E veniamo ai due "gruppi inferno", quelli in cui tutte e 4 le squadre sono in gara e tutte sono allo stesso livello (a differenza dei due gironi riassunti ieri sera, in cui Francia e USA sono fuori concorso e c'erano abissi tra le migliori e le peggiori). Equilibrio pazzesco, solo una è passata già dopo due giornate e nessuna è ancora eliminata.
Girone 3 (Belèm, Brasile)
- Nelle lontane lande sudamericane si parte con una sorpresa, solo parziale in verità. Perché la freccia della Germania è in ascesa (nonostante la scoppola che gli abbiamo rifilato in novembre nelle "non qualificazioni" europee) mentre la Serbia è in ricambio generazionale dopo i fasti degli anni scorsi. Vincono dunque le teutoniche che partono fortissimo (36-21 al 20'), subiscono la rimonta slava con tanto di sorpasso a 5' dalla fine; la Serbia s'illude poi sul +4 (59-63) a -2'40" ma la partita ha una nuova svolta che la fa tornare in mano germanica: un 10-0 aperto e chiuso dalle triple di Fiebich e Bronckhorst, con in mezzo due iniziative di talento di Satou Sabally, fin lì più male che bene. La Serbia ha il torto di non controllare la differenza-canestri nel finale, per un meno 7 (73-66) che poteva evitare.
Fiebich 20 punti, S.Sabally 18 ma con 6/20 (come contro l'Italia è persa tendere a strafare), per la Serbia 14 di Dugalic che è nome abbastanza nuovo (2001).
- L'Australia doma gli ardori del Brasile lasciando muti i 7.300 di Belèm (affluenza notevole, comunque). Le brasiliane, superpotenza negli anni '90 ma cadute nell'oblio da lungo tempo, si stanno rilanciando sull'onda dell'oro agli Americani della scorsa estate; hanno trovato il loro totem nella 2.04 Kamilla Soares, stella di South Carolina. Ma le cangure per il momento hanno ancora qualcosa di più, sebbene la vittoria sia stata sofferta. Due quarti in controllo, 33-23, per le australi (che hanno in roster anche la leggendaria Lauren Jackson, già ritirata due volte ma a quanto pare non definitivamente... forse ama le feste d'addio). Le sudamericane recuperano nel 3° quarto; gran testa-a-testa per tutto l'ultimo, finché da 55-55 risolve un 5-0 firmato da una tripla di George e, ormai allo scadere, da un canestro di Madgen (60-55); nel mezzo una serie di errori brasiliani.
Magbegor 18 punti, K.Soares si ferma a 11.
- Seconda giornata con vittoria altitonante dell'Australia contro una Germania che non ha fatto entrare le sorelle Sabally (non ho, al momento, notizie sul motivo). Non c'è storia, 54-24 dopo 2 quarti; finale 85-52. Australia ai Giochi per l'ennesima volta, anche con legittime ambizioni; roster profondo, stavolta a segno in 12 (Magbegor 15 punti), anche se privo di una stella assoluta com'era Jackson al suo top o successivamente Lizzona Cambage. Teutoniche rimandate all'ultima partita.
- E piange ancora il Brasile, stavolta davanti addirittura a 9.000 spettatori; a pollastrare nel finale le beniamine di casa è la rediviva Serbia, che dopo un estenuante testa a testa riesce a condurre per tutto l'ultimo quarto a parte un breve momento iniziale; l'allungo decisivo è sul +7 intorno ai 4' dalla fine, poi il Brasile ricuce con una tripla ma sul 62-66 il punteggio resta inchiodato a lungo e l'occasione sfuma per le verdeoro. Allo scadere, sul +7, la sassarese Raca sbaglia due liberi che, se non ho calcolato male, avrebbero garantito la qualificazione alle serbe (perché meno 7 alla prima giornata, se facevano almeno +8 non erano sicuramente ultime), ma in sostanza è fatta.
Strepitosa Yvonne Anderson, ormai serba nell'animo anche se forse non nella scorza esteriore: firma 30 punti con 11/16 al tiro e 8 rimbalzi; 19 per Stankovic mentre fra le battute ne ha 17 Dantas e 16 K.Soares con 14 rimba.
Girone 4 (Sopron, Ungheria)
- Qui siamo più vicini a casa, nelle lande steppose dell'Ungheria. E qui è davvero il caos dopo due giornate: tutte a una vinta e una persa. E rischia di star fuori una tra Giappone (argento olimpico in carica) e Spagna (vice-campione d'Europa). Che è successo? Si inizia con la sfida proprio tra le due appena citate, e la dominano le asiatiche con il loro gioco alla spuma: ritmi a martello, le guardie che si muovono come ossessi attraversando il campo in orizzontale e in verticale, sciabolando triple esse stesse o saettando passaggi fendi-difesa per le compagne appostate sul perimetro; una montagna di triple, 15/40 alla fine (con buona pace di chi le considera una deriva del basket contemporaneo) e poche conclusioni da due, ma molto ben selezionate, 16/22. Un frullatore che stordisce le iberiche, mai entrate in partita: 46-36 al 20', 69-57 al 30', 77-61 a 6' dalla fine, 86-75 alla sirena. Bestiale. Hanno 20 punti Ewelyn Mawuli (la maggiore delle due afro-nipponiche) e Hayashi, 19 di Carrera per la Spagna e 15 della naturalizzata Gustafson.
- L'Ungheria, inevitabilmente outsider in un girone così ferrigno, subisce una sonora sculacciata dal Canadà, che scatta 25-11 al 10' e le magiare le vedono solo col binocolo (41-30 al 20', 55-39 al 30', 60-42 al 35', 67-55 alla fine), per la costernazione del pubblico di casa. Molto bilanciato l'attacco delle foglie d'acero, con 12 di Carleton, mentre per l'Ungheria ne ha 13 la scledense Juhasz.
- Sembra quindi delinearsi una netta supremazia di nipponiche e canadesi, e invece la seconda giornata sigla la riscossa delle europee. Dapprima la Spagna, smaltita l'ubriacatura inflitta dal Giappone, ritrova quadratura contro una squadra più "ortodossa" come il Canada e la imbriglia in difesa, scappando sul 36-25 al 20'. Reazione veemente delle nordamericane, per il sorpasso a fine 3° quarto (45-48), ma le iberiche abbassano nuovamente la saracinesca, concedendo solo 7 punti nell'ultima frazione. Il Canadà ha l'ultimo guizzo sul 53-55 a 4'45" dalla fine ma poi non segna più, sicché alle iberiche bastano 3 canestri, di cui una tripla di Cazorla e poi due volte Ouvina, per chiudere in bellezza (60-55).
Gustafson ne ha 16 per le sue connazionali adottive, Alexander 17 per le canadesi.
- Ma la sorpresa vera arriva dopo, per il giubilo dei circa 3000 sudditi di Orbàn. L'Ungheria con una prestazione davvero gagliarda spegne la magia del Giappone, che dopo un inizio promettente (+9 a fine 1° quarto) smette di funzionare, irretita dalla supremazia fisica magiara, che rende meno facile anche scoccare triple a catenella. Parità all'intervallo, 32-32, poi le ungheresi ci credono sempre più col passare dei minuti (53-48 al 30') e nonostante le nipponiche rimettano tutto in discussione, rientrando due volte a meno 1 nell'ultimo quarto e poi pareggiando a 2' dalla fine, non si fanno rubare il sogno. E' di Juhasz la tripla cruciale per il +3; arriva poi un libero per il +4; ci crede ancora il Giappone con Miyaraki che segna in entrata ma poi fallisce la tripla del sorpasso. E l'Ungheria allunga fino a un inopinato 81-75 in suo favore. La perticona Hatar top scorer con 17 (8/11), Dubei 16; Yamamoto e Miyaraki 15 per le sconfitte.
E quindi che succede in questo calderone? Chi vince tra Spagna-Ungheria e Giappone-Canada passa sicuro; chi perde deve sperare che non perda anche quella che l'ha battuta, altrimenti sarà fregata dallo scontro diretto. Thriller.
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