sabato 24 febbraio 2024

Coppe europee: stavolta ride Venezia e piange (ma non troppo) Schio

Si è tornati nell'arengo europeo appena dopo aver smaltito la Coppa Italia, ed ecco che (forse non a caso) s'invertono le parti fra le due grandi venete. Schio che era uscita trionfatrice da Torino prende una scoppola a Praga, mentre la (giustamente) criticata Reyer sciorina una prova impeccabile (salvo gli ultimi 5 minuti) a Riga. Chiaro, tra Praga e Riga c'è una certa differenza di livello, ma anche la qualità delle prestazioni delle nostre due alfiere è stata quasi agli antipodi. In ogni caso, si tratta di verdetti solo parziali.


- In Eurolega dura pochissimo la gara-1 di Schio in terra ceca; o meglio, dura fin troppo perché gli ultimi 3 quarti sono una pena inutile dopo aver già compromesso la partita nel primo. Il Famila era senza Reisingerova (che poteva essere profeta in patria) e Sottana; per Praga mancava Nyara Sabally. Non mancavano, però, decisamente le triple, con cui ha seppellito Schio fin dall'inizio. Palla che gira come un flipper sul perimetro e poi fiondata micidiale. Schio assiste impotente. Dopo 5 minuti si è sul 16-4; dopo 7 sul 20-4; a fine 1° quarto 25-8. Le arancio avevano rimontato 16 punti a Ragusa in semifinale di Coppa, ma Praga (specie sul suo campo) non è Ragusa.
Peraltro le suddite di Cestaro ci hanno provato, entrando quantomeno in partita nel 2° quarto, con Penna in evidenza (40-29 al 20'). Ma le leaders realizzative designate, ovvero Parks e Guirantes, dopo le faville di Coppa stavolta non erano in giornata; impossibile tenere il passo di Praga quando ha dato una nuova accelerata nel finale del 3° quarto con una nuova spingardata di triple (63-43). Ultimo quarto di puro scivolamento verso la sirena (78-60), sapendo entrambe è solo il primo episodio. In gara-2 nel suo fortino Schio, specie se torna al completo, può cambiare la musica, per poi giocarsi tutto in gara-3 con una pressione maggiore sulle spalle delle praghesi.
Le quali non è detto che abbiano le mani incandescenti come stavolta (12/22 da 3) e non è detto che Schio le abbia così fredde (4/24). Alla fine la differenza è in gran parte lì, per quanto i tiri da 3 non siano pura casualità, né semplice abilità balistica, ma anche frutto di costruzione, di creazione di alternative che costringono la difesa a esporsi sul perimetro, ecc. ecc. E Praga senza dubbio è squadra completa. Magbegor 15+10 rimba., Vorackova 14 per le vittoriose; Gurantes 12, Parks 10, Penna e Juhasz 8 per le battute.

- Dominio casereccio anche nelle altre 3 serie. Chi ha faticato di più è, a sorpresa, il Fenerbahce, che piega 98-91, pirotecnico, un'ostica Salamanca (era 94-91 a -1'30"). Alle turche mancava Meesseman per un problema alla caviglia (non sappiamo con quale prognosi), ma il trio Usa di lusso McBride (27)-Yvonne Anderson (22)-Collier (21) ha prodotto in abbondanza, solo che la difesa era ballerina assai. Per le iberiche 22 di Prince e 21 di Vilaro.
Nell'altro duello turco-ispanico, vita più facile per Mersin, 79-62 su Saragozza. Le suddite di Erdogan si sono regalate, nelle settimane scorse, due giocattoli di lusso come Copper (mvp delle finali Wnba 2021) e Mavunga, ambo protagoniste con 20 e 14 punti dietro i 26 di super-Marina Mabrey; per l'outsider iberica molta democrazia con 11 di Fiebich come massimo.
Nella sfida franco-ungarica, infine, prevale Miskolc 78-66 su Villeneuve, rimontando dal -12 di fine 1° quarto; K.Charles 18 punti da una parte, l'ex sassarese Burke 17 dall'altra.

- In EuroCup (andata quarti) maiuscola, dicevamo, la prova di Venezia, al punto che veniva da dire "ma non potevate giocare così anche in Coppa Italia?". Evidentemente no, e non solo perché Geas e Schio fossero molto più ostiche di Riga. C'è da dire che Pan, quando sta bene, è un fattore che equilibra i reparti e dà quello sfogo perimetrale che altrimenti è affidato quasi solo alle lune di Berkani e alle fiondate di Kuier, le quali sono nelle sue corde ma non sono la sua specialità). Poi, l'appena citata Berkani quando è in vena, come giovedì, ti può produrre fiammate dal nulla. Così la Reyer, dopo un approccio già buono, 15-21 al 10', decolla nel 2° quarto con una santabarbara di triple (5/9 nella frazione, 8/15 totale all'intervallo), una persino di Villa, e appunto una fiammata di Berkani che segna 7 punti negli ultimi 2' portando al 33-52 di metà gara.
Chiaro che, con la formula andata-ritorno, ci si danna fino al 40' per limare o arrotondare lo scarto. Così Venezia dilaga sino a +26 con gli ennesimi "bum bum", stavolta di Pan e Gorini (49-75 verso fine 3° quarto). Da lì però finisce l'impeto delle Brugnariche, che segneranno solo 8 punti negli ultimi 12'. Sicché Riga pur senza far miracoli mette una pezza e ne esce con un meno 13 (70-83) che lascia qualche vaga speranza. Ma solo se Venezia bucasse completamente la partita al ritorno.
Riga con 22 di Pulvere e 20 di Jasa, entrambe indigene (Jasa è una 2003 che si era fatta notare all'ultimo Euro U20, battendo le nostre); per le orogranata 16+14 rimba Shepard, 16 Berkani, 14 Pan. E un ficcantissimo 11/22 da 3 abbinato a un 21/40 da 2.

- Negli altri quarti, il trio turco collezione una vittoria (73-59 del Besiktas su Lattes/Montpellier) e due sconfitte (79-87 per Londra sul Kayseri, con 26 della neo-spagnola Gustafsson; 72-64 per Girona sul Galatasaray).
Nota a margine: i clubs della mezzaluna, con 5 presenze nei quarti di Eurolega ed EuroCup, e indubbiamente sono egemoni al momento in Europa, specie dopo la scomparsa delle russe, però sono tutte noiosamente con lo stampino, cioè collezione di grossi nomi stranieri mentre le indigene fanno tappezzeria. Le altre, quantomeno (soprattutto spagnole e francesi, ma pure le nostre) magari raccattano meno risultati ma danno un ruolo significativo alla componente locale.

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