giovedì 15 febbraio 2024

A1: vigilia di Coppa Italia, che succederà? I dati di audience su RaiSport. A2: Derthona padrona

- Il Paese attende fremente: domani e domenica sarà Coppa Italia nell’immensa cattedrale olimpica di Torino, recentemente ribattezzata “Inalpi Arena”.

Chi vince? L’eliminazione di Bologna nei quarti ha semplificato la trama: nelle semifinali abbiamo due favorite contro due outsiders. E’ evidente che la finale più probabile è Venezia-Schio; quindi si tratta di capire chi delle due “big” abbia più chances contro l’altra; oppure di puntare su una sorpresa, che non sarebbe piccola (s’intende sorpresa fino ad alzare la coppa, non solo fare il colpo in semifinale).
Secondo il "GM Survey", ovvero il sondaggio tra i GM di A1 che è stato pubblicato in gennaio, è Venezia la favorita: 8 voti contro i 5 per Schio; nessun voto per Geas e Ragusa. Nella trasmissione "Passo e tiro", lunedì, gli esperti hanno così pronosticato: Schio in finale su Venezia (Francesco Brunale); Venezia (Cristiano Garbin), finale Schio-Venezia poi vinca la migliore (Silvia Zanetti), mentre Marco Brioschi ha proposto l'azzardo più interessante: Geas batte Venezia in semifinale ma poi è sfavorito contro l’altra finalista.
E i bookmakers? Geas tra 4.50 e 5, Ragusa intorno a 4.65. Vuol dire molto improbabile ma non impossibile (per dire, la vittoria di Reggio Emilia maschile oggi su Bologna era data a 7 ed è avvenuta).

- Per quanto mi riguarda, voglio sbilanciarmi: vince chi riesce a giocare due partite senza perderne alcuna. :blink: Penso che sia Geas sia Ragusa siano in grado di vincere la semifinale, cioè abbiano possibilità concreta al di là della solita frase fatta “nelle partite secche può succedere di tutto”: le Zanottiane hanno di recente battuto Schio e in precedenza fatto soffrire Venezia; le Lardellose hanno fatto fuori Bologna non per caso ma per merito, e se sono indietro in classifica per mancanza di continuità, sembrano avere il talento che serve per rendere al meglio in una gara secca. Ma ovviamente non posso dare oltre il 30-40% di possibilità a lombarde e sicule. Non credo però che siano in grado di fare due imprese di fila. Ovvero: vince la coppa il Geas o Ragusa se si verificano contemporaneamente i due botti in semifinale, e quindi poi se la giocano tra loro col 50-50% di chances. Altrimenti chi fa la sorpresa perde poi in finale contro la "big" superstite.
Oltre questo non vado, perché scegliere tra Venezia e Schio è come tirare un dado sperando che venga pari o dispari per poter dire “come avevo previsto”. La Reyer è davanti in classifica e finirà quasi sicuramente davanti al Famila, il quale però ha vinto l’ultimo scontro diretto, e poi si è già visto lo scorso anno che valutare in base a chi ha la testa di serie numero 1 (era Bologna nel 2023) lascia il tempo che trova, specie quando c’è di fronte una tradizione clamorosamente vincente come quella arancio. Rendimento nelle Coppe? Ottimo per entrambe (anche se Schio in termini di posizione ha raccolto meno di quanto meritava). Quindi: credenziali alla pari.
Pronosticare in base allo stato di forma delle scorse settimane, poi, sarebbe inutile perché le semifinali si giocano a 13 giorni di distanza dall'ultima partita disputata da tutte e quattro le compagini. Quindi ogni discorso di condizione, fatica, acciacchi s’azzera o quasi. C’è la variabile, per Schio, dei Preolimpici che hanno impegnato Juhasz e Guirantes (l'ungherese beffata e la portoricana baciata dalla sorte pur con meriti individuali), il che può significare stanchezza ma anche maggior ritmo agonistico per le due, rispetto a chi si è pasciuto di soli allenamenti.
La "pressione": a tutta prima si potrebbe dire che le due outsiders giocheranno tranquille perché non hanno nulla da perdere, mentre le due big sì. Può darsi. Ma si può anche vedere in altro modo: Geas e Ragusa non è che abbiano mille occasioni di portare a casa un trofeo, mentre Schio e Venezia sanno che se va male una volta, potranno rifarsi presto, sia in Europa che in Italia. Certo, probabilmente avere Cestaro o Brugnaro a soffiarti alle spalle non è la stessa cosa che avere il buon Nonino come presidente, per cui è ipotizzabile che le scledensi abbiano più "pressione" in tal senso delle sestesi, per dire...
Curioso (ma senza che significhi granché a livello di “cabala”) il fatto che questa Final Four riproduca esattamente le semifinali di 5 anni fa, anche se lì erano Final Eight e si arrivò a quegli accoppiamenti dopo un primo turno disputato nel medesimo contesto. In quel 2019 che non è così lontano ma sembra una vita fa (se non altro perché c'è stato di mezzo il Covid), il Geas fece fuori Venezia, e fu una sorpresa clamorosa visto che Sesto era neopromossa, mentre Ragusa abbattè Schio anche se ai tempi non era così clamoroso come lo sarebbe stavolta (le sicule ai tempi erano la seconda potenza). Poi Ragusa vinse la finale, ultimo suo acuto prima del leggero declino che ha avuto negli ultimi anni.

- A parte gli esiti del campo, grossa attesa c’è anche per capire se l’innovativa collocazione dell’evento nell’ambito della kermesse maschile porterà più interesse, meno interesse o identico (dis)interesse. In tal senso purtroppo l’assenza di Bologna nuoce, perché avrebbe potuto catalizzare tifosi della Virtus maschile. Vedremo se l’effetto si avrà quantomeno per la Reyer. Per il resto, si è parlato di discreta prevendita di biglietti, però il palazzo è da 11.000 posti e non sarà facile evitare che sembri vuoto (3000 spettatori, per dire, che per noi sono un lusso, là dentro sembrerebbero dispersi). L’impressione è che la plebe del maschile non si sia ancora accorta che c’è pure l’evento femminile, ma il bilancio è giusto farlo alla fine.
Per quanto riguarda la tv, assodato che RaiSport evidentemente vale solo per il campionato e solo per quelle 7 partite concordate, e assodato che Dmax e la Nove (cioè il gruppo Discovery) non vuole azzardare i suoi canali in chiaro per la Coppa femminea, si ha però la diretta in chiaro su Dazn ad aggiungersi a quella di LBF, quindi è comunque un passo avanti rispetto allo scorso anno, quando eravamo rimasti col cerino in mano (ovvero LBF Tv e basta).

- A proposito di tv: in un rapporto ultra-segreto (mah) inviato dalla Lega alle società la scorsa settimana compaiono i dati Auditel delle prime 5 dirette di A1 su RaiSport in questa stagione: :woot:
Campobasso-Ragusa (22/10): 67.000 (share 0,31%)
Brescia-S. Martino (3/11): 31.000 (0,16%)
Roma-Venezia (3/12): 35.000 (0,22%)
S. Martino-Venezia (30/12): 43.000 (0,23%)
Faenza-Brescia (14/1): 45.000 (0,22%)
A queste cifre si possono aggiungere quelle delle repliche, che all’incirca portano a raddoppiare l’audience di ogni partita (anche qualcosa di più). Valutazione? Non so quale fosse l’obiettivo di partenza e bisognerebbe raffrontare con eventi simili. Per il momento accontentiamoci del fatto che lo scorso anno eravamo a zero tv e quest’anno abbiamo la Rai. Sarà grezzo dirlo ma tant’è. Il grande obiettivo rimane quello di fare numeri più abbondanti, nell’ordine dei 100.000 e magari oltre, per la finale scudetto.

- In assenza di A1 c’era l’A2 sotto i riflettori nello scorso weekend. Nel girone Ovest trionfa Derthona nello scontro d’ultravertice con S.G. Valdarno: 64-41; devastante 55-30 dopo 3 quarti. L’indisponibilità di Nasraoui agevola le lunghe forestiere delle piemontesi, che mostrano i muscoli: 14+13 rimba Cerino, 10+12 rimba Premasunac. Primato in regular prenotato per le torton-castelnuovesi, avendo +4 sulle tosche e scontri diretti a favore. Per il 3° posto c’è Costa Masnaga che vince a Mantova un altro big match. Nelle retrovie il Basket Roma vince il derby con la Stella Azzurra, 46-49 (con 20 punti e 8 rimbalzi di Fantini), e la stacca di 4 punti; sembra ormai questione fra Stella e Moncalieri per la retrò diretta.
Nel girone Est non era un turno di big matches; la vittoria più significativa è di Roseto su Trieste, 83-51, con Botteghi che fa 29 punti, 6/7 da 2, 4/6 da 3, 7 rimbalzi, 6 assist, 36 di valutazione. Mica male anche Siciliano, l’oriunda di Vigarano (rima), che fa 36 punti con 10 falli subiti e 35 di valutazione, ma non basta alle ferraresi che perdono con Alpo e rimangono penultime a 4 punti, davanti solo ad Abano che resta a zero: ormai sicuro che sarà una delle due la retrocessa diretta.

- Personalmente mi sono recato, in un sabato sera zuppo di pioggia, nella non ridente Desio per assistere a un interessante Giussano-Torino Teen. Le brianzole per consolidare la piazza-playoff, le piemontesi per sperare ancora nella salvezza diretta, quantomeno. L’andamento viene preso in mano rapidamente dalla squadra che fu di Corno e ora è del giovane Aramini (con Corno comunque vivo e vegeto come assistente), sebbene Niedzwiedzka resti in panchina per tutto il 1° tempo coi postumi dell’acciacco che l’ha tenuto fuori nella partita scorsa. Altro contrattempo per Giussano è l’uscita per infortunio di Manzotti, già nel 2° quarto, quando era già in doppia cifra.
A quel punto la polacca di Giussano lancia via le stampelle e gioca tutta la ripresa, dando man forte a una sontuosa Gatti (15+15 rimba sotto gli occhi del fratello, ex giocatore di B se non erro, in tribuna), a una Diotti che come spesso succede alza il livello nei momenti caldi, e in generale a tutta Giussano che lotta coesa e con lucidità. Il che non si può dire di Torino, la quale sembra potenzialmente superiore (o almeno alla pari), e a tratti lo dimostra, ma ogni volta sul più bello getta tutto con erroracci. L’ultimo è di Colli che si mangia in contropiede il meno 2 a poco dalla fine (peraltro la lombarda è stata la migliore delle sue con 21 punti): fosse stata un uomo avrebbe schiacciato a due mani, :=/: purtroppo non lo è ma poteva segnare lo stesso. Finisce 71-64 con merito per le Foxes giussanesi, ora più vicine al traguardo-playoff da neopromosse.

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