscita, piangeva metà del palazzo e dell'utenza mondiale collegata, me compreso che a stento piango quando defungono parenti.

- Sulla finalissima non si può dire che sia stata priva d'interesse, però si è capito dopo 5 minuti che il miracolo cinese non aveva margine per materializzarsi. La Cina annaspava per restare aggrappata, e il meno 10 dell'intervallo (43-33 con tripla asiatica sulla sirena) era un risultato lodevole, ma a inizio ripresa gli USA hanno girato non una ma dieci viti in difesa, al punto che la Cina non solo non riusciva a segnare, ma nemmeno a tirare perché si faceva intercettare i passaggi o scadevano i 24". Appena gli USA hanno ripreso ritmo al tiro da fuori, è calata la notte: 68-47 al 30' e oro in tasca. La Cina con dignità ha portato a casa uno scarto accettabile lottando sino in fondo (bene il torrione Xu Han e la razzente guardia Wu Tongtong), ma l'83-61 fotografa una finale impari.

- A'ja Wilson corona il suo 2022 da paura (già in tasca l'mvp di stagione regolare Wnba + titolo) prendendosi l'mvp (17,2 punti col 66% da 2); per una volta Stewart è "solo" quintetto ideale. Poi il pinnacolo Xu Han per la Cina, l'efficace anche se non stellare Talbot per l'Australia e l'aletta Carleton per il Canadà. Onestamente se ci fossero state 4 americane tra le top-5 c'era poco da obiettare, ma il collettivo era tale che c'è l'imbarazzo della scelta; però Kelsey Plum, seconda marcatrice di squadra e sempre elettrica, meritava.

- In un bilancio per continenti, dettano legge l'America e l'Asia/Oceania. Per il Nuovo Continente, a parte gli USA che sono fuori categoria, in attesa che il Sudamerica torni a dare segnali di vita, il Canada a parte le due debacles finali ha mostrato ottime cose, e ha la freccia in su ormai da un quinquennio; e Portorico ha sorpreso. Ripescata grazie al bando della Russia, la compagine isolana si è giovata della classica possibilità di attingere al serbatoio USA, inserendo (rispetto a Tokyo '21) due assi giovani come Mya Hollingshed ('99) e Ariella Guirantes ('97, quest'ultima top scorer del Mundial con 18,2 di media), che hanno fatto pentole, coperchi e l'intera cucina a gas, portando la squadra al massimo possibile (quarto di finale).
Quanto al settore orientale del pianeta, cioè le asiatiche più l'Australia, il doppio podio fa bilancio grasso. Le cangure, non solo col rispolvero di Jackson (che nel grosso delle partite è stata una componente marginale), ma con una buona organizzazione di squadra, hanno sopperito all'ormai cronica defezione del moloch Cambage. La Cina ha avuto una crescita impressionante negli ultimi anni, che andrebbe analizzata; di fatto si ritrova con una squadra giovane (la coppia di lunghe dominanti, Xu Han e Li Yueru, è del '99) ed entusiasmante per come gioca. E' come se in Asia ci fosse stata un'evoluzione tecnico-tattica improvvisa (cioè, è parsa tale a noi osservatori, ma evidentemente è il frutto di un lavoro nel tempo), per cui se prima vedevi buone individualità, anche fisiche, che però pagavano dazio sul piano della reattività, del sapere cosa fare in campo al di fuori di standard meccanizzati e un po' robotici (cioè sapevano fare bene 2-3 cose, eseguire 2-3 giochi, ma appena la partita andava fuori copione si perdevano), adesso invece sembrano sveglissime e ultra-sgamate. Valeva lo stesso discorso per il Giappone di Tokyo '21, che qui non s'è visto, forse per l'assenza del funambolo Machida, ma immaginiamo sia solo un passaggio a vuoto. Anche l'asiatica più debole, la Corea, ha fatto vedere cose interessanti, specie quando ha strapazzato la Bosnia con 37 punti della fromboliera Kang.

- Liquidando l'Africa, ahilei, in una riga (Mali capitato lì per caso, dopo il forfait della Nigeria), resta la nota dolente dell'Europa. Neanche un posto fra le prime 4 è una debacle storica. E non è stato per episodi sfavorevoli nell'eliminazione diretta, ma perché fin dall'inizio è apparso che le "nostrane" non ne avevano per fare strada lunga. Gli alibi non mancano: la Francia era all'anno uno di un ricambio generazionale (finalizzato a Parigi '24); la Serbia idem; il Belgio ha perso Meesseman in corso d'opera; la Bosnia non ha proposto quasi nulla di decoroso intorno a Jonquel Jones (e nemmeno lei alla fine ha potuto far molto), inanellando una serie di batoste. E se la Spagna è stata vittima del taglio delle squadre, la Russia è incappata nelle sanzioni ben note, proprio quando avrebbe avuto il duo Vadeeva-Musina ormai maturo per riportarla in alto.
Però, però... la sensazione è che l'Europa sia in fase di stagnazione: poche stelle nuove, poca innovazione sul piano del gioco, si ricorre alle naturalizzate (Gabby Williams, Anderson, Jones...) per mettere pezze, ma non basta. Servirà aspettare 2 anni per capire se è solo una sentenza occasionale o se è un ciclo sfavorevole, come a volte succede.
Il dubbio spiacevole è che l'Europa abbia perso la capacità di sviluppare talenti. E il pensiero va al Mondiale U17 del 2016: nel quintetto ideale ci furono Magbegor, oggi elemento importante dell'Australia (anche se forse leggermente sotto le attese), Xu Han, miglior centro di questo Mondiale 2022, e... Sara Madera, la quale aveva un anno meno di loro ma era sullo stesso livello, oggi decisamente no; temo neanche domani. Ma anche nelle annate che precedono di poco le '99-00 si fatica a vedere superstars europee come sono state le varie Gruda, Torrens, Petrovic (ora Vasic) nate a fine anni '80, o Meesseman ('93): pure la nostra Zandalasini è chiamata in causa. Tante buone giocatrici, per carità (Johannès, classe '95, assente a Sydney, possiamo considerarla anche super; ci sarebbe la belga Linskens, '96, ma non vale Meesseman), ma poche eccellenze assolute.

Nella foto: un tiro di Breanna Stewart in finale sullo sfondo dei 16.000 di Sydney.


 

domenica 9 ottobre 2022

Le prime evidenti conseguenze delle 4 straniere

Tra i pretesti che si sono sentiti la scorsa primavera per presentare come buono e giusto l'aumento delle straniere da 3 a 4, c'era pure quello che "così si possono ridurre le differenze tra grandi e piccole". Certo, come no. Oggi Schio, invece di dover tenere fuori una tra Mestdagh, Zahui, Ndour e Howard, cioè quattro califfe di livello internazionale, le ha potute mettere tutte insieme, di fronte a Crema che ha 3 straniere prese un po' come capitava l'occasione. La differenza diminuisce o aumenta?
Certo, uno può obiettare: è Crema che sceglie di non prendere la quarta straniera, se volesse potrebbe. Sì, ma sono soldi in più da tirare fuori, e poi non è che una quarta straniera così-così ti pareggerebbe il valore di una quarta straniera di Schio, che è super.
In poche parole è una riforma che non fa altro che aumentare dislivelli già enormi. Se Schio giocasse 40 minuti spingendo sull'acceleratore, vincerebbe di 50 ogni volta, tranne che con 4-5 avversarie (forse). Sono partite senza senso sportivo, come un match di boxe tra un peso massimo e un peso medio, per non dire piuma. Chi vince non è perché è stato più bravo nell'occasione (che sarebbe il senso dello sport) ma perché è fisiologicamente di un altro pianeta rispetto all'avversario.

domenica 2 ottobre 2022

Considerazione su Diamanti

 Diamanti è un fanatico integralista, con i lati positivi e negativi che ne conseguono. Per lui non cambia nulla tra essere punto a punto in finale scudetto o essere a +40 all'inizio dell'ultimo quarto alla prima giornata, vuole sempre in campo quelle che applicano meglio il suo gioco. Credo che sia già uno sforzo per lui "regalare" un paio di minuti alle panchinare fisse sul +50. E se fai una palla persa banale sul +70 dopo aver segnato 30 punti con 15/15 al tiro, ti urla dietro come se avessi causato la fine dell'umanità.
Chiaramente, se riesci a seguirlo fino in fondo, ti fa arrivare al margine estremo del tuo rendimento, là dove altri allenatori non riescono a spingerti. Per quello dico che ci sono dei pro e dei contro nel suo modo di allenare.

sabato 1 ottobre 2022

Supercoppa: l'ombra di Schio si allunga già sulla stagione

Sembrava tutto apparecchiato per il primo trofeo della Virtus femminile. Ma ci si basava sull'impressione delle due semifinali: superiore quella fatta da Bologna demolendo una Ragusa evidentemente non ancora addestrata alla difesa ferrigna modello-Diamanti (99 punti subiti con 37 canestri da 2); mentre Schio non è che avesse rischiato di perdere, contro una Lucca che pur avendo cambiato pedine ha mostrato lo stesso carattere dell'anno scorso, però aveva un po' viaggiato al minimo indispensabile, apparendo ancora un po' indietro nella costruzione del nuovo tessuto di squadra, al di là delle assenze di Mabrey e Howard.


E quindi si poteva azzardare un pronostico favorevole alla Virtus. Alla faccia. Nella palestrona di Alghero (davanti a un drappello di scledensi e al dinamico duo virtussino Zanetti-Baraldi; tribunette non vuotissime ma le 18 di mercoledì non era forse l'orario ideale per l'affluenza), la finale è stata a senso unico; ma per Schio. Un'asfaltatura devastante, persino avvilente per le "V nere" fatte nere. 28 punti di scarto, ma erano già 31 dopo 19 minuti.
E sì che Bologna partiva 0-6 in suo favore dopo 1'15". Poi succede che Schio segna un tiro dopo l'altro: prima Zahui e Verona da 3, poi Penna 4 punti in fila, poi Verona in coast-to-coast da tiro libero subìto (roba da far schiattare Ticchi) e ancora lei da 3, poi Ndour; ed è un 18-1 in 5 minuti. In questo lasso di tempo la Virtus attacca in modo orrendo, tra palle perse e tiracci; qualche tiro buono per la verità lo prende anche, ma non entra nemmeno quello (soprattutto con Laksa); il pressing a tutto campo non cava un ragno dal buco; e allora è inevitabile piombare in depressione.
Ma non sembrava solo questione di esecuzioni buone da una parte e scadenti dall'altra: il problema pareva a monte, e cioè le idee di Schio erano chiare, la Virtus sembrava non sapere a cosa aggrapparsi. Forse perché Verona e Sottana, con le rispettive diverse caratteristiche, hanno giostrato benissimo in regia, sicché ogni altro elemento faceva perfettamente la sua parte (pure l'ultima arrivata Christinaki: entra e segna al primo pallone toccato), mentre per Bologna non si capiva chi agisse da testa pensante e guida, con la conseguenza di sprofondare tutte nel marasma generale.

In realtà sul 23-11 a fine 1° quarto c'era ancora margine per cambiare verso alla partita; invece in modo forse ancora più inatteso (perché una falsa partenza può capitare, ma l'assenza totale di reazione no) calava la pietra tombale sulla partita, con un 23-4 per Schio nei primi 8'30" del 2° periodo, con la Virtus a realizzare solo dalla lunetta. Cioè 46-15 sul tabellone, pazzesco.
Il resto della partita ha avuto poco senso, se non per annotare che il massimo scarto è stato di 32 a circa 4' dalla fine; che Ndour si è presa il premio di Mvp con 21 punti dopo i 25 in semifinale; che Sottana chiudeva con 13 punti e 8 assist in 15'; che Bologna totalizzava il 26% da 2 dopo il 65% contro Ragusa.

Dunque quarto trofeo di fila per Schio in Italia; terza finale consecutiva vinta sulla Virtus. Il tutto giocando, mercoledì, con 5 giocatrici nuove su 10, di cui 3 in quintetto (Zahui, Penna e Ndour). Mentre dall'altra parte ce n'erano 3 appena strappate al Famila; ok, non contiamo Del Pero (4 minuti) ma André 2 punti in 28' e Laksa 8 con 3/12 dopo che lo scorso anno in ogni finale era stata una macchina da guerra.
Evidentemente il "know how" vincente di una società non è aria fritta ma qualcosa di tangibile. La Virtus avrà altre occasioni ma dovrà togliere il tappo prima che diventi un complesso come quello che ha, probabilmente, abbattuto Ragusa negli anni in cui duellava quasi alla pari con Schio ma quasi sempre perdeva.
Il messaggio per la stagione, lanciato da questa Supercoppa, può essere già inquietante per le rivali di Schio. Al di là dell'occasionale giornata super dell'una e pessima dell'altra, contando che devono ancora arrivare Mabrey e Howard mentre di là solo Rupert (più Barberis che era indisponibile stavolta), e guardando la profondità pazzesca del Famila di quest'anno, mentre per la Virtus c'è qualche elemento leggermente sotto il top, e ancor più per Venezia, Ragusa eccetera, si ha l'impressione che la pole position sia già stabile in mano alle solite arancioni. Tanto più se la mentalità sarà sempre così killer.

Chiusura su Zandalasini. 7 punti con 3/13 (ok, 5 assist) e il peggior plus/minus di tutte, meno 24. Obiettivamente, la differenza tra le due squadre è stata tale che nemmeno una sua prestazione brillante avrebbe invertito l'esito. Però se non mette la sua impronta in queste partite, se vaga anonima senza fare nulla di tangibile per frenare la valanga, il tutto quando doveva essere quella con più fame di tutte, perché dopo due finali perse era chiamata a dimostrarsi leader di una squadra a caccia del suo primo titolo, è inevitabile il sospetto che a 26 anni i suoi limiti siano più agonistici che tecnici. Anche se non saprei se classificare nel primo o nel secondo ambito il suo annoso difetto di non sapersi semplificare la vita; cioè sempre tiri complicati, roba che se entra si grida al capolavoro, ma vedi come fa una Verona, che in apparenza ha molto meno talento eppure è così efficace, sia pure non sempre come mercoledì, chiaro. C'è qualcosa di enigmatico in questo rimanere incompiuta da parte di Zandalasini, almeno se parliamo del massimo livello, quello che ci si attende da lei (e vorremmo che non fosse un peso). Ma ha ancora tempo per far cambiare idea a tutti.

mercoledì 28 settembre 2022

Contro chi giudica l'etica lavorativa dalle foto social

Cosa vuoi giudicare dai social? Potresti vedere 10 foto di una che si fa il mazzo in palestra, e magari sono stati gli unici 10 minuti che ha passato a lavorare; o vedere 10 foto di una in bikini, e magari stava un attimo in spiaggia e poi si faceva il mazzo per 4 ore.

martedì 27 settembre 2022

Trio Reyer alla Mostra del Cinema

Questa mi era sfuggita sino a stasera: M.Villa, Fassina e Santucci alla Mostra del cinema di Venezia, un paio di settimane fa.


 

Mondiali: il sorteggio dei quarti

Sorteggiati gli accoppiamenti dei quarti al Mundobasket: effettivamente si sono invertite le posizioni, cioè le prime hanno beccato le terze. Fregatura parziale. Certo che ha poco senso dal punto di vista sportivo, anche se l'intento immagino fosse evitare calcoli e sconfitte tattiche: la Serbia oggi ha battuto la Francia, ma come premio si ritrova contro gli Usa mentre la Francia con la Cina.

Usa-Serbia
Canadà-Portorico
Cina-Francia
Australia-Belgio

Dando per scontato che la Serbia venga spazzolata dagli Usa, vediamo se le altre due europee riescono con l'esperienza e la tattica a far fuori le meglio piazzate Cina e Australia.

Mondiali: ultima giornata 1^fase in corso

Ultima giornata prima fase al Mundobasket: Po' po' po' Portorico, batte la Corea del Sud e va ai quarti. L'avevo sottovalutato; l'America latina da anni in ribasso batte un colpo.

Adesso c'è un interessante Serbia-Francia, ambo già qualificate ma in palio il piazzamento. Se vince la Serbia è un assist per l'Australia che battendo il Giappone sarebbe prima. Quanto alle nipponiche, le glorie di Tokyo sono repentinamente tramontate. L'unica asiatica ai quarti sarà la Cina.

Aggiornamento: zampata della Serbia che condanna la Francia a un quarto di finale duro (questo supponendo che l'Australia non sprechi col Giappone), anche se bisognerà vedere cosa sancisce il sorteggio. 

Aggiornamento-bis: l'Australia batte il Giappone e vince il girone (rima).
Rupert dietro la lavagna per la partitaccia di oggi: l'Equipe le dà 3 in pagella.

Sospensione (o chiusura) di "Pink Basket" di Gottardi

Essendo un prodotto gratuito per l'utenza, non era una questione di riscontro presso i tifosi/appassionati, posso assicurarlo. Chi intraprende un'iniziativa di comunicazione nel basket femminile sa già che troverà un riscontro di pubblico molto relativo.
Dal punto di vista commerciale nulla sta in piedi da solo, nel basket femminile. C'è bisogno di qualcuno che abbia la sensibilità e la generosità di finanziare.

Non voglio fare l'interprete di Silvia Gottardi, che non ne ha bisogno, ma nel suo comunicato si nota che ringrazia la Fip, quindi presumo che non abbia da recriminare sulla federazione. Voleva un appoggio maggiore dalle componenti del movimento prettamente femminile, questo mi pare chiaro.
Logico che se poi ci fosse stato un seguito di pubblico di 100.000 lettori a numero sarebbe stata un'altra storia, ma non era così folle da aspettarselo. 

ipeto che non voglio parlare a nome di Silvia Gottardi che sa parlare benissimo da sé, e poi io nel progetto in questione avevo un ruolo di collaboratore, non di... tesoriere; però se il prodotto era gratuito, non è che avere tot migliaia di followers in più o in meno (su cifre che inevitabilmente sono basse, perché è basket femminile) cambia qualcosa sulla sostenibilità.
Ma qualcuno crede che Superbasket e Basket Magazine (i due periodici di basket attualmente acquistabili in edicola) si reggano in piedi perché hanno un grosso pubblico? Ormai li comprano pochi intimi (tra i quali me). Hanno problemi di vendite i grandi quotidiani nazionali (quelli che parlano di cose serie), figurati una pubblicazione di basket e per di più femminile.

PS: comunque, anche ponendo di puntare solo sulla "diffusione commerciale" pura, è indispensabile (o perlomeno utile) un aiuto dai diretti interessati, cioè che diano una mano per la diffusione attraverso i propri canali. E' chiaro che se questo aiuto non arriva, o arriva poco, diventa tutto più complicato. Silvia Gottardi stessa ammette un'ingenuità nel pensare di ottenere di più da quel punto di vista.

venerdì 23 settembre 2022

LBF ritorna su MS Channel

A1 e A2 visibili su MS Channel e MS Sport, come due anni fa, dopo l'abbandono dell'esperimento con la "tv di Lega". Finalmente una bella notizia.
C'è il dubbio però che il canale sia scomparso dal digitale, recentemente. Va verificato. Nel comunicato di Lega si parla di pacchetto Sky e streaming sul sito dell'emittente.

Se una prima pagina portoricana stupisce

 Curiosità. Mondiale femminile in prima pagina anche su questo giornale portoricano, essendo la prima storica vittoria della loro nazionale in un Mondiale (al quale peraltro si sono qualificate per ripescaggio dopo la cacciata della Russia).

C'è da dire che siamo talmente abituati all'insignificanza mediatica del nostro basket femminile, che vederlo in prima pagina su giornali fa un effetto strano, come a dire "ma questi sono matti?". Invece è normale.

 


 

giovedì 22 settembre 2022

Mondiali in Australia, la vigilia: USA e poi? Europa di rincorsa

S'accinge a cominciare il Mundobasket femminile 2022, meglio noto come FIBA Women's Basketball World Cup. Tutti dall'altra parte del mondo, in Australia, a Sydney, dove una delle due arene utilizzate è addirittura da 21.000 posti; vedremo se riusciranno a riempirla.


Si fa tutto abbastanza in fretta, come d'abitudine negli ultimi anni per le competizioni femminili: 22 settembre-1 ottobre. Quello di pallavolo (Dio ce ne scampi), che inizia in contemporanea, va avanti fino al 15 ottobre, per fare un confronto. Del resto quello di basket è stipato tra le fine della stagione WNBA e l'inizio di quella europea di club, e nel nostro sport si sa che le nazionali (al di là della retorica) non sono il culmine e il fine massimo dell'attività.

Comunque sia, qualcosa d'interessante si vedrà (in streaming su Eleven per quanto riguarda l'Italia; su Sky per ora non si hanno notizie, nonostante risulti che i diritti li abbia) :unsure: . 12 squadre, 2 gironi, quindi 5 partite di prima fase, poi si va ai quarti, semifinali e finali in 3 giorni consecutivi (non il top per lo spettacolo, probabilmente, né per aiutare chi è forte ma è corto di panca, che potrebbe finire la benzina). C'è il piccolo problema del fuso orario, anche se le partite in serata da loro sono intorno al nostro mezzogiorno.

Prospettive. E' un'edizione che arriva un anno dopo le Olimpiadi, quindi per alcune squadre è l'inizio di un nuovo ciclo finalizzato a Parigi 2024. Sembra soprattutto l'Europa in una fase di transizione: la Francia bronzo a Tokyo è molto rinnovata (via Gruda e altre veterane), la Serbia campione d'Europa idem (ritirate Vasic e Brooks), la Spagna non si è qualificata, la Russia sì ma è stata cacciata per la guerra. Sembrano stabili il Belgio di Meesseman e la Bosnia di Jones, entrambe reduci dai playoffs WNBA. Ma, almeno secondo il super-esperto Paul Nilsen, non sono da medaglia.
Sembra quindi un affare per extra-europee, il podio. Ovviamente le solite super-favorite sono le eterne imbattibili USA, che hanno un roster non proprio con le 12 migliori come farebbero per le Olimpiadi, però è pur sempre un ben di dio allucinante: Stewart, Wilson, Plum, Copper, Gray, Ionescu, e anche il resto è tutta gente che sarebbe titolare fissa in qualsiasi altra squadra. Il problema è il solito: se giocano come sanno non ce n'è per nessuno, il che ammazza metà dell'interesse. Sì, sono quasi tutte appena arrivate dai playoff WNBA mentre le avversarie si stanno facendo il pajolo insieme dall'inizio dell'estate, però la supremazia teorica è tale che anche se si trovano in campo il giorno dell'inizio, senza mai vedersi prima, possono dominare lo stesso. L'ultima sconfitta americana, ricordiamo, è stata proprio ai Mondiali, ma nel 2006, una vita fa.

Le altre top annunziate sono:
- l'Australia, che a Tokyo era in calo ma qui gioca in casa; nuovamente non avrà Lizzona Cambage ma recupera, rullo di trombe, l'immensa Lauren Jackson, 41 anni, tornata dal ritiro, a far coppia con la nuova stella Magbegor;
- le due asiatiche, entrambe in grande ascesa alle Olimpiadi (purché non fosse solo l'effetto di essere là da loro): il Giappone, meraviglia d'argento a Tokyo col suo gioco tutta spuma ma anche arrosto (risulta però assente la funambola Machida); e la Cina delle torri, che l'anno scorso buttò nel cesso un quarto di finale già vinto ma è uno squadrone.

Per il resto, occhio anche al Canada, eternamente sul punto di esplodere, con Achonwa e Kia Nurse; la Corea non è malaccio ma è già molto se arriva ai quarti; da segnalare che al posto della Russia (spiace soprattutto per due grandi giocatrici come Vadeeva e Musina) c'è Porto Rico, che aveva fatto abbastanza pena al Preolimpico ma ha avuto fortuna a trovarsi nello stesso girone delle reprobe russe; e al posto della Nigeria (auto-esclusasi dalle manifestazioni Fiba per ordine del governo, pare) c'è il Mali, movimento in crescita come abbiamo visto nelle competizioni giovanili.

mercoledì 21 settembre 2022

WNBA: Las Vegas campione per la prima volta

Si è conclusa la stagione 2022 del campionato americano di pallacanestro femminile, meglio noto come WNBA. Ha vinto per la prima volta Las Vegas, franchigia storica (anche se prima stava a San Antonio e in Utah), allenata dalla grande Becky Hammon, che quindi ha debuttato alla grande come head coach professionista a tutti gli effetti (finora aveva avuto qualche esperienza in singole partite NBA e di summer league). La città dei casinò e del peccato ha dunque un successo cestistico da celebrare a oltre 30 anni di distanza dal trionfo della mitica UNLV (University of Nevada, Las Vegas) nell'NCAA maschile 1990.


Stella principe delle Aces è A'ja Wilson, già da qualche anno consolidata come la nuova lunga di riferimento del basket Usa; è stata lei l'MVP della stagione regolare. MVP della finale invece è stata Chelsea Gray; tra le protagoniste anche gli ori olimpici 3x3 Jackie Young e Kelsey Plum; in roster anche qualche volto ex o futuro-italico: Riquna Williams, Dearica Hamby e la neo-bolognese Iliana Rupert.

Già in stagione regolare Las Vegas ha primeggiato, alla pari con Chicago (entrambe 26-10). Stagione allungata, va notato, a 36 partite per compagine (sempre 12 le partecipanti). Con l'ottavo e ultimo posto si è qualificata Phoenix di Taurasi (tuttora capace di prodezze a 40 anni tondi) e in teoria ma purtroppo non in pratica, anche di Brittney Griner, la cui prigionia in Russia ha messo una patina di tristezza sull'intera stagione; è stata ricordata in vari momenti, segnatamente l'All Star Game.
Breanna Stewart, tanto per cambiare, è stata la miglior marcatrice della regular; quintetto ideale lei, Plum, Skylar Diggins, la veteranissima Candace Parker e ovviamente l'MVP Wilson.

playoff tornavano quest'anno ad ampliarsi, abbandonando il format delle partite secche nei primi turni, introdotto qualche anno fa: 1° turno al meglio delle 3, semifinali e finali "best-of-5".
Tutte avanti le prime quattro; colpo fallito per New York della nuova stella Sabrina Ionescu (e dell'ex veneziana Howard), che dopo aver vinto gara-1 aveva la "bella" in casa (il format prevedeva gara-3 sul campo della peggio classificata, dopo 2 gare in casa della meglio) ma la perdeva seccamente.
Seattle eliminava 2-0 Washington di Delle Donne; fuori subito anche Phoenix, 2-0 da Las Vegas.

La serie-top di questi playoff giungeva in semifinale, tra Las Vegas e Seattle. C'era un'aura mistica dovuta all'annunciato ritiro di Sue Bird, la donna dei 5 ori olimpici, in caso di sconfitta. Dopo un colpo delle Storm in gara-1 e la risposta delle Aces in G2, cruciale era una gara-3 da leggenda, finita 98-110 dopo un supplementare per Las Vegas, dopo che negli ultimi 30 secondi dei regolamentari si erano segnati qualcosa come 11 punti tra botte e risposte. Una tripla di Bird dall'angolo sembrava vincente (e sarebbe stato da cinema), ma una maldestra difesa su rimessa lasciava il pareggio a Las Vegas che poi dominava il prolungamento con 34 punti di Wilson. In G4 altro partitone ma altra vittoria delle Aces, 92-97 con 31 di Gray e nonostante 42 (!) di Stewart. Si è chiusa così, con una delusione ma anche molti tributi, la carriera di Bird, a 43 anni. Si è ritirata anche un'altra grande assoluta come Sylvia Fowles.
Bella anche l'altra serie di semifinale, vinta 3-2 da Connecticut (di Jonquel Jones, Courtney Williams, Alyssa Thomas) su Chicago campione uscente, la quale bruciava un 2-1 di vantaggio.

In finale Las Vegas ha ben sfruttato le due gare di apertura in casa, si è presa una pausa in G3 perdendo di 29, ma ha espugnato il campo avverso in G4 (71-78) conquistando il titolo.

Come sempre, parlando di WNBA è significativo valutare i passi avanti o indietro sul piano dell'interesse, giacché al di là di chi vince o chi perde, la vera battaglia della Lega da sempre è quella.
Ebbene, la media di spettatori nei palazzetti, nella prima stagione senza restrizioni dopo le due condizionate dal Covid, è risultata di 5.700, in calo rispetto al pre-pandemia. Va notato che c'è stata pochissima omogeneità tra una piazza e l'altra: Seattle ha avuto oltre 10.000 di media, Indiana meno di 2.000.
Notevole invece l'aumento di audience televisiva, anche se chiaramente parliamo di numeri molto relativi (per essere gli USA): circa 400.000 di media per la stagione, 530.000 per le finali su ESPN, quest'ultimo dato in realtà in leggero calo, ma l'annata complessiva ha registrato un +20%.
Si parla di possibili espansioni (cioè nuove squadre) per i prossimi anni, che sarebbe una novità dopo parecchio tempo.

venerdì 16 settembre 2022

Venerazione dura a morire per i canali generalisti

 Credo che siamo ancora troppo ancorati all'idea che "o sei in tv sui primi canali o non sei nulla", com'era fino a 10-15 anni fa. Se fosse così saremmo davvero spacciati.
Invece, per fortuna, gli adolescenti di oggi in larga parte non guardano neanche mezzo minuto alla settimana i canaloni tv Rai e Mediaset, e stanno incollati per ore ai social, dove qualunque sport può farsi vedere.
Il pubblico della tv generalista sta sempre più invecchiando. Certo, siccome per il momento è ancora massiccio, non farebbe schifo riuscire ad arrivarci. Però non è che se non siamo su Rai o simili non possiamo arrivare ai giovani.

mercoledì 31 agosto 2022

Bilancio attività forum '21/22

 Tradizionalmente al 31 agosto faccio il conto delle pagine prodotte in questo topic (cioè Basket femminile a ruota libera) nei 365 giorni precedenti: ebbene, per il secondo anno di fila abbiamo battuto il record di pagine: 635 dall'1/9/21 al 31/8/22.
Essendo 15 messaggi per pagina, fanno oltre 9.500 messaggi in un anno.
Risultato notevole in un'epoca in cui i forum sono considerati antiquariato rispetto ai social network.
Merito della rissosità di tutti, delle polemiche senza tregua, della mancanza di rispetto reciproca che rende un piacere leggere queste pagine. Grazie.

sabato 13 agosto 2022

L'incoerenza del catastrofismo

 Certo che, mettendo insieme quello che si legge sul forum ogni volta che c'è una manifestazione per nazionali giovanili:

- la federazione è incapace
- abbiamo pochissime tesserate (e su questo non ci piove, temo)
- le società non sanno far crescere le giovani perché non insegnano la conoscenza del gioco e le sfruttano in prima squadra troppo presto
- c'è un sistema marcio di selezione per cui si mandano avanti fin dall'infanzia le solite poche paraculate

dopodiché per misteriosi motivi si pretenderebbe che l'Italia fosse sempre da podio, anzi a volte pure se va in medaglia è un mezzo fallimento.

Ci sarà pur qualcosa di incoerente in tutto questo.

venerdì 5 agosto 2022

Il basket femminile non è "in ginocchio"

 "In ginocchio" è un'espressione melodrammatica, come "alla frutta", "alle cozze" e altre simili.

Il basket femminile è in uno stato di stagnazione da una ventina d'anni almeno (non si può più parlare di "crisi", che è una condizione passeggera), ma sta pur sempre meglio della maggioranza degli sport italiani, per giro di soldi che muove.
Quando vedi che la maggioranza delle atlete olimpiche sono costrette a entrare nei corpi militari di Stato per potersi dedicare al loro sport senza morire di fame, tutto sommato pensi che le cestiste mediamente sono messe meglio. Se poi sei una Zandalasini o una Rupert, puoi anche viaggiare su uno stipendio a 6 cifre. Non male per uno sport presunto "in ginocchio". Credo che molte baratterebbero volentieri la "notorietà" ottenuta facendosi vedere alle Olimpiadi, in cambio del più concreto stipendio annuo da giocatrice di basket (ok, poi ci sono i casi di mancati pagamenti, eccetera, ma lasciamo perdere).

E i risultati della Nazionale non sono un disastro, semplicemente (si fa per dire) non otteniamo un risultato eclatante dal 1995. Ma negli ultimi 10 anni siamo assestati su un livello discreto (senza bisogno di citare le giovanili, che sono brillanti).
Certo, se uno pensa che dovremmo essere noi a surclassare la pallavolo, e non viceversa, oppure che dovremmo battere la Spagna e non viceversa, oppure che dovremmo avere più tesserate della ginnastica e della danza, è chiaro che resterà insoddisfatto.