- E dunque sarà Venezia-Schio per lo scudo. Immaginarsi sorprese nelle semifinali, dopo quelle dei quarti (totale quella di Ragusa su Bologna, solo parziale quella di Campobasso sul Geas, più che altro per l'andamento della serie, non per l'esito in sé), era un esercizio eccessivo di fantasia. Infatti nessuno ci credeva. Da un lato le due squadre nettamente migliori del campionato, dall'altro due che avevano già riempito ampiamente la bigoncia degli obiettivi stagionali e a corto di energie e di risorse d'organico, dovendo poi oltretutto fare a meno di una straniera in una gara della serie (Mistinova in G1 per Campo, Juskaite in G2 per Ragusa).
Insomma c'erano gl'ingredienti perfetti per un 2-0 secco e, tutto sommato, è già notevole che si sia seriamente rischiato di andare a gara-3 in ambo le serie. Che hanno avuto uno svolgimento alquanto speculare: G1 dominata dalla favorita, G2 vinta con un affanno che, tutto sommato, mette pepe in vista della finale, perché entrambe le "contenders" hanno mostrato segni di vulnerabilità: bisognerà vedere chi saprà approfittarne.Per il momento è già sicuro che lo scudo rimane in Veneto ed è il decimo degli ultimi 11: unica eccezione Lucca 2017, per il resto solo Schio, più la Reyer nel 2021 e vedremo quest'anno.
- Venezia-Campobasso (G1). Le telecamere di RaiSport illuminano un Taliercio splendidamente farcito da 2.871 spettatori, record stagionale per il campionato. L'assenza di Mistinova fra le molisane, reduci oltretutto dall'estenuante serie col Geas, fa temere un monologo della Reyer sin dalle prime battute. ma non è così. Campobasso è brava a mettere le briglie all'attacco lagunare e a sfruttare le occasioni per stare aggrappata alla partita (e nel 1° quarto anche condurre per qualche frangente), soprattutto con Kunaiyi e Dedic; a metà 2° periodo un "jumper" di Trimboli firma il 24-24. Le stoccate di Shepard e soprattutto di Kuier non sembrano bastare a scavare il solco, in una serata poco esaltante per le esterne di Mazzon. Ma ecco che negli ultimi 2', quasi di colpo, si spezza l'equilibrio, con un 9-0 di cui è gran protagonista Berkani: tripla di tabella, due liberi e "runner" dal centro dell'area; in mezzo anche un'entrata fendi-area di Shepard. All'intervallo è 40-28 e la partita è segnata.
Campobasso è generosa nel riavvicinarsi a meno 5 verso metà 3° quarto (47-42) ma si percepisce la fatica di uno sforzo che pagherà alla distanza, con gl'interessi. E così avviene, quando Venezia dà il via, con Berkani, Pan e Kuier, a una gragnuola di triple che riporta il margine in doppia cifra (58-47 al 30') e poi lo dilata in maniera sin troppo severa nell'ultimo quarto (82-63).
Verso l'inizio dell'ultima frazione c'è anche il "fattaccio" della botta gratuita (non proprio un pugno ma comunque un colpo) da parte di Shepard a Kunaiyi su canestro segnato, cioè ad azione appena finita.
Si hanno 22 punti di Kuier, 17+17 rimba di Shepard per Venezia, che chiude con 12/24 da 3 grazie all'8/12 della seconda metà; per Campo sono 15 di Kunaiyi, 14 di Trimboli, 12 di Morrison ma solo 6 con 2/13 per Quinonez; se si aggiunge il 16/41 da 2 e pure il modesto 13/23 ai liberi, oltre a un 6/18 da 3, s'intuisce che è già tanto se la Magnolia se l'è giocata a lungo.
- Schio-Ragusa (G1). Anche qui una bella affluenza, 2.050 anime. Partita a senso non unicissimo ma neanche... alternato: solo un paio di effimere ricuciture d'orgoglio per Ragusa, che ha ritrovato Spreafico, mentre per il Famila manca Penna (anche in G2).
Scatto immediato scledense, 13-2 in poco più di 4'; pezza sicula con le triple di Jakubcova, Thomas e Miccoli ma perentorio riallungo del Famila nel 2° quarto: 34-19, poi 41-25 al 20'. Va dato atto a Ragusa di tornare a crederci con uno 0-12 a suo favore, da meno 20 a -8, ma Sottana ispira un controbreak di 9-0 per Schio ed è tutto chiuso al 30' (56-39). Finale 76-51. Juhasz 16 punti, Guirantes e Sottana 15 nel concerto d'archi delle tricolori; solo Jakubcova in "doppia" con 11 per le sicule, il cui 11/34 da 2 è eloquente sui triboli avuti.
- Campobasso-Venezia (G2). Qui ci si è divertiti, anche se la Reyer è stata sempre avanti dal 2° quarto in poi. Le molisane ritrovano Mistinova ma non basta a colmare il gap di forze in campo. Come in G1, mentre le lunghe Kuier e Shepard (soprattutto l'egizio-finlandese) sono le più continue, è con le triple in fila che le figlie di San Marco scavano i breaks. Così avviene stavolta con il tris di fiondate Pan-Held-Kuier nel 2° quarto, seguite poco dopo da Fassina per il +11; mettono qualche pezza Kunaiyi e Dedic (26-33 all'intermezzo).
Poi ancora triple a inizio ripresa: Fassina e due volte Kuier, la seconda pure con l'aggiuntivo; 30-45 al 24' e il pur sempre festoso pubblico campobassano sembra rassegnato alla resa. Ma ecco invece Quinonez suonare la carica con 6 punti di fila, cui s'aggiunge una tripla di Kacerik; a fine 3° quarto la disfida è riaperta (45-49).
Nell'ultima frazione si segna poco per circa 6-7 minuti; ciò fa brodo per una Reyer che non brilla ma nemmeno perde le briglie della partita; Kuier, Shepard, Berkani respingono a meno 7 le padrone di casa a -1'50". Venezia non riesce però a sferrare il k.o. e Mistinova ridà speranza con una tripla a circa -1' (il tempo è approssimativo perché la sovrimpressione era imprecisa). Villa, onestamente anonima nel complesso, mette un libero; poi una palla cruciale è affidata a Giacchetti, la quale va in penetrazione contro la stessa Villa in un duello dal futuro azzurro, ma sbaglia. Ancora Villa in lunetta e stavolta fa 2/2.
A quel punto, sul 57-64 a circa -20", Sabatelli valuta che i giochi siano fatti e toglie le titolari per offrire la "standing ovation" a loro e l'onore del parquet alle babies. Incredibilmente, Quinonez segna subito da 3, frontale, poi intercetta la rimessa, va in angolo e ne spara dentro un'altra: 6 punti in meno di 5", 63-64.
Berkani, la quale sembra non avere coscienza delle situazioni ma solo seguire il flusso del suo genio e sregolatezza, dapprima fa 2/2 ai liberi con agio (63-66), poi ruba palla (e fin qui tutto bene), ma senza apparente logica si fionda in angolo dove spara una tripla a campanile, che va sul ferro lasciando circa 5" a Campobasso.
Si hanno 19 punti di un'eccellente Kuier, 14 di una ficcante Fassina, 11+15 rimba di Shepard per le vittoriose; 17 di Kunaiyi e Quinonez, 14 di Dedic per le battute. Che ovviamente possono archiviare una stagione di soddisfazioni, la migliore della loro storia.
- Ragusa-Schio (G2). Possibile che sia stata l'ultima partita ragusana in A1? Se è così, sarà stata un'uscita di scena con onore. Ma anche con rimpianti, perché dopo aver comandato per tutta la serata, le sicule subiscono l'infilzata finale delle scledensi. Qualcosa di ineluttabile, un copione già visto mille volte fra queste due squadre, l'emblema della storia di una Passsalacqua che ci ha provato in eterno con il Famila, ma è sempre "finita corta" di poco (be', a volte anche di tanto), nei momenti cruciali, salvo sporadiche gioie come un paio di Coppe Italia.
Assenti entrambe le "Ju", cioè Juhasz e Juskaite, e non è roba da poco; la differenza è che Schio ha una Sivka da mettere a rimpiazzo (per quanto usata poi solo 9'), Ragusa no. Dinnanzi a 1500 spettatori ufficiali (ma forse qualcuno in meno, vedendo in tv), è tuttavia gagliarda sin dall'inizio la compagine di casa, 7-0 al 3', anche se poi si viaggia in equilibrio (20-17 al 10'). Ma è un Famila a marce basse, che s'accontenta sornione di restare al traino, ma non mette la sua impronta sulla gara. La mette, eccome, Ragusa che nel 2° periodo colpisce con Chidom da sotto, con Jakubcova e Spreafico da fuori, toccando anche il +8 con Pastrello; poi 42-36 al 20'.
Anche +9 siculo in avvio di ripresa su tripla di Spreafico (47-38), ma poi l'impeto biancoverde si ferma: solo 4 punti nei restanti 8' del 3° quarto; mancano all'appello soprattutto i punti di Chidom su buone occasioni da sotto. Però Schio continua nella sua serata né carne né pesce e si limita ad avvicinarsi (51-46 al 30').
Si sente però, nell'aria, l'ineluttabilità del sorpasso, perché prima o poi i nodi verranno al pettine. Sembra già così in avvio d'ultima frazione con Sivka e Verona per il meno 1 (52-51), ma ecco Spreafico salire in cattedra con un'entrata e un triplone; risponde Resingerova che sfrutta bene gli assists di Guirantes e Sottana: si ha il primo pareggio dopo parecchio (57-57 al 34'), e subito dopo il sorpasso con Keys; ancora "Sprea", mirabile, con una tripla difficile e uno slalom (62-59 a -4'15"), ma riesce solo a rinviare la sentenza; il successivo parziale di 1-7 per Schio sposta l'esito dalla parte delle tricolori (63-66 a -2'15"). Sprea lucra un fallo in smarcamento e fa 2/2 (in totale 12 punti per lei nel 4° periodo), ma Sottana, come mille volte in carriera, mette il suo sigillo con un arresto e tiro tecnicamente da 3, ma con un piede sull'arco (65-68 a -27"), per cui Ragusa ha ancora vita ma Thomas sbaglia da 3, Pastrello segna su rimbalzo offensivo (67-68) ma serve a poco o nulla perché mancano solo 4"; Ragusa non è in bonus, perde 2" a spendere un fallo, poi manda in lunetta Sottana che fa 0/2 ma non c'è tempo per un vero tiro. Tutto va come deve andare, Schio in finale.
Si hanno 19 punti per Spreafico, 13 di Thomas, 12 di Chidom (però, come detto, calata alla distanza); Reisingerova e Verona 12, Keys 11 per un Famila come sempre cinico anche quando non brilla.
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