sabato 3 gennaio 2009

Un'intervista al "pres" Geas, Mazzoleni

 In un'intervista sul sito Geas, il presidente Mazzoleni annuncia che non si tornerà a giocare a Sesto, a conferma che più che di Geas Sesto S. Giovanni è il caso di parlare di Geas Nord Milano, o qualcosa del genere. Accusa le istituzioni e le associazioni d'industriali locali di non aver ancora offerto sostegno concreto. Interessante anche che indichi come momento più deludente finora la sconfitta a Venezia alla seconda giornata, anziché l'ultima a Pozzuoli che è costata la Coppa Italia, anche se in precedenza parla di "rammarico" per la mancata qualificazione.


CITAZIONE
Il presidente Mazzoleni fa un primo bilancio
“Grandi soddisfazioni finora, ma il lavoro va avanti”


Presidente Mario Mazzoleni, si chiude il 2008 e in particolare lei conclude i primi sei mesi di prima responsabilità del Geas: può
sintetizzare il suo bilancio in qualche episodio chiave?
“Potrei rappresentare questi ultimi 6 mesi con alcuni “fermo immagine” che, a mio avviso, danno l’idea di quello che abbiamo vissuto. Il primo fotogramma è quello un’ora dopo la fine dei play off in A2: a festa conclusa, ci si trova in un po’ di amici e vecchi tifosi Geas nel piccolo studio del campo Falck con un enorme punto di domanda stampato sui visi di tutti: “e ora che si fa?”. Il secondo è legato alla corsa lungo tutto il campo di Tillis per “dare il 5” ad una giovane italiana capace di rubare palla e involarsi a canestro in solitaria a Taranto. Il terzo immortala il viso di una quindicina di giovanissime giocatrici del minibasket emozionate nell’accompagnare in campo le loro beniamine all’avvio della partita contro Faenza davanti ad un bel pubblico plaudente.
C’è tutto il Geas in queste tre flash: il progetto che un gruppo di amici un po’ sognatori è riuscito a far decollare; la squadra che vede nella condivisione e nel sostegno reciproco il suo primo punto di forza; il vivaio che sempre più rappresenta il filo rosso del nostro programma.

Che giudizio dà dei risultati della prima squadra?
“Sono e siamo soddisfatti di come stanno andando le cose. La prima squadra ha perso sul campo 4 partite ma in tutte le occasioni ha tenuto testa ad avversarie molto forti ed esperte. Abbiamo espresso un gioco scintillante, divertente sia per il pubblico sia per le giocatrici e ci siamo tolti anche alcune grandi soddisfazioni. Naturalmente un po’ di rammarico per non essere riusciti a raggiungere il traguardo delle finali di coppa Italia rimane, ma per noi giocare come si è giocato, recuperare il rapporto positivo con il pubblico della provincia e mantenere ben saldo il progetto di offrire un basket divertente rimane un risultato fantastico per questa prima fase di campionato”.

Come si muoverà nel medio periodo?
“Continuo a richiamare il progetto perché penso che sia proprio nel nostro piano “industriale” di medio periodo la vera novità del Geas in campo sportivo. Siamo partiti con un piano triennale, i cui pilastri sono investire in modo oculato nella sfida agonistica dando peso e spazio a giocatrici che possano offrire gioco piacevole e che vedano in questo modello sportivo un aspetto di gratificazione e di coinvolgimento. A questi obiettivi ne abbiamo immediatamente collegati altri due che ci spingono ad investire nelle atlete di casa, nel potenziamento del vivaio e nella collaborazione con tutte le squadre e le istituzioni interessate a sostenere il progetto educativo e sociale che passa attraverso lo sport. Il tutto ribadendo in modo esplicito il nostro impegno educativo e sportivo a sostegno del genere femminile. Anche in questo caso abbiamo ritenuto doveroso essere chiari nel definire la nostra missione che riassumerei così: se lo sport in Italia ha ancora poco sostegno professionale e istituzionale, quello orientato al genere femminile vive solo di entusiasmi, passioni e grandi sacrifici, noi vorremmo, almeno per il basket offrire serie opportunità a tante giovani”.

Come si sono collegate le due anime del Geas, quella nuova da lei rappresentata e quella che già sosteneva il club?
“I primi sei mesi ci hanno permesso di raccogliere intorno al nostro progetto contributi davvero importanti con un gruppo di sponsor di altissimo livello e animati da grande passione; a fianco di questo gruppo di sostenitori dobbiamo però annoverare il fantastico risultato che stiamo ottenendo attraverso il coinvolgimento di genitori, tifosi, “vecchi” innamorati del Geas, persone che per la prima volta si sono avvicinate al basket professionistico che giorno dopo giorno ci hanno permesso di strutturaci in modo adeguato sia sul fronte agonistico principale, sia per quanto riguarda l’attività con le squadre giovanili, che in questa stagione ci vedono impegnati con un numero di squadre quasi raddoppiato dallo scorso anno. Anche questo entusiasmo ci sta dando una grande soddisfazione: l’umanità e la passione di tutti coloro che lavorano nel Geas sono un propellente fantastico per tutti noi. Parlo spesso di valori e di tensione positiva, da questo punto di vista avere un pubblico che continua a fare il tifo “a favore” e mai “contro” mi sta riempiendo di orgoglio e credo possa rappresentare un buon viatico per i prossimi passi del nostro lavoro”.

C’è una ricaduta di questo spirito nel lavoro della prima squadra?
“Sono ovviamente molto soddisfatto della squadra, di come le ragazze si muovono in campo e fuori. E’ bello vedere un gruppo di giocatrici che vivono con piacere un’esperienza umana che va oltre il momento agonistico. Ticha Penicheiro insegna basket ma anche diffonde professionalità, ma in generale tutte le giocatrici dimostrano un approccio davvero molto positivo alla loro “professione”. Sono convinto che nei prossimi 4 mesi avremo molte soddisfazioni dall’intero gruppo con prestazioni gratificanti per tutti. E’ evidente che Galli ha costruito con Barbara Perrotta un gruppo capace di condividere gioco, emozioni, prospettive e sconfitte: anche questo è un loro grande merito.
Devo sottolineare come l’intero staff tecnico si sia amalgamato in pochissimo tempo e sia ormai parte effettiva della nostra famiglia”.

Quali sono stati i momenti agonistici più convincenti di questi primi mesi? E il rimpianto più forte?
“La vittoria a Schio, quella con Priolo e i primi due quarti di Como dove il Geas ha giocato un basket davvero emozionante. Sempre a livello di soddisfazioni mi piace ricordare i risultati delle giovanili che si stanno comportando molto bene in diverse categorie e che nell’under 15 vedono ben sette nostre giocatrici nel gruppo delle azzurrine (e cinque tra le dodici che a giorni saranno impegnate nel torneo delle regioni di Montecatini). Il maggior rammarico per me rimane la sconfitta a Venezia negli ultimi due minuti: considero quel team il più completo e competitivo, e una vittoria da quelle parti sarebbe stata davvero un gran bel risultato”.

Che risposte ha avuto ai suoi appelli per sostenere una realtà come il Geas?
“Come dico spesso, abbiamo raccolto intorno al progetto tante “belle persone” che ci hanno sostenuto certamente attraverso donazioni, sponsorizzazioni, ma che hanno anche dato tanto sostegno e fiducia in momenti nei quali avevamo davvero bisogno di sentirci attorniati da persone disposte a darci una mano. Purtroppo non possiamo ancora dire di aver ottenuto supporto dalle istituzioni pubbliche o dalle associazioni di rappresentanza industriale di Sesto e del Nord Milano. Il comune di Sesto ha investito a tempo di record nella sistemazione del Palafalk che così risulta un ottimo campo per le giovanili e per gli allenamenti, ma la serie A1 chiede pubblico e si basa sul pubblico: quei 500 posti purtroppo non bastano. Qualcuno ha storto il naso (e altro) per la nostra scelta di andare a giocare a Cinisello, ma il numero di tifosi che ci segue (e in prospettiva quello che ci seguirà) ci sta dando ragione. Mi auguro che tutto il Nord Milano esca dalle logiche un po’ datate e possa concretamente adottare il Geas basket e il nostro progetto. Sono fiducioso sulla possibilità di ottenere sostegno già con l’inizio del nuovo anno e spero di non essere deluso su questo fronte”.

Quali sono i prossimi passi dell’attività dirigenziale?
“Il progetto prosegue, stiamo lavorando sul fronte societario per concludere il passaggio della sezione Basket della polisportiva alla nuova Srl che abbiamo costituito a fine luglio. La polisportiva così diventerà il socio centrale e di riferimento in un’azienda che ha adottato in toto le
linee sportive ed educative che contraddistinguono da sempre il modello Geas. In sostanza, alla fine di questa prima fase la “vecchia” Geas avrà innestato sul proprio consolidato troncone gambe e braccia nuove in grado di sostenere l’impegno finanziario ed aziendale che oggi lo sport richiede per mantenersi nel tempo a livelli di eccellenza. Conclusa questa fase, trasformeremo la SRL in società per azioni e daremo avvio al progetto di “azionariato popolare” con l’obiettivo d coinvolgere tra i soci del club il maggior numero di appassionati possibile. Sugli altri fronti, continueremo sulla nostra strada dando sempre più valore al nostro vivaio e consolidando gli aspetti organizzativi e gestionali.

Per quanto riguarda l’ambito meramente agonistico uno dei principi sui quali si basa il nostro progetto è la netta separazione tra il fronte gestionale e quello sportivo, quindi mi diverto e soffro vedendo le squadre giocare ma non entrerò mai su temi che non mi competono”.
Ufficio Stampa Geas

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