mercoledì 16 maggio 2012

Commento all'articolo del "Corriere" sulla crisi del basket donne

Forse confonde il suo disinteresse personale (avrà seguito la Champions League, in quei giorni) con il disinteresse generale. Certo, se s'intende che il basket femminile è di nicchia, come dargli torto, ma che notizia è? Poi mi sembra una mancanza di rispetto per le giocatrici, le squadre, le società, il pubblico che a quelle finali si è appassionato, e in fondo pure per la Gazzetta dello Sport, giornale del medesimo gruppo del Corriere, che ha seguito con dignitoso spazio tutta la serie. Mi ricorda quanto scrisse lo stesso articolista lo scorso anno, in occasione del caso Wabara: disse che l'attenzione di tutti, in gara-3 a Cinisello, sarebbe stata per ciò che poteva succedere in tribuna e non per il campo. Falsissimo: su 600 spettatori in gara-3, ce ne saranno stati 10, di babbei venuti solo per "vedere di nascosto l'effetto che fa". Agli altri importava solo di vedere chi vinceva tra Geas e Comense. Strano che una persona abituata a seguire dappresso il femminile si periti di sottolineare che dell'aspetto agonistico del femminile interessi poco o nulla a nessuno...

Ma si obietterà che "non bisogna guardare il dito, ma la luna che indica", la quale è sacrosanta, come già si disse in occasione degli allarmi lanciati su questi schermi dal prof. Mazzoleni dopo le polemiche arbitrali a Faenza. Purtroppo, certe cose per me sono come un dito in un occhio, e se il dito mi va nell'occhio, non riesco più a vedere cosa indica.

Non voglio però essere troppo aspro e dunque ipotizzo una spiegazione: un giornale generalista, come il Corriere, tende, soprattutto parlando di sport, a fare "articoli-tesi", ovverosia: c'è un'idea di fondo da sviluppare in poche, rapide e incisive frasi, bisogna dunque trovare elementi a rinforzo di questa tesi, tralasciando quelli di segno opposto. Esempi: Ibrahimovic non va d'accordo con Allegri, Rossi è ai ferri corti con la Ducati, il basket femminile è nella merda e la federazione non fa una mazza. Se l'articolista si mette a spaccare il capello in quattro, a dire che la realtà non esattamente bianca o nera ma ci sono sfumature, tipo: "Archiviata non propriamente nel disinteresse generale, ma tuttavia nemmeno in un interesse straordinario, anche se forse dovremmo domandarci quali siano i parametri per misurare l'interesse"... l'articolo viene cassato, o, se esce, chi legge, che è un lettore generico, passa ad altro. Dobbiamo contestualizzare, insomma, come disse monsignor Fisichella sulla bestemmia di Berlusconi.

Comunque, visto che nell'articolo si parla di sport che decollano, tra parentesi volley, giova ricordare che, seppure certamente il volley stia meglio come pubblico eccetera, nei mesi scorsi è crepata una squadra di A1 e, giusto domenica, si è fusa la finalista (Villa Cortese) con un'altra (Novara). Quindi loro han perso due pezzi, noi zero, per ora (c'è l'icona del dito medio? La cerco). :ride:

PS: però un tentativo di andare oltre il dito e guardare la luna voglio pur farlo: se l'intento è dare una scossa, sfruttando il fatto che un giornalucolo qualsiasi lo si può ignorare ma se si muove il Corriere viene preso sul serio, allora può essere strategico un pessimismo più cosmico del dovuto. Ma solo in questo caso.

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