Rimasticando un po' di notizie già ampiamente date da altri, una breve carrellata su eventi di rilievo dell'ultima settimana.
--> Alcamo promossa in A1. Ha ribaltato in gara-2, a casa sua, il -5 dell'andata a Cagliari. Due partite, diciamo così, piuttosto difensive. In gara-1 grande Brunetti con 19 punti, 8/9 da 2, 8 rimbalzi e 31 di valutazione (per me questa ragazza è da seguire: è dell'88, ha mollato per un anno il basket ed è tornata più forte di prima), non bastano i 29 di Mandache con 10/20 dal campo visto che le altre di Alcamo, nonostante i grossi nomi, fanno zero o poco più (Gattini meno 10 di valutazione). Decisivo il 15-3 dell'ultimo quarto. Comunque, perdendo 52-47 le siciliane contengono i danni. Al ritorno ci crede il Cus, +2 a metà partita. Poi +6 Alcamo a fine 3° quarto e quindi sul filo dello scarto, infine l'allungo siculo per il 60-49 che vale l'A1. Ancora bene Mandache, 16 punti così come Caliendo che era stata decisiva già contro La Spezia. Di là 16 punti Fabianova, stavolta male Brunetti. Ritorno nella massima serie dopo 12 anni per il club che ha avuto nelle sue fila due mostri non sacri, di più: Cynthia Cooper e Lisa Leslie. Ma anche Roberta Colico.--> Cervia ha vinto lo scudetto Under 19 battendo Venezia in finale: 56-46 con rimonta da -8. Appena 6 punti per Venezia nell'ultimo quarto. Nori e Carangelo le top scorer con 13. Quindi tante soddisfazioni per Cervia in questa primavera, compresa la salvezza in A2, dopo che l'annata era stata un mezzo calvario. Bella squadra, questa U19, con anche Cigliani e la pur infortunata Morsiani che era assente a Caltanissetta. Ci fa piacere per Carangelo, che per infortunio non potè giocare le partite decisive dell'Europeo U18 dello scorso anno, anche se la medaglia d'oro se la portò lo stesso a casa. Immancabilmente s'è detto che queste finali sono state "di livello più basso rispetto alle precedenti". Cosa che si legge più o meno da una ventina d'anni. In un certo senso, vale la pena di apprezzarle, queste del 2011, visto che saranno sicuramente meglio di quelle del 2012, 2013, eccetera.
--> Parlando di Macchi out dalla Nazionale, avevamo detto che sarebbe stato doveroso dare qualche motivazione, anziché il silenzio. Ma se le motivazioni devono essere come quelle che ha dato Dacic, meglio tacere. "In passato ho avuto qualche problema con l'ambiente, ora le cose sono migliorate ma devo ancora crescere e metabolizzare il cambiamento in maniera definitiva (...)". Sembra un modo elegante per presentare un capriccio da bambina dell'asilo. Ma si sa, la sensibilità delle donne è profonda e va rispettata. Almeno, lei ha avuto il coraggio di dire la sua. Cioè che non sta in Nazionale perché non le va. Ma il lato peggiore della cosa, per Dacic, è un altro: che secondo me, quando ha detto che se ne andava, le altre si sono scambiate un cinque e magari anche un dieci.
--> Margo Dydek, alias Malgorzata, morta ieri a soli 37 anni in seguito a un attacco di cuore che l'aveva mandata in coma, per giunta incinta del terzo figlio, era secondo alcune liste la terza donna più alta del mondo con i suoi 2 metri e 18, anche se 2,13 secondo altre fonti. Quindi un fenomeno fisico, anche per il fatto di avere una mobilità e una salute piuttosto normali, anzi da atleta (ovviamente mi riferisco al periodo della sua carriera), quando solitamente un'altezza del genere crea gravi problemi a una donna. Non aveva quell'aspetto di chi soffre di gigantismo, vedi Semionova o altri supercolossi anche uomini: era semplicemente parecchio più lunga delle altre; e sottile. Miglior stoppatrice della storia della Wnba dove giocò per una decina d'anni diventando un personaggio anche oltreoceano. Non ha vinto moltissimo a livello internazionale perché nei suoi anni migliori perse due finali di Eurolega, nel '98 giocando per Getafe e nel 2002 con Gdynia, poi ne fece un'altra con Valencia nel 2007 ma era ormai in declino. Anche in Wnba non è mai arrivata al titolo. Il suo capolavoro furono gli Europei del '99, vinti in casa con la Polonia e lei Mvp. E' stata indubbiamente una gran giocatrice anche se pagava il solito problema di chi è il più alto della compagnia: si pretende che domini e sembra sempre che non sfrutti mai a dovere i centimetri. Forse, invece, con quel corpo interminabile e la corporatura leggera, inadatta a fare a sportellate sotto canestro, era già brava a padroneggiarlo come sapeva fare. La mano era piuttosto morbida, ma soprattutto era, com'è logico, un'intimidatrice difensiva: ricordiamo quando in semifinale di Eurolega 2002 quasi annullò una Yolanda Griffith all'epoca tra le migliori giocatrici del mondo.
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