- E chi se lo aspettava? Io no, tu nemmeno, lui neppure. Venezia 2-0 su Schio nella serie per lo scudo, e non con due vittorie episodiche ma una di 12 con perentorio allungo finale, e una di 21 spadroneggiando dalla palla a due all'ultima sirena.
Alcuni dei fattori del ribaltamento di scenario:
1) Energia ed entusiasmo. Venezia corre di più, salta di più (rimbalzi offensivi, un predominio netto in ambo le gare), aggredisce e ruba palloni, si gasa, esulta, sorride. Il Taliercio pieno e galvanizzato aiuta, ovviamente, ma non è solo questo: altre volte in passato non era bastato contro Schio. La quale però stavolta sembra ingessata, senz'anima (questo soprattutto in G2). Una squadra sta creando, l'altra sta solo eseguendo, e neppure benissimo.
2) Le giocatrici-chiave della Reyer sono sopra le righe, cioè tra il 7 e l'8,5; quelle del Famila sotto o al massimo nelle righe, fra il 5 e il 6,5 stiracchiato. Kuier, Villa, Berkani, Shepard stanno facendo tutto quello che serve per vincere: l'egizio-finlandese giocando al piano di sopra, la 2004 unendo controllo del gioco a improvvisazioni vincenti; la francese con i suoi canestri di talento e strafottenza; la spesso enigmatica Jessica in modo diverso dal suo solito, cioè senza protagonismo offensivo ma legna pregiata per la squadra. Con quei 4 violini a imbastire la musica, anche gli altri strumenti contribuiscono fattivamente. Viceversa, per Schio finora non si capisce chi trascina, così tutta l'orchestra finisce per stonare. Juhasz, Reisingerova, Verona, Sottana, qualcosa hanno fatto, ma nulla di memorabile; Parks, Keys e Guirantes ancora meno.
3) Sono tornate Cubaj e Santucci. Ok, non hanno prodotto molto sul piano del mero rendimento. Ma intanto, quel "non molto" è già qualcosa più di quando erano assenti. E soprattutto, la loro presenza dà sicurezza alla squadra, che pensa "ehi, non siamo qui a giocarcela incomplete sul più bello, ci siamo tutte". Per di più, il loro modo di essere empatiche, coinvolgenti, "team first", è un valore aggiunto che conta più del fatto che segnino 2 punticini o 4 o nessuno. (Tra parentesi, il fatto che alla vigilia le due fossero più probabili fuori che dentro, è un buon alibi per i pronosticatori che hanno toppato...)
Somma di tutto ciò, Venezia si è scrollata via il "complesso di Schio" (se lo aveva, dopo la Coppa Italia) e ha preso il controllo tecnico e mentale della serie.
- E quindi alla vigilia del trasferimento della serie a Schio la domanda è ovvia: si può contro-ribaltare tutto oppure assisteremo all'incoronazione di Venezia, magari non subito ma in gara-4? Well, dico solo che l'atmosfera sarà radicalmente diversa, la freccia dell'energia può invertirsi, aver vinto così netto può dare false sicurezze alla Reyer facendole abbassare la guardia come se il lavoro fosse già fatto (e patron Cestaro mi sa che due paroline motivazionali alla squadra le saprà dire).
Tre anni fa, nella stessa finale, successe proprio che Venezia andò 2-0 in casa, netto, poi Schio vinse due volte tiratissimo e pareggiò. Alla fine la Reyer fu brava a riprendere il filo in G5 ma se succede anche stavolta di tornare al Taliercio sull'onda di due vittorie scledensi, chi lo sa come andrebbe a finire. La lezione di mille playoff è che se tu proietti sulla gara successiva quello che hai visto finora (cioè pensi che se una squadra ha dominato oggi lo farà anche nella prossima), spesso sbagli.
- Riassunto di gara-1. Ci sono 2547 spettatori ma non quelli di RaiSport, bidonati in extremis per un dirottamento su RaiPlay.
Il 2° quarto è la chiave, finora, della serie. Il dominio a rimbalzo di Shepard, sotto ambo le plance, è spina dorsale per l'emergere di Venezia che, smaltito l'inizio teso e contratto, prende fiducia ricucendo, senza fretta, lo svantaggio; allo scadere Fassina manca una buona opportunità per il pareggio ma il 29-32 al 20' è un buon affare per le Mazzoniane che hanno un 9/29 al tiro contro 14/31 scledense ma sono sotto solo di 3.
L'ago della bilancia s'inverte definitivamente nel cuore del 3° quarto, con un parziale di 16-2 (da 33-37 a 49-39): Shepard da 2, Pan da 3, entrata di Villa che prende a ubriacare tutti quanti come ai tempi di Costa; Dikaioulakos cambia le carte con Crippa, Sottana e Bestagno dentro, ma non frena la valanga, anzi subisce un canestro e un libero da Kuier, una tripla da Berkani, un tecnico alla panca e due liberi di Pan. Devastante lavoro di squadra per la Reyer, che ha anche minuti chiaramente a mezzo servizio ma, come detto, utili da parte di Cubaj e Santucci.
Sottana mette poi una micro-pezza a fine 3° quarto (49-45) ma Venezia non sbanda. Con le varie Pan, Kuier, Villa, Berkani ricaccia indietro Schio e poi tiene un +10 (o dintorni) ribattendo con martellante puntualità a ogni canestro avversario. Finisce 77-65 con mini-battibecco perché Berkani segna da 3 a babbo ormai stramorto. Dikaioulakos in conferenza-stampa si lamenterà del metro arbitrale a suo dire non uniforme, ma riconoscerà la maggior energia avversaria.
Si hanno: 15 di Villa (con 5 assist), di Kuier e di Berkani; 12 di Pan e di Shepard che assomma 23 rimbalzi, record "all time" per le finali-scudetto. Per le battute, 12 di Verona e Parks, 11 di Juhasz e Guirantes, ma come detto, al massimo da 6 in pagella, nulla che sposti. Tra le cifre-chiave il 21/28 ai liberi per Venezia contro 11/17, i 14 rimbalzi offensivi contro 8.
- Riassunto di gara-2. Stavolta c'è sia il tutto-esaurito (3509 anime) sia la diretta RaiSport. Ma inaspettatamente non c'è la partita. Kuier è un tornado che devasta, fa tutto lei nell'8-2 iniziale. Persino l'impalpabile Held di gara-1 si fa sentire con una tripla. Primo giro di cambi scledense per correre ai ripari, ma riparo non vi è, perché nessuna segna, mentre nella Reyer oltre a iradiddio Kuier arrivano anche Villa, Shepard, Berkani con la tripla del 23-7 dopo 9'. My gosh!
Infatti dice Dikaioula' in un timeout "This is not us!", non siamo noi. In quel momento è già sotto di 18. Ottiene una mini-scossa con Reisingerova, ma Villa e Berkani sparano una tripla a testa (e se Villa segna anche da 3...) per un tennistico 30-15. Poi la francese dice: "faso mi'": tripla, due invenzioni in entrata, altro canestro, poi Schio rappezza uno 0-7 per crederci ancora ma Berkani la fulmina allo scadere con un "runner" tabellato: 45-29 al 20'.
La ripresa non ha storia; Venezia vive momenti d'esaltazione collettiva, tra cui spicca ancora Berkani con canestri al limite del surreale, soprattutto un sottomano da 6 metri allo scadere dei 24". Ma anche l'assist di Fassina per Cubaj che segna, subisce fallo e urla la sua gioia liberatoria (sta palesemente soffrendo per una mano priva della normale sensibilità). Il vantaggio dilaga ben sopra i 20 punti. E nel finale arriva pure una tripla di Santucci. 85-64, festa completa, totale, forse troppo. Dovrà ssere brava la Reyer a gestire l'euforia propria e la rabbia avversaria. Ma per ora giustamente festeggia col suo popolo.
Si hanno 20 punti di Berkani (5/8 da 2, 3/5 da 3), 17 di Villa (con 3/4 da 3!) e di Kuier (+12 rimba.) per le vittoriose; 12+15 rimba. di Juhasz, 12+4 assist di Sottana per le battute, che però pagano Parks e Guirantes a 5 e Keys a 0. Bestiale il 14/23 da 3 di Venezia (unico neo il 7/18 ai liberi) e in negativo le 17 perse di Schio.

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