sabato 5 maggio 2012

Diario (94)

 29 aprile (domenica)


--> La rivoluzione può aspettare. Visto che in questi giorni siamo ossessionati dalle pubblicità della Tim con le parodie del Risorgimento (Marcorè nei panni di Garibaldi ha frantumato ampiamente i maroni), :sick: diciamo che è come nel 1848, quando a un certo punto arrivò la repressione e tutte le varie rivolte furono archiviate in attesa di tempi migliori.
Duramente stroncate, infatti, le velleità di Como e Lucca in gara-5 delle semifinali di A1. Ce l’aspettavamo? Per quanto riguarda Lucca, direi di sì. Di solito la sfavorita, se ha la tempia dell’avversario a portata di pallottola ma il colpo rimane in canna (traduzione: se ha la possibilità di chiudere la serie in casa ma perde), poi crolla o comunque cede in gara-5. Un po’ perché ha già dato il massimo e la benzina finisce, un po’ perché alla favorita passa la paura e i valori reali tornano ad emergere. Come del resto erano già emersi nel massacro di gara-2 (che poi per qualche misteriosa ragione Lucca era riuscita a rimescolare nell’impresa di gara-3). Dominio di Taranto sotto canestro con 21 punti e 9 rimbalzi di Vaughn, 17 rimbalzi in attacco di squadra, 36 recuperi, eccetera. Lucca è riuscita a reagire un pochetto dal -15 dell’intervallo ma è risprofondata. Comunque straordinario quanto fatto da Lucca nella stagione e anche nella serie; dimostrazione che il budget non è tutto, anche se probabilmente il budget ti dà quel litro in più di benzina che fa la differenza, ed è proprio quel litro che tu strapaghi a peso d’oro. Ovvero, Willis, Hampton, Andrade e compagnia sono brave, ti portano fino in gara-5 di semifinale, ma per vincerla e andare in finale devi avere le Mahoney, le Vaughn, le Greco e il roster da 10-giocatrici-10. :unsure:
Ecco, dalla Comense ci aspettavamo un po’ più di resistenza, in gara-5, perché a differenza di Lucca se l’era giocata alla pari in entrambe le sconfitte, e perché nel finale di gara-4 era parsa stanca più Schio che la squadra vestita di rosa. S’è visto subito che Schio aveva la faccia cattiva, tant’è che è partita 7-0. Lì Como è stata brava a non accusare il colpo, anzi appena ha registrato l’attacco, messo 3 triple con Maiorano (2) e Benko, trovato un gioco a due Harmon-Smith e difeso meglio, ha chiuso a +5 il 1° quarto (13-18, con un 6-18 di parziale). Poi all’inizio del secondo c’è stato un bell’assist di Ajanovic per un taglio di Smith (17-20), ma a quel punto il blackout totale. Schio ha avuto uno sprazzo degno dei suoi periodi migliori, tipo febbraio-marzo di quest’anno e un po’ tutta la stagione scorsa, e con un 22-4 nel 2° quarto ha fatto chiuder bottega alla Comense. Che poi un po’ ci ha provato, è tornata a -9 al 30’, ma con Harmon e Smith a combinare per un 6/19 al tiro, e Hicks tenuta a pochi tentativi (anche perché si deve sdoppiare in regia quando Gatti è in panca), c’era poco da fare. Maiorano encomiabile con 13 punti, compreso un gioco da 4, ma non poteva sopperire.
Conclusione? Ovvia: la finale è quella più giusta per i valori espressi nella stagione; ogni tanto qualche “ingiustizia” birbona darebbe però un po’ di peperone al campionato. L’ultima squadra capace di ribaltare il fattore-campo nei playoff è stata Venezia nel 2009 (semifinale su Schio). Nei quarti di finale, l’abbiamo già ricordato, non succede dal 2006. In finale dal 2007, ma Napoli approfittò di una Faenza azzoppata. Insomma le cabale sono tutte dalla parte di Taranto, ora, così come il fatto che il Cras ha già vinto 3 volte su 3 quest’anno con Schio. Le pecche emerse con Lucca potrebbero anche voler dire poco, perché contro un’avversaria più “classica”, contro cui non hai il rischio-sottovalutazione, potrebbe essere anche meno insidiosa per le pugliesi.

--> Mentre tutto ciò succedeva, c’era un po’ di A1 anche al “PalaGiordani” di Milano. Anche se solo in tribuna, perché Zanon, Arturi e Crippa, se non ne abbiam dimenticata qualcun’altra del Geas, erano lì per seguire le ex compagne e conoscenze varie che giocano in maglia Sanga. C’era infatti Milano-Muggia, gara-1 dei quarti di A2, in una tiepida pre-serata primaverile, col sole venuto fuori dopo una giornata uggiosa, sole che filtrava dai finestroni della palestra discretamente gremita. Muggia che tornava sul luogo del delitto, ovvero l’inattesa vittoria nell’ultima di andata che fottè la Coppa Italia a Milano, beffata dalla classifica avulsa. :woot: Milano che poi s’era presa una rivincita la settimana prima di questa apertura dei playoff, passando 48-50 a Muggia (con quella tripla in contropiede di Frantini di cui abbiamo messo il video qualche giorno fa) in modo da guadagnarsi il fattore-campo nella serie.
Vantaggio del campo che, però, la sorte provvedeva subito a compensare, togliendo Ntumba dalla partita, e probabilmente anche da gara-2, per uno stiramento alla coscia occorso in settimana. C’è chi maligna, è vero, che senza la sua condizionante presenza il Sanga giochi meglio, ma stiamo parlando della miglior realizzatrice, rimbalzista e assist-woman di squadra, cifre alla mano. Ciò nonostante, la profondità di Milano resterà maggiore di quella ospite, tant’è che il conto dei punti della panchina finirà 19-0. Merito soprattutto di una rediviva Giunzioni, piacevole sorpresa dopo una stagione in ombra: 14 punti, 5/7 al tiro, canestri fondamentali nella ripresa.
La partita, come le due di stagione regolare tra queste squadre, è stata una battaglia a basso punteggio, senza canestri facili, con schermaglie di zone, e per quanto riguarda Milano anche difese miste col mirino su Borroni e Jessica Cergol. Borroni, in realtà, i suoi 22 punti li ha fatti, con sontuosi palleggio-arresto-tiro, ma ha dovuto sudarseli, e da 3 ha segnato, su 7 tentativi, solo quello... scoccato da metà campo allo scadere del 3° quarto. Spesso Muggia ha avuto la possibilità di punire dal perimetro le coperture interne della zona-Sanga, ma ha sparacchiato, e questo è stato un fattore, insieme a due erroracci della slovena Gabrovskek nel momento topico in cui Muggia, galvanizzata dal siluraccio di Borroni sopra descritto, e da una successiva tripla di J. Cergol, s’era portata da 45-36 del 29’ a 45-44 a inizio 4° periodo, e Milano sembrava in panne dopo che il cannone di Frantini s’era raffreddato contro la zona, e in area, con Ntumba out e Lidgren improduttiva, non arrivavano canestri.
Invece, dopo quei sorpassi falliti, proprio Lidgren ha messo un tiro dalla media importante per ridar fiato al Sanga, che poi ha aggiunto un 6-1 con Gottardi e Giunzioni. Muggia ha fatto solo 8 punti nell’ultimo quarto e così s’è arresa intorno a 3’ dalla fine.
Vittoria meritata per Milano, che ha avuto anche un +10 a inizio 2° quarto e non è mai stata indietro salvo un brevissimo momento nel 2° quarto prima di una tripla di Frantini che ha fissato il 31-29 al riposo. Ripetiamo, nonostante Ntumba fuori, Milano sembra avere più carte da giocare: non dimentichiamo Pastorino, e ovviamente Stabile nel duello generazionale con Primossi, e dalla panchina Rovida, Brioschi e, in prospettiva, Schieppati che sta recuperando da un infortunio. Muggia sembra fin troppo imperniata su Borroni, J. Cergol più, in questa partita, Palliotto che però non è altrettanto affidabile. Vero, però, che 8 giorni fa a Muggia era stato il contrario, cioè le “big” erano francobollate e allora le varie S. Cergol e Gabrovsek avevano fatto bene. Milano ora cercherà di chiudere in 2 partite, ma vorrebbe dire battere Muggia 3 volte di fila e non è mai facile.

--> Nelle altre di playoff A2, a Nord, la sorpresa è il colpo di Udine a Bologna. Quest’ultima pare un po’ alle corde per via d’infortuni e acciacchi. Per il resto, compreso il Sud, tutte vittorie casalinghe. Nei playout, passa Piemonte/Collegno a Bolzano.

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