venerdì 2 gennaio 2009

Il Bollettino Lombardo (16)

 :alienff: - Doveva andare così: final four di Coppa Italia al Palalido di Milano, 4000 spettatori, il Geas che stende due corazzate tipo Taranto e Venezia (perché si sa, nelle partite secche la sfavorita può fare il colpaccio), e vince la finale con il tiro allo scadere di un’italiana... Ma domenica scorsa questi castelli in aria, o seghe mentali per dirla in modo più moderno, hanno fatto “plop” come una bolla di sapone. :cry: Pozzuoli batte la Bracco che finisce l’andata al quinto posto, alla pari con Schio e Como, e quindi addio alla coppa: sarebbe stata, a Milano o meno, una gran bella vetrina per la matricola rossonera, che di sforzi promozionali ne sta facendo davvero tanti da inizio stagione, e avrebbe avuto un gran bel “bonus” in tal senso se ammessa tra le quattro elette.

Parrebbe da pazzi essere delusi ma è una questione di prospettive: a inizio campionato, un piazzamento del genere sarebbe stato festa grande. Oggi mica tanto: se sei stato a un passo dal traguardo e lo manchi sul filo di lana, ti resta più l’amaro di non averlo centrato che il dolce di esserci andato vicino, è logico. Tanto più che dagli altri campi erano arrivati risultati favorevoli, ovvero la sconfitta di Schio con Faenza e la vittoria di Parma a Ribera (ne bastava uno di questi due), per cui il Geas con una vittoria era dentro. Ulteriore rimpianto: in tutte e 3 le recenti sconfitte che sono costate l’accesso alla coppa, il Geas ha avuto vantaggi in doppia cifra: +10 a inizio ripresa con Faenza, +15 a metà gara con la Comense, +14 a metà 2° quarto a Pozzuoli.
Ci sono stati anche degli episodi sfortunati: con Faenza una freccia del possesso, a -40”, ha ridato palla alle ospiti che hanno messo la tripla del sorpasso, e poi uno sfondamento “non da lei” di Penicheiro; a Pozzuoli il terzo e quarto fallo di Machanguana a inizio ripresa e poi la tripla del pari di Tillis che è andata fuori. Il tutto senza andare a rivangare il famigerato 0-20 nella prima giornata con Parma: aggiungi i 2 punti di allora, li togli a Parma, hai la Bracco qualificata.
Ma è chiaro che la squadra scintillante andata in scena fino a inizio dicembre, non si è vista in queste ultime settimane. Analizziamone in modo pur discutibile alcune cause.

1) Pressione. Se apri un onesto ristorantino senza pretese e la gente si aspetta al massimo una modesta zuppa di ceci, ma inizi a dargli caviale e champagne, all’inizio susciti stupore, applausi, complimenti. Ma a un certo punto la gente continuerà ad aspettarsi il caviale tutte le settimane, e tu ti sentirai costretto a riuscirci, e se non ce la farai sarà una delusione: tutto è relativo. Dopo la sconfitta a Pozzuoli, Roberto Galli, e non solo lui, ha parlato di pressione dovuta a un traguardo-Coppa Italia diventato, a un certo punto, più un obbligo che un bel sogno. La svolta è stata la vittoria a Schio: toccato il punto più alto (sbancato il campo delle tricolori, 7 vittorie di fila, gioco scintillante), quella che era un’inebriante scalata, divertendosi a sconvolgere le gerarchie settimana dopo settimana, è diventato un doversi confermare, un mantenere i pronostici. Perché la gente ormai si aspettava il caviale. :woot:
La pressione intorno alla squadra è stata di tipo particolare: non è venuta da una tifoseria esigente, come succede in altre piazze, né da un presidente che dice: «Ho speso milioni di euro, vedete di vincere». Assolutamente no. Ma mettici un evento di qua, un’intervista di là, una visita aziendale di su, un vernissage di giù, tutte iniziative promozionali necessarie per farsi conoscere ma che indubbiamente hanno contribuito a far salire le aspettative: ci sta che una squadra neopromossa, con tante esordienti, ne abbia risentito. Due personaggi illustri, rispettivamente main sponsor e responsabile relazioni esterne del Geas, che non più tardi del 18 dicembre – in un videoservizio di AdnKronos – hanno parlato chiaro e tondo di ambizioni da titolo. Diana Bracco: «potremmo puntare al primo in classifica [testuale, ndr], io tutte le volte mando alle ragazze questi messaggi fortemente motivanti». Mabel Bocchi: «Il gruppo c’è; se non succede niente dal punto di vista degli infortuni, può tranquillamente puntare allo scudetto». Ahò, ha detto proprio “tranquillamente”. :o: :o: Se il desiderio della signora Bracco e la valutazione della signora Bocchi sono stati espressi a ragion veduta, come presumiamo, è giustificato essere delusi dall’esclusione dalla Coppa Italia: gli obiettivi non erano più quelli d’inizio stagione, ormai chi s’accontentava del “qualcosa più della salvezza” che si diceva a settembre?

2) Flessione fisiologica. Ha detto ancora Roberto Galli: è capitato un periodo di percentuali negative dalla distanza, e il Geas dalle percentuali dipende molto, visto che punta sempre a fare un canestro in più anziché a subirne uno in meno. Un fattore un po’ casuale (quando ricapita che a Casnate fai 3/25 da 3 pur tirando spesso con spazio?) e un po’ influenzato da un calo di condizione che le rossonere indubbiamente hanno patito, perché se fino a inizio dicembre prendevano un vantaggio e riuscivano a mantenerlo se non incrementarlo, oppure rimontavano e sorpassavano alla distanza (come con Priolo), nelle 3 sconfitte di dicembre, come abbiamo detto all’inizio, s’è bruciato nella ripresa un vantaggio cospicuo. La crisi al tiro di Frantini, e parzialmente di Crippa, ha privato la squadra di un apriscatole contro la zona, considerando anche che il minutaggio di Twehues è giocoforza ridotto perché il suo ingresso costa solitamente l’uscita di Machanguana. Fatto sta che, in una sorta di contrappasso, il Geas contro Comense e Pozzuoli è perito di zona così come tante volte di zona aveva ferito, e così come altre volte la zona avversaria aveva smontato a suon di triple. :o:
Non è solo questione di tiratrici, tuttavia, ma della squadra in generale: la panchina non è lunga, Tillis e Penicheiro nelle partite importanti non escono mai ed è comprensibile che con 5 partite in 22 giorni persino loro abbiano avuto momenti di umana debolezza, pur restando di gran lunga la miglior coppia del campionato (Iciss, ricordiamo, è prima assoluta in punti, rimbalzi e percentuali ai liberi; Ticha capeggia l’A1 in assist e recuperi).

3) Difetti strutturali. Le tre sconfitte hanno però evidenziato alcune pecche del Geas che la brillantezza del periodo precedente aveva coperto. È chiaro che parliamo di “difetti” rispetto a un parametro di assoluta eccellenza, cioè rispetto al caviale e champagne. Della panchina corta s’è detto. C’è anche la dipendenza eccessiva dal tiro da 3: le esterne della Bracco, salvo parzialmente Crippa e salvo Penicheiro che però non può far sempre il boia e l’impiccato, non hanno grosse capacità di attaccare dal palleggio e in avvicinamento; la stessa Tillis preferisce spesso stazionare oltre la linea dei 6,25 o comunque fuori area. Se Machanguana e Zanon, per colpe loro, adeguamenti della difesa o scarso coinvolgimento dalle compagne, non trovano pericolosità in area, o non incidono nella fase calda della partita, il gioco del Geas diventa troppo perimetrale, come a Casnate e a Pozzuoli.
Più in generale, la squadra di Galli è in grado di raggiungere livelli di gioco sopraffini, ma, per non rischiare, è costretta a mantenerli per 40’ a partita, in quanto la difesa (in cui le esordienti italiane faticano contro le guardie, Tillis non è l’ideale contro lunghe rocciose, Penicheiro è maestra nei recuperi ma ogni tanto cede in 1 contro 1) non offre la solidità necessaria per permettersi momenti in cui l’attacco non gira. <_< Esempi: contro Faenza, 8 minuti senza segnare dal campo nell’ultimo quarto, romagnole che segnano 15 punti negli ultimi 3’, vittoria Faenza; a Casnate, blackout offensivo da metà 3° quarto a metà 4° quarto, parziale di 20-0 per Como che dall’altra parte segna a ripetizione da sotto; a Pozzuoli, 36 punti nei primi 15’, Dixon limitata a 7, ma in compenso il “supporting cast” delle campane tira con percentuali altissime (Andjelic, Danzi, Favento e Aili tutte in doppia cifra: quando mai?), e quando Machanguana esce con 4 falli, arriva il sorpasso. Inevitabile che, più la fatica si fa sentire, nel corso di una partita o di una stagione, meno lo “showtime” di Penicheiro & C. diventa efficace. Le alchimie di Galli, soprattutto con le zone adattate e miste, hanno più volte ottenuto risultati importanti, ma più le avversarie prendono le misure a suon di videotape e allenamenti mirati, meno queste potranno funzionare (salvo sorprese).
Lo stesso Galli, poi, ha ammesso che quando l’attacco non funziona a dovere, le sue cedono qualcosa in termini di concentrazione difensiva. La costante in queste ultime partite è che l’avversaria di turno fa almeno 70 punti. E non è che riesci sempre a segnarne 80 per batterla. Il dubbio è che non sia esattamente una squadra che si esalta quando c’è da fare la lotta nel fango. E purtroppo più si va avanti nella stagione, meno si gioca di fioretto e più di morsi e colpi bassi. :grr:

Prospettive – Sviscerati i perché e i percome (veri o presunti che siano) dell’esclusione del Geas, dalla Coppa, è il momento di chiedersi cosa si vedrà di qui in avanti. La lunga pausa per la Nazionale può servire per ricaricare le batterie sia nel fisico che nella testa, e ripartire a mente più sgombra. Senza più l’ansia-Coppa Italia, si potrà di nuovo sfruttare la maggior serenità rispetto a chi è condannato a vincere. L’obiettivo realistico, ora, devono essere i playoff e basta: meglio riporre le pazze idee di scudetto, che certo sono utili a creare interesse, e comprensibili se batti Schio sul suo campo, ma in questo momento sono fuori luogo. In ogni caso, non sarà lo stesso di inizio andata: l’effetto-sorpresa è svanito già da un pezzo, le avversarie sanno tutto su pregi e difetti di Penicheiro e compagne. L’assenza della sola Zanon per convocazione azzurra consentirà di lavorare a ranghi quasi completi. Altre squadre avranno più convocate, oppure avranno pezzi nuovi da inserire, se sono vere tutte le voci di trasferimenti che si sentono in queste settimane.
L’impressione è che dopo la pausa ripartirà un nuovo campionato: e il Geas avrà subito un tris di ferro, con Parma, Taranto (in casa; mentre quella con Venezia sarà rimandata per gli impegni in Eurolega dell'Umana) e infine Napoli in trasferta. Da lì si capirà se la favola-Bracco d’inizio stagione può concedere il bis: perché favola è comunque stata. :yes: La squadra di Galli ha portato una ventata di novità in un’A1 che sembrava appannaggio esclusivo delle solite note; ha cercato il bel gioco insieme al risultato; ha portato alla ribalta nomi nuovi e riproposto una grande come Penicheiro; s’è guadagnata apprezzamenti da tutte le avversarie, magari in qualche caso pelosi (lodo chi mi ha battuto, così non faccio la figura di chi ha perso contro gli ultimi arrivati), ma immaginiamo perlopiù sinceri; ha risvegliato a Milano e dintorni, ma non soltanto, un interesse che covava sotto la cenere. Proprio la “partita dell’interesse” è per il club rossonero altrettanto importante che quella in campo, e le due cose coincidono solo in parte, perché è vero che se a Milano non vinci non ti prendono nemmeno in considerazione, ma il problema è che spesso, se sei uno sport “minore”, non ti considerano nemmeno se vinci... :( Dovrà quindi lavorare ancora molto, la società, per tener viva l’attenzione una volta spento l’effetto-novità.

Certezze - 1) A prescindere dai risultati, Penicheiro e Tillis sono due che vale la pena di andare a vedere, sempre e comunque. 2) Meglio perdere qualche partita con Crippa, Frantini & C. che giocano 20 minuti e passa, piuttosto che vincerne con i prodotti di casa a scaldare la panchina. 3) Meglio essere incazzati per aver fallito un obiettivo ambizioso che festeggiare per averne raggiunto uno mediocre.

:alienff: - La Comense, si diceva, finisce l’andata alla pari con Geas e Schio, nel gruppetto tra quinto e settimo posto. Bel risultato per la squadra di Montini, con la rimonta nel derby col Geas e il tracollo interno con Livorno come “high” e “low” stagionali finora. Non abbiamo voglia di fare i conti per vedere se bastavano 2 punti in più per entrare in Coppa, ma la sostanza è comunque che la Comense di quest’anno è un gran bel collettivo, che non avrà la Penicheiro o la Tillis della situazione, ma tante giocatrici a turno in grado di rendersi decisive, con Brooke Smith sicuramente tra le migliori pivot del campionato. La mentalità e l’entusiasmo, poi, sembrano ottimali. Anche in questo caso bisognerà vedere come si riparte dopo la pausa. Tuttavia i playoff, toccandosi, non dovrebbero sfuggire. Se davanti o dietro al Geas, chissà; sicuramente non sarà un dettaglio trascurabile lassù a Como...

:alienff: - L’A2 è il primo campionato a ripartire dopo la pausa. Biassono gioca lunedì in anticipo a Reggio Emilia. Finora la squadra di Gualtieri non è mai andata a segno contro avversarie di fascia medio-alta. Ma conteranno soprattutto gli scontri diretti del ritorno: Biassono è messa benino avendo vinto a Bolzano, Crema e S. Bonifacio; e avrà in casa anche Cervia e Broni. Con 6 vittorie su 13, visto l’equilibrio, potrebbe anche arrivare l’ottavo posto, l’ultimo utile per i playoff; ma va benissimo anche il nono, visto che più della salvezza diretta non ci si è posti, come obiettivo. La sfida principale è inserire ancora meglio Yadi Rios nei meccanismi di squadra: a volte il suo coinvolgimento nell’attacco sembra ancora un po’ forzato, tipo che le compagne s’impongono di passargliela, più che farlo con naturalezza. Però progressi in tal senso se ne stanno vedendo. Non è stato facile per il Geas dell’anno scorso, che masticava A2 da anni, figuriamoci per un manipolo di esordienti, in cui una ’92 ultimamente parte spesso in quintetto... In generale per le lombarde non è stata un’andata facile: le Leonesse (5-7 come Biassono) han cambiato allenatore e viaggiano con alti e bassi; Broni (4-8) ha limiti oggettivi e ha fatto anche meglio del previsto; Crema (3-9) è la delusione ma ha avuto tanti problemi, in primis la faticosa messa in moto di Zecchini, i guai fisici dell'unica vera regista Monticelli e poi anche tante partite perse in volata; vedremo se il mercato cambierà qualcosa.

:alienff: - In B1 non si riparte prima del 10: intanto da Milano arriva la notizia che il Sanga/Sea Logistic giocherà le partite interne a Pessano, nel PalaBcc già casa di Carugate. Una scelta dettata dalla necessità di avere Claudia Barzaghi in tutte le partite: per prescrizione medica, infatti, l’ex Crema può giocare solo sul parquet, sicché una volta accertato che al PalaIseo di Milano non era possibile metterlo giù per quest’anno, il club bluarancio ha optato per un “esilio” forzato nell’hinterland. Ovviamente è un peccato che la squadra di Milano, che stava ottenendo un buon seguito di pubblico, giochi fuori città, ma è un sacrificio temporaneo quanto necessario nell’ottica di valorizzare uno dei principali investimenti estivi.

:alienff: - da "La Prealpina"
La Lombardia, seconda l’anno scorso, può puntare al titolo nella kermesse femminile del Trofeo delle Regioni a Montecatini. La promettente annata ’94 diretta da Guido Cantamesse e dal vice Luca Visconti allinea due lunghe di notevole fisicità e mano “educata” come la bergamasca Minali e la cremonese Bona (quest’anno in forza alle Leonesse Brescia) insieme a ben 5 elementi del Geas, alla varesina Gambarini (classe '95) e al duo legnanese Rossi-Quarantelli (la bustocca Cassani è riserva a casa). Compito subito difficile, però, per le nostre, in virtù della nuova formula che, per limitare le partite squilibrate, ha distribuito le teoriche migliori 8 in due gironi (ciascuno dei quali con 3 posti in palio per i quarti) e le altre 8 in due gruppi meno competitivi (passa solo la prima). Così la Lombardia si troverà di fronte tre “big” tradizionali come Friuli-Venezia Giulia, Campania ed Emilia-Romagna. «Non è il caso di sbilanciarsi in pronostici, trattandosi di gruppi alle prime esperienze di questo tipo – commenta coach Cantamesse -, anche se penso che a giocarsi il titolo saranno le solite, ovvero noi, il Veneto campione in carica e il Friuli. Rispetto alle ’93, la nostra squadra di quest’anno ha forse meno talento, ma più qualità fisiche».
PROGRAMMA: Lombardia-Emilia (2/1, ore 9); Lombardia-Campania (2/1, ore 17); Lombardia-Friuli (3/1, ore 15). Quarti: 4/1, semifinali 5/1, finali 6/1.
CONVOCATE: Minali (Lussana Bg), Bona (Leonesse Bs), Rossi (Carroccio Legnano), Galli (Geas), Mazzoleni (Geas), Brambilla (Geas), Filippi (Lussana Bg), Bratovich (Geas), Conti (Cavallino Bianco), Fossa (Geas), Gambarini (Malnate), Quarantelli (Carroccio). Riserve: Cassani (Pro Patria), Kacerik (Geas).


:alienff: - La scorsa settimana avevamo chiuso con l’elenco delle candidate ai premi di giocatrice e allenatore 2008 della Prealpina (vedi qui). Ora possiamo presentare la classifica delle migliori 10 (6 nel caso degli allenatori) in ogni sezione. Di fianco a ogni giocatrice è indicato il punteggio derivante dalla somma dei voti della giuria (ogni giurato doveva indicare la sua classifica dalla prima alla decima, e a ogni posizione corrispondeva un punteggio; questa è la somma complessiva).

GIOCATRICE A2-B1
Vittoria nettissima di Yadi Rios, indicata al primo posto da quasi tutti. Lotta serrata per le posizioni d’onore, con Gottardi che regola Crippa che a sua volta prevale d’un soffio su Frantini. La triade Geas è competata da Arturi, poi la top 10 è chiusa da altre due sestesi, anzi ormai ex. In mezzo entrano due biassonesi, Zanon e Barbieri, e il play vittuonese De Fiori.
1) Y. Rios Bueno (Geas-Biassono) punti 141
2) S. Gottardi (Carugate-Sanga Mi) 76
3) M. Crippa (Geas) 74
4) M. Frantini (Geas) 72
5) G. Arturi (Geas) 59
6) E. Zanon (Biassono) 49
7) C. De Fiori (Vittuone) 33
8) E. Barbieri (Biassono) 29
9) A. Censini (Geas-Crema) 22
10) V. Ponchiroli (Geas-maternità) 14

GIOCATRICE B2-C
Nella sezione campionati regionali c’è stata molta più incertezza e frammentazione di voti. Di misura ha prevalso Capiaghi che ormai in B2 non gioca più, essendo salita a Valmadrera; idem la seconda, Gabba, oggi al piano di sopra con Novara ex Borgomanero. Podio anche per Soncin nonostante un finale di 2008 difficile per un infortunio non lieve.
1) M. Capiaghi (Cantù-Valmadrera) 52
2) S. Gabba (Borgomanero-Novara) 46
3) A. Soncin (Usmate) 44
4) E. Pini (Cantù-Valmadrera) 39
5) M. Napoli (Mariano-Fino M.) 32
6) M. Gervasoni (Usmate) 29
7) V. Castiglioni (Pro Patria) 26
8) E. Pedron (Cerro) 24
9) M. Cosentino (Cerro) 15
(ex aequo) S. Conti (Mariano-Fino M.) 15

GIOCATRICE UNDER 19
Plebiscito assoluto per Crippa, e non sorprende nemmeno un po’. Più che doppiate tutte le altre: in un fazzoletto di punti Bestagno, le ’92 Galbiati e Reggiani e infine Spreafico. Spazio anche per tre ’93 dal settimo al nono posto. Non c’è nessuna del ’90, a conferma che si tratta di un’annata mediocre in Lombardia.
1) M. Crippa (Geas) 123
2) E. Bestagno (Comense-Cantù) 58
3) V. Galbiati (Biassono) 56
(ex aequo) M. Reggiani (Usmate) 56
5) L. Spreafico (Comense-Cantù) 55
6) G. Sechi (Varese) 34
7) A. Mandelli (Biassono) 29
8) A. Ravelli (Vittuone) 28
9) F. Melchiori (Cavallino Bianco) 25
10) G. Pasqualin (Comense-Cantù) 19

ALLENATORE
Vittoria netta ma non schiacciante per Galli davanti a Gualtieri, l’altro eroe dell’anno con la sua promozione a Biassono. Consensi anche per Piccinelli, pluri-impegnato tra giovanili Comense e quest’anno Cantù in B2 sempre con le ragazze del vivaio nerostellato.
1) R. Galli (Geas) 121
2) T. Gualtieri (Biassono) 105
3) A. Piccinelli (Comense-Cantù) 74
4) M. Mannis (Usmate) 55
5) M. Fornara (Borgomanero-Novara) 43
6) D. Berri (Cerro) 42

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