giovedì 1 dicembre 2011

Diario (47)

28 novembre (lunedì)

Rimasugli della partita di ieri.
--> Sanga favorito per la promozione, in A2 Nord? Troppo presto per dirlo perché conterà come si arriva in condizione ad aprile. C'è troppo tempo che deve passare, fattori che possono cambiare i valori eccetera. Diciamo che come organico non appare secondo a nessuno, ma questo si sapeva; si sapeva meno se la squadra avrebbe funzionato davvero, e oggi come oggi la risposta è assolutamente sì.
Il fatto è che per chi gioca contro Milano ci sono 2 problemi fondamentali. 1) Troppe giocatrici in grado di decidere una partita per poterle curare tutte contemporaneamente. Prepari la difesa su Gottardi e Ntumba, come ha fatto Bologna, e ti ammazza Frantini. Magari la prossima volta toccherà a Stabile. E poi le altre, pur non avendo nelle corde una partita intera da protagoniste, possono dare il colpo decisivo in certi frangenti, vedi Schieppati ieri, oppure Rovida altre volte, o Giunzioni. O, anche più di queste, Lidgren.
2) In difesa Milano è durissima da penetrare. Nella prima partita, Vigarano arrivò al ferro mille volte. Da allora non è più successo, salvo per rari momenti. Di conseguenza le avversarie possono vincere solo se indovinano una serata balistica di spessore, cosa che finora però non è capitato anche perché sul perimetro non è che il Sanga non abbia gente che morde.
Al tempo stesso, prima di dare Milano per favorita assoluta (o alla pari con Vigarano, l'altra che ha impressionato di più finora), bisogna tenere conto che i due big match vinti, con S. Martino e Bologna, vedevano assente la straniera sull'altro fronte (Stjarnstrom per S. Martino). Anche se a sua volta il Sanga ha giocato spesso con una o due assenti, e Gottardi non è ancora al meglio. Quindi ci sono elementi pro e contro l'idea che Milano sia, in prospettiva, la più forte. La chiave, non è difficile prevederlo, sta nella capacità da parte di tutte di mantenere l'attuale equilibrio tra le varie individualità: in questo periodo si stanno alternando molto bene nelle parti di "primo violino", a seconda delle giornate, con le altre a far da supporto; non è scontato però continuare così. Quasi altrettanto importante, mantenere quest'applicazione in difesa.

--> Michela Frantini torna sull'onda della cresta dopo 3 stagioni di purgatorio. Purgatorio e non inferno, perché l'anno scorso a Spezia giocò senza lode ma anche senza infamia, mentre i due anni di A1 sono complicati da valutare, nel senso che avrebbe potuto fare qualcosina di più ma non tanto di più rispetto a ciò che le veniva richiesto. :blink: Sostanzialmente, comunque, era dal 2007/08 che non sfoderava una prestazione offensiva così eclatante. 27 punti sono il suo record-carriera eguagliato in A2 (precedente: 1/11/06, un memorabile derby Geas-Carugate). Si capiva che era in forma, dato che veniva da 22 punti contro Biassono e 14 ma con 22 di valutazione contro Alghero. Però una prova da 7 triple nel big match è una piacevole sorpresa.
Doveroso sottolineare che l'exploit è stato favorito dalle scelte tattiche di Bologna (come abbiamo già detto) e anche dal buon lavoro delle compagne, che spesso si sono tirate addosso il raddoppio per poi recapitarle palloni in ritmo, pronti da infornare nel paniere. Resta il fatto che 7 triple da posizioni diverse e in momenti topici come il break del 2° quarto e la chiusura, sono spettacolari. Nel basket femminile manca la schiacciata, per cui la bomba è il gesto che probabilmente gasa di più la plebe, quella che (se ne facciano una ragione i saccenti della tattica) s'esalta per un'attaccante che va in trance agonistica mentre rimane indifferente di fronte a una sofisticata "match up". E la plebe milanese sta cominciando ad apprezzare la sparamissili da Arluno.
Che dopo un inizio in ombra rispetto ad altre compagne sta viaggiando a oltre 12 punti a partita, seconda di squadra dopo Ntumba; difficile prevedere se la media salirà o scenderà, perché da un lato è destinata a salire quella di Gottardi, quando entrerà in forma, e pure quella di Stabile; dall'altro, però, il tipo di giocatrice che Frantini è si sposa perfettamente, crediamo, col tipo di squadra che questo Sanga è. Si tratta infatti di un'attaccante non da prima opzione (come le chiedevano a Spezia ma secondo me non è il suo ideale) bensì da seconda/terza, con tanti minuti a disposizione per prendere il ritmo e mantenerlo, come è necessario per una tiratrice di striscia come lei (che siccome spesso spara in una frazione di secondo, d'istinto, deve sentire la sicurezza necessaria); e ideale per scardinare le zone che spesso gli avversari di Milano sono costretti a proporre. Inoltre la tipa, non avendo un giuoco velocissimo di gambe per andar via in uno contro uno, si giova particolarmente della presenza di un play autorevole come Stabile, che le passa la palla coi tempi giusti e detta alla squadra un gioco organizzato in cui la finalizzazione frantiniana arriva al termine di una costruzione collettiva ben eseguita. -_-
Per concludere parlando in modo più terra-terra, visto che c'è penuria di canestri in giro, ritrovare una realizzatrice come lei fa bene a tutti.

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