- Bisogna pur celebrare qualcuna delle eroine che trionfarono sulla Croazia, visto che di notti magiche non è che ne abbia vissute molte, la nostra Nazionale, nel decennio ormai al crepuscolo.
Manuela Zanon: riceve da Nadalin su taglio verticale in area, segna. Poi mette una bomba. Nel 3° quarto: entra per Macchi, uscita un po’ barbinamente per 5 falli al 22’. No problem, c’è lei, che va dritta al sodo: due penetrazioni centrali di fila, partendo da fuori dalla linea da 3, dopo una finta cui l’avversaria di turno casca a pesce. Nella prima occasione segna, nella seconda idem con il fallo in aggiunta. In difesa regge bene sulle lungagnone Ivankovic e Vrsaljko.
Avanti un’altra: Giorgia Sottana, Georgia Petticoat, Georgette Soutaine. Basta il nome, non importa in che lingua, quando gioca così. A fine 1° quarto entra per Pastore che ha combinato qualche pasticcio di troppo. Ultima azione del quarto: piglia palla, s’invola sul lato destro, sposta con astuzia da veterana l’avversaria, s’arresta ai 7 metri e spara la tripla sulla sirena. Boato.
Inizio 2° quarto: riceve scarico in angolo, bomba, e fanno due. Poi slalomeggia in penetrazione e appoggia. Siamo già a 8 punti. Sì, va be’, sbaglia anche un passaggio. E siccome ci vuol concretezza e non basta essere eccitanti, Ticchi la richiama in panca per Gianolla. Ma poi Gianolla s’infortuna nel 3° quarto. Torna Sottana. Così, tanto per riprendere il filo: palleggio, arresto e tiro dai 5 metri per il +16. Siamo all’inizio della progressione Italia. Peccato che poi fa il 4° fallo e deve tornare a sedersi. La si rivede nel finale: smazza due assist a Nadalin su giochi a due, identici, intesa tra compagne a Venezia. Finisce con 14 punti in 15 minuti. E' una delle poche giocatrici con la capacità di suscitarti attesa per quello che possono tirar fuori in qualsiasi momento. Da notare anche una stoppata valida che le viene fischiata fallo, allora lei va dall’arbitro e gli cinge la spalla ironicamente, da veterana consumata. Protagonista nata. Cinzia Arioli (La Spezia): esule da Viterbo dopo i problemi economici, ci ha messo un po’ a ingranare a Spezia, ma ultimamente è in crescita, anche se tra il cambio di allenatore e i nuovi arrivi, bisogna vedere come si ristabiliranno gli equilibri. Le sue medie dell’andata (7 partite): 9,1 punti in 27,9 minuti; 34% da 2, 32% da 3, 89% in lunetta; 3,5 rimbalzi, 2,6 recuperi a fronte di 3,5 perse, 10,1 di valutazione. È ancora lontana dai suoi standard degli anni scorsi, ma si sta avvicinando: nella prima di ritorno ha fatto un bel 19+11, anche se Madda Ntumba l’ha fatta piangere con la sua Virtus Cagliari.
Dunja Vujovic (La Spezia): compagna di Arioli, dopo un inizio non disprezzabile, pur coi consueti alti e bassi, ha finito l’andata con 3 partite a secco. Si vocifera di qualche guaio fisico, ma nella prima di ritorno è tornata a segnare. Speriamo bene, anche se con l’arrivo di Andersson quanto spazio avrà? Il suo nome era stato accostato a un team di B1 ma non se n’è fatto niente, visto che il mercato di B1 ormai è chiuso. Le sue cifre d’andata: 4,1 punti in 15,2 minuti, 47% da 2, 53% ai liberi, 4,3 rimbalzi, 2,6 perse, 3,2 di valutazione.
Antonella Contestabile (Pomezia): di spazio per lei ce n’è decisamente poco, e non sorprende visto che nei suoi ruoli ci sono Georgieva, Schiesaro (che non escono mai) e l’”enfant du pays” Cinili (che fa 25-30 minuti). Cifre ingiudicabili: 1,3 punti in 7 minuti, 44% da 2, 75% ai liberi, 1 rimbalzo e -0,4 di valutazione media. Si può consolare coi risultati di squadra (secondo posto), anche se le ultime due le ha perse.
Lalla Gorla (Alcamo): come Arioli ha dovuto ingranare, dopo un’estate in cui ha trovato ingaggio solo in extremis. Bizzarro che giocasse quasi di più in A1 a Viterbo, l’anno scorso. Le ultime due le ha saltate: problemi? Quien sabe. Le sue cifre: 3,9 punti in 18,6 minuti, 24% da 2, 22% da 3 (insomma...), 50% ai liberi, 1,3 rimbalzi, -1,5 di valutazione.
Madalene Ntumba (Virtus Cagliari): con lei si può andare sul sicuro. Cambia squadra ogni anno ma produce sempre lo stesso fatturato, una professionista. Consueta “quasi doppia doppia” di media, percentuali bassine ma molta quantità. E poi la squadra va muy bien. Le medie: 10,2 punti in 29,7 minuti, 34% da 2, 5% da 3 (va be’), 65% ai liberi, 8,4 rimbalzi, 4,5 perse (uhm), 1,9 recuperi, 9 di valutazione. Da notare che le cifre mancano di 2 partite: sono quelle (e andiamo a scovare un “baco” del sistema statistico della Lega) in cui nel tabellino lei compariva come “Ntumba” e non come “Mitongu Ntumba”, perché il computer quest’anno si è fissato che si chiama col doppio cognome. E allora le cifre di “Ntumba semplice” non ci sono: grottesco ma vero.
E veniamo al Nord con due favoritissime d’antan, quest’anno compagne di squadra:
Laura Fumagalli (Crema): 13,9 punti in 34 minuti (da un minimo di 7 a un massimo di 26 segnati), 41% da 2, 30% da 3 (ma occhio: 9/43 dalla lunga nelle ultime 5 d’andata, sono aumentati di molto i tentativi, forse indice di stanchezza), 85% ai liberi, 3,9 rimbalzi, 1,8 perse, 1,5 recuperi, 7,9 di valutazione. Anche nel suo caso siamo di fronte a una produzione standard garantita, che è solo lievemente inferiore in alcune voci a quella dell’anno scorso (percentuali soprattutto: i punti sono uguali). Il problema è che con la squadra in difficoltà, dovrebbe alzare il suo livello per trascinarla fuori dai guai, ma per ora non sembra ci stia riuscendo.
Annalisa Censini (Crema): 16,4 punti in 33 minuti (solo una volta non in doppia cifra); 38% da 2, 37% da 3, 75% ai liberi, 5,8 rimbalzi, 2,2 perse, 1,5 recuperi, 12,2 di valutazione. Discorso in parte simile a Fumagalli, perché in varie partite non è riuscita a dare quel guizzo in più che sarebbe bastato per vincere, viste le molte sconfitte in volata per Crema. Ma le cifre sono molto vicine a quelle degli anni d’oro al Geas.
Ora, noi apprezziamo il gran seguito che ha il basket sulla stampa di Cremona. Seguono per filo e per segno la C femminile, figurarsi l’A2: paginazze intere, foto, interviste, capelli spaccati in quattro. Però qui c’è qualcosa che non ci convince. Intendiamoci, nessuno è immune da critiche. Tutto ci può stare. Probabilmente Censo ha giocato male con Broni. Ma cosa vuol dire quel pesante “forzando come al solito”??
È chiaro, quando le cose vanno male si cercano colpevoli, e visto che la squadra l’anno scorso era arrivata in finale, può forse esserci la tentazione di puntare il dito su chi è arrivato di fresco, che funziona peggio di chi se n’è andato via e non sta ripagando in pieno le attese. Comprensibile, ok. Ma secondo noi andrebbe cercato altrove il bersaglio, non nella giocatrice che a fine andata risulta la migliore di Crema in punti segnati, falli subiti, percentuale da 3 (tolta Tagliabue che ha solo 7 tentativi in tutto) e valutazione, ed è seconda nei rimbalzi, recuperi e assist.... Di rimbalzi, mi pregio far notare, ne prende più lei, 1,70 scarso, che Laura Zecchini, cristona di 1,90. Cosa pretendete, che vi faccia anche il caffè mentre gioca? Che vi cucini la polenta?
No, non si offenda nessuno. Il fatto è che ci sto male per lei. Non solo ‘sta donna ha perduto il suo Geas per cause di forza maggiore dopo avergli donato il sangue per 18 anni, non solo non potrà mai giocare in A1 (salvo imprevedibili svolte della vita), ma ingoia pure sconfitte, critiche e amarezze laggiù a Crema.
L’esterna del ’92, unica lombarda nella Nazionale d’argento agli Europei U16 la scorsa estate, ovviamente a livello U17 spacca il culo alle passere (ma è poco indicativo perché il 90% delle partite della sua squadra finiscono dopo due quarti), ma è già da un po’ che stava trovando spazio in A2 a Biassono, visto che il suo ruolo è il meno coperto. Ma è stato domenica, forse stimolata dal duello con la celebrata coetanea Carangelo, che la ragazza nativa di Milano-città è esplosa con 23 punti, di cui 10 già nel 1° quarto, ovvero il suo top stagionale già pareggiato. Ha finito con 4/5 da 2 e 5/9 da 3 più 4 rimbalzi e 5 recuperi, 27 di valutazione, in una partita fondamentale per la classifica.
Ad maiora.Mini-citazione finale, a proposito di giovani decisive, per Claudia Giunzioni, ala classe ’89, che nel big match di B1 contro Treviso ha siglato il break decisivo con 8 punti consecutivi, trascinando le pur illustri compagne Gottardi, Brioschi, Gatti e Marulli, peraltro quasi senza cambi per problemi d’organico. Anche in questo caso ad maiora.
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