mercoledì 28 febbraio 2024

A1: Ragusa rimonta Sassari; Battipaglia batte colpi (di mercato); A2, scossa a Roseto

- Lo strambo febbraio d'A1 (in cui c'è chi ha giocato una sola partita in un mese) si è chiuso con un weekend di quelli che non lasciano col fiato particolarmente mozzo per eccesso d'emozioni. :wacko: Solo 4 partite disputate, giacché il derby lombardo Brescia-Milano s'era svolto una settimana prima, mentre Schio, nel mezzo della serie-playoff d'Eurolega, ha rinviato con Roma.

Ma almeno una disfida interessante c'è stata. Sassari per 3 quarti era ben indirizzata a sgambettare una Ragusa ancora priva di Spreafico, e in apparenza non più in ritmo rispetto alle nuragiche che erano rimaste ferme mentre le sicule impegnavano Schio in semifinale di Coppa. Le sarde capitalizzavano la fiammata iniziale per tenere un margine che ancora ad inizio ultimo quarto era poco sotto la doppia cifra. Nell'ultimo quarto, però, l'emergere di una Thomas fin lì improduttiva, e la costanza martellante di Chidom (28 punti) oltre alla consueta multi-utilità di Juskaite, trascinavano al ribaltamento delle sorti (13-24 di parziale), complice lo scaricarsi alla distanza d'una Dinamo (gioco di parole terra-terra ma voluto) che non era, nell'occasione, più "corta" rispetto all'avversaria di turno.
E la sconfitta non sblocca una Sassari ancora zavorrata da quel pestifero 0-20 patito contro Roma; sono 5 sconfitte su 5 gare nel 2024 per Carangelo e socie, che per ora non beneficiano della fine delle fatiche di Eurocup. Ma occhio, devono ancora affrontare tutte le ultime della classe: restano loro le favorite per l'8° posto-playoff.

- Per il resto, si segnala una buona resistenza di Faenza (rima) a Venezia (la quale all'andata s'era imposta solo grazie a un tap-in di Kuier allo scadere); 24 di una Tagliamento che non ha forzato nulla e ha segnato quasi tutto (5/6 da 2, 2/4 da 3, 8/8 ai liberi), 23 di Dixon, ma alla lunga logicamente le differenze sono emerse, 91-78, nonostante le possibili tossine della trasferta lèttone nelle gambe delle lagunari (in evidenza Berkani con 18 punti e Kuier con 26 di valutazione).

- Con ben più facilità Bologna liquida, 78-48, una S. Martino che ha ritrovato D'Alie ma non... la vera D'Alie (2/11 per meno 2 di valutazione), e in compenso ha perso Kostowicz. La Virtus dà almeno 10 minuti a 11 giocatrici e segna con tutte.

- Il Geas di questi tempi, che ha duellato alla pari con Venezia, non poteva aver problemi in casa con Battipaglia, e infatti non ne ha, anche se va riconosciuto alle campane un inizio arrembante (massimo +8) e una resistenza più tenace che ha potuto, prima di cedere di schianto nell'ultimo quarto, 82-55. Solita bestia Moore, 26 punti.
Il Geas sale a +2 su Campobasso che ha riposato: nel prossimo turno c'è proprio il "big clash" tra le due (rivincita del recente match di Coppa Italia), che si contenderanno una fetta cospicua del 4° posto finale. Che vuol dire e non vuol dire (lo stesso Geas lo scorso anno, da quinta, eliminò Sassari quarta), però, come dice il sapiente, meglio avere il fattore-campo nei playoff che non averlo. In ogni caso l'importante è non arrivare da sesti in giù, per evitare le tre "superbig" al primo turno.

- L'appena citata Battipaglia è protagonista di tuoni di mercato. Dopo la regista francese Domenger, la quale ha esordito a Sesto facendo una buona impressione, arrivano Smorto Policari dal mercato italico. E' stato Rossini in persona a ufficializzare queste due novità in una diretta Facebook che ha avuto, come di consueto quando parla il patron delle salernitane, il pregio di farsi seguire con interesse. Si è preso le sue colpe per essere a zero punti e per gli errori (non commessi da lui direttamente, par di capire, ma comunque avallati) nella scelta delle due straniere che poi ha tagliato; ha rivendicato che non è vero ciò che malignano le malelingue, e cioè che le giocatrici stiano alla larga da Battipaglia, tant'è che Smorto e Policari hanno accettato con entusiasmo la sua offerta, e sarebbe arrivata anche Francesca Russo, se non fosse - così ha detto - che vista la situazione critica sul fronte infortuni a S.Martino, ha preferito rimanere là.
Mentre si può capire la scelta di Smorto (finisce gli impegni in Germania, coglie la chance di un altro ingaggio) e almeno in parte quella di Policari (che preferisce giocare per la salvezza in A1 che per Coppa Italia e playoff di A2), è abbastanza sorprendente che Russo volesse mollare una squadra in piena lotta per i playoff per una che quasi sicuramente finirà ultima in stagione regolare e in sostanza giocherà soltanto da un minimo di 2 a un massimo di 6 partite "vere", cioè con qualcosa in palio (quelle dei playout). :unsure:
Ma la domanda ovviamente è: con quest'innesti Battipaglia diventa più forte almeno di Milano? :unsure: Sulla carta dovremmo rispondere di sì, giacché la distanza di valori fra le due non era amplissima, e ora le Rossiniane hanno un play di ruolo e due italiane da rotazione, che potrebbero risolvere il problema cronico di iniziare bene e finire a pile scariche, che ha afflitto il team campano per tutta la stagione. Ma vedremo se il Sanga ha delle contromosse in canna.

- In A2 Est, caduta casalinga di Roseto con Treviso (che pure era priva di Pobozy, ginocchio rotto); solo il quarto stop stagionale per le abruzzesi, ma questo è il secondo di fila e costa la panchina a coach Padovano. Intanto vola Udine in testa a +4 sulla neo-coppia formata da Roseto e dalla sopraggiunta Alpo. Le friulane fanno tornare Alice Milani per puntellare un organico orbo già da tempo di Ronchi.
In A2 Ovest, scivolano in casa sia Broni che Mantova contro avversarie peggio piazzate, ovvero Spezia ed Empoli, ma in realtà a queste ultime stava (e sta) stretta la classifica rispetto all'organico che hanno. Insomma sorprese ma non troppo. Certo aspro il 4-21 incassato da Broni nell'ultimo quarto dell'ultima partita giocata da Policari prima del trasferimento a Battipaglia. La società dell'Oltrepò tampona la falla ingaggiando un nome non banale, Bocchetti, la quale dopo la diaspora di Lucca non s'era ancora accasata. In questo girone il primato finale è già quasi in tasca a Derthona, mentre Costa e un'ammaccata Valdarno (3 giocatrici out, se non abbiamo perso il conto) si giocano il 2° posto; troppo staccate le altre.
Il mercato fermenta, in A2, anche perché vi è una falcidie d'infortuni, soprattutto nel girone Est, ci pare: guardando solo ai pezzi grossi, dopo l'udinese Ronchi e la matelicana "Pepo" Gonzalez, è toccato ora alla rosetana Botteghi, da sommare alle straniere Boric (Ancona) e la poc'anzi nominata Pobozy (Treviso). Sull'argomento ha scritto un articolo Edu Lubrano per Pianeta Basket: vedi.

- Interessante questa novità delle pre-qualificazioni ai Mondiali 2026, nell'agosto prossimo venturo. Almeno non si passa la classica estate d'inerzia dell'anno pari sognando la "grande riscossa" dell'anno dispari (ma quei tali che aspettavano Godot ebbero più soddisfazione: ricordo ancora le aspettative per l'Europeo 2007...) :ph34r:
In sostanza è un gran calderone globale in cui hanno buttato dentro le non qualificate alle Olimpiadi. Passano solo due squadre al Pre-Mondiale vero e proprio. Quindi, in base a ciò che s'è visto nei recenti Preolimpici, Ungheria e Brasile dovrebbero essere le avversarie più ostiche per noi, con l'aggiunta della Rep. Ceca che fu trombata beffardamente nella fase finale di Euro '23 (perse i quarti di 1 punto e lo spareggio per il Preolimpico al supplementare), peraltro dopo aver trombato noi nella prima fase. Ipotesi sulla sede dei gironi al momento non sono note.

martedì 27 febbraio 2024

Sull'abbassamento dei canestri per favorire lo spettacolo

In passato si è ventilata più volte l'ipotesi dell'abbassamento dei canestri per il femminile, ma non credo si sia mai arrivati vicini ad attuare concretamente la modifica. C'è il problema strutturale nelle palestre in cui il canestro è ad altezza fissa, ma quello si potrebbe risolvere almeno ad alto livello, dove i canestri sono regolabili. Solo che non c'è accordo nelle componenti tecniche che valutano. Spesso le giocatrici stesse, almeno alcune importanti tra cui ricordo Diana Taurasi, non sono favorevoli all'abbassamento.


Io sarei favorevole, perché si adatterebbe l'attrezzo-canestro alla differente fisicità delle donne, così come si adatta la grandezza della palla. Ma se crediamo che sia l'uovo di Colombo per rendere più popolare il basket femminile, facendo il paragone con la pallavolo che ha abbassato la rete, temo che sia un'illusione. Del resto in molti paesi il basket femminile è più popolare della pallavolo. Com'è che là non dicono "eh, ma la pallavolo è più spettacolare, andiamo a vedere quella?". E parliamo di paesi simili al nostro come la Spagna e la Francia. Allora se non è un problema da loro, perché dev'esserlo da noi? Credo si debba concludere che ci siano altri fattori; la "spettacolarità" (che è qualcosa di molto vago) può incidere in parte ma non è il nodo centrale.

sabato 24 febbraio 2024

Coppe europee: stavolta ride Venezia e piange (ma non troppo) Schio

Si è tornati nell'arengo europeo appena dopo aver smaltito la Coppa Italia, ed ecco che (forse non a caso) s'invertono le parti fra le due grandi venete. Schio che era uscita trionfatrice da Torino prende una scoppola a Praga, mentre la (giustamente) criticata Reyer sciorina una prova impeccabile (salvo gli ultimi 5 minuti) a Riga. Chiaro, tra Praga e Riga c'è una certa differenza di livello, ma anche la qualità delle prestazioni delle nostre due alfiere è stata quasi agli antipodi. In ogni caso, si tratta di verdetti solo parziali.


- In Eurolega dura pochissimo la gara-1 di Schio in terra ceca; o meglio, dura fin troppo perché gli ultimi 3 quarti sono una pena inutile dopo aver già compromesso la partita nel primo. Il Famila era senza Reisingerova (che poteva essere profeta in patria) e Sottana; per Praga mancava Nyara Sabally. Non mancavano, però, decisamente le triple, con cui ha seppellito Schio fin dall'inizio. Palla che gira come un flipper sul perimetro e poi fiondata micidiale. Schio assiste impotente. Dopo 5 minuti si è sul 16-4; dopo 7 sul 20-4; a fine 1° quarto 25-8. Le arancio avevano rimontato 16 punti a Ragusa in semifinale di Coppa, ma Praga (specie sul suo campo) non è Ragusa.
Peraltro le suddite di Cestaro ci hanno provato, entrando quantomeno in partita nel 2° quarto, con Penna in evidenza (40-29 al 20'). Ma le leaders realizzative designate, ovvero Parks e Guirantes, dopo le faville di Coppa stavolta non erano in giornata; impossibile tenere il passo di Praga quando ha dato una nuova accelerata nel finale del 3° quarto con una nuova spingardata di triple (63-43). Ultimo quarto di puro scivolamento verso la sirena (78-60), sapendo entrambe è solo il primo episodio. In gara-2 nel suo fortino Schio, specie se torna al completo, può cambiare la musica, per poi giocarsi tutto in gara-3 con una pressione maggiore sulle spalle delle praghesi.
Le quali non è detto che abbiano le mani incandescenti come stavolta (12/22 da 3) e non è detto che Schio le abbia così fredde (4/24). Alla fine la differenza è in gran parte lì, per quanto i tiri da 3 non siano pura casualità, né semplice abilità balistica, ma anche frutto di costruzione, di creazione di alternative che costringono la difesa a esporsi sul perimetro, ecc. ecc. E Praga senza dubbio è squadra completa. Magbegor 15+10 rimba., Vorackova 14 per le vittoriose; Gurantes 12, Parks 10, Penna e Juhasz 8 per le battute.

- Dominio casereccio anche nelle altre 3 serie. Chi ha faticato di più è, a sorpresa, il Fenerbahce, che piega 98-91, pirotecnico, un'ostica Salamanca (era 94-91 a -1'30"). Alle turche mancava Meesseman per un problema alla caviglia (non sappiamo con quale prognosi), ma il trio Usa di lusso McBride (27)-Yvonne Anderson (22)-Collier (21) ha prodotto in abbondanza, solo che la difesa era ballerina assai. Per le iberiche 22 di Prince e 21 di Vilaro.
Nell'altro duello turco-ispanico, vita più facile per Mersin, 79-62 su Saragozza. Le suddite di Erdogan si sono regalate, nelle settimane scorse, due giocattoli di lusso come Copper (mvp delle finali Wnba 2021) e Mavunga, ambo protagoniste con 20 e 14 punti dietro i 26 di super-Marina Mabrey; per l'outsider iberica molta democrazia con 11 di Fiebich come massimo.
Nella sfida franco-ungarica, infine, prevale Miskolc 78-66 su Villeneuve, rimontando dal -12 di fine 1° quarto; K.Charles 18 punti da una parte, l'ex sassarese Burke 17 dall'altra.

- In EuroCup (andata quarti) maiuscola, dicevamo, la prova di Venezia, al punto che veniva da dire "ma non potevate giocare così anche in Coppa Italia?". Evidentemente no, e non solo perché Geas e Schio fossero molto più ostiche di Riga. C'è da dire che Pan, quando sta bene, è un fattore che equilibra i reparti e dà quello sfogo perimetrale che altrimenti è affidato quasi solo alle lune di Berkani e alle fiondate di Kuier, le quali sono nelle sue corde ma non sono la sua specialità). Poi, l'appena citata Berkani quando è in vena, come giovedì, ti può produrre fiammate dal nulla. Così la Reyer, dopo un approccio già buono, 15-21 al 10', decolla nel 2° quarto con una santabarbara di triple (5/9 nella frazione, 8/15 totale all'intervallo), una persino di Villa, e appunto una fiammata di Berkani che segna 7 punti negli ultimi 2' portando al 33-52 di metà gara.
Chiaro che, con la formula andata-ritorno, ci si danna fino al 40' per limare o arrotondare lo scarto. Così Venezia dilaga sino a +26 con gli ennesimi "bum bum", stavolta di Pan e Gorini (49-75 verso fine 3° quarto). Da lì però finisce l'impeto delle Brugnariche, che segneranno solo 8 punti negli ultimi 12'. Sicché Riga pur senza far miracoli mette una pezza e ne esce con un meno 13 (70-83) che lascia qualche vaga speranza. Ma solo se Venezia bucasse completamente la partita al ritorno.
Riga con 22 di Pulvere e 20 di Jasa, entrambe indigene (Jasa è una 2003 che si era fatta notare all'ultimo Euro U20, battendo le nostre); per le orogranata 16+14 rimba Shepard, 16 Berkani, 14 Pan. E un ficcantissimo 11/22 da 3 abbinato a un 21/40 da 2.

- Negli altri quarti, il trio turco collezione una vittoria (73-59 del Besiktas su Lattes/Montpellier) e due sconfitte (79-87 per Londra sul Kayseri, con 26 della neo-spagnola Gustafsson; 72-64 per Girona sul Galatasaray).
Nota a margine: i clubs della mezzaluna, con 5 presenze nei quarti di Eurolega ed EuroCup, e indubbiamente sono egemoni al momento in Europa, specie dopo la scomparsa delle russe, però sono tutte noiosamente con lo stampino, cioè collezione di grossi nomi stranieri mentre le indigene fanno tappezzeria. Le altre, quantomeno (soprattutto spagnole e francesi, ma pure le nostre) magari raccattano meno risultati ma danno un ruolo significativo alla componente locale.

venerdì 23 febbraio 2024

Critica alle critiche di E.Lubrano

Eduardo Lubrano, su Pianeta Basket, critica i trionfalismi di Lega Basket Femminile e Fip, trovando risibile l'aumento delle tesserate (da 21.396 a 22.550, secondo i numeri citati) e insufficiente lo spazio per le giovani in A2.

Per me, il +5% nelle tesserate è grasso che cola. Non da fare trionfalismi, per carità, ma dai lamenti sul calo adesso siamo passati ai lamenti sull'aumento (piccolo)...

Per quanto riguarda le giovani in A2: il pur bravo Lubrano dice


Le nate negli anni 2005, 2006, 2007 e 2008 sono 136 cioè il 48,9% delle italiane. E già mi sembrano poche perché dovrebbero essere la forza trainante di questo campionato.

Intanto, se sembra poco che quasi la metà delle giocatrici italiane siano Under 19... neanche la luna sarà mai abbastanza. Ma di fondo non capisco perché il secondo campionato nazionale senior dovrebbe essere una specie di campionato giovanile. In A2 deve giocare chi vale o chi ha la carta d'identità benevola?

Infine, sui puntuali sarcasmi che si fanno (non solo da parte di E.Lubrano, s'intende) sulle affermazioni di Fip e Lega secondo cui "il basket è in buona salute"... Anche a me le autocelebrazioni danno l'orticaria, ma qualcuno ha mai visto una Lega o una federazione, di qualsiasi sport, che non celebri i suoi mirabolanti successi, la sua crescita costante eccetera, così come non si è mai visto un commerciante parlare male del suo prodotto?

Al proposito, s'è mai visto un giornale cartaceo dire "eh, purtroppo non vendiamo più un c... di copia", o una testata online ammettere "sì, facciamo tanti clic ma non riusciamo a monetizzare mezzo euro"? E' normale, ognuno parla bene di quello che fa e nasconde le magagne.

Non sto dicendo che sia sbagliato criticare, di per sé. Anzi, va benissimo. Però anche la critica può essere criticata. Anziché cogliere la palla al balzo, con l'acquolina in bocca, per alimentare i soliti catastrofismi.

mercoledì 21 febbraio 2024

America: grazie Caitlin & Sabrina, che ci fate "piangere e sognare ancora"

- Sul finire della scorsa settimana, mentre nelle italiche lande eravamo impegnati, con esiti alterni, a ricavare spazi d'interesse per le Final Four di Coppa Italia nella cornice del grande evento maschile, due donne d'oltreoceano guadagnavano il centro assoluto dei riflettori: non solo cestistici ma sportivi in generale. La battaglia di fondo, a ben guardare, è simile: dare pari dignità al basket femminile rispetto a quello maschile; rompere lo steccato che divide i due emisferi. Perché, a ben pensarci, se è vero che il basket femminile in America è più popolare che in Italia, la distanza che lo separa dalla popolarità (e dai soldi) del maschile è in proporzione la stessa che si vive da noi. Solo che qualcuno è più avanti e qualcuno più indietro, nel percorso di avvicinamento. Senza dubbio, avere due personaggi che fanno cose fuori dall'ordinario, come Caitlin Clark e Sabrina Ionescu aiuta (e tra parentesi, secondo me aiuta pure il fatto che siano bianche, laggiù in America dove una fetta di pubblico non s'affeziona troppo a uno sport dominato dai neri; ma questo difficilmente qualcuno l'ammetterà). :angry:


Ionescu, nel Saturday Night dell'All Star Game Nba, ha sfidato Stephen Curry, considerato il massimo tiratore d'ogni tempo, in un'inedita gara "intersex" di tiro da 3 punti. La Sabbri d'America s'era guadagnata i galloni stabilendo, si ricorderà, il record di qualsiasi epoca per una gara da 3, uomini compresi, durante lo scorso All Star Wnba. Per questa sfida al maschio ha chiesto di non fruire della distanza ravvicinata che è quella abituale della lega femminile, ma di tirare dalla distanza virile.
Poteva venirne fuori qualsiasi cosa; nessuno dubita delle sue doti da tiratrice ma, fuori contesto, poteva pagare la tensione o la distanza superiore (si ricorda, anche se lontana del tempo, la figuraccia del tiratore lituano, allora sovietico, Kurtinaitis, quando fu invitato alla gara di tiro da 3 Nba). Nulla di tutto ciò. E' toccato a Sabrina tirare per prima, e subito al primo carrello, dall'angolo sinistro, ha fatto l'"en plein", arrivando poi a un 7/7 iniziale. Poi ha commesso qualche errore di troppo nel finale, ma ha chiuso con un rimarchevole punteggio di 26, pari a quello del vincitore della gara da 3 ufficiale maschile.
E' giunto il turno di Curry, il quale aveva una certa pressione addosso, perché, si sa, hai voglia a dire "parità", "uomo o donna non conta", però sai quanti sfottò se si faceva battere dalla pulzella? Ma non è successo, giacché il fromboliere principe dei Warriors di San Francisco ha insaccato 29 punti e quindi è finita in modo da rendere tutti contenti: entrambi hanno ben figurato. Un passo in più verso la considerazione del grosso pubblico nei confronti del femminile; il che non significa diventarne fans entusiasti, ma almeno non campare di stereotipi come "sì, bravina per essere una donna" come massima concessione di stima; no, queste sono brave in assoluto.

- Ancora più grandi i passi compiuti da Caitlin Clark, nella sua parabola di fenomeno del college che nella notte (nostra) fra giovedì e venerdì scorsi ha toccato il dito con un cielo, superando il record ogni tempo di punti in carriera Ncaa femminile, che era di 3527. Nella partita contro Michigan gliene bastavano 8 per scavalcare Kelsey Plum (attuale nazionale Usa nonché olimpionica 3x3). Ebbene, ci ha messo poco più di 2 minuti. E come è giunto il canestro del sorpasso? Con una tripla da 10 metri, il marchio di fabbrica che l'ha resa un'icona. Si è rilassata un po', dopo il traguardo raggiunto? Ma quando mai: ha finito con 49 punti, record personale e di Iowa. Il prossimo obiettivo alla portata è il primato assoluto, uomini compresi, superando il leggendario "Pistol" Pete Maravich.

Anche in Italia è giunta un'eco delle sue gesta (il che è tutto dire), com'era successo già lo scorso aprile quando Clark aveva trascinato una modesta Iowa sino alla finalissima Ncaa eliminando in semifinale la superfavorita South Carolina.
Ma in America la Clark-mania ha raggiunto livelli che non c'immaginavamo. E' la campionessa perfetta: è spettacolare ma anche mostruosamente concreta; fa quello che fa con la tecnica pura e non certo col fisico (che non è da buttar via ma è 1.85 e magrolina); dà sempre il 110% in campo; ha un carisma naturale che trascina tutti: ogni sua partita sembra una festa. E questa non è una dote che tutti i supercampioni possiedano. Nelle interviste è sempre perfetta: dice cose intelligenti e ha un sorriso che cattura; quella faccia da ragazza americana della porta accanto (anche se è bruna e non bionda per via, presumo, del sangue italiano da parte di madre).
E' diventata l'icona perfetta del boom complessivo che sta vivendo lo sport femminile in America, non solo col già affermato calcio ma anche con la pallavolo (bah), il softball, la ginnastica, eccetera. Di recente ha fatto scalpore quando una partita di Iowa ha fatto più ascolti di una Nba non di poco conto in contemporanea. Ma può darsi che tra poco tempo non ci si sorprenderà più.

Fa notare però un articolo dell'ESPN:

While there are talented women in all of those sports, none have carried the star power or the cache that Clark has over the past year.
She harnessed this transcendent time for women in sport, finding herself squarely at the epicenter. The beauty of watching her play is not just her ability to post up and make a shot from anywhere. It is her gift for making the extraordinary look routine, that any moment she could do something truly remarkable then shrug it off like it's no big deal.
Clark can do all these things because of the work she has put in, her focus and care to master the fundamentals and to squarely keep the focus on basketball. She is a walking testament to hard work, perseverance, dedication and a commitment to team above all else. That makes her easy to root for outside Iowa, and outside basketball.
Yet what makes her so compelling goes beyond the way she plays. Her moment in time lines up with social media's moment in time, and that has allowed an entire nation to follow and believe we are all a part of history, too. Kelsey Plum set the scoring record only seven years ago, yet the fanfare approaching her record does not compare to what we are seeing with Clark.


Non traduco tutto perché si fa notte, ma in sostanza dice 3 cose interessanti: 1) nel boom attuale dello sport femminile, nessuna è un'icona quanto Clark, che fa sembrare normale ciò che è straordinario; 2) è la quintessenza del duro lavoro, dedizione, perseveranza, per cui è un modello per tutti (va be', questa è un po' retorica all'americana, ma comunque significativa); 3) le imprese di Clark si sposano benissimo con l'era dei social, che fanno da cassa di risonanza: il record di Plum di 7 anni fa non ebbe un'eco paragonabile a quella di Clark adesso.

Jay Bilas, ex giocatore e attualmente commentatore di prestigio, ha scritto [traduzione mia, grezza]:

"Nonostante tutte le grandi giocatrici del passato, non abbiamo mai visto nulla di simile a quel fenomeno che è Caitlin Clark. (...) E' la più eccitante e riconoscibile giocatrice di basket della nazione. Punto. Uomo o donna. Le sue partite fanno il tutto esaurito in casa e in trasferta. Tutti gli appassionati di sport la conoscono. Tutti (...) Non è semplicemente la Pete Maravich o la Steph Curry del basket femminile: è una stella a se stante nella cultura americana, che ha tracciato la strada col suo personale sentiero (...).

Ma anche in Italia, dicevo, ci si è accorti del fenomeno. Così ha scritto (sul raffinato sito d'informazione sportiva "L'Ultimo Uomo") Andrea Beltrama, un valtellinese trapiantato in America e specialista del college basketball:

"[...] Straordinari sono i suoi celebri tiri da 8 metri sganciati in una frazione di secondo, che costringono le difese a uscire a valanga su ogni blocco. Ma altrettanto straordinaria è la sua capacità di bruciare l’avversario dal palleggio, con una semplicissima quanto disarmante esitazione con cambio di velocità. E poi ci sono le doti di passaggio, l’arma più efficace con cui punisce le difese troppo focalizzate su di lei. I suoi assist in contropiede, spesso tutto campo, arrivano a destinazione con rotazione impeccabile, generando comodi appoggi per le compagne. E gli scarichi sulle penetrazioni, facendo spesso passare la palla in un fazzoletto di spazio, sono manna dal cielo per i lunghi, che banchettano sugli aiuti disperati delle dirette avversarie. E così, nella slot machine impazzita che corrisponde al suo tabellino, punti e assist lievitano tipicamente di pari passo, con ritmo vorticoso. In 39 minuti di impiego ha una media di 32.1 punti, 8.3 assist, 7 rimbalzi, mettendo lo zampino — come finalizzatrice o passatrice — in oltre metà dei punti prodotti dal proprio attacco.
Ma nessuno snocciolamento di cifre può restituire la forza dell’impatto che Clark ha avuto sulla coscienza collettiva del Paese. Il suo è un incantesimo trasversale, nello spazio e nel tempo. Che attraversa gli sconfinati spazi di questa nazione, così come le generazioni dei suoi abitanti, generando un senso di identificazione mai visto in passato. In quella che potrebbe essere la sua ultima stagione all’università, ogni tappa del calendario di Clark si è tramutata in una sorta di concerto rock che richiama discepoli da centinaia di chilometri di distanza [...]
Clark è il prototipo della celebrità perfetta. Spigliata, spontanea, piena di energia. Incline al sorriso, ma pure alla provocazione. Sicura di sé, ma felice di prendersi in giro. Seria, ma con la battuta sempre pronta. In definitiva, abilissima a navigare la sottile linea tra swag e arroganza che, a parità di talento, fa la differenza tra un eroe di culto e un cattivo".


- E quindi godiamoci questo Messia del basket femminile. Ecco, a mo' di chiosa finale, il dubbio: continuerà a fare miracoli anche quando finirà la sua epopea al college e passerà al piano di sopra, dove certo non saranno là a stenderle il tappeto rosso, né la sua squadra né le avversarie? :unsure: Perché Clark a Iowa è un po' come... Matilde Villa a Costa Masnaga o Zanardi a Brescia: chiavi in mano, libertà assoluta di creare, tutto ben costruito per farti rendere al meglio. E il livello del campionato è alto sì, ma non come la selezionatissima élite delle 12 squadre Wnba. Però già si leggono tanti che sui social scrivono tipo: "Se c'è una che può farmi venire voglia di seguire la Wnba, è lei".

A1, Coppa Italia, finale: la lezione di Schio, la bocciatura di Venezia e un paio di domandone a margine

 - "Lo de siempre", dicono in Spagna. Cioè la solita storia. Sembra quel film degli anni '90 sul giorno della marmotta, in cui ogni mattina il protagonista si svegliava e si ripeteva tutto uguale all'infinito. :blink: Non solo perché Schio vince l'ennesima Coppa Italia (15esima in assoluto, la numero 11 nelle ultime 14 edizioni), ma perché ancora una volta l'effetto-finale moltiplica le sue forze e paralizza quelle altrui.

Sapevamo che il Famila poteva benissimo battere Venezia, ma una sculacciata del genere era difficile da immaginare.
Si veniva da due semifinali in cui entrambe avevano sofferto. Più la Reyer, senza dubbio, salvatasi nell'ultimo minuto e anche piuttosto fortunosamente; però non era miraggio ma realtà il meno 16 in cui era sprofondata la compagine tricolore dopo un quarto e mezzo contro Ragusa priva di Spreafico. E allargando lo sguardo alla stagione, era senza dubbio Venezia a meritare più credito, per quanto si stesse evidenziando un calo rispetto alle folgori dei primi mesi, come del resto aveva testimoniato l'ultimo scontro diretto vinto dalle scledensi.
Ma la sostanza è che non importa come si arrivi alla finale: in quel momento (salvo eccezioni come l'ultima Supercoppa) Schio gira la chiave e gioca a un livello superiore; l'avversaria no.

Riassunto della partita, più veloce possibile (assente ancora Reisingerova; torna Pan ma a mezzo servizio, anzi quasi nullo). Spesso era capitato che l'avversaria di turno di Schio entrasse stordita e si facesse divorare nei primi minuti, accumulando un distacco irreparabile. Non è stato questo il caso. La Reyer parte garibaldina, 7-2. Ma entra in scena una Parks martello pneumatico: quasi da sola ribalta sul 9-14. Contro-reazione della Reyer che chiude 20-17 il 1° quarto con una tripla di Berkani.
Anche nel 2° periodo la Reyer è pienamente all'altezza, anzi a lungo sembra averne di più. Va due volte a +5 ma ambo viene ripresa. Anzi, da 34-29 si ribaltano i rapporti lepre-inseguitore e saranno, sorprendentemente, già quelli definitivi. La difesa lagunare... ha l'acqua alta. E' soprattutto lì il problema, perché l'attacco, bene o male, pur con qualche elemento sottotono, i punti li fa. Il guaio è che Schio segna come le pare e quando le pare: da sotto, dalla media, da 3, costruendo benissimo. A Parks danno il cambio come protagoniste Bestagno e Verona. Il parzialaccio, micidiale, è di 4-17, con ciliegia finale di Sottana in elegante arresto-e-tiro dalla media. All'intervallo è 38-46 e nell'aria si spande quell'odore di "déjà vu", di film visto un milione di volte. Le cifre interessanti sono: 5/11 da 3 Schio contro 2/9 Venezia; 9 rimbalzi offensivi Schio, solo 4 Venezia. Solo in parte è compensato dai 12 tiri liberi per la Reyer contro solo 4. Si ha Shepard a 10 punti, Cubaj a 9, Villa a 7 contro Parks a 14, Bestagno 9, Verona 7.

- Sensazione di "déja vu" che diventa certezza quando, in avvio di ripresa, anziché reagire Venezia, dilaga Schio, con uno 0-7 di Parks e Guirantes in un minuto. Bestiale, 38-53. Quindici punti non li recuperi a questa Schio e con questa Reyer. Che peraltro si scuote, con Kuier (nel complesso la migliore delle sue); arriva a meno 8, ma lì il Famila, da killer, capisce quando la pausa va interrotta prima che sfugga il controllo della situazione. Nel frangente la Reyer continua nel suo massimo sforzo; il risultato è una santabarbara di triple da una parte e dall'altra (4/5 dall'arco per le Mazzoniane nel 3° periodo); dopo l'ultimo scambio di missili Kuier-Keys si ha che la risalita di Venezia si è bloccata, 59-68 al 30'.

- Non è ancora finito l'impeto, efficace ma tremendamente logorante, di Venezia, che prova a crederci davvero con un 5-0 di Gorini e Kuier: 64-68 con 8'30" da giocare, sulla carta tutto riaperto. Sì, ma solo sulla carta. La partita di Venezia si chiude virtualmente lì: non ne azzecca più una per 5 minuti di fila, il che significa darsi in pasto a Schio, che pur a sua volta in calo fa abbastanza da chiuderla con largo anticipo (64-75 al 35', 66-81 a 2'20" dalla sirena). Finisce 68-81, con Schio che chiude col 49% da 2 e il 40% da 3 (contro 44% e 35%), 12 rimbalzi offensivi contro 6, pure un paio di perse in meno, insomma tutto fatto meglio della Reyer.
Parks mvp con 25 punti, 4/6 da 2, 4/9 da 3, 5/6 ai liberi; Guirantes 16, importante soprattutto nella ripresa; Bestagno 12, Verona 11, Keys 9 al capitolo italiane. Ma voto alto per tutte, o meglio: anche chi era meno in spolvero non ha fatto danni e ha contribuito al castello comune.
Per Venezia si salvano senza dubbio Kuier (16 con 4/6 da 3, 9 rimbalzi, 27 di valutazione) e Cubaj (13 con 3/4 da 2, 7/7 ai liberi, 21 di valutazione e, almeno, provando a non dire "prego s'accomodi" in difesa). Il problema è che il resto della Reyer è sotto la sufficienza. Shepard 12 ma appena 2 nella ripresa; il meno 16 di plus/minus dice tutto. :cry: Villa? Non credo che sia stata "la peggior partita in carriera", come sostiene il pur autorevole C. Garbin su All-around.net; ma senza dubbio è stata battuta da Verona, così come Gorini da Sottana se abbiniamo titolari e cambi. In generale è stata tremenda l'asfaltata subita dalle esterne veneziane da parte delle pari ruolo; e le lunghe hanno approfittato solo in parte dell'assenza di Reisingerova. Qualcosa che va al di là della giornata storta e che proietta ombre sulla Reyer in prospettiva-playoff. Dove al 95% arriverà da testa di serie numero 1, ma poi? Cioè, queste ti han dominato senza Reisingerova, anche se tu avrai Pan al meglio (si spera) e forse tornerà Santucci. :shifty: Di certo, però, il bilancio di queste F4, a parità di piazzamento col 2023, stavolta è in rosso: sudata tremenda con un Geas che ha segnato due quarti sì e due no, e botta pesante in finale dove non era più l'outsider felice di 12 mesi fa.

- A proposito della poc'anzi citata Giorgia Sottana : raggiunge la stella personale (o coccarda, essendo Coppa?) con 10 successi nella competizione. E non è certo la più banale, questa, se si considera che nell'intermezzo tra semifinale e finale è diventata mamma. Andrebbero richiamate in Nazionale sia lei che Bestagno, dopo le prestazioni in finale? (ovviamente ipotizzando nel caso non ci fossero veti superiori su Sottana) :unsure: Per me no, oggi come oggi, che poi non è un oggi ma un domani, perché prima di novembre 2024 non si fa nulla di importante, l'Europeo poi è nel '25, ed entrambe sarebbero ancora più anziane, per quanto non più di quanto lo siano certi nomi che circolano per la maschile in vista delle Olimpiadi... <_< Se poi fossero richiamate, ben vengano ma non possiamo avere l'ombra di chi non c'è a pesarci addosso. Anche se in tal senso dovrebbero aiutarci le attuali azzurre facendo decisamente meglio di chi in azzurro non c'è più, cosa che a 'sto giro non si è verificata.

- Altra domanda a chiosa finale. E' stato un successo o no, questo esperimento di Coppa femminile abbinata a quella maschile? :unsure: Ovviamente per il comunicato di LBF è stato un trionfo (senza però, almeno finora, specificare dati come ha fatto la LBA maschile). Cerchiamo di articolare. La giornata delle semifinali ha avuto 5572 spettatori ufficiali, e credo reali anche se non presenti tutti insieme (se lo fossero stati, avrebbero battuto di misura il record di Virtus-Schio dello scorso anno). Per la giornata finale, non c'è un dato specifico per la partita femminile: si ha solo il dato di 12.100 presenti, ma essendo unico il biglietto per le due partite, è chiaro che la grande maggioranza era interessata solo a quella degli uomini. Credo che non fossero più di 2500 gli astanti a Venezia-Schio, cioè molti meno che per la seconda semifinale, un paradosso.
Probabilmente conveniva separare i due biglietti, così si sarebbe avuto il massimo di affluenza di scledensi e veneziani e anche un incasso maggiore. Con un po' più di coraggio si sarebbe, credo, stati premiati. La gente interessata c'è, ed è un periodo in cui l'evento, il trofeo in palio, attirano parecchio. Lanciavi lo slogan "Battiamo il record di pubblico per una partita femminile in Italia", facevi un prezzo basso con ulteriore sconto per chi aveva comprato il biglietto per la finale maschile. Qualcosa del genere.
Però occhio che gli anni scorsi si diceva "Vedi che bravi in Francia? Fanno maschile e femminile insieme, così il pubblico del maschile segue anche le donne e fanno il pienone". Evidentemente, da loro c'è una tradizione consolidata (ma quest'anno mi pare che non abbiano fatto l'abbinata, forse perché era troppo a ridosso del Preolimpico); da noi era la prima volta e c'è da lavorare nel tempo per far sì che il pubblico del maschile italiano concepisca l'esistenza del basket-donne.
Anche sul piano della propaganda c'è margine di miglioramento. L'obiettivo dev'essere far sì che i due eventi siano presentati sullo stesso piano; poi è ovvio che il maschile è più seguito, ma ci dev'essere pari dignità formale, non che il femminile sia l'ospite a mo' di simpatico contorno. Ma è normale che la prima volta si metta dentro il piede e poi si cerca di migliorare. Secondo me un interesse maggiore rispetto a quando si fa l'evento separato c'è stata. Poi è chiaro che apri la Gazzetta e non trovi nemmeno mezza riga, non dico un articolo ma nemmeno mezza riga (ritorsione perché LBF ha scelto i concorrenti come media partners, o semplice mancanza di spazio? Ma 3 righe, crisbio, trovàtele). Così come non abbiamo ottenuto la tv vera e propria in chiaro, ma solo lo streaming gratuito su DAZN in aggiunta a LBF tv. Comunque meglio degli ultimi anni. Per me nel complesso la sufficienza c'è, con speranze di arrivare al 7 (e oltre) nei prossimi anni.

domenica 18 febbraio 2024

A1, Coppa Italia, semifinali: Venezia e Schio scampano all'ottovolante

Semifinali logiche solo nell'esito finale, quelle di Coppa Italia a Torino: nel senso che vincono le due corazzate venete, ma l'andamento di entrambe le partite è stato schizofrenico, all'insegna di blackouts e fiammate a ruoli alterni. Squadre che dominano e poi spariscono dal campo e viceversa, in modo così drastico da non essere spiegabile con fattori solo tecnico-tattici. Potrebbe aver inciso la pausa di 13 giorni ma resta sorprendente come sia Venezia che Schio siano scomparse dal campo per lunghi minuti, salvo rimediare alla distanza. Onore alle outsiders Geas e Ragusa ma non abbiamo visto le migliori Reyer e Famila, quelle che hanno alzato la voce anche in Europa.


Venezia-Geas, tre partite in una. Dopo il primo canestro segnato da Gwathmey, le sestesi sembrano capitate lì per caso. Non sembrano loro, come se la divisa tricolore "special edition" le avesse svuotate dell'identità. Non segnano mai mentre la Reyer (priva di Pan per problemi cervicali, così si è letto) macina un canestro dopo l'altro: 9-2 al 4', 15-4 al 7', 20-4 alla fine del 1° quarto con un canestro difficile di Kuier allo scadere: finta e sospensione dai 5 metri lungo la linea di fondo. Poi addirittura 24-4 dopo 1'30" del 2° quarto.
Sfido chiunque a sostenere, senza che gli cresca il naso, di aver pensato in quel momento che la partita fosse già sepolta. Perché è vero che le Zanottiane avevano già dato vita a grosse rimonte in campionato e una proprio contro la Reyer, ma può un fulmine cadere due volte nello stesso punto? :blink:
Eppure in qualche modo il Geas si rianima e, seppure continui a fare una fatica boia a segnare, quantomeno spegne con la difesa l'impeto distruttivo delle lagunari (complice magari qualche rotazione non produttiva, ma inevitabile, di Mazzon); sul 28-12 al 16' pensi "sì, ok, avete messo una pezza, però se non vi decidete a segnare, gentili suddite di Nonino...". E loro iniziano a segnare. Un canestro dopo l'altro; all'improvviso l'area di Venezia viene bucata in continuazione con entrate o buone palle dentro per Moore. C'è anche una tripla dall'angolo di Gwathmey. Mentre Venezia in attacco ha perso totalmente il filo. Incredibile, in 3 minuti e mezzo di fuoco, un parziale di 0-13 riapre clamorosamente tutto (28-25, poi 30-25 all'intervallo).

- Controreazione di Venezia, dopo la prevedibile strigliata di Mazzon nell'intervallo? Il contrario. Nel 3° quarto, dopo un primo canestro Reyer, tocca a Conti ispirare una nuova fiammata del Geas (il top è un intercetto su Villa andando a segnare in contropiede eludendo la stessa Matilde) fino al sorpasso (34-36 al 24'). Seguono minuti di duello feroce, poi arriva un'altra spallata sestese con Gwathmey, Trucco e Moore, ma anche una difesa attentissima (Panzera 4 recuperi): all'inizio dell'ultimo periodo Begic segna il +7 (40-47), impensabile quando, mezz'ora d'orologio prima, c'era solo Venezia in campo. Il parziale. dal +20 Reyer, è di 16-43 per il Geas. Nessuno quest'anno ha mai legnato così le Brugnarote in un frangente di partita. :woot:

- Ecco però che il vento della partita gira di nuovo. E' Kuier, alterna in attacco ma "stoppatutto" in difesa (5 ricacciate totali), a produrre l'uno-due della svolta: stoppa con brutalità Panzera e infila una tripla. La segue Kuier con un canestro dalla media. Poco dopo, Villa completa un 10-0 che rimette davanti la Reyer (50-47 e mancano solo 4'30"). Ora la difesa orogranata sbarra l'area costringendo le sestesi ad affidarsi senza esito al tiro da fuori (3/17 dal campo di cui 1/9 dall'arco per l'Allianz nel 4° periodo: fatale).
Attenzione però che la folle banderuola (canterebbe Mina) non s'è ancora placata. Rompono il digiuno sestese Panzera dai 6 metri (in faccia a Kuier, notevole) e Bestagno con una tripla per il contro-sorpasso (50-52). Ma negli ultimi 3'40" le rossonere non segneranno più. Il punteggio resta inchiodato per quasi 2 minuti, poi Venezia pareggia dalla lunetta, quindi il doppio episodio della svolta: a Trucco esce una tripla, beffata dal ferro; dall'altra parte Villa realizza in entrata acrobatica con la palla che gira sul cerchio ed entra (54-52 a -1 minuto).
Ma se follia deve essere, lo sia fino in fondo: Gwathmey sbaglia in arresto-e-tiro, poi azione sofferta di Venezia con tiro sbagliato da Cubaj sullo scadere dei 24"; Shepard arpiona il rimbalzo, fa per uscire dall'arco in palleggio ma le sporcano la palla che le rimbalza addosso ed esce. Mazzon s'imbufalisce, non si sa bene per quale recriminazione (era abbastanza nitida la rimessa per il Geas) e si becca tecnico a -19".

- Frittata Venezia? No, perché Gwathmey sbaglia il libero. Poi ultima palla al Geas, ben chiuse Moore e Gwathmey, tocca a Panzera che va in avvicinamento ma si trova davanti Cubaj e deve tentare un appoggio tabellato difficile: va fuori a -2". La stessa Cuba-Cuba chiude con due liberi (56-52). Si ha: Shepard 12+15 rimba, Villa 10 punti, Kuier 9+5 stoppate per le vincitrici; Gwathmey 14, Moore 13 (ma solo 1 dopo l'intervallo), Trucco 7+11 rimba per le battute.
E dunque "Venezia col fiatone", "Venezia ma che fatica", per usare solite frasi fatte giornalistiche. Ma il "come" conta poco; la sostanza è che la Reyer va in finale e il Geas perde una grande occasione. Perché a conti fatti, giocando 15 minuti ottimi e 25 in cui non faceva mai canestro, ha quasi battuto la prima in classifica. Quando ti ricapita? :unsure:

- Nel frattempo il palasport, dopo l'inizio davanti a poca gente (complice l'orario delle 17, presumo), è andato man mano riempiendosi. Saranno dichiarati 5572 spettatori complessivi per la giornata. In allegato la dimostrazione che in tutta Torino non si pensava ad altro che alla F4 femminile. :huh:
Ma andiamo più rapidi con Schio-Ragusa. Le sicule recuperano Jakubcova dopo lungo tempo ma debbono fare a meno di Spreafico, che poteva essere un fattore-chiave: problema muscolare con la Nazionale 3x3. Mentre il Famila non ha Reisingerova e non utilizzerà Sivka. "Discreto" comunque il ben di dio a disposizione delle Arancio. Le quali però, tra metà 1° quarto e metà del 2°, sono in balia delle scatenate biancoverdi. Martelli pneumatici Thomas e soprattutto Juskaite: 10-20 a fine 1° quarto, addirittura 17-33, ovvero +16, al 14' e rotti. Schio ricuce con Parks, Guirantes e Verona, 34-37, ma arrivano altre due grandini dall'arco con Juskaite e Chidom per Ragù. Che all'intervallo è avanti 36-43 e ha 8/10 da 3.
Ma può durare così? Logicamente no. Nella ripresa le spingarde sicule si tacciono; Schio con la consapevolezza di avere molte più armi non forza i tempi della rimonta ma macina in progressione; il sorpasso arriva inesorabile con le triple di Parks e Bestagno sul finire del 3° quarto (55-53).
Nell'ultimo quarto Guirantes allunga lo scarto a +7; orgoglio di Ragusa con una tripla di Pastrello per provare a non farsi strappare il sogno (60-56 a -5'), ma per il resto le isolane non segnano praticamente più (2/13 dal campo nel 4°), così Schio pur senza fuochi d'artificio arriva in porto senza rischiare (67-58).
Si ha: Guirantes 20 punti, Parks 18, Verona 10 per le eterne finaliste; Juskaite 20, Chidom 16+17 rimba per le eterne piazzate.

- Quindi domenica si ha il derby veneto per il trofeo, come lo scorso anno. La differenza è che nel 2023 la Reyer arrivava da outsider, dopo aver impallinato Bologna che era la testa di serie n°1. Stavolta arriva lei con i galloni delle leader stagionale. Però venerdì non ha incantato. Neanche Schio, per la verità. Però sbaglia una finale su 10 (o su 20?), storicamente, anche se quest'anno ha meno certezze che in passato. Potrebbe incidere l'ambiente, con tanto pubblico di cui una buona parte non del femminile (il biglietto è unico per le due finali). Si punta al record di pubblico d'ogni tempo per il femminile italiano, il che è ottimo; ma c'interessa soprattutto vedere chi alzerà la coppa. I bookmakers, guardando adesso, danno una parità totale (1.80 circa a testa) e francamente sembra l'unico sensato pronostico: 1-X-2. :B):