mercoledì 8 maggio 2024

Perché le frasi di Ticchi sulle donne-giocatrici sono criticabili

Da Bolognabasket.org:

Giampiero Ticchi è stato ospite di Sport Club su E-Tv. 

(...) Andasti via da Venezia dopo aver vinto. “E' una situazione che si è ripetuta anche a Bologna. Non ho permesso che rapporti sentimentali tra giocatrici e dirigenti portassero a squilibri. Questo ha portato ad avere problemi con una dirigente, lei aveva più vicinanza alla proprietà di me e hanno scelto che era meglio che io andassi via. La femminile è affascinante ma complicata, certi equilibri sono complessi: se sei tollerante rischi di non avere risultati, se sei rigido pesti i piedi a giocatrici o dirigenti. Io ho principi indispensabili per portare avanti il gruppo, la società li avrà ritenuti troppo rigidi”

Hai detto che allenare la femminile è come avere dieci fidanzate. “Si butterebbero nel fuoco per te, ma se fai torto ad una le altre lo seguono, perchè sono molto vendicative. Ad un ‘Roberto’ posso dire che ha sbagliato, ma se lo dico ad una ‘Roberta’ rischi di offenderla, quindi devi evitare di additarla e parlare di errore collettivo. Ma è bello, perchè sono grandi professioniste, serie, e devi cercare di aumentare la loro autostima perchè rischiano di avvilirsi. Ancora adesso tra allenare maschile e femminile sceglierei la femminile, comunque”

Quanto ha inciso il rapporto tra un dirigente e una giocatrice? “Preferisco non espormi, non va bene parlarne. Ho detto solo che le situazioni affettive all'interno di una squadra rischiano di compromettere i risultati"


Commento mio: 

Complimenti (per modo di dire) a Ticchi, in un colpo solo è riuscito a rivitalizzare stereotipi sul basket femminile che si speravano estinti. Se aggiungeva qualcosa tipo "le giocatrici sono più instabili d'umore perché hanno il ciclo" avevamo il pacchetto completo.

Ovviamente Ticchi ha diritto di esprimere il suo pensiero se è questo, e certamente ha un'esperienza di primo livello nel femminile. Ma è questione di rendersi conto che quel tipo di frasi stereotipate che generalizzano ("Le donne sono così", "Le donne fanno cosà") sono esattamente il tipo di discorsi che nella società attuale si cerca di combattere in quanto retaggio di quel maschilismo di fondo, secondo cui le donne sono esseri fragili e umorali, bisognosi della guida di un uomo forte.
Ovvio che Ticchi non volesse dire questo, ma nel momento in cui lui, nel discorso, esce dai casi particolari di cui ha avuto esperienza diretta (Venezia e Bologna), su cui nulla si può eccepire sul piano della forma (poi certamente non è cosa da poco che lui accusi sia la Reyer che la Virtus di aver tollerato relazioni sentimentali fra propri dipendenti, che avrebbero danneggiato la squadra, secondo Ticchi, ma non è questo il punto), e passa alla generalizzazione, come a dire che tutte le donne giocatrici si comportano così in quanto sono donne, è inevitabile che più di qualcuno lo critichi.

Ho sentito adesso tutta la registrazione, in modo da non affidarmi solo a riassunti magari incompleti o imprecisi, e a un certo punto Jack Bonora, uno dei due conduttori, dice a Ticchi: "Tu sai che se io mando la registrazione a Mediaset, tra una settimana siamo ospiti da Del Debbio con la Fusani che ci massacra e Cruciani che ci difende?". Questo per dire che si sono resi conto subito che le frasi di Ticchi erano a rischio di polverone.
Non c'entrano niente i soliti mulini a vento contro cui vuoi combattere, cioè i fantomatici "menestrelli del femminile". Quelle che s'incazzano sono casomai le donne, le fautrici del femminismo attuale. Per le quali una frase come "allenare le donne è come avere 10 fidanzate" è un assist perfetto per aizzarle. Idem la tesi che nel femminile le relazioni affettive interne alla squadra mettano a rischio il lato sportivo molto più che nel maschile.

Non m'interessa stabilire se sia vero o no, sto dicendo che non c'è da stupirsi se frasi del genere fanno rizzare i capelli a qualcuno. 

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