sabato 26 maggio 2012

Diario (101)

 Dal 14 al 18 maggio


--> L'altro giorno sono giunte le convocazioni della Nazionale. Dovrebbero essere quelle valide per gli appuntamenti che contano, cioè le qualificazioni agli Europei. E indubbiamente l'annunciato ringiovanimento drastico è stato eseguito, tanto che l'unica veterana è Wabara, per il resto le "vecchie" sono dell'85. Ma al di là dell'anagrafe, i nomi con esperienza internazionale a livello senior sono pochissimi: Wabara, Sottana, Zanoni, Cinili, Crippa, Bagnara. Be', oddio, forse neanche così pochi, ma il fatto è che chi un tempo era apprendista e comprimaria, ora dovrà fare da leader e trascinatrice, e il passo non è breve. D'altra parte, prima o poi bisognava cominciare, la generazione intermedia (cioè dall'82 all'86, suppergiù) è arida, e dunque forse era inevitabile così. C'è il dubbio su Masciadri che vuol provare la Wnba (ma vedremo se la pigliano), ed è inutile dire quanto servirebbe. Peccato per le assenze di Consolini e Pastore, che avrebbero aumentato la lista di quelle con esperienza.
Nel settore play, spicca la convocazione dell'oriunda D'Alie, che sta a Battipaglia in A2: evidentemente nelle convocazioni sperimentali ha convinto, altrimenti non sarebbe stata preferita a Battisodo (riserva a casa), Arturi Corradini (nemmeno riserve), ovvero 3 registe che hanno avuto dai 16 ai 21 minuti d'impiego in A1 quest'anno. Difficile dare una spiegazione così a occhio: o D'Alie è un fenomeno, oppure lo staff tecnico (ipotizzo) ha cercato un play realizzatore (com'è costei, a giudicare dalle statistiche) rispetto a registe più circolatrici di palla come le tre suddette, perchè il gruppo è carente di realizzatrici e quindi, più che da armare le mani altrui, c'è da concludere in proprio. Ma chi fa 15 o 20 punti di media in A2 ne fa automaticamente una decina, o anche solo 5 o 6, al massimo livello internazionale? :unsure: Vedremo.

--> Playoff e playout di A2 con le gare-2 infrasettimanali. Ed è fragoroso il botto dai playoff Sud, dove Chieti elimina Ragusa con un 73-64 comandando costantemente. :woot: Ancora sugli scudi il trio giovane Tognalini (18)-Gonzalez-Silva. Di là non bastano 20 di Buzzanca e 18 di Machanguana. Certo l'organico di Ragusa (oltre alle due appena dette, c'erano Valerio, M. Bestagno, Sarni, Koutznesova, Manzini, Mazzone) faceva presupporre di arrivare fino in fondo, ma il livello del Sud è alto, e Chieti aveva un telaio più collaudato, essendo già arrivata in alto lo scorso anno. Quindi sorpresa ma non inaudita. Attenzione anche all'altra serie Sud, perché Orvieto pareggia i conti con la Termo Spezia, 52-44 (e questa è una serie decisamente più difensiva), con 15 punti di Tripalo.
Al Nord invece "tutto va come deve andare" (cit. Max Pezzali/883), ovvero le prime due teste di serie passano il turno con un 2-0, entrambe pur soffrendo in gara-2: Bologna ribalta il risultato nell'ultimo quarto (55-60) a S. Martino con 19 di Nannucci; Vigarano invece resiste (50-52) con 15 di Kozdron all'ormai consueto rush finale di Muggia. Entrambe le sconfitte tuttavia sono state sorprese notevoli della stagione. A mio parere non sarebbero arrivate così avanti nell'altro girone, ma sono confronti sempre un po' fumosi. In Coppa Italia s'è visto che le prime due del Nord stanno alla pari con le prime due del Sud. Probabilmente il gruppo di vertice del Sud è più ampio, come stanno dimostrando i playoff.
Nei playout Alghero espugna Bolzano e fa 1-1, mentre Siena passa a Viterbo e fa 2-0, quindi retrocede la gloriosa piazza della Tuscia.

--> E' quasi finita, in B, la fase d'ammissione agli spareggi finali per il campionato di sviluppo. Lungo da scrivere il nome della fase, ancor più lungo il percorso di qualificazione, dato che si va alla terza fase e non comincia prima di fine maggio, per l'esattezza dal 31 maggio al 2 giugno. Il motivo è che c'è un girone toscano che finisce il 19-20, però poi passano altri 11 giorni e mi sembran tanti, così come i 18 di attesa per parecchie delle squadre qualificatesi nelle altre regioni.
Per la Lombardia sono passate Usmate Carugate (doppia rima). Il presidente di quest'ultima, Paolo Gavazzi, ha fatto un'osservazione condivisibile: la sua squadra farà quest'anno, in totale, 33 partite in 3 fasi diverse, ma nessuna partita di playoff, mentre l'anno scorso aveva avuto meno partite ma un lungo playoff che aveva catalizzato un interesse bestiale lì a Pessano. E' piuttosto evidente: i concentramenti in campo neutro non creano nessun interesse (quali tifosi, in B, riescono ad andare in massa fuori regione per 3 giorni? E alla gente del posto non importa nulla), mentre i playoff, ma pure i playout, con la tensione del verdetto in palio, una stagione in una partita, e soprattutto in casa ora dell'una ora dell'altra squadra, sono la massima occasione per le società delle serie minori di creare interesse. Perché l'interesse per l'evento singolo lo riesci a smuovere (non sempre, ma spesso, se la società è radicata), l'interesse per tutto l'anno, specie se non c'è niente in palio, è più complicato. Per carità, quest'anno era di transizione, poi probabilmente ci voleva Mandrake (o il più moderno supereroe Chuck Norris) per trovare una formula ideale :wacko: , con un centinaio di squadre e il flusso da distribuire verso l'A2, il camp. sviluppo, la B regionale e la C (cioè 4 destinazioni diverse), ma per il futuro speriamo che le formule siano un attimino più semplici e, soprattutto, belle farcite di playoff e playout:huh: In fondo basterebbe applicare la formula dell'A2, che da questo punto di vista è soddisfacente.

--> Dei molteplici successi di Cinzia Zanotti come allenatrice abbiamo già parlato varie volte: ha già superato il numero di scudetti vinti da giocatrice (2 contro 1), e prossimamente lotterà per il terzo (U17 dal 21 al 27/5). Ma c'è una sua ex compagna di squadra, sia di club che di nazionale, che poteva quest'anno esordire in panchina col botto, cioè con due titoli lombardi di fascia regionale. Parliamo di Susanna Padovani, ex grande play di Milano (ma scudettata con Priolo), la quale è ora responsabile del settore giovanile del Sanga. Alla guida di U19 e U17 è arrivata due volte alle finali regionali, nel giro di tre settimane, in entrambi i casi probabilmente da favorita. Ma in entrambi i casi s'è piazzata terza, risultato comunque invidiabile per il 95% delle società, ma per com'era andata la stagione direi un po' stretti per il club milanese. :cry: La finale U19 s'è conclusa oggi (venerdì 18) in maniera rocambolesca: alla vigilia dell'ultima giornata, il Sanga era a punteggio pieno, il Carroccio Legnano e Crema a 2 punti, il polo bergamasco Ororosa di Cantamesse a zero. Ebbene, il Carroccio ha battuto le bergamasche, Crema ha battuto Milano di 11, risultato: classifica avulsa con Carroccio primo (+5), Crema seconda (-2) e Sanga terzo (-3). Spine per Padovani, ma negli anni a venire, lei che nella sua carriera da giocatrice ha conosciuto altrettanto bene le gioie e i dolori ne farà tesoro, e se son rose fioriranno. Di certo il Pinotti nazionale s'è messo in buone mani con la Susanna intercontinentale.

--> Ma è stata, soprattutto, la settimana di 3 articoli sulla stampa nazionale, sui mali del basket femminile, con relativa eco e relative discussioni. Ha iniziato, mercoledì 16, il Corriere della Sera, massimo quotidiano italico per prestigio (quanto a diffusione, se la gioca con Repubblica, non abbiamo gli ultimi dati): riassumendo, dice che, "archiviata nel disinteresse generale la finale scudetto", l'A1 rischia di rimanere a zero squadre per insostenibilità dei costi; potrebbero "autoretrocedersi", tra le altre, le gloriose Geas e Comense; anche Taranto campione è in difficoltà; i club sperano che qualche sponsor bussi alla porta, ma è più probabile che bussi la guardia di finanza; c'è una "deriva" in cui 4-5 italiane che contano si muovono spostando gli scudetti, e le straniere sono "troppe" e "troppo costose". Di fronte a tutto ciò, le "cure" (ironico) escogitate per "salvare il movimento" sono "astrusi campionati di sviluppo", mentre nel settore giovanile, in calo di tesserate, "oscuri dirigenti dai poteri assoluti" vogliono ripristinare un assetto di categorie che qualche anno fa "fece più danni della peste"; la Federazione, che considera il femminile "un peso", "si lava la coscienza con iniziative decotte come College e Azzurrina, che assicurano posti ai federales ma pochi risultati". Sintesi? Mentre "altri sport femminili (vedi il volley) decollano, qui si cammina sulle macerie".
La Gazzetta dello Sport, uscita l'indomani, ha toni meno aspri e allarga il discorso a tutti gli sport "minori", ma condivide col Corriere almeno parte della sostanza: c'è una sproporzione non più sostenibile tra costi e ricavi, e al ridimensionamento del movimento (stra-superato dal volley come tesserate) non è corrisposta una riduzione degli stipendi.
Tralasciamo Libero, il quale, in un'evidente scopiazzatura dal Corriere senza capire, amplifica la catastrofe, dando già per morte Geas e Comense, chiedendosi pure chissà "cosa ne penserà Mabel Bocchi". Boh, se lo incuriosiva tanto, poteva anche fare lo sforzo di domandarglielo direttamente. Così magari la "Divina" gli avrebbe spiegato che le campane a morto, al momento, non sono ancora suonate. :blink:
L'articolo del Corriere è comunque quello che ha suscitato maggiore eco e dibattiti qui sul forum e, presumo, nell'ambiente tutto. Toni sferzanti, duri, unilaterali, che indubbiamente sono stati usati a bella posta (non condivido chi parla di erronea impostazione o di articolo mal scritto dal punto di vista tecnico) proprio per far male ai destinatari ma anche, secondo gli entusiasti dell'articolo, per fare il bene del movimento, suscitando una reazione virtuosa. Occorrerà analizzare nei prossimi giorni effetti e contenuti.

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