- Semifinali logiche solo nell'esito finale, quelle di Coppa Italia a Torino: nel senso che vincono le due corazzate venete, ma l'andamento di entrambe le partite è stato schizofrenico, all'insegna di blackouts e fiammate a ruoli alterni. Squadre che dominano e poi spariscono dal campo e viceversa, in modo così drastico da non essere spiegabile con fattori solo tecnico-tattici. Potrebbe aver inciso la pausa di 13 giorni ma resta sorprendente come sia Venezia che Schio siano scomparse dal campo per lunghi minuti, salvo rimediare alla distanza. Onore alle outsiders Geas e Ragusa ma non abbiamo visto le migliori Reyer e Famila, quelle che hanno alzato la voce anche in Europa.
- Venezia-Geas, tre partite in una. Dopo il primo canestro segnato da Gwathmey, le sestesi sembrano capitate lì per caso. Non sembrano loro, come se la divisa tricolore "special edition" le avesse svuotate dell'identità. Non segnano mai mentre la Reyer (priva di Pan per problemi cervicali, così si è letto) macina un canestro dopo l'altro: 9-2 al 4', 15-4 al 7', 20-4 alla fine del 1° quarto con un canestro difficile di Kuier allo scadere: finta e sospensione dai 5 metri lungo la linea di fondo. Poi addirittura 24-4 dopo 1'30" del 2° quarto.
Sfido chiunque a sostenere, senza che gli cresca il naso, di aver pensato in quel momento che la partita fosse già sepolta. Perché è vero che le Zanottiane avevano già dato vita a grosse rimonte in campionato e una proprio contro la Reyer, ma può un fulmine cadere due volte nello stesso punto?
Eppure in qualche modo il Geas si rianima e, seppure continui a fare una fatica boia a segnare, quantomeno spegne con la difesa l'impeto distruttivo delle lagunari (complice magari qualche rotazione non produttiva, ma inevitabile, di Mazzon); sul 28-12 al 16' pensi "sì, ok, avete messo una pezza, però se non vi decidete a segnare, gentili suddite di Nonino...". E loro iniziano a segnare. Un canestro dopo l'altro; all'improvviso l'area di Venezia viene bucata in continuazione con entrate o buone palle dentro per Moore. C'è anche una tripla dall'angolo di Gwathmey. Mentre Venezia in attacco ha perso totalmente il filo. Incredibile, in 3 minuti e mezzo di fuoco, un parziale di 0-13 riapre clamorosamente tutto (28-25, poi 30-25 all'intervallo).
- Controreazione di Venezia, dopo la prevedibile strigliata di Mazzon nell'intervallo? Il contrario. Nel 3° quarto, dopo un primo canestro Reyer, tocca a Conti ispirare una nuova fiammata del Geas (il top è un intercetto su Villa andando a segnare in contropiede eludendo la stessa Matilde) fino al sorpasso (34-36 al 24'). Seguono minuti di duello feroce, poi arriva un'altra spallata sestese con Gwathmey, Trucco e Moore, ma anche una difesa attentissima (Panzera 4 recuperi): all'inizio dell'ultimo periodo Begic segna il +7 (40-47), impensabile quando, mezz'ora d'orologio prima, c'era solo Venezia in campo. Il parziale. dal +20 Reyer, è di 16-43 per il Geas. Nessuno quest'anno ha mai legnato così le Brugnarote in un frangente di partita.
- Ecco però che il vento della partita gira di nuovo. E' Kuier, alterna in attacco ma "stoppatutto" in difesa (5 ricacciate totali), a produrre l'uno-due della svolta: stoppa con brutalità Panzera e infila una tripla. La segue Kuier con un canestro dalla media. Poco dopo, Villa completa un 10-0 che rimette davanti la Reyer (50-47 e mancano solo 4'30"). Ora la difesa orogranata sbarra l'area costringendo le sestesi ad affidarsi senza esito al tiro da fuori (3/17 dal campo di cui 1/9 dall'arco per l'Allianz nel 4° periodo: fatale).
Attenzione però che la folle banderuola (canterebbe Mina) non s'è ancora placata. Rompono il digiuno sestese Panzera dai 6 metri (in faccia a Kuier, notevole) e Bestagno con una tripla per il contro-sorpasso (50-52). Ma negli ultimi 3'40" le rossonere non segneranno più. Il punteggio resta inchiodato per quasi 2 minuti, poi Venezia pareggia dalla lunetta, quindi il doppio episodio della svolta: a Trucco esce una tripla, beffata dal ferro; dall'altra parte Villa realizza in entrata acrobatica con la palla che gira sul cerchio ed entra (54-52 a -1 minuto).
Ma se follia deve essere, lo sia fino in fondo: Gwathmey sbaglia in arresto-e-tiro, poi azione sofferta di Venezia con tiro sbagliato da Cubaj sullo scadere dei 24"; Shepard arpiona il rimbalzo, fa per uscire dall'arco in palleggio ma le sporcano la palla che le rimbalza addosso ed esce. Mazzon s'imbufalisce, non si sa bene per quale recriminazione (era abbastanza nitida la rimessa per il Geas) e si becca tecnico a -19".
- Frittata Venezia? No, perché Gwathmey sbaglia il libero. Poi ultima palla al Geas, ben chiuse Moore e Gwathmey, tocca a Panzera che va in avvicinamento ma si trova davanti Cubaj e deve tentare un appoggio tabellato difficile: va fuori a -2". La stessa Cuba-Cuba chiude con due liberi (56-52). Si ha: Shepard 12+15 rimba, Villa 10 punti, Kuier 9+5 stoppate per le vincitrici; Gwathmey 14, Moore 13 (ma solo 1 dopo l'intervallo), Trucco 7+11 rimba per le battute.
E dunque "Venezia col fiatone", "Venezia ma che fatica", per usare solite frasi fatte giornalistiche. Ma il "come" conta poco; la sostanza è che la Reyer va in finale e il Geas perde una grande occasione. Perché a conti fatti, giocando 15 minuti ottimi e 25 in cui non faceva mai canestro, ha quasi battuto la prima in classifica. Quando ti ricapita?
- Nel frattempo il palasport, dopo l'inizio davanti a poca gente (complice l'orario delle 17, presumo), è andato man mano riempiendosi. Saranno dichiarati 5572 spettatori complessivi per la giornata. In allegato la dimostrazione che in tutta Torino non si pensava ad altro che alla F4 femminile.
Ma andiamo più rapidi con Schio-Ragusa. Le sicule recuperano Jakubcova dopo lungo tempo ma debbono fare a meno di Spreafico, che poteva essere un fattore-chiave: problema muscolare con la Nazionale 3x3. Mentre il Famila non ha Reisingerova e non utilizzerà Sivka. "Discreto" comunque il ben di dio a disposizione delle Arancio. Le quali però, tra metà 1° quarto e metà del 2°, sono in balia delle scatenate biancoverdi. Martelli pneumatici Thomas e soprattutto Juskaite: 10-20 a fine 1° quarto, addirittura 17-33, ovvero +16, al 14' e rotti. Schio ricuce con Parks, Guirantes e Verona, 34-37, ma arrivano altre due grandini dall'arco con Juskaite e Chidom per Ragù. Che all'intervallo è avanti 36-43 e ha 8/10 da 3.
Ma può durare così? Logicamente no. Nella ripresa le spingarde sicule si tacciono; Schio con la consapevolezza di avere molte più armi non forza i tempi della rimonta ma macina in progressione; il sorpasso arriva inesorabile con le triple di Parks e Bestagno sul finire del 3° quarto (55-53).
Nell'ultimo quarto Guirantes allunga lo scarto a +7; orgoglio di Ragusa con una tripla di Pastrello per provare a non farsi strappare il sogno (60-56 a -5'), ma per il resto le isolane non segnano praticamente più (2/13 dal campo nel 4°), così Schio pur senza fuochi d'artificio arriva in porto senza rischiare (67-58).
Si ha: Guirantes 20 punti, Parks 18, Verona 10 per le eterne finaliste; Juskaite 20, Chidom 16+17 rimba per le eterne piazzate.
- Quindi domenica si ha il derby veneto per il trofeo, come lo scorso anno. La differenza è che nel 2023 la Reyer arrivava da outsider, dopo aver impallinato Bologna che era la testa di serie n°1. Stavolta arriva lei con i galloni delle leader stagionale. Però venerdì non ha incantato. Neanche Schio, per la verità. Però sbaglia una finale su 10 (o su 20?), storicamente, anche se quest'anno ha meno certezze che in passato. Potrebbe incidere l'ambiente, con tanto pubblico di cui una buona parte non del femminile (il biglietto è unico per le due finali). Si punta al record di pubblico d'ogni tempo per il femminile italiano, il che è ottimo; ma c'interessa soprattutto vedere chi alzerà la coppa. I bookmakers, guardando adesso, danno una parità totale (1.80 circa a testa) e francamente sembra l'unico sensato pronostico: 1-X-2.
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