mercoledì 15 maggio 2024

A1, playout: Batti... un colpo forte. A2, playoff: ok le 4 "big"; playout, spalle al muro Roma e Carugate. Vigilie finale-scudo e Preolì 3x3

Weekend a cartellone sfoltito, in attesa di una metà settimana pienissima tra finale scudetto che inizia, il Preolimpico 3x3 e le finali nazionali U15, oltre alle gare-2 delle serie iniziate appunto fra sabato e domenica scorsi.


Playout A1: prepotente Battipaglia nella G1 casalinga contro Milano. L'immagine della partita è nel canestro acrobatico di Smorto subendo anche fallo ed esaltando con un urlo selvaggio l'ambiente già elettrico del palazzetto battipagliese, gremito con gente in piedi a bordo campo. Quell'azione era nel mezzo del parziale che ha ammazzato la disfida con largo anticipo, sul finire del 2° quarto. L'inizio era stato abbastanza equilibrato, anche se col Sanga avanti solo una volta, 14-15 su tripla di Beretta. Le lunghe Turmel e Dornstauder tenevano a contatto le ospiti, ma erano le locali a fare l'andatura, con l'ispirata regia di Domenger a dettare i tempi (ispirazione che non si riscontrava nelle pari-ruolo avversarie). Da 26-22 c'è stato un 11-0 in un lasso di tempo brevissimo, tipo 2 minuti, in cui Milano perde la bussola e, quando la ritrova almeno parzialmente, è troppo tardi, giacché all’intervallo è 46-30 (dato-chiave: 14/23 per Batti da 2, a metà gara, contro 7/25 delle nero-arancio) e, in sostanza, nella ripresa non cambia nulla, anzi Battipaglia tocca il +20 e rotti, finendo 76-55.
Anche 22 rimbalzi offensivi a rimarcare la superiore intensità delle suddite di Rossini. Le quali bilanciano molto bene le marcature: 4 in doppia cifra (Johnson e Ferrari 13, Domenger 11, Seka 10), a segno in 11, compresi mattoncini, non in “garbage time”, dalle giovani Milani e Mini. Anche Milano, per la verità, distribuisce democraticamente (9 a segno, Dornstauder 11, Toffali 10) ma non ha prestazioni sopra la sufficienza, al massimo sul 6 in pagella.
A questo punto le Pinottiane si debbono aggrappare alla legge non scritta per cui nei playoff e nei playout si può ribaltare tutto tra una gara e l’altra, e aver perso di 21 vale quanto aver perso di 1, anzi, quantomeno non ti lascia episodi su cui recriminare.
Si è completato così un perfetto weekend di merda per il basket milanese: sabato l'Urania di A2 maschile eliminata dai playoff; domenica l'Olimpia inopinatamente battuta in casa nell'apertura dei playoff di A1; e circa un'ora dopo il Sanga femminile maltrattato nel primo episodio-salvezza. :cry:

Playoff A2: dopo un primo turno farcito di sorprese effettive o sfiorate, le gare-1 di semifinale sono più “conservative”, ovvero vincono le n°1 e 2 di ambo i tabelloni.
Ma a una sorpresa si è andati vicini: Udine piega Broni ma solo al supplementare, 80-77. Le friulane - tralasciando le ormai cicatrizzate assenze di Penna e soprattutto Ronchi - si presentano senza Bovenzi, fratturata al naso in G2 con La Spezia, e con Katshitshi in recupero dopo aver saltato quella medesima gara. In più, nel finale dei regolamentari si infortuna Bacchini. Broni dà battaglia fino all’ultimo, pareggia allo scadere con una clamorosa tripla “tabellata” di Ianezic, quasi in tuffo, sul fronte dell’arco. Poi in 5’ di overtime si segna più che in tutto l’ultimo quarto; dal frizzante botta-e-risposta emerge Udine grazie a Gregori (23) e alla risuscitata Katshitshi (16) oltre a Milani (14) mentre stavolta Broni (che ne ha 18 da Bonvecchio, 17 da Marciniaki e Ianezic, quest’ultima uscita per falli su uno sfondo dubbio) sbaglia da 3 sulla sirena.
Sempre nel tabellone 2, Alpo soffre per 3 quarti contro Roseto, poi la batte 60-51 con un 18-6 nell’ultimo. Ne ha 16 Moriconi mentre Frustaci e Parmesani assommano un 44 di valutazione; per le abruzzesi, sempre senza Botteghi, ne ha 12 Sorrentino.

- Nel tabellone 1, dominii assoluti per Derthona e Costa, che pure non avevano impressionato al primo turno. Stavolta invece decisamente sì. Le castelnovesi-scrivie fanno purea e fricassea di Treviso, reduce dal colpaccio su Mantova: mostruoso il 41-9 all’intervallo, :woot: 67-23 al 30’, alla fine 76-37 senza infierire ulteriormente.
Per quanto mi concerne, mi sono recato a Costa Masnaga, dove in una domenica dalla temperatura quasi estiva le locali Pantere ospitavano S. Gianni Valdarno in quella che era preventivabile come una tenzone equilibrata, considerando i pari punti in classifica stagionale e una certa fatica fatta da entrambe nella serie dei quarti (2-0 per Valdarno ma dopo un overtime in G2, 2-1 per Costa).
Well, non è stato così perché Costa ha sciorinato una prestazione gagliarda su ambo le metà del campo: difesa a muraglione dentro l’area, dove le tosche - a partire dall’ex Nasraoui - non hanno quasi mai avuto appoggi limpidi da sotto, finendo con un atroce 7/35 da 2; attacco corale ispirato e ficcante sia in velocità che a difesa schierata. Dopo un arrembante 15-2 iniziale, c’è stato l’unico frangente favorevole a Valdarno, con 3 triple di Rossini e un’abbondanza di tiri liberi lucrati (forse unico neo della difesa masnaghese, che alla fine ne ha concessi 28 di cui 25 segnati, pezza d’appoggio per Valdarno che dal campo non segnava mai) ma comunque è rimasta al comando Costa, che nel finale di 2° quarto ha ri-scavato il solco (49-32 con tripla allo scadere di Pappalardo, impennata sul ferro ed entrata) e nella ripresa ha affondato ulteriormente gli sganassoni, mandando al tappeto le spaesate tosche (84-57 il finale, anche +31 di scarto), troppo brutte per essere vere, anche se questo andrà constatato in gara-2.
Si hanno 16 punti, 9 rimbalzi e 7 assist della solita Allievi “todo hacér” (tuttofare), per dirla nella lingua del coach valdarnense Garcia Fernandez; altre 4 in doppia cifra per la maiuscola Costa; per le ospiti 20 di Rossini, unica sopra la sufficienza.
Note a margine: 1) fra il pubblico spiccavano due grandi ex quali Eleonora Villa, reduce dall'America, e Paolo Seletti, reduce dalla pelle salvata con Faenza; 2) per la prima volta vedevo dal vivo il nuovo fantasmagorico tabellone elettronico del palazzetto di Costa, che dopo ogni canestro o fallo fa apparire la foto gigante della giocatrice, e poi proietta filmati, intrattiene il pubblico, eccetera. Leccarsi i baffi. :B):

Playout A2: nelle serie-inferno sono Carugate Basket Roma a finire spalle al muro. Le capitoline sfiorano il colpo in trasferta su Torino, ma cedono 65-60 dopo un overtime. Nei regolamentari pareggia Tortora, poi sbaglia Aghilarre (Roma era a +6 a 2’ dalla fine); poi ripartono bene le figlie della Mole, toccando anche il +7. Colli 18 punti, non bastano 20 di Lucantoni; sempre out Benini oltre a Cedolini per le ragazze dell’Urbe eterna, le quali piangono lacrime amarissime per il 13/32 ai liberi. Mostruose le 58 palle perse assommate dalle due compagini, ma si sa: sono playout e i palloni scottano e sdrucciolano.
Vicenza regola 62-58 Carugate in una partita… inguardabile, nel senso che lo streaming andava a scatti e quindi non l’ha potuto seguire nessuno. Meno equilibrio di quanto dica il punteggio finale: a inizio ultimo quarto era +18 per le discepole di Zara, precise da 2 e da 3 anche se scadenti in lunetta (9/20) e tremebonde nel possesso-palla (33 perse); le lombarde al contrario sono pungenti nei recuperi ma sbagliano quasi tutto al tiro per 32 minuti, poi si sbloccano e rimontano forsennate, con 28 punti nell’ultimo quarto, ma è tardi. Si hanno 18 punti di un’Assentato... ben presente e 17 di Nespoli, che però... non fruttano. :wacko:

- Vigilia della finale scudetto: i pronostici, almeno quelli del “panel di esperti" contattati da LBF per il suo sito, convergono su Schio anche se non in modo unanime (tipo 60% contro 30% per Venezia e 10% di astensione). In realtà le rispettive gare-2, come già dicevamo, hanno mostrato segni di vulnerabilità per entrambe, persino da parte di Schio che non perde in Italia da 15 partite, 17 se contiamo pure la Coppa Italia.
Gara-1 sarà già cruciale, probabilmente, perché Venezia deve scacciare i tarli che le ha messo Schio negli ultimi scontri diretti, soprattutto la finale di Coppa Italia; se la Reyer perde subito il fattore-campo, poi sarà dura ribaltare il vento della serie. L’incognita che deve risolvere la Reyer credo sia quella sulla leader: non parlo di talento tecnico, quello non manca alle lagunari; intendo la giocatrice che nel momento della verità guida la squadra alla vittoria. Schio da questo punto di vista ha più garanzie. E c’è l’assenza di Cubaj (a meno di recuperi in extremis) ad assottigliare l’arsenale di Mazzon. Schio invece annunciata al completo coi recuperi di Juhasz e Penna.
Speriamo in 5 partite, vista la vetrina di RaiSport.

- Preolimpico 3x3 a Debrecen (16-19 maggio): il quartetto azzurro è formato da D’AlieConsoliniMadera Spreafico. In pratica lo stesso che conquistò la qualificazione nel 2021, tranne Sprea al posto di Rulli (poi ai Giochi si inserì Filippi al posto di Madera, fregata dai requisiti di ranking insufficienti). Non so quanto sia stato lungo il raduno di preparazione delle altre, ma di sicuro il nostro era ridotto all’osso: Spreafico arruolata all’indomani della fine delle semifinali, D’Alie e Conso appena chiusi i quarti, Madera risulta aver finito il 20 aprile in Spagna, ma non è che il margine sia stato ampio neppure per lei.
Senza dubbio l'esperienza non ci manca; altrettanto senza dubbio non sembriamo sprizzare atletismo ed esplosività, considerando che la più ferrata delle nostre, sotto quest'aspetto, è la 37enne di 1.59 D'Alie. :wacko:
Il torneo è l'ultima occasione disponibile per andare a Parigi. Ci sono già stati due tornei di qualificazione, uno ad aprile vinto dall'Azerbaigian e uno a inizio maggio in cui ha prevalso l'Australia. Non avevamo il ranking sufficiente per partecipare (3 anni fa sì, infatti centrammo il "pass" olimpico al secondo tentativo) e quindi abbiamo una sola cartuccia in canna. Ci sono solo 3 posti su 16 squadre e tra le avversarie c'è gente come Spagna, Germania, Canadà, Giappone.
Dio ce la mandi buona, potrebbe essere il commento tecnico della vigilia. :D:

Nella foto: Seka a canestro battendo Beretta davanti al muro di folla battipagliese in gara-1 contro Milano.



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