- "Lo de siempre", dicono in Spagna. Cioè la solita storia. Sembra quel film degli anni '90 sul giorno della marmotta, in cui ogni mattina il protagonista si svegliava e si ripeteva tutto uguale all'infinito. Non solo perché Schio vince l'ennesima Coppa Italia (15esima in assoluto, la numero 11 nelle ultime 14 edizioni), ma perché ancora una volta l'effetto-finale moltiplica le sue forze e paralizza quelle altrui.
Si veniva da due semifinali in cui entrambe avevano sofferto. Più la Reyer, senza dubbio, salvatasi nell'ultimo minuto e anche piuttosto fortunosamente; però non era miraggio ma realtà il meno 16 in cui era sprofondata la compagine tricolore dopo un quarto e mezzo contro Ragusa priva di Spreafico. E allargando lo sguardo alla stagione, era senza dubbio Venezia a meritare più credito, per quanto si stesse evidenziando un calo rispetto alle folgori dei primi mesi, come del resto aveva testimoniato l'ultimo scontro diretto vinto dalle scledensi.
Ma la sostanza è che non importa come si arrivi alla finale: in quel momento (salvo eccezioni come l'ultima Supercoppa) Schio gira la chiave e gioca a un livello superiore; l'avversaria no.
- Riassunto della partita, più veloce possibile (assente ancora Reisingerova; torna Pan ma a mezzo servizio, anzi quasi nullo). Spesso era capitato che l'avversaria di turno di Schio entrasse stordita e si facesse divorare nei primi minuti, accumulando un distacco irreparabile. Non è stato questo il caso. La Reyer parte garibaldina, 7-2. Ma entra in scena una Parks martello pneumatico: quasi da sola ribalta sul 9-14. Contro-reazione della Reyer che chiude 20-17 il 1° quarto con una tripla di Berkani.
Anche nel 2° periodo la Reyer è pienamente all'altezza, anzi a lungo sembra averne di più. Va due volte a +5 ma ambo viene ripresa. Anzi, da 34-29 si ribaltano i rapporti lepre-inseguitore e saranno, sorprendentemente, già quelli definitivi. La difesa lagunare... ha l'acqua alta. E' soprattutto lì il problema, perché l'attacco, bene o male, pur con qualche elemento sottotono, i punti li fa. Il guaio è che Schio segna come le pare e quando le pare: da sotto, dalla media, da 3, costruendo benissimo. A Parks danno il cambio come protagoniste Bestagno e Verona. Il parzialaccio, micidiale, è di 4-17, con ciliegia finale di Sottana in elegante arresto-e-tiro dalla media. All'intervallo è 38-46 e nell'aria si spande quell'odore di "déjà vu", di film visto un milione di volte. Le cifre interessanti sono: 5/11 da 3 Schio contro 2/9 Venezia; 9 rimbalzi offensivi Schio, solo 4 Venezia. Solo in parte è compensato dai 12 tiri liberi per la Reyer contro solo 4. Si ha Shepard a 10 punti, Cubaj a 9, Villa a 7 contro Parks a 14, Bestagno 9, Verona 7.
- Sensazione di "déja vu" che diventa certezza quando, in avvio di ripresa, anziché reagire Venezia, dilaga Schio, con uno 0-7 di Parks e Guirantes in un minuto. Bestiale, 38-53. Quindici punti non li recuperi a questa Schio e con questa Reyer. Che peraltro si scuote, con Kuier (nel complesso la migliore delle sue); arriva a meno 8, ma lì il Famila, da killer, capisce quando la pausa va interrotta prima che sfugga il controllo della situazione. Nel frangente la Reyer continua nel suo massimo sforzo; il risultato è una santabarbara di triple da una parte e dall'altra (4/5 dall'arco per le Mazzoniane nel 3° periodo); dopo l'ultimo scambio di missili Kuier-Keys si ha che la risalita di Venezia si è bloccata, 59-68 al 30'.
- Non è ancora finito l'impeto, efficace ma tremendamente logorante, di Venezia, che prova a crederci davvero con un 5-0 di Gorini e Kuier: 64-68 con 8'30" da giocare, sulla carta tutto riaperto. Sì, ma solo sulla carta. La partita di Venezia si chiude virtualmente lì: non ne azzecca più una per 5 minuti di fila, il che significa darsi in pasto a Schio, che pur a sua volta in calo fa abbastanza da chiuderla con largo anticipo (64-75 al 35', 66-81 a 2'20" dalla sirena). Finisce 68-81, con Schio che chiude col 49% da 2 e il 40% da 3 (contro 44% e 35%), 12 rimbalzi offensivi contro 6, pure un paio di perse in meno, insomma tutto fatto meglio della Reyer.
Parks mvp con 25 punti, 4/6 da 2, 4/9 da 3, 5/6 ai liberi; Guirantes 16, importante soprattutto nella ripresa; Bestagno 12, Verona 11, Keys 9 al capitolo italiane. Ma voto alto per tutte, o meglio: anche chi era meno in spolvero non ha fatto danni e ha contribuito al castello comune.
Per Venezia si salvano senza dubbio Kuier (16 con 4/6 da 3, 9 rimbalzi, 27 di valutazione) e Cubaj (13 con 3/4 da 2, 7/7 ai liberi, 21 di valutazione e, almeno, provando a non dire "prego s'accomodi" in difesa). Il problema è che il resto della Reyer è sotto la sufficienza. Shepard 12 ma appena 2 nella ripresa; il meno 16 di plus/minus dice tutto.
- A proposito della poc'anzi citata Giorgia Sottana : raggiunge la stella personale (o coccarda, essendo Coppa?) con 10 successi nella competizione. E non è certo la più banale, questa, se si considera che nell'intermezzo tra semifinale e finale è diventata mamma. Andrebbero richiamate in Nazionale sia lei che Bestagno, dopo le prestazioni in finale? (ovviamente ipotizzando nel caso non ci fossero veti superiori su Sottana)
- Altra domanda a chiosa finale. E' stato un successo o no, questo esperimento di Coppa femminile abbinata a quella maschile?
Probabilmente conveniva separare i due biglietti, così si sarebbe avuto il massimo di affluenza di scledensi e veneziani e anche un incasso maggiore. Con un po' più di coraggio si sarebbe, credo, stati premiati. La gente interessata c'è, ed è un periodo in cui l'evento, il trofeo in palio, attirano parecchio. Lanciavi lo slogan "Battiamo il record di pubblico per una partita femminile in Italia", facevi un prezzo basso con ulteriore sconto per chi aveva comprato il biglietto per la finale maschile. Qualcosa del genere.
Però occhio che gli anni scorsi si diceva "Vedi che bravi in Francia? Fanno maschile e femminile insieme, così il pubblico del maschile segue anche le donne e fanno il pienone". Evidentemente, da loro c'è una tradizione consolidata (ma quest'anno mi pare che non abbiano fatto l'abbinata, forse perché era troppo a ridosso del Preolimpico); da noi era la prima volta e c'è da lavorare nel tempo per far sì che il pubblico del maschile italiano concepisca l'esistenza del basket-donne.
Anche sul piano della propaganda c'è margine di miglioramento. L'obiettivo dev'essere far sì che i due eventi siano presentati sullo stesso piano; poi è ovvio che il maschile è più seguito, ma ci dev'essere pari dignità formale, non che il femminile sia l'ospite a mo' di simpatico contorno. Ma è normale che la prima volta si metta dentro il piede e poi si cerca di migliorare. Secondo me un interesse maggiore rispetto a quando si fa l'evento separato c'è stata. Poi è chiaro che apri la Gazzetta e non trovi nemmeno mezza riga, non dico un articolo ma nemmeno mezza riga (ritorsione perché LBF ha scelto i concorrenti come media partners, o semplice mancanza di spazio? Ma 3 righe, crisbio, trovàtele). Così come non abbiamo ottenuto la tv vera e propria in chiaro, ma solo lo streaming gratuito su DAZN in aggiunta a LBF tv. Comunque meglio degli ultimi anni. Per me nel complesso la sufficienza c'è, con speranze di arrivare al 7 (e oltre) nei prossimi anni.
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