Durerà dunque solo un anno l'assetto dei campionati che entrerà in vigore dalla prossima stagione. L'ultimo Consiglio federale ha così sancito: nel 2011/12 sempre A1 a 12, sempre A2 con 2 x 14 (togliendo l'anomalia del posto in più per il College), sì alla maxi-B da 136. Ma dal 2012/13, oltre a far tornare l'A1 a 14, cosa arriva? Un "campionato di sviluppo" (nome da definire), come hanno già deciso per il maschile dall'anno prossimo. Tale campionato si colloca sul terzo gradino ed è formato da 3 gironi da 12. Che caratteristiche ha? Chi partecipa deve avere 5 "under 21" nelle 10 a referto, e deve iscriversi a 3 campionati giovanili in categorie diverse. Come si accede? A parte 6 "wild card" federali (come nel maschile), si entra ovviamente tramite i playoff della B unica del prossimo anno, nei quali le prime 6 andranno in A2 (la quale ha bisogno di più promozioni del solito perché ne spedisce 3 in A1 da cui scenderà solo una), mentre le migliori "non promosse" avranno il pass per la nuova terza serie, e in più ci sarà una fase di ripescaggio. Al di sotto di questa terza serie, solo attività regionale. Così i contorni della faccenda, in attesa che il prossimo Consiglio federale metta bianco su nero.
Considerazioni:
--> A prima vista un po' di disorientamento c'è. Questo "campionato di sviluppo", elitario (solo 36 squadre), è in pratica una versione riveduta e corretta della B1 attuale, sfrondando metà dei team e imponendo un parametro "giovanilistico" che ricorda l'intento con cui la B1 nacque nel 2003 (se non ricordiamo male), cioè creare una categoria di lancio per le giovani. Completamente diverso dalla "B unica" che era una massa enorme di squadre e un ibrido tra regionale e nazionale. Si direbbe un'inversione a U rispetto alla riforma già approvata. Siamo abituati ai cambiamenti frequenti, ma di solito capitava che le riforme durassero qualche anno: qui invece siamo a un cambiamento prima ancora che entri in vigore... Pare che la proposta sia venuta dalla Lega ma, come dire, "intuendo" che la Federazione non avrebbe mostrato pollice verso come aveva fatto per precedenti progetti legheschi.
--> Lasciando perdere la filosofia e guardando all'atto pratico, la novità ci pare positiva. Le nostre maggiori perplessità sulla "B unica" erano: calderone immenso che appiattisce e mescola cani di razza e porci; cristallizzazione per mancanza di promozioni e retrocessioni. Col "campionato di sviluppo" si torna ad avere 3 categorie selettive, anzi la terza diventa molto più selettiva dell'attuale, e l'interscambio tra una categoria e l'altra, almeno in questa fase di transizione, ci pare abbondante. Insomma, meglio dello scenario precedente è di sicuro.
--> Si troveranno 36 società con i requisiti necessari? I 3 campionati giovanili non dovrebbero essere uno scoglio insormontabile per chi ha una struttura all'altezza di fare un terzo campionato nazionale. C'è chi li farà meglio, c'è chi li raffazzonerà, ma insomma organizzarsi non dovrebbe essere impossibile. Discorso simile per le 5 "under 21". Se scrutassimo la B1 attuale (e varrebbe la pena di farlo, tempo permettendo), un buon numero di squadre con almeno 5 U21 nel roster le troveremmo di sicuro. Almeno 2 o 3 le hanno tutti. Pescarne altrettante non dovrebbe essere così atroce, anche se certo per qualcuno non sarà semplicissimo. In fondo, la nona e la decima non sono fondamentali: basta che sappiano tenere una palla in mano e correre senza inciampare. Chiaro, l'ideale sono società con un vivaio grosso che possono metter dentro giovani seriamente competitive. Ma è anche positivo che venga premiato chi crea questo tipo di strutture. Poi magari qualche particolare può ancora essere limato.
--> Si abbasserà il livello tecnico rispetto alla B1 attuale? Sì e no. In fondo 5 "under", le quali non sono necessariamente scarse, costituiscono nella peggiore delle ipotesi la panchina di una squadra, che per il resto può benissimo mettere insieme un buon organico. Sembra una rivoluzione ma di fatto è così, o poco diversa, la struttura di varie squadre di B1 e pure di A2 attuali. In ogni caso, il livello tecnico non era la prima preoccupazione della Fip, la quale vedeva di cattivo occhio la B1 perché la riteneva una brutta copia dell'A2, un cimitero di elefanti senza un'identità precisa. Un giudizio ingeneroso e vero solo in parte, ma di fatto la Fip non avrebbe accettato di continuare con quelle modalità. Al tempo stesso la Lega non poteva mandare giù la demolizione della terza serie con la palude della B unica. Il "campionato di sviluppo" è un compromesso che salva capra e cavoli: entrambe le parti, Fip e Lega, gettano un osso per placare i latrati altrui. La Fip accetta che ci sia un gradino intermedio tra A2 e palude, la Lega lo dipinge come "campionato delle giovani" e così trova un modo per farlo digerire ai federali.
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