sabato 18 maggio 2024

A2, gare-2: playoff, Derthona, Alpo e Roseto in finale; playout: nero Roma

Playoff A2: abbiamo 3 finaliste su 4. All’Est chiudono 2-0 Udine e Alpo, le favorite. Però le furlane avevano rischiato grosso in G1 contro Broni (+3 al supplementare) e avevano perso Bacchini per infortunio nel finale: non era facile sfangarla in G2 nel catino infuocato dell’Oltrepò pavese. Per sorte di Riga, è tornata Bovenzi seppur con mascherone protettivo dopo la frattura al naso. La partita è una battaglia a basso punteggio, in cui Broni, con Coser mano calda in mezzo a tante mani gelide su ambo i fronti, si porta a +8 verso fine 3° quarto; un canestro di Milani allo scadere è il prologo del cambio di marcia di Udine, che alza un muro in difesa e riesce, alla distanza, a sfondare quello di Broni trovando finalmente soluzioni al ferro; si perviene al sorpasso verso metà ultimo periodo, Broni non molla ma stavolta Ianezic non trova la tripla dell’overtime (48-51). Coser 20 punti per le battute; Katshitshi 16+16 rimba e Milani 16 per le vittoriose.


- Con meno patemi, ma non facilmente, Alpo espugna Roseto. Le abruzzesi, sempre orbe di Botteghi, fanno l’andatura per due quarti (37-30 al 20’) ma subiscono il ribaltone nel terzo, e le veronesi giungono in porto (62-68). Miccio 17 e Obouh-Fegue 10+13 rimba per le sconfitte, Frustaci 15 e Moriconi 14 per le vittoriose. Che forse, stanti le condizioni precarie di Udine, hanno qualche chance più del 50% di vincere la finale. Ma Udine ha il fattore-campo e ha dimostrato resilienza contro Broni.

Derthona aveva sofferto nei quarti con Bolzano. In semifinale contro Treviso invece è tornata a indossare i panni dell'ammazzasette; G2 non è un massacro come G1 ma, dopo un primo tempo inamidato (25-20 per le venete), ha strigliato la partita con un 24-47 nella ripresa (49-67 quindi il finale); Attura 17+13 rimba, Gianolla 16 mentre di là solo D'Angelo (26) ha tenuto botta.

Valdarno impatta la serie con Costa rovesciando il tavolo rispetto alla G1 dominata dalle brianzole. Escursione termica notevole fra le due gare, da +27 per l'una a +14 per l'altra (65-51); ma in sostanza l'1-1 era la situazione più preventivabile alla vigilia. Probabilmente dopo due gare a dominio alternato, l'atteso equilibrio si avrà nella terza. In realtà comunque Costa è stata più in partita in questa G2 di quanto avesse fatto Valdarno in G1; all'intervallo era 28-26 per le tosche, che poi hanno allungato sul 48-38 al 30'; a inizio ultimo quarto si è riavvicinata Costa ma Valdarno è stata brava a rispedirla dietro definitivamente, con i punti di Rossini e di una... resuscitata Lazzaro :huh: (da -8 di valutazione in G1 a +26 in G2) e con una difesa ben più solida rispetto a quella esibita nella prima gara, anche se al 50% è demerito delle avversarie che rispetto a 4 giorni prima erano decisamente appannate. Si hanno 17 punti di Lazzaro, 16 di Rossini, 9+14 rimba di Nasraoui per le soddisfatte, 11 di N'Guessan per le scontente.

Playout: nel "si salvi chi può" fra metropoli, Torino completa l'opera, 2-0, condannando il Basket Roma. Dopo aver rischiato grosso in G1, stavolta la lunatica compagine piemontese trova evidentemente ispirazione nel "pallonaccio" di viale Kant, tirando col 56% da 2 e il 57% da 3; scarto che aumenta di quarto in quarto; alla fine 60-80 (Fantini 15 per le piangenti, 28 di John Fats = Giangrasso per le esultanti). Seconda retrocessione per la città di Romolo dopo la Stella Azzurra.
Nel comunicato ufficiale del Basket Roma si legge:

(...) momento dei bilanci per una società e un gruppo di ragazze che hanno deciso di battere una strada diversa da quella che percorrono gran parte delle società, avventurandosi nel mare aperto di un campionato nazionale con un gruppo composto interamente da giocatrici under, nella convinzione che se si vogliono far crescere le ragazze delle giovanili e farle diventare giocatrici a tutto tondo non bastano uno-due allenamenti a settimana con le senior, né metterle in lista soltanto per fare numero e lasciarle poi sedute in panchina a sventolare gli asciugamani. No, occorre mandarle in campo anche in un campionato impegnativo come la A2, far giocare loro minuti importanti, e accettarne gli errori di inesperienza e gli inevitabili alti e bassi di rendimento.

Well, che dire? Visto che è Roma userei un proverbio latino: "Est modus in rebus", -_- ovvero c'è una giusta misura. Non è che o fai la squadra interamente di giovani oppure le giovani sventolano asciugamani. E' concepibile una via di mezzo. In A2 una squadra tutta "under" fa fatica nei risultati e rischia di bruciare le tappe della crescita delle ragazze (perché si trovano addosso responsabilità maggiori di quelle che sono pronte a prendersi), mentre l'inserimento di un paio di veterane aiuta a fare risultati e a incanalare le giovani sui binari di un gioco più maturo (ad es. selezionare meglio i tiri perché non devi fare il boia e l'impiccato). Vedi come fa Costa, ad esempio. Naturalmente il discorso vale se il budget lo consente, altrimenti è logico che devi fare il pane con la farina che hai.
Ma la scommessa del Basket Roma poteva anche funzionare, portando a una salvezza ai playout. Solo che la scelta di non prendere nessun rinforzo ha ridotto a zero il margine di rischio: la fatalità degli infortuni di Cedolini e Benini ha fatto saltare i piani. Speriamo in un ripescaggio perché le giocatrici migliori del Basket Roma in B sarebbero sprecate.

- L'altra serie-paura è in parità. Carugate rimanda il verdetto a G3 piegando Vicenza dopo una partita emotivamente bestiale. Dopo un +12 per le est-milanesi all'intervallo e il sorpasso delle discepole di Zara, guidate da un'indemoniata Pellegrini, si arriva in volata, dove le squadre si sorpassano più volte, sinché le zampate vincenti le piazzano Rizzi e Albanelli per Carugate (in precedenza rianimata dal solito cuore di "Pocket Rocket", razzo tascabile, Usuelli); :B): Assentato sbaglia due tiri liberi cruciali sul meno 2 e nell'ultima azione Rulli segna su rimbalzo offensivo d'astuzia (71-67). Si hanno 19 punti di Albanelli per chi salva (almeno per ora) la ghirba; 27 di Pellegrini per chi non riesce a sfruttare il "match point", ed è un supplizio per Vicenza perché è la terza volta che si lascia sfuggire l'opportunità. Domenica sarà una corrida, e chiunque scenda tra queste due sarà una sorpresa rispetto alle valutazioni d'inizio stagione.

Nella foto: la festa di Udine a Broni.


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