E' stato come rovinare la torta al momento di mettere la ciliegia finale. L'ultima giornata di Eurolega, anticipata in blocco al martedì, regala fiele e non miele alle italiane. Pur con la differenza non da poco che Schio era già qualificata, mentre Bologna è fuori.
- Partiamo da Schio che con una vittoria sarebbe stata seconda, mentre perdendo sapeva che si sarebbe ficcata nelle pegole di una classifica avulsa penalizzante (come poi è successo).
La trasferta a Valencia era complicata sul piano tecnico, poteva esserlo meno sul piano mentale se le iberiche avessero mollato, consce di avere poche speranze di qualificarsi: oltre a vincere, serviva un suicidio di Saragozza in casa contro Lublino, il che dopo pochi minuti è chiaramente apparso irrealizzabile (le sàraghe hanno vinto di 47 davanti alla bellezza di 6.022 spettatori). Ma Valencia ha giocato con la rabbia di chi vuole sfogarsi per un'eliminazione frustrante. Da parte loro, le arancio erano vuote d'energie; c'è il "giallo" dell'influenza, che nel comunicato ufficiale della squadra viene attribuita solo a Keys e Reisingerova, mentre qualcuno sibila d'un morbo più diffuso.
In effetti mai quest'anno, nonostante le prestazioni talora altalenanti delle tricolori, le si era viste così spente dall'inizio alla fine. L'unico sussulto è stata la mini-risposta al break iniziale, da 12-4 a 16-13, ma davvero poca roba, tanto più che immediatamente dopo, Valencia ha piazzato un 10-0, chiuso da una tripla sulla sirena del 1° quarto (26-13) da parte dell'ispirata Fingall, top scorer con 22 punti, e i giochi sono virtualmente finiti già lì.
Sul resto della gara bastano i parziali: 51-27 al 20', 71-41 al 30'; nemmeno nell'ultima frazione qualche segnale, giusto per lenire lo scarto, che è rimasto stabile intorno ai 30 papagni; alla fine 87-60. Juhasz 16 punti, Guirantes 13, Bestagno 12, Verona 9, ma il resto come si nota ha prodotto poco o nulla, per influenza o che altro.
- Ma tant'è: perdere di 1 o di 100 non cambiava alcunché per Schio, che per classifica avulsa sfavorevole con Saragozza e con Miskolc (battuta 95-71 da un Fenerbaccio tornato a far la voce grossa e che finisce con 12-2 in cima) chiude quarta nonostante un 9-5 di bilancio tutt'altro che mediocre, anzi.
Se si considera il livello del girone, Schio ha fatto bene se non molto bene. Resta fuori Valencia con un organico che, oltre al recente rinforzo Iagupova, allinea gente come Torrens, Guelich, Romero, Fingall, Carrera, Casas, Ouvina, cioè non un dream team ma non certo peggio di Schio (anzi), così come resta fuori Lione (complici infortuni iniziali) con elementi del calibro di Johannès, Allemand, Gruda, Gabby Williams, Chery ex Chartereau, Fauthoux.
Terminare alla pari con le seconde in un girone così è quantomeno da 7 in pagella, anzi 7.5 perché la vittoria sul Fener vale mezzo punto in più. La sostanza però è di uno scomodo 4° posto che adesso obbliga a un'impresa con Praga, prima nell'altro gruppo (rivincita della famosa finaluccia 3° posto dello scorso anno, decisa dalla tripla di Sventoraite). Squadra che allinea Magbegor, Conde, Ayayi, Oblak, Nyara Sabally, Cazorla, Viteckova, tanto per sciorinare la lista degli spauracchi, e tuttavia non è come incocciare nel Fener. Il dilemma è che Schio quest'anno è Jekyll e Hyde: difficile prevedere quale delle sue versioni vedremo nella serie.
- E veniamo a chi ci lascia: Bologna. La quale poteva passare se, oltre a battere Landes, avesse perso Villeneuve in casa nello scontro diretto con Polkowice (classifica avulsa a 3, la Virtus era dentro), o se Salamanca si fosse tirata la zappa sui piedi in casa con l'eliminata Gyor (Virtus 2-0 con le iberiche). Nessuno dei due eventi si è verificato, e quindi vittoria di Pirro per le felsinee.
Sulla partita da dire solo che, dopo due quarti in stretto equilibrio (19-18, 34-36), Bologna ha fatto il break nel terzo con un 14-0 iniziato dal risveglio offensivo di Zandalasini e proseguito da Dojkic e Pasa. Nel finale le francesi non l'hanno mai riaperta (74-66, Dojkic 14-Rupert 13-Pasa 12).
- Dunque la Virtus chiude quinta, 7-7 di bilancio, mentre passano Praga (12-2), Mersin (9-5), Villeneuve e Salamanca (8-6). Il passo avanti delle petroniane rispetto allo scorso anno (5-9 per un 6° posto) è tangibile ma non cambia l'esito. Ancora una volta alle V nere sembra mancare la lira per fare il milione, il trentuno dopo il 30, il coperchio sopra la pentola. Nella "scatola nera" dell'eliminazione qualsiasi episodio può essere additato come decisivo (visto che è mancata solo una vittoria per passare) ma considerando che, come detto, gli scontri con le dirette rivali erano più a favore che contro, è la sconfitta in volata a Landes a pesare più di tutte. Poi anche il meno 3 a Polkowice, però ci stava di più, e in ogni caso è compensato dalle due vittorie di misura su Salamanca.
Ci si potrebbe anche accontentare e dire "va be', al secondo anno in Eurolega siamo competitivi e in crescita", il che è vero, ma l'impressione è che sia stata persa una buona chance in un girone meno infernale dell'altro (poi vedremo se i playoff confermano o smentiscono). Ed è sembrato di percepire un minore entusiasmo nell'ambiente, inteso sia come pubblico che come proprietà. Lo scorso anno i proclami baldanzosi del duo Zanetti-Baraldi sul femminile erano arrivati al punto di suscitare qualche irritazione tra gli sfegatati del maschile, mentre in questi ultimi mesi, a meno che sia sfuggito qualcosa, non risulta nulla di simile. Sta di fatto che sono due gli obiettivi sfumati per la Virtus in gennaio, dopo la Coppa Italia; rimane in palio uno scudetto che però al momento sembra più una questione Venezia-Schio.
sabato 3 febbraio 2024
Coppe europee: chiusura amara di regular, Bologna fuori e Schio sdrucciola al 4°
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento