13 maggio (domenica)
--> L’A1 è già finita, ma nei ruspanti pianeti di A2 e B è stato un weekend di massima intensità. Partiamo dalla B, perché c’erano verdetti definitivi sulle promozioni. Il primo “scaglione” di spareggi finali aveva già fatto cantare trallallà a Venezia e Ariano Irpino. Tra ieri e oggi, hanno fatto zumpappà Reggio Calabria (su S. Marinella), Selargius (su Valmadrera), Crema (su Stabia) e Broni (su Reggio Emilia).
Mi soffermo sulle lombarde: del resto erano impegnate in 3 serie su 4 e quindi la copertura è buona… Raddoppiano le lombarde in A2: dal prossimo anno saranno 4, e credo non succedesse dal 2008. quando retrocesse Carugate e salì il Geas. Dunque Crema e Broni: due belle piazze, con seguito di pubblico, già state in A2 di recente, società organizzate, quindi è positivo ritrovarle in seconda serie. Per Broni è anche un sollievo, perché, avendo il settore giovanile in semi-disarmo, avrebbe faticato parecchio ad allestire una squadra per il “campionato di sviluppo”, mentre Crema sarebbe stata comunque pronta, avendo un vivaio tuttora florido.
Per la Lombardia un weekend pazzo dal punto di vista meteorologico (sabato caldo che sembrava estate, domenica con pioggia e temperatura autunnale) ma col barometro cestistico decisamente fisso sul bel tempo. E un weekend particolare è stato, senza dubbio, per Filippo Bacchini, che il giorno dopo aver vinto lo scudetto U19 ha visto salire in A2 le sue ultime due società allenate a livello senior. Così come sono stati 8 giorni trionfali per i gemelli Fassina: domenica scorsa s’era salvato Stefano con Biassono, ora Paolo sale con Broni. Speriamo in una conferma d’entrambi, così l’anno prossimo ci sarà il derby e chissà, se si mettessero d’accordo sul look (chi ha la barba se la taglia, oppure se la fa crescere anche l’altro), potrebbero scambiarsi la panchina prima della partita e vedere se qualcuno se ne accorge. 
--> Minchiate a parte, Crema è stata la numero uno della stagione lombarda. Ha conquistato il primato di stagione regolare solo all’ultima giornata, ma lo aveva tenuto per varie settimane precedentemente; e ha vinto anche la fase regionale di Coppa Italia. Non avrei puntato su di loro come primissime favorite, semmai come prima alternativa a Broni e Valmadrera. Squadra con buone giocatrici (Caccialanza, Genta, Picotti, Serano, Cerri, Capoferri), ma giovane e senza, apparentemente, trascinatrici assolute. Invece Caccialanza ha rivestito questi panni, almeno spesso (la ricordiamo, sfrontata 19enne, tra le ultime ad arrendersi nella finale-promozione di A2 nel 2008 contro il Geas), ma soprattutto coach Sguaizer ha dato un’impostazione difensiva di ferro, fin troppo secondo i detrattori, ma direi che l’applauso è ineccepibile. In finale, dopo il +9 all’andata ha dominato il ritorno in casa, manco a dirlo con una difesa ermetica. A Crema, in questi stessi giorni, c’è il volley femminile che sta venendo promosso in A1: speriamo non crei problemi al basket nel reperimento delle risorse per il prossimo anno. ![]()
--> Broni era più attesa al traguardo, avendo fatto già il concentramento finale lo scorso anno e aver preso gente di spessore come Carù (direttamente dall’A1 di Lucca), Molinari, Besagni, tenendo una Zamelli sempre più convincente, Bicocca, Brusadin e altre. Infatti è partita a rullo compressore, battendo tutti di 20 e passa; poi però ha avuto problemi di infortuni e verso la fine della stagione regolare s’è un po’ incartata perdendo 3 partite in una serie di 4 (di più, comunque, non era possibile perché gli squilibri tra le “big” e le altre, nel girone lombardo, erano troppo netti), ma poi s’è comunque piazzata seconda, ha fatto 3-0 nel concentramento interregionale e piazzato il capolavoro vincendo di 14 a Reggio Emilia. Al ritorno ha vissuto brividi nel finale quando Reggio è andata a un canestro dal ribaltare la differenza canestri, ma Zamelli ha indovinato la bomba liberatoria e i celebri ultras “Viking” hanno potuto festeggiare. Da segnalare che la vecchia (be’, neanche poi tanto) Elisa Zanon, dopo il divorzio da Valmadrera a metà stagione, sale con Broni mentre le sue ex restano al palo.
--> Già, Valmadrera l’incompiuta. Non è la prima volta, purtroppo: negli ultimi 4 anni, sempre con ambizioni legittime, due sconfitte in finale e due poco prima (Reggio Emilia, a proposito, è sulla strada per imitarla, essendo al secondo anno di cedimenti sul filo). Manca il milione per fare la lira, insomma. Quest’anno, a mo’ di maledizione, sia il traguardo parziale che quello finale sono sfuggiti in volata. La squadra di Gualtieri era infatti prima in stagione regolare dopo aver sistemato sia Crema che Broni, ma all’ultima giornata ha perso a Usmate con una tripla allo scadere, finendo terza. Non che questo poi sia stato fatale, perché il concentramento è stato superato e l’accoppiamento con Selargius (guidata dall’ex Cagliari Pat Marcello) non sembrava più duro di quello di Broni (forse di quello di Crema sì, però), per cui le possibilità di salire erano intatte. Ma dopo aver vinto di 1 in trasferta l’andata, Valmadrera ha avuto una partenza contrattissima al ritorno, pagando forse la tensione: una di quelle partite che si mettono storte, ma ti sembra che manchi davvero poco per ribaltarle, e però non ti sblocchi mai davvero, e alla fine piangi.
--> Rumba delle semifinali “di conference” (cioè dei due gironi) iniziata in A2. Al Nord, 1-0 per le due favorite, Vigarano con un 51-42 su Muggia (15 di Laffi) e Bologna con un 60-54 su S. Martino (17 di Costi). Scarti ridotti ma in realtà a metà gara era un dominio per le due di casa, tipo +15. Nei playout Bolzano sbanca Alghero e va 1-0 (rima).
Al Sud, playoff: la Termo Spezia piega di misura Orvieto, 57-52, con 12 di Glaser e 9+14 rimbalzi di Goodfaith (Bonafede), ma la sorpresa è Chieti che sbanca Ragusa in quella che dev’essere stata un’eccellente partita: 71-73. Duello “generazionale” perché per Ragù ne fa 20+16 rimbalzi la vecchia tigre Machanguana, ma per Chieti rispondono le giovani Gonzalez (20), Tognalini (19) e Silva (15). Nei playout Siena batte Viterbo.
--> Una notizia , giunta proprio stasera, ha seminato stupore nel volley femminile: Villa Cortese, finalista scudetto, si fonde con Novara, rivale di medio-alta classifica (nonché club tra i più importanti della prima metà degli anni 2000), con cui tra l’altro in passato aveva avuto, pare, degli screzi non indifferenti. Ma dev’esserci un errore: nel dorato mondo sottorete, due club che per tirare avanti devono fondersi? Fatto sta che dopo la defezione di Conegliano c’è un’altra casella vuota da riempire tra le 12 della massima serie del campionato femminile che tutta Italia appassiona.
giovedì 24 maggio 2012
Diario (100)
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