venerdì 27 maggio 2011

Cinguettii (252) - Fritto misto: Alcamo in A1; Cervia campione U19; l'abbandono di Dacic; la morte di Dydek

Rimasticando un po' di notizie già ampiamente date da altri, una breve carrellata su eventi di rilievo dell'ultima settimana.

--> Alcamo promossa in A1. Ha ribaltato in gara-2, a casa sua, il -5 dell'andata a Cagliari. Due partite, diciamo così, piuttosto difensive. In gara-1 grande Brunetti con 19 punti, 8/9 da 2, 8 rimbalzi e 31 di valutazione (per me questa ragazza è da seguire: è dell'88, ha mollato per un anno il basket ed è tornata più forte di prima), non bastano i 29 di Mandache con 10/20 dal campo visto che le altre di Alcamo, nonostante i grossi nomi, fanno zero o poco più (Gattini meno 10 di valutazione). Decisivo il 15-3 dell'ultimo quarto. Comunque, perdendo 52-47 le siciliane contengono i danni. Al ritorno ci crede il Cus, +2 a metà partita. Poi +6 Alcamo a fine 3° quarto e quindi sul filo dello scarto, infine l'allungo siculo per il 60-49 che vale l'A1. Ancora bene Mandache, 16 punti così come Caliendo che era stata decisiva già contro La Spezia. Di là 16 punti Fabianova, stavolta male Brunetti. Ritorno nella massima serie dopo 12 anni per il club che ha avuto nelle sue fila due mostri non sacri, di più: Cynthia Cooper e Lisa Leslie. Ma anche Roberta Colico. -_- Curioso notare che Andrea Petitpierre fu esonerato (o si dimise?) a metà di quel '98/99 finito con la retrocessione. Ora s'è rifatto, zittendo anche le varie critiche di chi pensava che Alcamo dovesse dominare fin da subito. Notevole il ruolino di Mandache: 2 promozioni in 3 anni, l'anno scorso una finale. Meglio non far notare che le sue due precedenti squadre (Cavezzo e Porto S. Giorgio) sono fallite, se no ad Alcamo potrebbero fare corna e cornazze. Speriamo che ci sia il due senza il tre... :wacko: Intanto complimenti al movimento cagliaritano che ha mandato due squadre diverse agli spareggi-promozione per l'A1 in due anni consecutivi (l'anno scorso la Virtus cedette a Lucca).
--> Cervia ha vinto lo scudetto Under 19 battendo Venezia in finale: 56-46 con rimonta da -8. Appena 6 punti per Venezia nell'ultimo quarto. Nori e Carangelo le top scorer con 13. Quindi tante soddisfazioni per Cervia in questa primavera, compresa la salvezza in A2, dopo che l'annata era stata un mezzo calvario. Bella squadra, questa U19, con anche Cigliani e la pur infortunata Morsiani che era assente a Caltanissetta. Ci fa piacere per Carangelo, che per infortunio non potè giocare le partite decisive dell'Europeo U18 dello scorso anno, anche se la medaglia d'oro se la portò lo stesso a casa. Immancabilmente s'è detto che queste finali sono state "di livello più basso rispetto alle precedenti". Cosa che si legge più o meno da una ventina d'anni. In un certo senso, vale la pena di apprezzarle, queste del 2011, visto che saranno sicuramente meglio di quelle del 2012, 2013, eccetera. :blink:
--> Parlando di Macchi out dalla Nazionale, avevamo detto che sarebbe stato doveroso dare qualche motivazione, anziché il silenzio. Ma se le motivazioni devono essere come quelle che ha dato Dacic, meglio tacere. "In passato ho avuto qualche problema con l'ambiente, ora le cose sono migliorate ma devo ancora crescere e metabolizzare il cambiamento in maniera definitiva (...)". Sembra un modo elegante per presentare un capriccio da bambina dell'asilo. Ma si sa, la sensibilità delle donne è profonda e va rispettata. Almeno, lei ha avuto il coraggio di dire la sua. Cioè che non sta in Nazionale perché non le va. Ma il lato peggiore della cosa, per Dacic, è un altro: che secondo me, quando ha detto che se ne andava, le altre si sono scambiate un cinque e magari anche un dieci. <_<
--> Margo Dydek, alias Malgorzata, morta ieri a soli 37 anni in seguito a un attacco di cuore che l'aveva mandata in coma, per giunta incinta del terzo figlio, era secondo alcune liste la terza donna più alta del mondo con i suoi 2 metri e 18, anche se 2,13 secondo altre fonti. Quindi un fenomeno fisico, anche per il fatto di avere una mobilità e una salute piuttosto normali, anzi da atleta (ovviamente mi riferisco al periodo della sua carriera), quando solitamente un'altezza del genere crea gravi problemi a una donna. Non aveva quell'aspetto di chi soffre di gigantismo, vedi Semionova o altri supercolossi anche uomini: era semplicemente parecchio più lunga delle altre; e sottile. Miglior stoppatrice della storia della Wnba dove giocò per una decina d'anni diventando un personaggio anche oltreoceano. Non ha vinto moltissimo a livello internazionale perché nei suoi anni migliori perse due finali di Eurolega, nel '98 giocando per Getafe e nel 2002 con Gdynia, poi ne fece un'altra con Valencia nel 2007 ma era ormai in declino. Anche in Wnba non è mai arrivata al titolo. Il suo capolavoro furono gli Europei del '99, vinti in casa con la Polonia e lei Mvp. E' stata indubbiamente una gran giocatrice anche se pagava il solito problema di chi è il più alto della compagnia: si pretende che domini e sembra sempre che non sfrutti mai a dovere i centimetri. Forse, invece, con quel corpo interminabile e la corporatura leggera, inadatta a fare a sportellate sotto canestro, era già brava a padroneggiarlo come sapeva fare. La mano era piuttosto morbida, ma soprattutto era, com'è logico, un'intimidatrice difensiva: ricordiamo quando in semifinale di Eurolega 2002 quasi annullò una Yolanda Griffith all'epoca tra le migliori giocatrici del mondo.

mercoledì 25 maggio 2011

Cinguettii (251) - B1: carica Carugate nell'ultimo quarto, Broni rinviata a gara-3

Con i campionati senior ormai tutti conclusi per le lombarde, c'era solo un appuntamento coi controquaqqueri domenica scorsa: gara-2 di finale di B1 (finale per l'accesso agli spareggi, s'intende) tra Carugate Broni. Sfida derby tra squadre arrivate a sorpresa così avanti, eliminando squadre meglio piazzate nel tabellone. Si veniva da una vittoria piuttosto netta per le pavesi in gara-1; quindi opportunità di chiudere 2-0 la serie per loro.

Un malaugurato inconveniente (cui ne fa seguito un altro di portata minore) costringe il qui scrivente ad arrivare soltanto a secondo tempo iniziato. Apprenderemo in seguito che già nel 2° quarto Broni ha provato a scappare sul +12, ma Carugate ha ricucito con un 9-0 prima dell'intervallo (da 14-26 a 23-26).
Ambiente caldissimo al PalaBCC di Pessano, non solo per la temperatura che s'è fatta estiva all'incirca dal giorno prima a Milano e hinterland; ma soprattutto per un tifo ribollente di entrambe le fazioni. Tutto esaurito sulle gradinate e gente in piedi in cima: almeno 300 presenze, quasi come certe partite di A1... :o: Ovviamente in maggioranza numerica sono i carugatesi, ma i bronesi sfoderano la consueta potenza vocale dei Viking, calati in massa (o meglio, saliti, visto che vengono dall'Oltrepò che sta a sud) con magliette verdi d'ordinanza, striscioni, trombe, birre e canti ininterrotti. Insomma, l'atmosfera dei grandi eventi c'è, anche se la qualità del gioco non è esattamente brillante, ma d'altronde era difficile che lo fosse, considerato il periodo dell'anno e la posta in palio.
--> A metà del 3° quarto la situazione è più o meno uguale a quella del 20': 28-33 per Broni. Da lì però c'è il momento migliore per Broni e peggiore per Carugate, che combina una serie di pastrocchi contro la uomo attenta delle pavesi: nel giro di pochi frangenti si vede un mattone di Giorgi sullo scadere dei 24", uno scarico di Chiara Bonfanti che finisce "di poco a lato" (in realtà di un paio di metri rispetto alla compagna più vicina) e un inciampo di Genta sul piede di una difensora, con palla persa. Nel frattempo Broni affonda i colpi con 5 punti di Brusadin e una tripla dall'angolo di Zamelli. Un break di 0-8 con 3 azioni riuscite (perché comunque anche le ospiti sbagliano molto) ed è +13 esterno: 28-41 al 29'. Provvidenziale, per l'attacco asfittico di Carugate, un 5-1 nel finale di quarto, grazie a 2 liberi di Tessitore e poi al risveglio di Calastri, sottotono per problemi fisici, che segna il suo primo canestro della partita, più aggiuntivo. Al 30' è 33-42, scarto notevole ma non più proibitivo.
--> Nell'ultimo quarto una metamorfosi piglia entrambe le squadre. In positivo per Carugate, che alternando difese e giocatrici in stile-Ncaa mette i sigilli al suo canestro e conserva gambe fresche per arrivare a ripetizione fino al ferro dall'altra parte. Invece Broni si fa friabile in difesa e non ci capisce più nulla in attacco, sembrando sulle ginocchia anche per la minor profondità d'organico, che quando Brusadin esce prematuramente per 5 falli, si fa povero di risorse, limitandosi a sparacchiare dalla media e da 3 senza costrutto (abbiamo contato appena un tentativo in area per Broni in tutto l'ultimo quarto...). Pellegrino, micidiale in gara-1 e anche nella prima metà di gara-2, non ne azzecca più. :cry: Conseguenza abbastanza logica, Carugate, pur sprecando qualche occasione, risale punto su punto (entrata di Colombo, semigancio di Calastri, tripla della vetrerana Dindo, entrata di Genta ed è 42-44 a -5'30") fino ad arrivare al pareggio con 2 liberi di Genta (la migliore delle sue in questo ultimo quarto): 44-44 a -3'30". I Viking sono nervosi: s'incazzano con Genta, "rea" di aver detto qualcosa a un'avversaria che l'aveva strattonata, e le vanno a inveire nelle orecchie sporgendosi dalla balaustra. :o: Ricordiamo che Genta in prestagione aveva già quasi firmato per Broni, poi saltò tutto. Ma lei, saggia, non risponde alle provocazioni né se ne fa condizionare.
A questo punto potrebbe anche succedere che Broni si sblocchi e riprenda il comando, e in effetti Ballardini (il play arrivato a metà stagione insieme a Zamelli) sblocca con 2 liberi un lungo blackout delle sue; ma è una paglia di fuoco. Pareggia subito Colombo con altri due liberi (46-46 a -2'). Poi una serie di errori, 3 o 4 per parte tra perse e tiri sbagliati, tra cui un'occasione ghiotta sciupata da Carugate con passi di Calastri che aveva segnato su assist di Schieppati in transizione. Ma Carugate ha continuato ad alternare giocatrici e ha ancora benzina. Genta con un'entrata di greande atletismo, sul lato destro, sigla il 48-46 a -35": primo vantaggio delle sue. Bicocca sbaglia una tripla fondamentale: contropiede rapido delle milanesi e Colombo segna col fallo. Esplode il PalaBCC perché è la stoccata decisiva: 51-46 a -10". Infierisce poi Giorgi con un altro contropiede sulla sirena. Addirittura 53-46 il finale, che vuol dire 25-5 negli ultimi 11'. E soprattutto, l'accesso ai concentramenti-promozione si decide in gara-3 a Broni domenica. Una cifra eloquente di come l'ha vinta Carugate: Genta con 10 unica in doppia cifra; a segno in 9 contro le 7 di Broni.

venerdì 20 maggio 2011

Cinguettii (250) - Riassunto lombardo: B1, a Broni il primo round; C: Pontevico doppio salto; U19: delusione Biassono

In contemporanea con l'ultima giornata delle finali di B2 di cui abbiamo parlato, domenica scorsa c'era un altro evento-clou per la Lombardia: gara-1 Broni-Carugate, finale-derby del loro tabellone di B1 (quindi non esattamente una finale, in realtà, ma turno d'accesso agli spareggi). Vittoria netta per le pavesi, che stoppano la corsa lanciata delle milanesi, reduci da un doppio 2-0 contro avversarie meglio piazzate. Equilibrio fino al 18', poi Broni guadagna un +7 all'intervallo (30-23). La pausa non cambia l'inerzia, anzi Broni continua sull'abbrivio e scappa sul 39-23. A quel punto, inaspettatamente, la partita è già virtualmente chiusa perché Carugate stavolta (con Calastri non al meglio) non ne ha, e al massimo si riporta a -8. Finisce 65-52, scatenate Pellegrino (22) e Brusadin (15), di là Robustelli e G.Colombo con 10 ma nessuna è riuscita a trascinare.
--> Il giorno prima c'era un altro appuntamento di rilievo, la finale dei playoff di C, in gara secca. Quest'anno quantomai importante perchè dava accesso alla B nazionale, col doppio salto carpiato che abbiamo già stigmatizzato più volte e quindi è assolutamente inutile ri-stigmatizzare. Ad approfittare del piatto ricco è Pontevico (Brescia), che batte in rimonta 64-60 Paderno Dugnano (Milano), cui non basta l'illustre veterana Martina Monticelli.
--> Delusione per Biassono alle finali nazionali Under 19 di Caltanissetta. Accreditata tra le favorite, la squadra brianzola finisce sesta (su 8). Dopo aver battuto Livorno alla prima giornata, Biassono si ferma contro Venezia (e ci sta), poi scivola nella partita decisiva con Pordenone, facendosi in pratica infilzare da due giocatrici, Cason e Vicenzutto, che segnano 51 punti in coppia. Poi la sconfitta con Napoli nella finale 5° posto di oggi. Considerando che l'anno scorso, con un gruppo senza '91, Biassono era arrivata terza, è evidente che il risultato sta stretto. Sicuramente hanno pesato le fatiche psico-fisiche dei playout di A2 appena conclusi. Valutazioni tecniche le lascio a chi era presente sul posto.

giovedì 19 maggio 2011

Cinguettii (249) - Tre buone notizie: ascolti tv, Nazionale e mercato

Dicono che le disgrazie non vengono mai da sole. Però, a volte, anche le buone notizie arrivano in gruppo, e se non fanno primavera fanno almeno qualche rondine.
1) Superbasket ha sganciato la bomba: gara-5 Schio-Taranto è a oggi la partita di basket più vista della stagione televisiva 2010/11, uomini compresi. Il dato parla di 103.418 spettatori, :yes: contro i 95.000 della partita più vista di Legadue e gli 87.000 della più vista di A maschile. In realtà pare che sia un dato sul picco massimo e non sulla media, che sarebbe sui 50.000. Ma il punto non è questo, numero più numero meno. Il punto è che col digitale terrestre ormai diffuso in quasi tutta Italia, le partite di A1 femminile sono visibili quasi quanto la vecchia tv in chiaro (si ricorderà che c'era una differita su Rai3, ai tempi). Mentre la A maschile è sepolta nel criptato di Sky. Ed è interessante vedere che, a parità di canale (RaiSport), le nostre donne preferite sopravanzano la seconda serie maschile. Alla facciazza di certi "addetti ai lavori" che, per mascherare la loro ignoranza del femminile, sentenziano che "non frega niente a nessuno". Ovvio, non c'è solo l'audience tv; ma oggi come oggi le persone che vedono le donne sono pari, se non superiori, a quelle che guardano gli uomini. Signori sponsor, tenetene conto: pagando la metà (un terzo, un quarto) di quello che paghereste per la A maschile, avete la stessa visibilità, con il femminile. Intanto complimenti al duo Fanelli-Pedrazzi: non saranno loro ad accalappiare tutti quei 100.000, però di sicuro non ne fanno scappare, con le loro telecronache.
2) Come tutti sanno, negli ultimi giorni la Nazionale ha ottenuto il ritorno di Zara e l'italianizzazione di Wabara anche per la Fiba. La prima è una gradita sorpresa, la seconda un atto doveroso ma che forse non era così semplice se c'è voluto un anno per realizzarlo, da quando scoppiò il caso. Che la buriana degli insulti razzisti abbia sensibilizzato chi di dovere? Boh, conta il risultato. Ed è che, di fatto, abbiamo guadagnato 2 giocatrici di spessore internazionale. Ora il roster azzurro è ben più consistente. Considerando il fattore-campo, le possibilità di vincere l'Additional sono buone. E anche agli Europei non è detto che faremo da punching-ball per le altre. Quindi diminuisce il rimpianto per non avere Macchi? Col cappero, anzi aumenta, perché con lei c'era davvero la possibilità di fare qualcosa di brillante. Ok, siamo carenti nelle lunghe ma per il resto non mi pare che siamo inferiori alla media. Con Macchi avremmo avuto anche l'asso capace di inventarsi qualcosa di più quando la normalità non basta. Così, ci affideremo al collettivo, magari all'estro di Ballardini se sarà in condizione. Però dopo quello che ha fatto in finale, è uno strazio non averla. Nell'anno che qualifica alle Olimpiadi (o almeno al preolimpico), il basket femminile italiano si presenta senza la sua migliore interprete. Male.
3) Il mercato di A1 è già piuttosto scoppiettante. Nomi azzurri si sono già mossi (Wabara, Ress), altri sono in predicato di spostarsi (Sottana). C'è Adriana che va a Parma. Frullano anche nomi stranieri da fuori: il più illustre è quello di Sylvia Fowles, per la quale Superbasket spende un titolone. Ci sarebbe Schio sulle sue tracce. Magari poi non viene, ma è già importante che l'arrivo di una superstar assoluta come lei sia considerato possibile. Fino a 2-3 anni fa eravamo fuori da questi giri nobili (unica eccezione, direi Brunson). Ora, vuoi per il ridimensionamento (parziale) russo, vuoi per una ritrovata competitività economica delle big italiane, il livello degli arrivi si è rialzato. Già da un paio d'anni si può dire che le squadre di vertice nostrane sono più forti di quelle di 4-5-6 anni or sono, a nostro parere il picco minimo storico. Quindi il campionato che viene promette già bene (rima-slogan di chiusura).

Cinguettii (247) - Rho-Rho-Rhockin' on heaven's door: vince la B2 lombarda (1^ parte)

Domenica pomeriggio scorsa prendi la strada per Monza, vialone dello stadio e del palazzetto, poi attraversi Arcore, feudo berlusconiano che però in quel momento sta mandando il centrosinistra in vantaggio sul Pdl al ballottaggio di sindaco; infine giungi a Usmate, cittadina della Brianza collinare al confine con la provincia di Lecco.

Piazza cestisticamente calda (la squadra locale è giunta settima in B1) e palestra piena di circa 250 spettatori, tra i quali le esimie giocatrici di A1 Crippa e Spreafico, per il gran finale delle Final Four. Di B2 lombarda, s'intende: categoria in via di cancellazione (o meglio, riciclaggio sotto il nome declassante di "C", pare con 2 gironi al posto di uno e quindi annacquata) con un solo posto in palio per sfuggire alla palude rifugiandosi nella "B unica" del prossimo anno (a sua volta in via di cancellazione prima ancora di essere varata, visto che poi subentra il campionato di sviluppo...). B2 lombarda, dunque, penalizzata e inchiappettata più d'ogni altra B2 italica, perché essendoci già 12 squadre regionali aventi diritto (salvo miracoli da parte di Valmadrera, Carugate o Broni in B1), e un posto riservato alla contemporanea trionfante della C (cogliona lex sed lex), :angry: solo la prima può avere oggi la certezza di salire. La seconda e, magari per miracolo, la terza, dovranno attendere ripescaggi.
Di conseguenza queste finali erano una lotta nel fango. Oltretutto la formula, un "tutti contro tutti" in 3 giorni consecutivi, era l'ideale per moltiplicare stanchezza, sfinimento e martirio. :o: Dopo una prima serata in cui Albino regolava di misura Giussano e Rho travolgeva Villasanta (+16) con un 27-2 nel 3° quarto (!), già nella seconda si notavano punteggi rasoterra e grado di cottura avanzato, con Villasanta vincente 40-36 su Albino e Rho 50-38 su Giussano. L'ultima giornata s'apriva con Villasanta ok su Giussano ma comunque fuori dal primo posto perché a -12 nell'eventuale parità di 3 squadre a quota 4 punti. Per effetto di codesti risultati, Rho di Luca Paletti aveva un bel vantaggio, in quanto poteva perdere fino a 10 punti di scarto contro Albino del vice-selezionatore della Lombardia, "Nazza" Lombardi.
Per fortuna la giornata, nonostante il sole e il cielo limpido che già da Desio sembrava d'essere ai piedi delle montagne, era piuttosto fresca e quindi i finestroni della palestra non facevano da fornaci. Però il clima, tra pubblico grondante e rumoroso, posta in palio e acido lattico nelle ossa, era calientissimo lo stesso. Inevitabile che le mani non fossero al Coccolino concentrato (per non dire che erano di pietra), anche perché si fronteggiavano due squadre difensive, fisiche, aggressive. Che infatti chiuderanno con percentuali dal campo identicamente basse: 20/68 Rho, 19/69 Albino :wacko: che farà un po' meglio da 3 ma avrà qualche libero in meno: 17/34 le rhodensi, 13/27 le bergamasche.

--> Cronaca. Parte meglio Rho: 10-5 al 5'. Albino (a queste finali senza una delle sue 2 straniere, la lèttone Nazarova) ha 3 titolari in serataccia al tiro: Gatti (3/14), Puidokas (3/20) e Bettonagli (1/7). Rho chiude bene l'area e inizialmente Albino sparacchia da fuori. Poi tocca a Rho incepparsi, avendo Menapace in difficoltà realizzativa (0/10) e Ponchiroli che dopo due iniziali bersagli da fuori ha un passaggio a vuoto, mentre Colombera tira poco e segna ancor meno. Fine primo quarto 12-10 Rho.
Il 2° quarto è il più favorevole ad Albino. Dapprima l'impatto di Rigamonti dalla panchina rilancia Rho, ma dal 19-17 al 15' c'è una svolta, con le bergamasche più reattive sulle palle vaganti e ben blindate in area con la zona. Rho, specie quando Menapace e Ponchiroli rifiatano in panca, non riesce né a stapparla da fuori né a correre in contropiede. Inoltre le sue maglie difensive diventano friabili mentre in questo frangente Albino è anche più reattiva a rimbalzo in attacco, ha un buon contributo da Ghilardi e Bettonagli e scappa fino a +8: intervallo 23-31. Quindi Albino che riapre tutti i giochi e sembra potercela fare se Rho continua nel suo appannamento.

mercoledì 18 maggio 2011

Pictures of you (24)

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Biassono-Firenze (A2, spareggio-playout, gara1, 7/5): una tripla di Galbiati.

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Sempre da Biassono-Firenze: un curioso "balletto" in cui Invernizzi (sulla destra) sembra colpire con un pugno Morlotti, e in compenso (sulla sinistra) Evangelista pare infliggere il medesimo papagno a una biassonese che dovrebbe essere Canova.

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Un omaggio a Schio in festa dopo gara-5 di finale scudetto (11/5). [da Superbasket]

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Qui invece una delle sconfitte, Dubravka Dacic. Però non banalmente in maglia Taranto, bensì in questa rara immagine in maglia Besiktas Istanbul, insieme a una compagna non identificata.

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Un bel manifesto del Sant'Ambrogio, società di Milano zona sud, appeso sulla porta di un ristorante-pizzeria del popolare quartiere Barona. Ci piace lo slogan: "Chi ha detto che il basket è solo per i maschi"?

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Final Four di B2 lombarda (15/5): le ragazze di Villasanta, in modo un po' provocatorio, esibiscono uno striscione con scritto "Il nostro è solo culo", forse in risposta polemica a qualcuno. Sono arrivate seconde alla fine.

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Finali B2: il folto pubblico sulle tribune di Usmate.

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Finali B2: un tiro libero per Menapace di Rho durante la decisiva partita con Albino.

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Finali B2: una tripla di Ponchiroli, sempre per Rho.

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Finali B2: la festa di Rho a fine partita: promosse! Da notare sulla sinistra Poli, fasciata in testa dopo uno scontro di gioco ma autrice del canestro decisivo.

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Finali B2: le ragazze di Rho insieme al loro pubblico al seguito.

martedì 17 maggio 2011

Cinguettii (246) - Cus Cagliari-Alcamo: l'A2 è un affare isolano

Si sono concluse in due gare secche le serie di finale dei tabelloni playoff Nord e Sud di A2. In entrambi i casi è passata la peggio piazzata in stagione regolare, ma non è una sorpresa (brave comunque le due vincenti a superare due serie col fattore-campo a sfavore). Il Cus Cagliari era finito solo quarto ma, tanto per fare i fighi che "l'avevano detto", c'era parso fin dall'inizio che il talento potesse consentire molto di più. Anche perché quando avevano giocato al massimo, vedi all'andata a Milano, lo show era stato impressionante. Bolzano ha avuto più regolarità ma aveva meno potenziale. Per il Cus il vero ostacolo (tolta Udine di mezzo per mano di Borgotaro) era stato Bologna, squadra forse più completa e profonda ma evidentemente meno in forma nel momento-clou (o semplicemente in catalessi in gara-3). Sembrava che Brunetti si fosse infortunata seriamente in gara-3 di quella serie, invece ha giocato pur non al meglio gara-1 con Bozen e poi ne ha segnati 12 nella seconda, stravinta 75-54 dopo un più sofferto 46-52 in terra semi-crucca. Bisogna dire che abbiamo spesso lodato il talento offensivo delle cagliaritane ma, tra i 42 punti subiti in gara-3 da Bologna e gli appena 100 in due gare da Bolzano, in realtà la stanno vincendo soprattutto in difesa.

--> Alcamo è stata a lungo criticata durante l'anno, perché si credeva dovesse dominare e invece vinceva sì ma anche steccava ogni tanto; il terzo posto in un girone pieno di nomi grossi non era poi così fallimentare, considerando la lunga assenza di Little Kittens (Gattini); ora al completo, Petitpierre ha trovato la miscela giusta e anche in questo caso è stata la semifinale il vero scoglio, con l'epilogo rocambolesco in gara-3 a Spezia di cui abbiamo già parlato a suo tempo. Poi Chieti s'è rivelata più malleabile, confermando di non essere in forma strepitosa come già s'era visto in Coppa Italia (o forse era stata molto brava a cogliere un primato in stagione regolare che dal punto di vista tecnico non valeva). Nella serie con Alcamo le abruzzesi hanno avuto molto poco dal duo lombardo Silva-Gatti, nonché da Bello, sicché la coperta s'è fatta corta. Mandache ha risolto gara-1 a Chieti con 27 punti (54-60), poi ne ha messi altri 15, così come Gattini, nel dominio assoluto di gara-2 (60-37). Insomma forse non le due finaliste che avremmo pronosticato a inizio playoff guardando a cos'avevano fatto in stagione, ma le due finaliste più giuste oggi come oggi. I rispettivi quintetti, aggiungendo due straniere, non sfigurerebbero in un'A1 di bassa fascia: Caliendo, Gattini, Fassina, Mandache, V. Fabbri o Prado per Alcamo; Azzellini, Arioli, Fabianova, Brunetti e Gibertini per il Cus. La serie non comincia prima di lunedì 23.

venerdì 13 maggio 2011

Cinguettii (245) - A2: lutto Biassono; B1: derbyssimo in finale; B2 e C: riffe-promozione; U17: poker alle finali

 --> Seconda retrocessione per la Lombardia in A2. L'annata orribile si completa con il k.o. di Biassono (0-2) nello spareggio con Firenze. :cry: Più netta la sconfitta interna in gara-1 (come abbiamo descritto nel dettaglio), mentre in gara-2 le brianzole, pur prive di Reggiani infortunatasi in gara-1, risalgono dal -12 di inizio ultimo quarto e sorpassano brevemente prima del contro-sorpasso definitivo di Firenze (66-62). Ora Biassono pende dai ripescaggi, per i quali è in pole position. Intanto da lunedì buona parte della squadra prova a consolarsi nelle finali nazionali Under 19.
--> Notizie ben più liete dalla B1, dove Carugate era già qualificata alla finale del suo tabellone e viene raggiunta da Broni, la quale dopo una partita "limacciosa" e un finale convulso (ci sono polemiche sui tifosi bronesi nel topic su quel girone, ma abbastanza inconsistenti e poi bravi i Viking ad andare fin là) espugna in gara-3 il campo del S. Raffaele Roma (44-48). Più prevedibile la vittoria di Valmadrera su Ponzano (65-46; Bussola e Capiaghi 13), valida per la finale contro Muggia.
--> In B2 lombarda e in C si corre in questo weekend per il medesimo obiettivo: una promozione in "B unica". Inutile dire che dal punto di vista sportivo è una somma ingiustizia. :angry: Ma purtroppo, sperando in miracoli dalla B1, le due retrocessioni dall'A2 hanno cassato due posti per la B2 e dunque solo la prima sarà certa di salire. Per la B2 comincia tra poco la prima serata delle "final four" (tutte contro tutte in 3 giornate): in lizza Rho, Albino, Giussano e Villasanta. Questa intanto è la classifica finale di regular season (prime 9): Rho 48; Albino 44; Giussano, Villasanta 42; Canegrate 38; Mariano 36; Fino 32; Cerro, Varese 30.
In si sfidano in spareggio secco Pontevico Paderno Dugnano, quest'ultima con l'ex-Crema, Milano ecc. Martina Monticelli in regia.
--> Un poker di lombarde si qualifica alle finali nazionali Under 17. Hanno passato l'interzona il Geas testa di serie numero 1 (percorso netto); Vittuone (vittorie di misura su Spezia e Schio); Comense (seconda in classifica avulsa con Napoli prima e Bologna terza); Costamasnaga (percorso netto); eliminata solo Cremona. Si conferma ferrata la Lombardia nelle classi '94-95.

Cinguettii (244) - Taccuino finale: Orlando, Macchi, Dacic

Uno dei momenti più attesi del dopopartita erano le dichiarazioni ai microfoni Rai di Sandro Orlando, coach neo-trionfatore (secondo scudetto in carriera). Dopo le scintille delle scorse partite, c'era curiosità di vedere se la vittoria l'avrebbe placato, inducendolo a un "volemose bene" pacificatorio. In effetti non è stato particolarmente aspro ma qualche frecciatina l'ha tirata: all'arbitraggio di gara-4 (non per essersi sentito danneggiato, ma per il metro che ha inibito lo spettacolo); a certe giocatrici che in apparenza sono tutte sorrisi ma dietro le spalle ti fanno le scarpe (con chi ce l'avrà?) :unsure: ; infine a chi la mena troppo con l'idea che per vincere bisogna essere dei gruppi di amicone: la Comense, ha detto, aveva gente che fuori dal campo si scannava, ma vinceva lo stesso. Quest'ultima considerazione è condivisibile, nel senso che per vincere lo scudetto devi essere prima di tutto forte, essere pappa e ciccia con le altre è secondario. Diciamo che eventuali frizioni è meglio contenerle entro certi limiti... Ma si va troppo sul filosofico. Ormai quel che conta è che Schio ha vinto campionato e Coppa Italia (come non era riuscito a Taranto negli ultimi 2 anni), e arrivederci al 2011/12. Al massimo, tanto per occupare un paio di neuroni durante le vacanze, ci si potrà domandare cosa sia realmente successo tra Orlando e Cohen, che forse paga la "maledizione" che coglie parecchie registe a Schio da quando c'è Betta Moro, considerata il prototipo del Perfetto Play (elogiata anche ieri da Orlando). Chi deraglia un po' dal modello, vedi Nuria Martinez, piace poco.

--> Chicca Macchi croce e delizia. Per Schio, ovviamente, solo delizia. L'infortunio dello scorso anno l'aveva fermata proprio nel momento di massimo splendore della carriera, quando aveva raggiunto la piena maturità abbinata a riconoscimenti internazionali (quelli in patria non le erano mai mancati). Quest'anno ha forse iniziato un po' frenata, dovendo recuperare e poi anche adattarsi a dividere il palcoscenico con i nuovi super-acquisti; ma ha finito con una serie tuttora aperta di 16 partite consecutive in doppia cifra, roba fuori portata per chiunque. In una squadra di stelle, è riuscita a sembrare, in questa finale, di un livello superiore a tutte. Magari sbagliava, ma dando sempre l'idea di potersi prendere i tiri che voleva. Senza contare gara-2, cruciale, vinta solo grazie al suo miracolo. L'unica pecca, a parte una gara-4 opaca al tiro, è stata qualche palla persa di troppo. In realtà è un po' un suo vecchio difetto, quello di deragliare ogni tanto coi passaggi, forse un rovescio della medaglia del suo talento, che ogni tanto la porta a un eccesso di leggerezza, per cui la palla le svolazza via in modo incomprensibile (soprattutto perché, quando ci si mette, è fior di passatrice). Ma non è questa la "croce" cui alludevamo all'inizio bensì, ovviamente, la rinuncia alla Nazionale. Bibi Velluzzi ha scritto sul sito della Gazzetta che "infastidita da un ambiente che non ama più tanto, ha rinunciato". Be', finalmente si viene a sapere qualcosa anche se una motivazione così è un po' del cavolo e quindi era meglio non sapere niente. Ci pare che un Europeo che qualifica all'Olimpiade valesse la pena di mandar giù codesto "ambiente che non ama più" (perché, poi, non lo ama più, se c'aveva sempre la sua "cumpa" di amicone, là dentro? Mistero). :unsure: Il problema è che non possiamo dire "chi se ne frega, ne abbiamo altre come lei". Ma quando mai. Le due leader designate, Ballardini e Masciadri, una è reduce da infortunio, l'altra da una finale tragica al tiro. Il resto delle italiane della finale ha fatto tappezzeria, salvo Giauro che però in Nazionale non è convocata, e comunque resta una gregaria. Ma al di là dei momenti di forma contingenti, una come Macchi non l'abbiamo. Neanche lontanamente. In più, ora sta da dio. Per questo fa incazzare che non ci sia.
--> Dubravka Dacic è il rovescio della medaglia. Si può dire che Taranto ha perso la finale per colpa sua? In un certo senso sì: la scommessa della stagione del Cras era di rimpiazzare Smith e David con lei e Young. Quest'ultima, dopo molti triboli, ha giocato una finale talmente buona che nessuno, penso, può sostenere che Smith avrebbe fatto meglio. Però Young è una finta lunga, Godin stava male, così i conti potevano tornare solo se il bruco Dacic diventava farfalla. E' rimasto bruco. C'è stata un'occasione che avrebbe potuto renderla eroe per un giorno: il tiro allo scadere di gara-2. Se entrava, Taranto era quasi campione. Ma voglio spezzare non dico una lancia, ma almeno un bastoncino nei suoi confronti. Non tanto sul rendimento: quello è stato insufficiente, poco da dire, salvo qualche lampo isolato. Però, aspettarsi che facesse mirabilie dopo 3 stagioni all'estero senza gloria, era indubbiamente sbagliato. E poi c'è un equivoco, mi vo convincendo, nei suoi confronti. Si batte sempre il chiodo della mancanza di grinta, di voglia, eccetera (l'ha detto anche M. Fanelli in telecronaca, ieri). Con quell'altezza e quelle mani, si dice, se solo avesse voglia spaccherebbe tutto. Ma in realtà non si considera che tra le doti naturali di un atleta c'è anche la reattività. Assolutamente fondamentale. Reattività vuol dire la velocità neuro-motoria con cui reagisci alla situazione che ti si presenta. Se sei reattivo, appena una palla capita dalle tue parti, te la mangi. Dacic ci mette il doppio del tempo: vede la palla, decide di andarle incontro, quando ci arriva gliel'han già soffiata. O se ce l'ha, gliela strappano. Ecco, forse, perché sta alla larga dalle mischie d'area. Perchè certe belve assatanate, una McCarville o una Yacoubou, se la mangiano. Dacic, che mi risulta abbia praticato lancio del peso da ragazza, è senza dubbio una che se, da ferma, ti tira un ceffone, ti manda al creatore. :wacko: Ma non è in grado, in movimento, di moltiplicare la sua forza come fa una Yacoubou (chiedere a Godin, sbattuta per terra dall'afro-connazionale una ventina di volte in questa serie). Che poi Dacic non sprizzi voglia di giocare da tutti i pori, posso essere d'accordo. Ma c'è una pecca nella sua dotazione naturale che non viene considerata a sufficienza. E che temo non si possa correggere con l'allenamento.

giovedì 12 maggio 2011

Cinguettii (243) - K.o. all'ultima ripresa, Schio campione

Abbiamo passato gran parte della serie finale a chiederci quando Schio avrebbe preso il largo, schiacciato Taranto come dava la sensazione di poter fare (e aveva fatto in stagione regolare) ma, come se avesse inghiottito della kryptonite, non riusciva mai a fare nelle 4 partite che hanno preceduto la "bella" di ieri sera. A un certo punto si è arrivati inevitabilmente a dubitare che l'avrebbe mai piazzato, questo allungo mortale per Taranto. :unsure: La risposta è arrivata all'ultimo quarto dell'ultima partita: come un pugile più forte che però viene irretito dall'avversario, ma che alla fine, vuoi per meriti propri, vuoi per sfinimento dello sfavorito, trova il modo di piazzare il pugno del k.o. chiudendo il match prima di un insidioso verdetto ai punti. Così lo scudetto 2011 va dove meritava di andare per quanto s'è visto in stagione, forse non tanto per questa finale dove Taranto, l'abbiamo detto, è vincitrice morale per aver retto alla pari nonostante evidenti condizioni d'inferiorità, che all'ultima curva, ma solo all'ultima curva, sono costate il crollo. Mahoney malconcia, Greco malconcia, Godin malconcia, così il bollettino di gara-5, da sommare a una superiorità già per conto suo dell'organico di Schio, tanto più che McCarville era stavolta quella vera (come in gara-2) e non quella evanescente delle altre 3 partite.

Peccato, insomma, che come l'anno scorso Schio era in oggettiva inferiorità, quest'anno sia capitato a Taranto. Ma rimane una grande finale negli archivi. Quarto scudetto per Schio, che impedisce a Taranto di arrivare prima al medesimo traguardo numerico; le due hanno monopolizzato 7 degli ultimi 9 scudetti e promettono di farlo anche nel futuro prossimo, ma dopo due finali consecutive a gara-5 non ci sentiamo di dire che il duello ci sia venuto a noia, tutt'altro...

--> Cronaca di gara-5. Come già nelle 3 precedenti partite, Schio prova a dare una spallata iniziale (10-3), complice un colpo, sembra all'anca, che mette temporaneamente k.o. Greco (che giocherà una partita sottotono). Ma c'è una Forever Young che dispensa talento e agonismo in egual misura. La sua miglior prova nella partita importante: 23 punti con 11/15 al tiro, senza liberi (strano), canestri d'ogni forma e colore. :B): Grande attaccante totale, che era un peccato veder giocare come una... Sofia Giovane (= italianuzza) qualunque finché non ha trovato la quadra in questa serie. Dopo che lei, con l'aiuto di Giauro, ha riportato Taranto a contatto, Schio è tornata quella un po' pasticciona contro il pressing e spesso affrettata in conclusioni prese all'inizio dell'azione con eccesso di confidenza. Al contrario, Taranto mostrava la consueta fatica a elaborare trame pericolose, segnando poco o nulla in area (salvo Young, quando non era costretta a tirare dalla media); perciò, anche se saliva fino a +3 dopo uno 0-7 firmato Mahoney, Young e Greco con la sua unica tripla, la sensazione era che stesse spendendo troppo per durare fino in fondo. Un triplone di Macchi da 8 metri sulla sirena dell'intervallo ha siglato un 36-34 che, pur nell'equilibrio (testimoniato dalle percentuali pressoché uguali: ambo le squadre bene da 3 ma male da 2), rimetteva la bilancia del morale dalla parte di Schio: quasi un segno che la sorte le era propizia.
Nel terzo quarto, però, Taranto ha ancora retto caparbiamente. Sempre in difficoltà ad attaccare il canestro, costretta a girare al largo, ha però contenuto bene Yacoubou, costringendola a errori e infrazioni, e nonostante lo sbloccarsi di Masciadri da fuori, ha replicato con due varchi trovati da Wambe per altrettanti assist a Young. Insomma in qualche modo Taranto è riuscita a ripassare avanti a inizio ultimo periodo (49-51, tripla di Mahoney), ma è stato l'ultimo squillo. Alla lunga Young non poteva durare come nei primi 3 quarti; a parte Mahoney le altre non la mettevano (due triple importanti sbagliate da Siccardi; poco o nulla da Godin). Altri segnali di sfinimento erano i rimbalzi, che manco per sbaglio finivano più nelle mani delle tarantine: 48-22 il devastante conto finale. In attacco, con tutto il suo po' po' di arsenale, Schio aveva ancora tante di quelle cartucce da far crepitare che sono bastati 5 minuti di "santabarbara" collettiva per demolire completamente Taranto. Ha cominciato Yacoubou, ci ha messo 5 punti di fila Cohen, poi non poteva che salire in cattedra Macchi, stella tra le stelle, ma s'è vista anche una tripla di Moro che ha spento forse più di tutte Taranto per il 62-54 al 36'. Alla fine Schio ha maramaldeggiato, vedi un alley-oop di Cohen per un canestro rovesciato di McCarville. Così è finita con un ingeneroso 75-59, parziale di 26-11 nell'ultimo. Complimenti a Schio; forse gli altri 3 scudetti hanno avuto più il sapore della conquista ma, vissuti dal di dentro, probabilmente hanno tutti lo stesso sapore, anche quando, in fondo, hai fatto solo il tuo dovere di stra-favorita. Il che, peraltro, nel femminile nostrano, è stata spesso la regola. A Taranto rimarrà l'eterno dubbio: se avessimo preso quel rimbalzo a 3 decimi dalla fine di gara-2, anziché farcelo scippare da Macchi, saremmo campioni d'Italia? Forse sì, forse no; di certo la sensazione è che abbia vinto la squadra più forte. Che avrebbe potuto anche ribaltare la serie da 0-2.

mercoledì 11 maggio 2011

Cinguettii (242) - Campionati: la riforma della riforma

Durerà dunque solo un anno l'assetto dei campionati che entrerà in vigore dalla prossima stagione. L'ultimo Consiglio federale ha così sancito: nel 2011/12 sempre A1 a 12, sempre A2 con 2 x 14 (togliendo l'anomalia del posto in più per il College), sì alla maxi-B da 136. Ma dal 2012/13, oltre a far tornare l'A1 a 14, cosa arriva? Un "campionato di sviluppo" (nome da definire), come hanno già deciso per il maschile dall'anno prossimo. Tale campionato si colloca sul terzo gradino ed è formato da 3 gironi da 12. Che caratteristiche ha? Chi partecipa deve avere 5 "under 21" nelle 10 a referto, e deve iscriversi a 3 campionati giovanili in categorie diverse. Come si accede? A parte 6 "wild card" federali (come nel maschile), si entra ovviamente tramite i playoff della B unica del prossimo anno, nei quali le prime 6 andranno in A2 (la quale ha bisogno di più promozioni del solito perché ne spedisce 3 in A1 da cui scenderà solo una), mentre le migliori "non promosse" avranno il pass per la nuova terza serie, e in più ci sarà una fase di ripescaggio. Al di sotto di questa terza serie, solo attività regionale. Così i contorni della faccenda, in attesa che il prossimo Consiglio federale metta bianco su nero.


Considerazioni:
--> A prima vista un po' di disorientamento c'è. Questo "campionato di sviluppo", elitario (solo 36 squadre), è in pratica una versione riveduta e corretta della B1 attuale, sfrondando metà dei team e imponendo un parametro "giovanilistico" che ricorda l'intento con cui la B1 nacque nel 2003 (se non ricordiamo male), cioè creare una categoria di lancio per le giovani. Completamente diverso dalla "B unica" che era una massa enorme di squadre e un ibrido tra regionale e nazionale. Si direbbe un'inversione a U rispetto alla riforma già approvata. Siamo abituati ai cambiamenti frequenti, ma di solito capitava che le riforme durassero qualche anno: qui invece siamo a un cambiamento prima ancora che entri in vigore... Pare che la proposta sia venuta dalla Lega ma, come dire, "intuendo" che la Federazione non avrebbe mostrato pollice verso come aveva fatto per precedenti progetti legheschi.
--> Lasciando perdere la filosofia e guardando all'atto pratico, la novità ci pare positiva. Le nostre maggiori perplessità sulla "B unica" erano: calderone immenso che appiattisce e mescola cani di razza e porci; cristallizzazione per mancanza di promozioni e retrocessioni. Col "campionato di sviluppo" si torna ad avere 3 categorie selettive, anzi la terza diventa molto più selettiva dell'attuale, e l'interscambio tra una categoria e l'altra, almeno in questa fase di transizione, ci pare abbondante. Insomma, meglio dello scenario precedente è di sicuro.
--> Si troveranno 36 società con i requisiti necessari? I 3 campionati giovanili non dovrebbero essere uno scoglio insormontabile per chi ha una struttura all'altezza di fare un terzo campionato nazionale. C'è chi li farà meglio, c'è chi li raffazzonerà, ma insomma organizzarsi non dovrebbe essere impossibile. Discorso simile per le 5 "under 21". Se scrutassimo la B1 attuale (e varrebbe la pena di farlo, tempo permettendo), un buon numero di squadre con almeno 5 U21 nel roster le troveremmo di sicuro. Almeno 2 o 3 le hanno tutti. Pescarne altrettante non dovrebbe essere così atroce, anche se certo per qualcuno non sarà semplicissimo. In fondo, la nona e la decima non sono fondamentali: basta che sappiano tenere una palla in mano e correre senza inciampare. Chiaro, l'ideale sono società con un vivaio grosso che possono metter dentro giovani seriamente competitive. Ma è anche positivo che venga premiato chi crea questo tipo di strutture. Poi magari qualche particolare può ancora essere limato.
--> Si abbasserà il livello tecnico rispetto alla B1 attuale? Sì e no. In fondo 5 "under", le quali non sono necessariamente scarse, costituiscono nella peggiore delle ipotesi la panchina di una squadra, che per il resto può benissimo mettere insieme un buon organico. Sembra una rivoluzione ma di fatto è così, o poco diversa, la struttura di varie squadre di B1 e pure di A2 attuali. In ogni caso, il livello tecnico non era la prima preoccupazione della Fip, la quale vedeva di cattivo occhio la B1 perché la riteneva una brutta copia dell'A2, un cimitero di elefanti senza un'identità precisa. Un giudizio ingeneroso e vero solo in parte, ma di fatto la Fip non avrebbe accettato di continuare con quelle modalità. Al tempo stesso la Lega non poteva mandare giù la demolizione della terza serie con la palude della B unica. Il "campionato di sviluppo" è un compromesso che salva capra e cavoli: entrambe le parti, Fip e Lega, gettano un osso per placare i latrati altrui. La Fip accetta che ci sia un gradino intermedio tra A2 e palude, la Lega lo dipinge come "campionato delle giovani" e così trova un modo per farlo digerire ai federali.

martedì 10 maggio 2011

Cinguettii (241) - A2: Firenze mette Biassono alle corde

Sabato è iniziata la serie di spareggio di A2 tra Biassono e Firenze. Interessante anche come occasione di confronto tra i due gironi: relativamente alle squadre di vertice abbiamo visto nelle finali di Coppa Italia una leggera prevalenza del Sud, mentre a giudicare dall'esito di questa gara-1 parrebbe che a livello di pericolanti fosse più ferrato il Meridione, visto che Firenze ha vinto in modo netto in casa altrui (48-62 con un massimo di +19). L'incognita in vista di gara-2 è se il divario è stato determinato dalle rispettive serate, scadente per Biassono e migliore per Firenze, o da un'effettiva superiorità toscana. Senza dubbio le fiorentine hanno due lunghe vere (Corsi e Ilieva) che le brianzole non hanno, visto che adattano Contestabile da 5 e Invernizzi da 4. Con le due torri Firenze s'è arroccata efficacemente in area, alternando zona 2-3 e 3-2 (salvo sprazzi di uomo), e Biassono sparacchiando 4/23 da 3, oltre a non riuscire a trovare canestri ravvicinati se non di rado, non ha potuto scardinare tale arrocco. Tutto sommato però, considerando che Contestabile ha fatto 2/16, Galbiati 4/14, Canova 2/9 e Invernizzi 1/5 (ovvero possono tutte fare meglio), essere rimaste in partita per 3 quarti può essere incoraggiante. Firenze non è trascendentale (altrimenti non sarebbe ai playout), ha sicuramente una panchina più corta, certo però per batterla due volte, di cui una in trasferta, ci vuole più qualità da parte di Biassono.
Primo quarto piuttosto vivace e in equilibrio. Biassono concede varchi di troppo in area e sarà una costante per tutta la partita: alla fine 18 canestri da sotto per Firenze contro 8. Ma Ilieva sciupa di tutto di più mentre De Fiori trova un paio di canestri dalla media, Galbiati una tripla, le brianzole vanno anche a +3 prima che Stefanini inventi un canestro allo scadere del 10' (15-14).
Nel 2° quarto Firenze serve bene Corsi in area. La lunga del '90 mi fa una discreta impressione: certo non leggiadra, a volte sciupa da un metro, però è un raro pivot italiano con i movimenti e la voglia di fare il pivot; si procura tante occasioni, sa farsi dare palla e a rimbalzo fa la voce grossa (chiuderà con 20 punti, 10/17 da 2 e 11 rimbalzi anche se la migliore nelle carambole sarà D'Erasmo con 16, contro 14 di Invernizzi). Biassono però risponde con due triple Invernizzi-Galbiati e c'è pure un assist notevole di Barbieri per Reggiani (23-23 al 27'). Quando però la Pilot non segna più da fuori, e si fa male Reggiani, Firenze, che continua a martellare da sotto ma stavolta in entrata con Fabbri (15 punti), prende un minibreak al riposo (25-29).
Nel 3° quarto Biassono prova la zona ma infruttuosamente: Firenze circola bene palla e un'ispirata Morlotti (17 punti con 8/11) punisce da fuori mentre in attacco continua la fatica della Pilot, che continua a non sbloccare Contestabile (27-37 al 24'). Biassono torna a uomo e vive il suo momento migliore, tornando a -3 con Barbieri che poi ha anche la tripla del pari ma la sbaglia e poco dopo fa il 4° fallo. Firenze interrompe un lungo blackout con Corsi e va a +6 al 30' (36-42).
Nell'ultimo quarto la resa brusca di Biassono: Morlotti si scatena ancor di più, Ilieva si sveglia con una tripla, Corsi stoppa Invernizzi e segna a raffica da sotto (tra lei e Morlotti fanno 16 punti in questo frangente). Le brianzole continuano la serata-no da fuori e quasi senza battere colpo si ritrovano a -19 (42-61 al 38').
Pubblico: circa 150 spettatori, con una decina di ospiti. Presente Martina Crippa del Geas di fianco al suo procuratore Roberto Galli.

lunedì 9 maggio 2011

Cinguettii (240) - La saga Taranto-Schio finisce a gara-5

E pensare che si temeva un piatto monologo di Schio. La serie finale ha già offerto di tutto di più ma soprattutto offre un epilogo in gara-5. Tanto per ricapitolare con Dimitri Canello del "Corriere del Veneto": "il contestatissimo falò di Godin su Macchi a tre decimi dalla sirena in gara due, la squalifica di un dirigente di Taranto, lo sfogo contro gli arbitri, lo striscione «Ladri» della curva tarantina in gara tre, l'accusa di razzismo a una parte della tifoseria del Famila da alcuni organi di stampa pugliesi, la smentita risentita della curva arancione". :blink: Cui bisogna aggiungere le stilettate di Orlando a Cohen dopo che lei gli aveva fatto... vincere gara-3, e le ulteriori polemiche di ieri sull'arbitraggio (antisportivo sì o no, falli non fischiati boh). E poi la seconda volta che finisce con uno scarto di 1 punto. Si giuocasse un po' meglio dal punto di vista tecnico, sarebbe perfetto. Ma dal punto di vista emotivo c'è tutto.

--> La storia delle prime 3 partite è stata quella di un progressivo guadagnar terreno da parte di Schio. Pur senza mai volare, perché lo smalto sembra smarrito chissà dove (al di là dei meriti di Taranto), perché Masciadri sta tirando in maniera atroce (nella serie ha 4,3 punti di media con 2/13 da 2 e 2/17 da 3...), perché Cohen è spersonalizzata per demeriti suoi o di Orlando, perché McCarville può dare solo sprazzi, eccetera; però il Famila, tra gara-1 e gara-3, è cresciuto da una sconfitta meritata a una vittoria arraffata con le unghie (di Macchi) fino a un successo ineccepibile, per quanto non dilagante. Il 65-60 finale è piuttosto ingannevole, gonfiato dal forcing finale di Taranto che ha segnato a raffica con una grande Greco e una tardiva Montagnino: più indicativo il 57-46 a 3' dalla fine, il che fotografa le difficoltà realizzative di Taranto. Un Cras che ha tirato ancora peggio delle due volte precedenti e a quel punto diventava impossibile compensare coi soliti recuperi, i secondi tiri, insomma la grinta. Anche dalla lunetta troppi sprechi. Schio sempre avanti tranne un sorpasso-lampo a metà 2° quarto; Taranto ogni volta si riportava vicina, ma non riusciva a mettere 2 tiri di fila. Mahoney era più acciaccata del solito, Wambe è un peccato per come un'ottima giocatrice come lei si zavorri da sola con la mancanza di tiro da fuori: le avversarie le lasciano sistematicamente 2-3 metri di spazio, così contengono le sue penetrazioni e tanto, anche se tira, al 75% sbaglia. Così, quando Cohen s'è infiammata, con 2 triple difficili e un "arcobaleno" sopra l'aiuto di Young, gara-3 s'è chiusa definitivamente.
--> Ieri, in gara-4, sembrava che la progressione di Schio continuasse fino all'epilogo più logico, cioè lo scudetto. Ricchini ha provato a partire con Greco da play e Wambe fuori, ma non ha funzionato. L'attacco di Taranto nel 1° quarto è andato ancora peggio che nelle due partite precedenti. McCarville e Yacoubou preponderavano in area. Nonostante dal -10 il Cras abbia reagito, mettendoci la solita foga nel pressing e sulle palle vaganti, sembrava che Schio potesse spegnerne i fuochi perché le pugliesi dovevano sforzarsi il quadruplo per produrre uguale o anche meno. Emblematico quando, da una mischia selvaggia, tutte per terra con palla a mo' di saponetta, usciva vincitrice Wambe che appoggiava; ma dopo 10 secondi dall'altra parte Macchi, con nonchalance, incrociava in palleggio e andava a depositare subendo pure fallo. Tirando 8/27 dal campo nei primi 20' Taranto è riuscita ad andare al riposo sotto solo di 6 grazie a una bomba della risorta Mahoney, che ha replicato in avvio di ripresa e con questo doppio colpo ha probabilmente determinato il successivo ribaltamento delle sorti, poi confezionato da Wambe e Giauro. Dopo l'aggancio (e successivo sorpasso) s'è segnato pochissimo, in pratica un 10-10 di parziale in 10 minuti dal 35-35 al 45-45 quando mancavano 5' alla fine e Masciadri-Macchi avevano appena replicato a una doppia zampata di Young: notevole, soprattutto sul piano caratteriale per la caraibica che sembrava difettarne, la rubata a Cohen con antisportivo subìto. Cohen, demolita da Orlando nel dopopartita di gara-3 quando alla domanda di un giornalista sulla sua prova decisiva è sbottato come se l'avessero offeso, accusandola di aver giocato solo uno sprazzo e che altre compagne avevano fatto molto di più (quand'anche fosse vero, ci pare un autolesionismo dettato forse da un eccesso di tensione: ma che ha fatto Cohen a Orlando? Gli ha bucato le ruote della macchina? :wacko: ), ha giocato da pupazzo, cioè non prendendo iniziative di sorta.
Nel finale, comunque, la partita poteva prendere l'una o l'altra direzione; a un'importante Giauro ha risposto Macchi per il 49-49, poi Young ha segnato un gran canestro a centro area (anche questo simbolico della sua redenzione), McCarville invece ha fatto 0/2 ai liberi ma l'azione decisiva è stato l'anticipo di Mahoney su Macchi per un antisportivo probabilmente fantasma ma, come ha già notato qualcuno, Taranto ne ha cavato solo 1 punto mentre Mahoney senza fischio avrebbe segnato comoda. Così quando il Cras ha perso palla, Yacobou ha accorciato sul 52-51 a -20". Ma inspiegabilmente Schio non è andata decisa per fare fallo (un paio di contatti sì, ma sembrava che non gliene importasse), e il tempo è pressoché scaduto così.
--> Conclusione? Taranto è già la vincitrice morale della serie. Ha annullato un divario che in stagione regolare era stato nettissimo, gioca in condizioni di inferiorità ma ci mette il doppio dell'anima (anche se questo può dipendere dalle caratteristiche delle squadre, non necessariamente Schio ha meno voglia). Per com'è andato il campionato, e per le rispettive potenzialità, se vince il Famila più che conquistare lo scudetto evita di buttarlo via. Solo che la vittoria morale vale quanto un pugno di mosche, e quindi se non farà il colpo in gara-5 al Cras rimarrà solo l'onore, ma la festa sarà tutta scledense... salvo esternazioni di Orlando, chiaro. La cosa bizzarra è che prima della finale Schio sembrava l'ambiente più sereno e Taranto quello spaccato, invece ora a Taranto sono uno per tutti, tutti per uno mentre in casa arancione non si capisce se è solo Orlando a essere sulla corda o c'è sotto qualcosa di più. :unsure: