My gosh, quanta roba i Preolimpici. Fin troppa; si rischia la sindrome di Stendhal. Squadre sublimi; pubblici straboccanti; due gironi bestiali (quello ungherese e quello brasiliano) dove tutto può ancora succedere all'ultima giornata. Come sempre siamo costretti a guardare gli altri dal buco della serratura, ma è un bel vedere. Cominciamo dai primi due gruppi, dove tutto è già deciso.
Girone 1 (Xi'an, Cina)
- Impressione Francia. Dopo il deludente (per il suo standard) terzo posto all'Euro '23, si presenta tirata a lucido in vista dell'Olimpiade di casa (qui era presente solo a mo' di allenamento, essendo già qualificata di diritto. Tornate Johannès e Gabby Williams, la squadra ha ben altro spessore ma non dipende certo solo da loro due. La macchina da guerra transalpina comincia con un 88-40 su Portorico (ed era 68-22 dopo 3 quarti...), tenuta a 9/57 dal campo (!) di cui 1/21 per le nostre due conoscenze, ovvero la scledense Guirantes e la sassarese Hollingshed. Per le suddite di Macron ne fa 17 Johannès in 17 minuti.
La Cina con la medesima supremazia schiacciante, o quasi, demolisce la Nuova Zelanda, 94-47. Dominio delle supertorri del '99, che imparammo a conoscere fin dal famoso Mondiale U17 in cui noi fummo argento e loro dietro di noi (ebbene sì; inutile qui rivangare su come poi qualcuno continui a migliorare e qualcun altro meno...): Xu Han 21 in 17' con 9/9, Li Yueru 16+12 rimba.
- Decisamente più interessante la seconda giornata. La Francia umilia la Cina davanti a 6000 spettatori attoniti, o meglio meno urlicchianti rispetto al solito modo di tifare asiatico (che rispettiamo per l'entusiasmo ma somiglia poco a quello europeo). Le campionesse d'Asia sono spazzate via con facilità irrisoria, senza minimamente riuscire a innescare le torri (Xu Han appena 4 punti), e si fermano al 29% dal campo. Dopo 3 quarti il punteggio era 36-70; ripetiamo, in casa delle cinesi. Alla fine 50-82. Johannès ne fa di nuovo 17 in 17', un robot; anche G.Williams 17. Se la Francia riesce ad essere questa anche ai Giochi, è la seconda favorita dopo gli Usa.
- Le emozioni arrivano da un Portorico-Nuova Zelanda che è come uno spareggio secco. Le oceaniche partono forte, 16-25 al 10', ma le portoricane, dopo una partita intera e un quarto da malcapitate, riescono finalmente ad attaccare la spina e concedono solo 5 punti nel 2° quarto; a quel punto diventa un'estenuante lotta fino in fondo; Guirantes prende in mano la situazione nel finale e, dopo l'ultimo vantaggio neozelandese a -50", segna dalla media e serve un assist per un 4-0 decisivo (68-65); poi ancora lei mette il libero della staffa; inutile l'ultimo canestro della Zelanda; finisce 69-67 e le portoricane fanno festa. Hollingshed 20 punti e 14 rimbalzi, Guirantes 13; entrambe hanno tirato da cani (11/38 in coppia) ma la Zelanda ha fatto 4/28 da 3. Mi spiace per la mia omonima Beck (ma lei è... Stella, io meno)
Girone 2 (Anversa, Belgio)
- Quasi tutto nella prima giornata. Girone condizionato dall'obbligo di avere le due africane nello stesso girone (perché almeno una ci deve essere, ai Giuochi), a prescindere dal loro livello. Nigeria e Senegal s'affrontano già nel match di apertura; parte forte il Senegal che a metà gara è avanti 37-46, ma poi segna solo 19 punti nella ripresa. La Nigeria con un 23-8 nell'ultimo quarto fa il ribaltone (72-65) e sale sull'aereo per Parigi: vita più facile rispetto alle europee che devono dannarsi l'anima per qualificarsi, ma tant'è, giustamente se sei leader nel tuo continente meriti il posto. Okonkwo 21+10 rimba. In campo anche la nostra beneamata Kunaiyi-Akpanah, in arte Pallas, ma con meno gloria rispetto a quando spadroneggia da noi: 0 punti e 4 rimbalzi in 17'.
- Spazio poi al top del top. Belgio-Usa, le campionesse d'Europa contro le campionesse olimpiche e mondiali. 13.700 spettatori, ambiente incredibile, un sogno. E partita pazzesca, anche se in sostanza inutile perché gli Usa erano lì solo come allenamento mentre le belghe sapevano di dover solo battere un'africana per passare. C'è da dire che le americane erano raccogliticce, nel senso di mescolate insieme da varie parti (qualcuna ferma da mesi dopo la Wnba, qualcuna sparsa in altri continenti per giocare), ma insomma i nomi sono "discreti", compresa persino la divina Taurasi che inseguirà il sesto oro olimpico, e ovviamente la numero uno odierna Stewart, e tutto un po' po' di stelle.
Ebbene, il Belgio è stratosferico e allunga a +11 già nel 2° quarto; gli Usa pareggiano; le belghe riallungano (43-34 al 20'). Terzo quarto, ancora Belgio da estasi mistica, pure +13 su tripla di Delaere, poi intorno al +10 fino a 66-57 al 30'.
A quel punto le americane dicono "o ci svegliamo o ci spazzano": si svegliano. Nel giro di 2'30" hanno già pareggiato con triple di Young e Ionescu, colei che s'appresta a sfidare Steph Curry nella gara di tiro da 3 dell'All Star Game Nba). Il Belgio però non vuole farsi rovinare il capolavoro, sicché seguono 7 minuti di battaglia stellare, un botta e risposta totale (72-72, 75-75, 77-77). Per le Cats segna in entrata Lisowa-Mbaka, 79-77; pareggia Collier, poi solo errori da ambo le parti, di cui l'ultimo belga a -8" con Vanloo che non riesce ad addomesticare il rimbalzo offensivo.
Rimessa Usa in zona d'attacco dopo il timeout. Plum riceve, forse pesta la linea laterale in palleggio, s'arresta dai 4 metri lato sinistro e tira; sbaglia, ma spunta la mano fatata di Stewart che, a 2 decimi dalla fine, tocca in tap-in e infila: 79-81. Gelo ad Anversa. Atroce delusione per il pubblico di casa. Certo, contava solo per il prestigio ma sarebbe stato epico. Le americane (mi confermi o smentisca qualcuno) non perdono in partite ufficiali dal 2006.
Collier 23 punti per le yankee; Vanloo 19, la sorprendente Lisowa-Mbaka 17 e Delaere 13 per il Belgio che se solo avesse avuto una Meesseman normale, anziché da appena 6 punti con 3/9, avrebbe probabilmente vinto.
- La seconda giornata ha meno da dire; dopo il platonico 100-46 degli Usa sulla Nigeria, facile qualificazione messa in cascina dal Belgio con un 97-66 sul Senegal; e stavolta Meesseman fa la Meeseeman: 32 punti; Allemand 14 assist.
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