mercoledì 18 dicembre 2024

A1: il colpo di Campobasso nega l’andata perfetta alla Reyer. Il bilancio al giro di boa. A2: Costa super-derby, scivolaccio Ragusa

- Una picconata al dominio incontrastato delle due sovrumane arriva proprio in chiusura d’andata: Campobasso sbanca il Taliercio in un caotico finale; Venezia, che peraltro aveva rischiato di perdere già con San Martino oltre che ovviamente con Schio, stavolta non salva la ghirba, in una partita per la verità con più errori che prodezze, collocata in mezzo a due impegni probanti di coppa per entrambe.

Primi due quarti alquanto piatti sia nell’andamento che nel giuoco (12-14, 31-28); si anima di più nel 3° quarto, allorché a un break molisano, ispirato da Madera (39-44) risponde un controparziale lagunare di 10-0 con Stankovic, Smalls e Pan. Da lì, pur con oscillazioni, è Venezia a comandare quasi fino in fondo, nell’arco di un punteggio che si smuove a fatica (53-48 al 32’, poi 58-53 al 37’).
Il frangente chiave inizia a 3’ dalla fine con una serie di errori delle Mazzoniane (uno di Berkani e due di Villa)che consente a Campobasso, pur senza far miracoli, di confezionare uno 0-7 con Trimboli, Kunaiyi e infine Ziemborska con la stoccata dall’arco per il sorpasso (58-60 a -35”).
Da lì inizia una farraginosa bagarre in cui le due compagini sembrano fare gara a perdere: :wacko: Kuier sbaglia in entrata, Trimboli fa 1/2 ai liberi (58-61), Santucci (saggiamente fermata col fallo tattico per non concedere la tripla del pareggio) fa 1/2 pure lei, Ziemborska su altro fallo tattico fa 0/2 a -12” ma è graziata da Santucci che butta un passaggio cruciale; ancora in lunetta Campo con Kunaiyi a -5” ed è 1/2 (59-62); altro fallo tattico, Berkani segna il primo, sbaglia il secondo per cercare il rimbalzo ma lo arpiona Kunaiyi che poi, tanto per gradire, fa 0/2 (totale di Campo nell’ultimo minuto: 2/8), ma ormai il tempo scade e finisce quindi 60-62.
Venezia sottotono, con 14/44 da 2, 7/19 da 3 e pure uno scadente 11/19 ai liberi; Berkani 14 ma con 4/14, nessun’altra in doppia cifra (Villa, Stankovic e Kuier a 9). Campobasso ha fatto indubbiamente qualcosa di più, con un buon 50% da 2 (18/36) e un 17/25 ai liberi che era quasi impeccabile prima delle padelle finali; vincere con 3/20 da 3, quindi grazie al gioco interno e non alle fiondate, rassicura sul fatto che il gioco femminile abbia ancora un’impronta classica, perlomeno più del maschile; ma lasciamo perdere l’alta filosofia.
Mvp è Madera, “ex” forse con qualcosa da dimostrare: 14 punti, 6/7 al tiro, 8 rimbalzi e una difesa intensa su Kuier. Poi 12 di Quinonez, 11 di Kunaiyi e non c’è bisogno di granché da Scalia (3) e da Morrison (4).
Vittoria che consente a Campo di mantenere il 3° posto a fine andata (se avesse perso sarebbe scivolata al 5°) mentre Venezia era comunque già campione d’autunno e, visto che il +1 nello scontro diretto con Schio non valeva nulla come tesoretto di differenza-canestri per il ritorno, in sostanza subisce una sconfitta indolore, se non per il morale, giacché dopo Saragozza è un altro episodio in cui arriva sgonfia al finale.

- Il resto va via veloce, giacché si tratta di quattro “tanti a pochi”, che hanno dato la stura all’ormai mitologico “j’accuse” di Seletti, di cui conviene parlare a parte.
Geas-Sassari doveva essere il “sottoclou” di giornata dopo Venex-Campo: classica rivalità di medio-alta classifica, in palio il 5° posto con speranze, per le sestesi, di quarto (se Campobasso avesse perso). Ambo venivano da un match casalingo d’EuroCup, quindi in condizioni eque; senonché le Zanottiane inauguravano la presenza di pubblico a Cinisello (dopo due volte a porte chiuse) ed erano evidentemente cariche a mina (anche per riscattare lo scivolotto a Battipaglia), mentre le nuragiche sono parse molli e rassegnate.
Il Geas è partito a martello appena udito il gong d’inizio; unico sussulto sardo nel finale del 1° quarto (25-20) ma 3 triple di fila di Bum Bum Spreafico hanno dato la stura al parziale di 15-0 che ha chiuso tutto in fretta: 50-29 al 20’ con tripla sula sirena di una frizzante Conte, 94-55 alla fine con una gran festa per i 5 punti della bebè “Olly O” Ostoni.
Si hanno 23 punti dell’ex di turno Makurat, 14 di Conte; per Sassari solo Taylor ha almeno salvato le apparenze con 23 punti, il resto si è lasciato sbertucciare, forse risparmiando energie per l’Europa dopo aver capito che la giornata era grama.

- Schio-Brescia. In mezzo a tante tonnare, questa lo è stata meno del previsto. Certo, Schio alla fine vince netto, 84-67, ma Brescia è più che dignitosa per più di due quarti (44-36 dopo un break scledense nel finale, 44-40 a inizio 3°). Merito in buona parte di una Tagliamento (pure lei un’ex pungente, tra le altre di giornata) che segna in tutti i modi. Imprecisa Evans, ma ovviamente contro Schio era più difficile per lei spazzar via le avversarie come pupi.
Utile la zona bresciana, ma poi Schio scalda la mano almeno per un attimo e tanto basta per scappar via (69-49 al 30’).
Si hanno: Laksa 16, Dojkic 15 per le vice-tricolori; Tagliamento 25 (5/11 da 2, 3/6 da 3, 6/6 ai liberi) per la Leonessa d’Italia.

- San Martino-Alpo.
 Le Lupe sono lanciate, sbranano impietose l’agnello Alpo. Purtroppo, presentarsi con Tulonen e Ostojic (0 punti) come uniche straniere equivale a combattere con coltellini contro fucili. 30-13, 51-32, 85-49, 102-64 l’escalation del punteggio. SML oltre il 50% al tiro e 6 in doppia cifra, con Del Pero a 18 (6/9 da 3).
Da segnalare il ritorno in campo di Cedolini a un anno dall’infortunio, e per le veronesi quantomeno gli sforzi dell’indomita tascabile Moriconi, 19 punti e 10 assist con 5/13 da 3.

- Faenza-Derthona. La partita che ha scatenato l’ira funesta di Seletti. Vigilia tribolata per le faentine: Reichert “rapita” dalla Federtedesca per una cerimonia in onore dell’oro olimpico 3x3. :angry: Tuttavia l’inizio sembra promettere equilibrio (17-18 al 10’). Dopo un parzialaccio nel 2° quarto, però (2-17), Faenza scompare dal campo e Derthona imperversa, accumulando 42 punti di margine in 3 quarti (finale 51-94).
Per le piemontesi percentuali sontuose, 57% da 2 e 53% da 3; 5 in doppia cifra tra cui l’appena acquisita Alice Milani (da Udine); 15 di Attura e Penna. Per le romagnole 11 di Parzenska ma il duo Roumy-Fondren assomma un tremendo 7/30 e così non c’era la minima speranza di competere, anche perché di italiane in grado di sopperire non ve ne sono (Fantini, che ha avuto il privilegio di fiancheggiare Seletti in conferenza-stampa, ha fatto 0 punti in 25’).

- Bilancio succinto dell’andata.
Venezia da par suo pur con qualche tentennamento (come ricordato sopra); ma il 90% della sua mission era battere Schio e l’ha fatto.
Schio sarebbe stata perfetta se avesse battuto Venezia ma ha perso, quindi bene ma non benissimo; tra le due è però quella con più margine di crescita, in apparenza.
Campobasso talentuosa e a volte incostante; col colpo finale ha preso il 3° posto che era il massimo possibile.
Derthona gran sorpresa, la migliore in rapporto al potenziale; oltretutto ha compiuto gran parte dell'opera con le italiane. Nuova bella realtà come acqua in un'A1 desertificata.
Geas quinto: come piazzamento è sotto le attese ma comunque è a meno 2 dal terzo posto (cioè i punti persi a Battipaglia); ha più attacco e profondità ma meno difesa dello scorso anno. Giudizio in sospeso.
Sassari a volte croce, a volte delizia, dovendo gestire l’impegno europeo senza un organico lungo (sebbene meno risicato degli scorsi anni); il sesto posto è onesto; eccellente pesca Taylor ma non è la prima volta per il management della Dinamo.
S. Martino, gran risalita dall’abisso: 0-6 poi 4-0, in gran parte per il calendario. Alla fine i conti tornano, può superare Sassari nel ritorno.
Faenza, se uno avesse ascoltato la burrasca di Seletti senza sapere nulla, penserebbe che abbia 0 punti con 50 di scarto medio sul groppo, invece ha 3 vittorie che sono più del preventivato e non ha quasi mai fatto schifo. Ha scelto bene le straniere, fa nozze coi fichi secchi anche se non ha punti garantiti contro nessuna.
Battipaglia ha iniziato da cani, lasciando ad Alpo i suoi unici due punti, perdendo pure a Faenza che era l’altro scontro-salvezza, ma dopo il -56 con Campobasso è stata un’altra squadra, cavando due assi con S. Martino e Geas. Anche lei però si dovrà sudare tutto.
Brescia enigmatica (e non è una novità). Un eterno cantiere dove le giocatrici vanno e vengono, alla ricerca della formula migliore. Tagliamento faro, Evans non la si scopre adesso, ora c’è pure Drake. Se trova stabilità può pensare ai playoff, se no è meglio solo di Alpo.
Alpo ha avuto un inizio promettente ma complice la perdita di Mathias s’è afflosciata. Speriamo che prenda rinforzi, altrimenti è un calvario.

Quintetto ideale? “Passo e tiro” ha proposto Attura, Taylor, Makurat, Kuier e Moore (se non erro). Un po’ per patriottismo, un po’ perché mi sembrano troppe due del Geas, metto Tagliamento al posto di Makurat.

- In A2 Ovest, clamorosa demolizione di Broni ad opera di Costa (47-85) che si conferma subito dietro la coppia di testa Empoli-Valdarno.
Nel girone Est, stoica Udine che dopo la fuoriuscita di Milani trova le forze per evitare in rimonta uno scivolaccio con Civitanova (la quale peraltro è più tignosa di quanto dica la classifica): salvifica Bovenzi con due guizzi in volata, mvp Gianolla con 34 punti, 11 rimbalzi, 39 di valutazione.. 
Ma quel gruppo è un calderone indecifrabile: 7 squadre in 4 punti fra il 2° e l’8° posto. Per ora non si vedono gerarchie chiare; in flessione Mantova, emerge Roseto, quando gioca male Consolini perde Ragusa: clamoroso k.o. con l’ultima della classe Vigarano.

lunedì 16 dicembre 2024

Proposta (semiseria) di formula per avere più equilibrio in A1

Non si può creare artificialmente l'equilibrio, se non regalando 500.000 euro (o simile) alle squadre più povere, oppure decapitando i budget alle più ricche. Entrambe soluzioni impraticabili. Un'altra sarebbe quella di sperare in un miracolo per cui una dozzina di persone in Italia abbiano contemporaneamente voglia di spendere 1 milione di euro all'anno per il basket femminile. Ancora più improbabile.


La soluzione è fare qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto nelle ultime due edizioni del torneo di Binzago, che notoriamente è un laboratorio, visto che la formula usata dal 2016 al '22 adesso è diventata quella delle coppe europee di calcio. -_-
Insomma adesso a Binzago le 12 squadre sono divise in 3 gironi per livello di competitività: forti, medie e scarse. Giocano fra di loro la prima fase, così c'è sempre equilibrio (almeno come potenziale), poi ci si mescola per la fase finale (che per il campionato sarebbero i playoff), ovviamente con vantaggio per chi proviene dal girone più forte e svantaggio per chi viene da quello più debole.

Così si è risolto il problema delle troppe partite scontate. Le scarse giocano fra loro e sono felici quando vincono, anziché beccare mazzate da 50 punti ogni volta; felici come San Marino calcio quando recentemente ha battuto il Liechtenstein e vinto il girone delle capre in Nations League. Perché alla fine, nonostante tanti discorsi alla De Coubertin, sei felice quando vinci e triste quando perdi, anche se hai vinto a stento contro gli scarsi e perso con onore contro i più forti.

In poche parole suggerisco di pigliare le 12 squadre di A1 (sperando di tornare a quel numero), crei 3 gironi da 4, nella prima fase si gioca solo internamente al proprio girone (quadrupla andata/ritorno, totale 24 giornate), poi ai playoff vanno: tutte e 4 le squadre del girone forte, 3 su 4 del girone medio, 1 su 4 del girone scarso.
Playout salvezza tra l'esclusa del girone medio e le 3 escluse dello scarso.

Ai playoff ovviamente quella del girone scarso ne becca un sacco e una sporta ma intanto ha fatto tutto un anno felice battendo le altre scarse, con la stampa locale che pompa entusiasmo anziché deprimersi perché Schio ti ha sculacciato.
Mentre le piazze più forti non si annoiano anche se devono accettare qualche sconfitta in più, anziché maramaldeggiare su chi ha un ottavo del suo budget. Poi tanto lo scudetto resta roba fra le big.

Coppe europee (2^parte): Geas cede in difesa nel 3° quarto, qualificazione (forse) compromessa

Personalmente mi sono recato nelle remote lande di Castellanza, per l'evento-clou della settimana cestistica longobarda: l'arrivo di Sopron per la tenzone d'andata del 1° turno dei playoff d'EuroCup contro il Geas.

Già arrivando al parcheggio interno al recinto del palazzetto, ancora semivuoto a 10 minuti dall'inizio previsto, s'intuiva che l'afflusso di folla non sarebbe stato massiccio: :blink: non so per quale inguaribile ottimismo, pensavo che svariate centinaia d'aficionados del femminile si sarebbero recate come mosche al miele per il richiamo della nobilissima sfida tra ex-regine d'Europa (Sesto nel 1978, Sopron nel recentissimo 2022).
Ma quando mai. Già sulla soglia del palazzetto, un conoscente mi salutava borbottando "Non c'è nessuno". In effetti la conta dei presenti, una volta accolti i ritardatari di prammatica, risultava attestarsi sulle 100 unità (150 ufficiali), di cui una mezza dozzina di ungheresi (non giovanissimi) comunque più rumorosi della sommatoria degli astanti pro-Geas. Latitavano anche quei settori giovanili locali che il club presieduto da Nonino aveva coinvolto nelle due recenti partite di girone.
Del resto si può capire: in un giovedì nel cuore di dicembre, nebbia che si tagliava col coltello, assodato che evidentemente al circondario di Castellanza non frega un tubo delle sorti del Geas, quanti hanno voglia da Sesto di fare 40 km in altrettanti minuti, se non di più, per vedere dal vivo ciò che si poteva seguire con agio in streaming dal divano di casa propria? La diretta su YouTube, per curiosità, risulta avere avuto 7700 visualizzazioni all'aggiornamento di ieri sera, non pochissimi, anche se ovviamente non si può sapere quante dall'Italia e quante dalla terra magiara.
Ma tant'è. Diciamo che il clima nel PalaBorsani non era esattamente delle grandi occasioni; e la depressione s'acuiva per un malfunzionamento delle apparecchiature segnapunti, che costringeva a un ritardo di una decina di minuti dell'inizio.

Che impressione ha fatto Sopron? Well, non è più ovviamente lo squadrone che seppe fare la grande sorpresa alle F4 d'Eurolega di 2 anni e mezzo fa, ma per l'EuroCup è di sicuro una da quarti di finale almeno. C'è la nobile veterana Milovanovic (da alcuni anni nota come Brooks per matrimonio), gran collante nei trionfi serbi dell'ultimo decennio (nel senso di mai protagonista assoluta ma spesso decisiva con la sua duttilità); c'è la lunga ex-A1 nostrana Krivacevic; una serie di buone giocatrici come il play australiano Reid, la lunga americana Monroe; l'ungherese Borondy, e soprattutto (almeno in quest'occasione) l'ala slovena Friskovec, una macchina.

Non la faccio troppo lunga sull'andamento. Primi due quarti molto equilibrati. Per il Geas pesa ancora l'assenza di Moore ma, smaltito un inizio contratto (2-8), una tonica Gwathmey (forse la miglior sua versione in quest'annata altalenante per lei) mette in carreggiata le sestesi, che poi con due triple di Conti e una di Spreafico chiudono avanti il 1° quarto (19-16).
Anche +5 Geas a inizio 2°, poi botta e risposta ma l'equilibrio inizia a incrinarsi poco prima dell'intervallo con un calo difensivo sestese che costa un meno 7, peraltro rimediato con un 5-0 (frizzante Conte) per il 35-37 che lascia tutto aperto.

In realtà si chiude tutto (almeno per quanto riguarda l'esito di serata) nel 3° quarto, in cui il Geas gira a vuoto sia in attacco che in difesa (si appannano Gwathmey, Conti e Spreafico, e manca un'alternativa essendo fuori Moore e spenta Makurat, sorvolando su Trucco che ha litigato col ferro) e Sopron è killer nel cogliere l'attimo per affondare i colpi, dopo esser sembrata giocare non dico al risparmio ma nemmeno con le marce alte nel primo tempo. Friskovec è micidiale da tutte le posizioni, al 30' è 46-63.

Serve una rimonta casalinga per rianimare almeno le speranze di qualificazione (la partita ormai è andata) ma questa non arriva prima di aver toccato il massimo svantaggio sul meno 22 (48-70).
A quel punto Sopron molla un po' e il Geas è bravo ad attaccare con più convinzione il canestro, protagoniste Conti e una ripigliata Gwathmey, oltre a riaccendere le triple di Spreafico. Si arriva a meno 10 (66-76 a 1' dalla fine) e rosicchiando qualche altro punto si riaprirebbe il discorso per il ritorno. E' però Sopron a lucrare 3 punticielli in più nel finale e quindi è 66-79.

Si ha: per il Geas 17 Gwathmey, 16 Conti e 15 Spreafico (ma poco dalle altre); per Sopron 25 di Friskovec (con 4/5 da 2 e 5/6 da 3) ma anche altre 4 in doppia cifra (Reid, Monroe, Borondy con 10 e la chirurgica Brooks con 13).

Sarà dura, molto dura, per le Zanottiane, in casa di una società che mastica l'Europa come pane quotidiano da anni, mentre come sappiamo, il Geas è una sorta di matricola visto l'intervallo di 45 anni dalla sua ultima frequentazione continentale. Ma, come dice il saggio dell'acqua calda, meglio provarci da meno 13 che da meno 22. Più che in attacco, serve un miglioramento in difesa perché concedendo il 50% da 2 e il 55% da 3 è inevitabile perdere, a meno di farne 100 che è improbabile. Certo col ritorno di Moore sarà più facile coprire l'area ed esporsi meno alle triple come conseguenza dei raddoppi sotto canestro.

domenica 15 dicembre 2024

Coppe europee (1^parte): sorride solo Schio. Venezia con un piede fuori? Campo e Sassari sciupano nel finale

La prima giornata della seconda fase di Eurolega potrebbe aver già indirizzato (anche se non deciso, perché mancano 5 giornate) i destini delle nostre due alfiere. Schio infatti, con 5 vinte-2 perse, resta seconda insieme a Landes e ha ora 2 vittorie di vantaggio sul 5° posto che è di Salamanca. Venezia poteva trovarsi terza alla pari con Saragozza e Praga in caso di vittoria, invece scivola al 5° posto, due vittorie dietro le spagnole e una sola dietro le ceche, le quali però nei due scontri diretti hanno sciorinato superiorità e difficilmente si faranno riprendere.

In EuroCup poteva andare meglio, anche se essendo tutte sfide "seconda vs prima", si sapeva che per le nostre era in salita; il rimpianto è aver incassato, con Sassari e Campobasso, dei parzialacci finali che hanno cambiato il senso di due partite ben giocate; mentre il Geas ha preso l'imbarcata nel 3° quarto e ha solo in parte riaperto il discorso nel finale.

Eurolega
- Schio-Brno. Partita moscia nei primi due quarti e mezzo, diventata frizzante negli ultimi 15'. Schio prima controlla senza patemi pur senza scintillare, poi rischia la beffa facendosi acciuffare, ma è brava nel momento più critico a invertire di nuovo, e definitivamente, la freccia della partita. In casa contro l'ultima in classifica, non è l'impresa del secolo aver vinto, ma era necessario, e non è scontato averlo fatto, oltretutto senza Juhasz, Sottana e Crippa, non poca roba.
Primo quarto da far scappare il pubblico di RaiSport, :blink: con Brno che non segna proprio mai e le arancioni solo un po' meglio (12-6). Insiste Schio con un vantaggio che sale in doppia cifra già all'inizio del 2° periodo, anche se l'ex ragusana Juskaite sveglia le sue; provvede Laksa a replicare; ora si segna in dosi normali (36-24 all'intervallo).
Le Orange toccano il +15 in avvio di ripresa, l'attacco ceco continua a latitare (42-28 al 24'), poi però qualcosa cambia: entra in scena Knezevic, la fantomatica "17enne terribile" (secondo i telecronisti) che in realtà è 29enne; :woot: fatto sta che con uno sprazzo realizzativo rianima la cadaverica compagine ospite; le dà man forte ancora Juskaite ma Schio per il momento resiste (50-42 al 30' con arresto-e-tiro di Verona allo scadere).
Ancora Verona rintuzza le ceche a inizio ultimo quarto, ma Brno ormai, se prima non azzeccava nulla, adesso segna sempre; ancora Knezevic, poi si fa sentire anche l'ex San Martino Kostowicz da sotto e dalla media; si arriva al pareggio, 66-66 a -2'30", con inerzia tutta a favore delle ceche e Schio in vistosa difficoltà. Tira aria gelida di sorpasso con inc... finale per le suddite di Cestaro; invece no perché Salaun, a corrente alternata fin lì, cava 5 punti con una tripla e due liberi da palla rubata di destrezza su Kostowicz che per frustrazione spende un fallo inutile. Altra persa di Brno e Laksa mette la stoccata definitiva. 76-68 conclusivo.
Schio non benissimo al tiro, sotto il 50% da 2 e con un 9/27 da 3, però 15 rimbalzi offensivi; pur con errori sono decisive Laksa (23) e Salaun (18); 10 per André; fra le brnesi (si dice? Boh) si hanno la giovane-vecchia Knezevic a 15, Juskaite a 13.

- Saragozza-Venezia. Mannaggia mannaggia. Da mordersi le mani per la Reyer. Sia perché era scontro diretto, sia perché sciupare un +15 e quasi tre quarti di comando stabile, lascia l'aceto in bocca. :(
Davanti al pubblico più folto d'Eurolega (stavolta 4.318 anime) è fulminante l'inizio orogranata: 2-15 al 5', soprattutto con Pan e Kuier; anche +15, come detto, sul 9-24 a inizio 2° quarto. Sembra fin troppo facile, e infatti non lo sarà. Saragozza inizia a entrare in partita, capendo di avere un vantaggio sotto canestro, anche se la Reyer rintuzza con autorità fino all'intervallo (25-33). Poi anche nel 3° periodo, in realtà più con lampi d'orgoglio delle varie Villa, Kuier, Pan, che con una supremazia nel gioco, che ormai sta passando nelle mani di Saragozza, le lagunari restano avanti finché una tripla di Nicolodi firma il 40-46 a 1 minuti e rotti dalla fine del terzo.
A quel punto si spegne la luce per Venezia. Acqua alta in difesa con Saragozza che imperversa in area arrivando al sorpasso (49-46 al 30'); ma anche l'attacco batte in testa per la Reyer (qualche forzatura di Villa, calo di Kuier, nessuna che prenda le redini con Berkani ancora in maschera protettiva e piatta); il break continua fino ad arrivare a un micidiale 16-0 a cavallo della penultima sirena.
Sul 56-46 al 34' è quasi tutto compromesso; Mawuli e Gatling, ancora da dentro l'area, spengono le reazioni scledensi (64-56).
L'evidenza visiva di una Saragozza superiore in area è confermata dalle cifre: 22/49 da 2 per le iberiche, non esaltante ma ben più efficace del 14/34 di Schio; e a dispetto dei dogmi del basket attuale, si può vincere anche segnando solo 2 triple (su 11), lo dimostrano le sàraghe. -_-
Si hanno Atkinson a 13, Gatling 12, Mawuli 11 per Saragozza; Kuier a 21, Smalls 12, Pan a 9 per le Mazzoniane, le quali però si ritrovano a corto di risorse per la serata storta di Berkani (0 punti), Stankovic (4), Cubaj (0 con 0/4 in 30', urticante) e nel complesso anche di Villa (7 con 3/12 alla sua prima partita da 20enne).

EuroCup
- Campobasso-Girona. Il replay della sfida di due settimane prima ha esito opposto ma è nuovamente garibaldino. Ambiente caldo pur senza il tutto esaurito; le molisane pagano (forse) la tensione incassando un 2-12 nei primi 5', che viene sì assorbito ma costa forse qualche energia spesa di troppo, pagata nel finale. Scalia è ispirata al tiro e fa fioccare triple guidando aggancio e sorpasso della Molisana insieme a una convincente Meldere (32-31 all'intervallo).
Gran 3° quarto, tra i migliori della stagione, per Campobasso con 27 punti segnati e una fuga anche a +11, con guizzini di Madera e Morrison, poi di nuovo Scalia. Entra in scena però colei che sarà risolutiva: Bibby, un fantasma per due quarti e mezzo, poi indemoniata. Ormai il sogno di uno scarto largo da portare in dote al ritorno s'infrange, ma Campobasso può salvare la vittoria; sul 71-65 a 3' dalla fine, e ancora 71-67 a -1'30" con palla in mano, sbaglia pressoché tutto (tranne due liberi di Kunaiyi) con un fatal parziale di 2-10 in cui le stoccate decisive arrivano da un triplone "mani in faccia" di Bibby e una tripla meno pirotecnica ma altrettanto killer, di Lundquist a -10". Poi Bibby completa l'opera stoppando Madera: 73-75. Che è quasi come ripartire da zero in Spagna, ma certo da sfavorite.
Campobasso perde pur tirando quasi col 50% da 2 e 9/21 da 3; Scalia 20 punti (6/9 da 3), Meldere 13, Kunaiyi 12+9 rimba pur senza sembrare al suo 100%; solo 7 per Madera e Morrison ma soprattutto 0 per Trimboli. Girona vince con due matadoras e poco altro: Bibby 22, Touré 18.

- Sassari-Jairis. Difficilmente qualcuno aveva sentito parlare prima d'ora di questa compagine spagnola da Alcantarilla, pressi di Murcia. :unsure: L'impressione che fa è di una buona squadra, tignosa ma con una dose limitata di talento; infatti arranca all'inseguimento tranne i primissimi minuti, salvo rappezzare tutto con uno 0-12 finale: può cambiare la storia della serie, perché da +18 a +6 non è proprio indifferente.
La Dinamo è imprevedibile nelle sue oscillazioni stagionali. Veniva da una batosta con Schio, stavolta invece è nella versione buona e fa l'andatura allungando sul +11 nel finale del 2° quarto (37-26). Ancora una zampata nuragica con Taylor, Toffolo, Begic, poi ancora Toffolo per il +13 al 30'. Infine Begic e Carangelo, ambedue da 3, sembrano uccidere le spagnole sul 60-42. Mancano 6 minuti: inopinatamente Sassari non segnerà più e Jairis rosicchierà due terzi del divario col già citato 0-12, andando a rastrellare punti con concretezza da sotto e dalla lunetta. E quindi il finale 60-54 non può far sorridere appieno le sarde, sia pur vittoriose.
Si hanno 18 punti di Carangelo, 13 di Taylor però solo discreta, 9+12 rimbalzi di Begic; sottotono Gonzales (8) mentre Diallo (0 in 10') non si può definire sottotono, perché quello è il suo tono normale. Le iberiche, che fanno 2/19 da 3 ma 16/16 ai liberi, hanno 18 punti dalla quadrata Bertsch.

mercoledì 11 dicembre 2024

A1: S. Martino, tris del rilancio. Battipaglia che colpo. Venezia titoluccio d'autunno. A2: Selargius infilza Valdarno

Campobasso-S. Martino (recupero): tolta la scimmia dalla spalla, cioè sbloccato lo zero pochi giorni prima nel supplementare con Faenza (vedi a volte come basta poco per scrivere una storia diversa...), le Lupe azzannano anche una preda di alta classifica. Pomeriggio infrasettimanale, non c'è la solita atmosfera nello scatolone molisano, e il team del pastificio sembra risentirne, giocando un po' svagato, nonostante il ritorno di Kunaiyi a fronte dell'assenza di Bickle fra le venete.

La svolta arriva nel 3° quarto, da 36-31 a 46-51, cioè 10-20 di parziale; le padrone di casa ripristinano la parità all'inizio dell'ultimo minuto ma subiscono uno 0-6 aperto da Guarise e cementato dal 4/4 ai liberi di Simon e Gilli (69-75). Kunaiyi e Morrison 17 per Campo, che però difetta soprattutto in difesa, dove concede la doppia cifra a 5 avversarie (Simon 22, fra esse anche Guarise e Gilli).

- Brescia-S. Martino: completano l'opera D'Alie e discepole con la terza "W" in 8 giorni da incorniciare. Contro Brixia era scontro diretto e mancava di nuovo Bickle (oltre a Piatti); poteva anche esserci stanchezza nelle Lupe, ma nulla di tutto ciò ha pesato. Le lombarde cominciano forte, anche +10 a inizio 2° quarto, ma si spengono quando viene meno l'iniziale paranza da 3 punti (5 nei primi 12', poi quasi niente prima del "garbage" finale), nonostante Evans imperversi per lunghi tratti, col suo misto di prepotenza fisica, agilità (in rapporto alla stazza) e tecnica indiscutibile. Ma è anche in difesa il calo vistoso delle padrone di casa: SML fa 28 punti nel 2° quarto, per il +10 all'intervallo (break di 4-24) e non si fa più riprendere: 60-69 ma era 52-69 a 2' dalla fine. Così SML appaia Faenza a 6 punti e lascia Brescia a 4, davanti solo ad Alpo.
Si hanno 21+9 rimba di Evans, 14 di Tagliamento (ma solo 3 nella ripresa), solita Yurkevichus che rastrella 17 carambole ma fa solo 3 punti; stavolta ha giocato Estebas al posto di Johnson ma l'impressione è che Brescia stia ancora cercando sé stessa.
SML invece, che era "senza identità" (parole di D'Alie qualche settimana fa), pare proprio averla trovata. 18 punti di Simon, 13 di Cvijanovic, ancora 10 di Guarise.

- Battipaglia-Geas. Miglior partita di giornata. I ritmi sarebbero piaciuti a Garibaldi, l'andamento è stato tutto tranne che noioso. Scatto a martello per le ferventi di Serventi :wacko: , addirittura 19-6 dopo 5', soprattutto con incursioni ad alta velocità che sorprendono un Geas un po' ingessato all'inizio. Poi le sestesi iniziano a macinare e non tardano molto a risalire, agganciare e infine sorpassare poco prima dell'intervallo (39-40) grazie soprattutto a Gustavsson e Makurat che però si spegneranno alla distanza. Sommato ciò all'assenza di Moore e alla nuova prestazione incolore di Gwathmey, si spiega in parte il passo falso sestese, anche se Battipaglia a sua volta era senza Drake (ventilato taglio) e con Pavic a mezzo servizio.
Dopo un prolungato botta-e-risposta, sembra che il Geas concretizzi la sua superiorità con un allungo a +10 tra fine 3° quarto e inizio ultimo, con prima Trucco e poi soprattutto Spreafico che aprono il fuoco dalla lunga. Sul 54-64 a 8' dalla fine non diremmo che è chiusa, però sembra destinata al copione più prevedibile.
Invece Battipaglia si ribella, il Geas spreca qualcosa (1/3 ai liberi di Sprea; un paio di perse costose), le campane tornano a... suonare e a crederci. Un triplone di Cupido fa 65-65, poi Vojtulek su rimbalzo offensivo e Benson con un 2+1, sintomo d'energie tornate superiori per Batti, completano un clamoroso 16-1 che ribalta di nuovo le sorti.
Succede poi di tutto, perché Vojtulek inventa una tripla di tabella per il 73-67 che potrebbe chiudere tutto, ma negli ultimi secondi Batti combina pasticci tremendi, Sprea accorcia con una tripla, poi la stessa erbivora (nel senso di originaria di Erba) e Gwathmey hanno dall'arco la chance del supplementare ma sbagliano. Pandemonio, urlerebbe il vecchio Dan Peterson. Finisce 73-70 e quindi Batti sale anch'essa a quota 6 mentre il Geas compromette la corsa al 3° posto; finirà probabilmente quarto l'andata se batte Sassari.
Si hanno: Benson a 24 punti, tostissima (e certo su di lei è mancata Moore), Vojtulek a 15, Cupido a 13 in soli 24' per problemi di falli; contributi anche dalle giovani Seka e Baldassarre. Per le battute, Spreafico 18 (4/11 da 3), Gustavsson e Makurat 12 ma tutti nei primi 20'.

- Campobasso-Faenza. Difficilmente le molisane potevano gettare il secondo match casalingo in 4 giorni e infatti non rischiano di farlo. Scattano avanti già all'inizio, le romagnole si riavvicinano ogni tanto ma senza minacciare il sorpasso. Finisce 66-52. Quinonez 12+11 rimba; per le Selettiane, Roumy 13 ma con 5/19.
Campo però rischia di finire quinta perché all'ultimo turno ha Venezia e se finisce pari col Geas è dietro per scontro diretto.

- Sassari-Venezia. La Reyer mette al sicuro il "titolo d'autunno" (sarebbe d'inverno ma qui è tutto liofilizzato), ovvero il primato a fine andata. La Dinamo stende fin troppo il tappeto rosso, forse risparmiando energie per l'EuroCup: in effetti le avrebbe sprecate, dannandosi l'anima per resistere alle tricolori, che alla fine avrebbero vinto comunque. Cinico ma forse realista. Fatto sta che l'andamento è stato una tonnara dall'inizio (12-30, 31-49, 48-73 e alla fine 58-93). Gonzales e Carangelo 12 per le nuragiche (solo 4 per Taylor, che pure aveva ben figurato contro Schio), Smalls 17 più altre 6 in doppia cifra per la Reyer.

- Alpo-Schio. Ancora peggiore lo squilibrio, ma qui era preventivabile. Alpo senza la dipartita Mathias e solo Ostojic e Tulonen come straniere. Schio senza Juhasz e Sottana, ma comunque con 11 giocatrici a segno, tra cui l'interessante 2007 rumena Simion (7 punti). Nulla da dire se non che finisce 57-104 (16 di Frustaci e Parmesani; di là 6 in doppia cifra guidate da Panzera, 13) e soprattutto che, purtroppo, si è infortunata Crippa: responso attendesi, ma si teme crociato. :cry:

- Sull'eccesso di strapotere delle due corazzate, cito anche questa settimana la rubrica dell'utente Garbo su All Around, laddove scrive:
CITAZIONE
Bene ma non benissimo – la scorsa settimana abbiamo parlato dell’atavico problema degli impianti, oggi vi parlo del problema dell’equilibrio. Schio che vince 104-57 e la Reyer che passa in un campo non semplicissimo come Sassari 93-58 sono più di una spia. Che campionato vogliamo? Due squadre che stravincono sempre e comunque , altre 3 o 4 che stanno sotto e poi il gruppone che si gioca la salvezza? Secondo me bisogna fare in modo che le prime due della classe non dominino così apertamente, altrimenti le loro partite saranno prive di interesse.
L’avvento della quarta straniera non ha giovato certo a questo discorso, con le grandi che possono permettersi di prendere una straniera in più mentre chi ha poche risorse tende a prenderne 2 o 3 e a dare fiducia alle italiane, anche giovanissime. Bene eh, ma se poi perdi di 50 allora è un boomerang, per la squadra stessa e per l’immagine del campionato. Ma onestamente, a chi interessa dell’immagine del campionato?

Well, cosa commentare? Che il problema c'è ma dubito che si possa "fare in modo che le prime due della classe non dominino così apertamente", cioè intervenire a tavolino. Togliere una straniera? Mi piacerebbe ma non per quel motivo, semplicemente perché preferisco vedere italiane in campo, quelle cresciute nei nostri vivai e viste nelle estati giovanili azzurre, anziché forestiere di cui m'importa poco o nulla (tanto, con 3 straniere avremmo comunque abbondanza di quelle brave). Credo però che lo squilibrio forse s'amplierebbe ulteriormente, perché le italiane più forti sono monopolizzate dalle due "superbig" e quindi è più facile, per le squadre medio-basse, trovare straniere competitive che italiane di seconda fascia competitive.
Altrimenti bisognerebbe mettere il famoso "salary cap" di stampo americano ma va da sé che è improponibile nel nostro sistema.
Purtroppo la scomparsa di Bologna ci ha privati di un "terzo polo" che rendeva tutto più equilibrato al vertice, oltre a distribuire meglio le italiane di punta.

- In A2 Ovest, colpaccio di Selargius che stende, e pure nettamente, l'imbattuta Valdarno. Empoli asfalta Cagliari e aggancia la vetta. Costa terza da sola, Milano raggiunge Cagliari al 4° posto. Il ritorno di Russo, clamoroso con 22 punti in un quarto e mezzo (27 alla fine) rianima Broni.
In A2 Est, ancora una rimonta vincente per Udine, +4 nel big match a Matelica, ma si odono ancora voci di problemi societari. Cade Ragusa per mano dell'ascendente Roseto. Si ha quindi: Udine prima, Mantova seconda, Roseto e Matelica terze.

sabato 7 dicembre 2024

Mix USA: la Wnba nell'era della bonanza; Clark tra le 10 sportive più pagate; Zanda diventa... Golden; la nuova lega "Unrivaled" che... rivaleggia con l'Europa; inizio stagione Ncaa

 La settimana di pausa delle coppe europee è l'occasione di una finestra sull'America. Tanto fuoco alla carne, vediamo se riesco a grigliarla.


- E' passato un mese e mezzo dalla fine della stagione Wnba del boom: giusto per ricordare un paio di dati, gli spettatori nelle arene sono saliti da 6.615 a 9.807 di media (+48% che è un incremento clamoroso da un anno all'altro), +142% nell'audience tv dei playoff dopo dati simili per la stagione regolare. Esploso anche il merchandising dei prodotti. Nei giorni scorsi si è letta pure la notizia secondo cui il marchio Wnba sarebbe quello più in crescita fra i maschi adulti, cioè quelli che di solito, almeno nella percezione comune, stavano più alla larga, e forse proprio la fascia che si è stancata dell'Nba maschile e che ha trovato nel femminile qualcosa di più gratificante sul piano dell'agonismo e del rispetto di un basket canonico.
E adesso arrivano altre 3 squadre: dal 2025 Golden State, nel '26 Portland e Toronto. Okkio a non fare il passo più lungo della gambe (20 anni fa fu così e varie franchigie chiusure) ma è un altro segnale tangibile della maionese che monta.
Certo, si può dire che è più facile crescere quando si parte da molto in basso; ma c'è tutto un fermento intorno allo sport femminile (ad esempio, ha debuttato in questi giorni una nuova lega "pro" di hockey donne e ha avuto subito elevate affluenze nelle arene) che fa pensare che non sia qualcosa di effimero, anche se non tutti gli anni ti capita una manna dal cielo chiamata Caitlin Clark.

- La quale Clark, a riposo dopo 12 mesi (Ncaa+Wnba) vissuti sulla cresta, a parte il controverso break olimpico, continua a distillare miracoli pur senza giocare. Il più recente è il suo ingresso fra le 10 sportive più pagate del mondo (in allegato la classifica); esattamente decima con 11 milioni di dollari ingurgitati, quasi alla pari con il mito della ginnastica Simone Biles e appena davanti alla nostra tennista Jasmine Paolini.
Perché definirlo "miracolo"? Well, fate voi: è l'unica atleta di uno sport di squadra fra le prime 15, dove dominano le tenniste e in second'ordine le golfiste; tutto ciò al suo primo anno da professionista (anche se guadagnava già al college grazie alle nuove norme sui diritti d'immagine); e tutto ciò quasi solo con le sponsorizzazioni, visto che il suo salario è stato di appena 76.000 dollari...
Qualche gelosia da parte delle colleghe è comprensibile (specie fra chi, sul piano tecnico, vale come e più di lei), ma c'è poco da fare: nello sport c'è chi piace di più e chi meno. E se uno piace di più, vende di più e guadagna di più. Gli altri se ne facciano una ragione. -_- Del resto è il medesimo motivo per cui le lamentele per la disparità di guadagni tra uomini e donne non tengono conto del lieve dettaglio che lo sport professionistico è un'attività commerciale, e se generi un decimo degli introiti dei maschi, prendi un decimo, detto brutalmente.

- A proposito di soldi, quanto hanno guadagnato Zandalasini e Cubaj nella stagione Wnba 2024? Well, risulta che abbiano preso la stessa cifra, ovvero 64.000 dollari e rotti. La Wnba è una sorta di regime comunista adattato (davvero bizzarro nella terra del liberismo che sono gli USA), cioè ci sono degli standards di salario fisso in base all'anzianità e al livello della giocatrice (con qualche bonus giusto per arrotondare ma che non cambia la sostanza). Le più pagate del 2024 risultano essere state Ogunbowale, Loyd e Copper con 241.000 $, con lieve margine su un'altra ventina di giocatrici che piglia 200.000 e scaglie.
Quello degli stipendi da semi-comunismo sarà sicuramente uno dei prossimi problemi da risolvere per la Wnba. Il calmiere agli ingaggi, insomma l'austerity feroce stile-governo Monti, era necessaria negli anni delle vacche magre per non far saltare tutto in aria. Ma adesso che sembra arrivata la cuccagna, l'inadeguatezza di una paghetta da 76.000 $ per chi ne fa guadagnare milioni (tra botteghini, tv, gadgets ecc.) è davvero stridente. Solo che il sistema (che non è diventato redditizio di punto in bianco, ma risulta ancora in perdita nel suo complesso) non reggerebbe se all'improvviso il costo del personale si moltiplicasse.
Per quanto riguarda le nostre alfiere, viene da chiedersi: vale la pena passare l'estate oltreoceano per 64.000 dollari, di cui non so quanti ne restino in tasca netti? Dal punto di vista tecnico certamente sì, forse dal punto di vista meramente economico no.

- Difficile dire quindi se Zandalasini indosserà effettivamente la maglia delle Golden State Valkyries, nella stagione 2025. La neonata franchigia di San Francisco l'ha scelta nell'"expansion draft", che consentiva al team neo-entrante di arraffare le giocatrici dichiarate "non protette" dalle altre franchigie (cioè, non è che arrivi e dici: mi piglio Caitlin Clark di qua, A'ja Wilson di là, già che ci sono pure Stewart).
In sostanza Zanda è stata valutata non abbastanza forte da venire protetta da Minnesota, ma abbastanza interessante da venire presa dalle Valkyries (il che non è successo per Cubaj, for example). Però nel 2025 avrebbe un appuntamento prioritario verso giugno, "tale" Eurobasket Women, e la stagione Wnba comincia il 16 maggio... -_-

- Che stia diventando sempre più incompatibile la stagione americana con quella europea lo dimostra anche la novità di Unrivaled. Che è? Well, una lega di basket 3x3 (a tutto campo, però, con dimensioni ridotte rispetto al 5x5 normale) creata dalle stelle Wnba Breanna Stewart e Napheesa Collier, che debutta in gennaio 2025 con 6 squadre da 6 giocatrici, totale quindi 36 elementi. I quali sono tutti grossi nomi che sarebbero potuti venire a svernare dalle nostre parti, come in passato avevano fatto quasi tutte: le due fondatrici, ovviamente, ma anche Griner, Marina Mabrey, Dolson, Diggins-Smith, Loyd, Gray, Ogunbowale, Hamby, Rhyne Howard, Vandersloot, Satou Sabally, giusto per elencare qualche nome alla rinfusa. E' fallito il corteggiamento alla messia Clark, ma c'è l'altra idola delle folle (social), Angel Reese.
[*Aggiornamento: Avevo dimenticato un piccolo dettaglio, o meglio l'ho saputo soltanto poc'anzi: pare che questa nuova lega Unrivaled pagherà 250.000 dollari ognuna delle sue 36 giocatrici. Per un impegno di 3 mesi scarsi. Altro che venire a svernare in Europa rischiando magari di farsi arrestare come Griner... Han trovato l'America.]
La neonata lega, che si è assicurata una copertura tv mica male, dovrebbe durare sino a fine marzo, quindi forse qualche protagonista s'inserirà poi in extremis per il finale di stagione europea, ma pare complicato, anche perché appunto, a metà maggio comincia la Wnba con relativa prestagione già dalle settimane precedenti.
Morale? Uno squadrone come lo Spartak Mosca di 10-15 anni fa, che assemblava Sue Bird, Taurasi, Lauren Jackson, Sylvia Fowles (cioè quattro delle 7-8 migliori al mondo), non lo vedremo più in futuro. Il che in teoria potrebbe essere un vantaggio per le squadre italiane, le quali pativano l'impossibilità di ingaggiare i fenomeni assoluti. Si potrebbe tornare a vincere grazie al gioco e alle idee, non solo grazie agli ingaggi stellari (anche se per ora le spendaccione turche sembrano ancora favorite). Ho però il timore che a sfruttare questa opportunità saranno più pronte le francesi e le spagnole. <_<

- Chi sta già giocando da un mese, laggiù in America, sono le virgulte dell'Ncaa. L'atmosfera generale, a fiutarla da lontano, è come quando il Messia se n'è appena andato: si sente ancora la sua aura, cioè la scia dell'interesse che ha creato, ma non è esattamente quando c'era. :amen: Ovviamente in questo caso il messia è la divina Caitlin.
Senza più lei (ed Angel Reese, Cameron Brink e altre vedettes della generazione d'oro) a guidare il cartellone sono la pallida e sottile Paige Bueckers, alfiera di Connecticut sotto Geno Auriemma, e la scoppiettante second'anno JuJu Watkins di Southern California. Entrambe guardie di spiccate doti realizzative come Clark (di cui non hanno però la dimensione da creatrici di gioco). Dello stesso stampino anche un'altra starlette quale Hailey Van Lith (vista a Parigi '24 nel 3x3), la quale ha cambiato nuovamente college, dopo l'esperienza poco gratificante alla corte di Reese a LSU, preferendo fare la stella unica nella piccola Texas Christian (TCU), che però sta sorprendendo finora.
Nel ranking generale, però sempre fluttuante, risulta prima UCLA davanti a Connecticut, South Carolina campione uscente, Texas e LSU. Non figurano fra le prime 25 i college delle due alfiere di punta nel contingente italico di stanza in Ncaa: Washington State di Eleonora Villa (14 punti di media nelle prime 8 gare) e Florida State di Vittoria Blasigh (10.8 di media in 10 partite).