L'anno scorso, di quest'epoca, registrammo con amarezza la chiusura del mensile "Dream Team" dopo 5 anni d'attività. Ora vorremmo sapere cos'è successo a Basketville.it. Ovvero la rivista "on line" lanciata da Franco Montorro nel marzo 2009, con lo slogan "libertà e grandi firme". Per il femminile, si ricorderà, all'inizio c'era Roberto Perticaroli a occuparsene, mentre negli ultimi tempi le pagine erano a cura di Damiano Montanari. Non era male, lo spazio accordato al basket donne. Il problema è che da aprile (se non erro) si sono perse le tracce della rivista, in quanto sul sito www.basketville.it campeggia una grossa icona di lavori in corso. Montorro ci risulta se ne fosse andato qualche tempo prima. Insomma, ci piacerebbe essere smentiti da qualcuno (magari sono migrati su un altro indirizzo sconosciuto ai più), ma temiamo proprio che si tratti di una chiusura del progetto, a meno che non sia una pausa temporanea.
Ricordo che qui sul forum, quando si seppe della nascita di Basketville, qualcuno pronosticò che avrebbe messo in seria difficoltà Superbasket, essendo gratuita e immediata. Previsione, a quanto pare, fuori bersaglio.Quando suona la campana per una rivista di basket, è sempre triste, ma se doveva sopravvivere solo una delle due presunte "contendenti", meglio SB che mi pare, dal punto di vista della creazione di lavoro per chi ci scrive, qualcosa di più concreto rispetto all'aleatorietà dei progetti internettiani (anche se non so se e quanto fossero pagati i collaboratori di Basketville, debbo precisare). Insomma, se la gratuità di internet deve mettere in crisi chi crea lavoro, si fotta internet.
PS: a proposito di giornalismo sportivo. La Gazzetta, che il giorno dopo la finale dei Mondiali di basket non ne diceva nulla in prima pagina, dà invece spazio, in "prima", oggi, al seguente titoletto: "Tradimento Balotelli - Lasciato in diretta tv", con riferimento alla disavventura sentimentale del noto e burrascoso pedatore italo-ghanese, mollato dalla tipa perché flirtava con un'altra. Mentre il Corriere della Sera dedica mezza pagina alla medesima vicenda, laddove di fianco si guadagna un risicato trafiletto il ciclista Nibali prossimo a vincere la Vuelta, che sarebbe una delle 3 massime competizioni mondiali a tappe. Considerando che questi sono i 2 giornali più seri (e letti) d'Italia, e considerando che se fanno queste scelte è perché il pubblico le vuole (presumo), la cosa migliore sarebbe mettersi il cuore in pace e andarsene tutti a casa.
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