12 dicembre (lunedì)
Riflessioni post-weekend.--> Dopo la vittoria rocambolesca del Geas sulla Comense, col noto canestro di Zanon, dicemmo: può darsi che sia una svolta per la stagione di entrambe, ma può darsi anche di no. A parte la genialità di prevedere sia una cosa sia il suo contrario (così, comunque vada, si può dire di averlo previsto...),
Però siccome avevamo pure detto che il Geas era da quinto-sesto posto, c'è da chiedersi se vanno rivisti i pronostici. Non lo so, di sicuro però questa è una sconfitta pesante sia per la classifica sia per le indicazioni che dà sulla solidità della squadra. Solidità che, l'anno scorso, era data soprattutto da una difesa a tenuta stagna sotto canestro e da una rotazione profonda di giocatrici, dalle quali saltava sempre fuori un paio di risolutrici diverse, salvo però la leadership chiara del trio Haynie-Summerton-Ujhelyi. Il fatto è che di queste caratteristiche si sta vedendo, finora, molto poco nel Bracco di quest'anno.
--> La corsa alla Coppa Italia in A2. Del Nord avevamo già accennato sabato ma c'è da aggiungere la vittoria di Milano, per cui il quadro è il seguente: Vigarano e Milano passano se le vincono entrambe; Vigarano sicura anche vincendone una; Milano vincendone una non è sicura perché potrebbe verificarsi una parità a tre, nel qual caso sarebbe terza (-15 con Vigarano e +8 con Bologna = -7, mentre Vigarano ha +2 e Bologna +5). Al Sud esce virtualmente di scena la Termo Spezia, sconfitta a Battipaglia: ribaltamento rispetto a quando trionfò nel derby. Infatti la Virtus Spezia è in piena corsa. Davanti c'è Ragusa, subito sotto appunto la Virtus e Chieti. Però il girone Sud è veramente pieno di insidie anche con quelle di metà classifica. Cosa che al Nord non sta capitando: non vorrei finire nel gruppo di quelli che "era meglio prima", perché significa che sto invecchiando, tuttavia sto notando una certa mediocrità al di fuori di 4-5 squadre. Se consideriamo che Cervia, squadra di giovanissime e senza straniera, era quinta fino a un paio di turni fa, d'accordo la capacità di Lucchesi di fare fichi con le nozze secche, però è indice di scarsa consistenza della fascia medio-alta. C'è da dire che Milano, dove sto vedendo sfilare le varie avversarie, ha la qualità di far giocare male tutti, tant'è che quasi nessuno arriva a 50 punti contro il Sanga (esattamente il contrario del Sanga "grandi firme" di 2 anni fa); ma questa qualità trova anche terreno fertile nella modestia delle avversarie.
--> Solitamente (anche se non sempre) i comunicati stampa societari, dopo le sconfitte, tendono ad ammorbidire le critiche alla propria squadra, prendendosela casomai con arbitraggi, sfighe assortite e congiunture astrali.
13 dicembre (martedì)
Superbasket di oggi parla delle "5 emergenti" dell'A1: Carangelo, Micovic, Narviciute, Brunetti, Fabbri. Interessante la storia di Narviciute arrivata a 15 anni a Parma per uno scambio scolastico, e da lì catturata da Scanzani.
--> Una pessima notizia dalle giovanili lombarde. Durante la partita Under 17 di ieri tra Comense e Vittuone s'è infortunata Anna Djedjemel. La '95 vittuonese, bronzo agli Europei U16, aveva fin lì segnato 25 punti in meno di 3 quarti. Stava viaggiando a 15 di media in B, non male per una 16enne. S'attende la prognosi ma rischia di essere un'altra vittima del solito tributo di sangue (anzi, di ossa) pagato ogni anno dalle ragazze del basket al loro sport.
--> Ancora giovanili lombarde ma qui parliamo di una lettera insolita. Si tratta di una mail giunta a Franz Pinotti da un genitore (così si presenta) che ha letto il "Panorama Lombardo" (la rassegna patrocinata dalla Fip) stampato sul retro del bollettino societario in distribuzione alla partita Milano-Bolzano. Il tipo ha da dire sui criteri di selezione di Guido Cantamesse, che era intervistato in quel bollettino. Parole interessanti, anche se col rischio che sia più una discussione teorica che pratica (nel senso che nessun coach penso sia così tonto da scartare un'Eric o una Carangelo solo perché sono basse, qualora gli capitino sotto mano):
"Innanzi tutto molti complimenti per il giornalino. Poi, come genitore di un’atleta che fa il campionato Under 15 Elite femminile e seguendo allenamenti e partite con continuità, vorrei rispondere alle ‘ preoccupazioni ‘ del coach Cantamesse sul calo di numeri nelle giovanili con un paio di esempi, e parlo solo delle atlete più dotate perché altre magari smettono per limiti propri o perché non interessate più di tanto al basket.
1) Motivi psicologici: allenatori che urlano costantemente in testa alle giocatrici anche migliori, pensando che la tattica dell’urlata paghi sempre, mentre in ragazzine di 12-13-14 anni non ancora pienamente formate, seppure brave, ciò può generare spesso insicurezze, confusione o rabbia per cui, piuttosto di affronatre sacrifici mal ricambiati, ci si rifugia nei libri scolastici , che costituiscono comunque un grosso impegno e un dovere primario.
2) La selezione molto ristretta di azzurrine che ha lasciato fuori brave atlete a discapito di ‘’fisicate’’, come piacciono a coach Cantamesse, che a volte, però, hanno meno talento e tecnica rispetto alle escluse, le quali possono scoraggiarsi dal continuare ad applicarsi con continuità e sono tentate di mollare vista l’aria che tira……Piu’ incoraggiamenti ‘dall’alto’ per chi sta giocando bene in campionato, (dai che ti tengo d'occhio!), anche se non è azzurrina, non guasterebbero e costerebbero poca fatica.
In A1, a Faenza , giocano Eric e Carangelo con buoni risultati e non sono certo delle fisicate (1,65!). Alla luce di tutto quanto sopra prevedo che, se non si cambia atteggiamenti, le iscritte alle giovanili saranno sempre meno e le buone giocatrici dovranno saltar fuori da una ’’ base’’ sempre piu’ ridotta."
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