Sanga - La grande novità debutta già domenica (ore 18) contro Bolzano. Non è una giocatrice, ma il parquet della palestra Giordani di via Cambini, che segna due ritorni nella metropoli: dell’A2 dopo 17 anni e delle “orange” (neosponsorizzate Cellularmania) dopo 18 mesi di forzata lontananza a Pessano, con l’unica parentesi del Palalido per la finale di B1. Uno stimolo forte che ha cancellato ogni depressione per le note traversie societarie: l’esodo di giocatrici avrebbe abbattuto un toro (Fumagalli, Gatti, Marulli, Monticelli, Silva, la lettone Lisnere e la ritirata Barzaghi), invece patron Pinotti – che lancia se stesso come coach esordiente nella categoria – ha rilanciato, convincendo il faro Gottardi a rimanere come garanzia tecnica e umana, e puntando forte sulle “sue” Giunzioni e Pastorino, che dovranno dimostrare di poter essere protagoniste e non solo utili complementi. I nuovi arrivi (o ritorni) Brioschi, Rovida, Zamelli, Nobis mancavano dall’A2 chi da un paio d’anni, chi da più: dovranno riadattarsi in fretta, per dare solidità a una squadra che ha margini di crescita interessanti ma poca stazza, panchina corta e non può permettersi che le difese avversarie “collassino” su Gottardi. “Il precampionato ci ha detto che Giunzioni può essere leader offensiva di fianco a Silvia – valuta Franz Pinotti – ma intanto la sorpresa positiva è che anche le più giovani tengono il campo. Mentre in chi viene dalla B1 vedo voglia di riscatto personale. Il tutto ben sapendo che da domenica sarà durissima”.
Biassono – L’anno passato, il primo del nuovo corso-Piccinelli, iniziò male ma finì in crescita verticale, con i quarti-playoff. Si riparte da lì, anche se la rinuncia a un duo di rendimento e personalità come Zanon-Scudiero e le perdite di Ravelli e Viganò richiedono nuovi assetti, considerando pure che il roster ora ha 3 play e molte ali, ma è a corto di guardie e di lunghe. Come veterane-sicurezza sono rimaste Barbieri e Invernizzi, per il resto si scommette che De Fiori trasferisca al “piano di sopra” le qualità registiche mostrate in B1; che Galbiati (pur coi suoi 18 anni) e Contestabile, già fondamentali, diventino ancora più continue e trainanti; e che dalle tante altre giovani (il neo-acquisto Canova e le “under” Reggiani, Zucchi più le ’93 del vivaio; potrebbe aggiungersi in extremis l’ala del ’92 Forgione da Como) si ricavino subito contributi tangibili. Ma soprattutto, bisogna che l’identità collettiva rappresenti un valore aggiunto come avvenne la scorsa stagione. “Squadre come la nostra di solito carburano strada facendo, ma mi sembra che siamo già a buon punto – è la sensazione di Andrea Piccinelli. – Tra le confermate e i nuovi arrivi, abbiamo gli elementi adatti al nostro gioco, basato non certo sui centimetri e sul gioco a metà campo, ma sulla corsa e l’intensità”.
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