domenica 5 maggio 2024

A1, playout 1°t. (G2-G3): Brescia e Faenza salve, purgatorio finale Battipaglia-Milano

Rispettati i valori della stagione regolare: Brescia Faenza si salvano al primo round di playout, la sfida finale è quella più pronosticata dall'inizio, Battipaglia-Milano. C'era qualche legittimo dubbio che sarebbe andata così, in virtù della recente crescita delle due di fondo. Ma non è bastato a sovvertire il fattore-campo nel momento della verità.


- In G2 Battipaglia pareggia il conto in una partita che pur senza parziali eclatanti non sembra mai poter prendere strada diversa dalla vittoria campana, salvo nel finale del 1° quatto quando le romagnole impastano un parziale di 0-11 spinto da due triple di Cvijanovic (11-18 al 10').
L'intensità delle suddite di Rossini è superiore; sono in tante, quasi tutte, in giornata positiva o quantomeno discreta per le padrone di casa, mentre Faenza come terminale affidabile ha solo Dixon (oltre alla già citata Cvijanovic, però alterna al tiro), non abbastanza per tenere il passo delle invasate avversarie. Che nei due quarti centrali dominano, dapprima sorpassando (35-29 al 20'), poi allungando definitivamente (+15) anche se Faenza riesce a suturare parzialmente lo strappo attestandosi intorno al -10 (50-40 al 30'), salvo però non fare passi avanti nell'ultimo, che scivola agile sino in fondo (69-56).
Si hanno 5 in doppia cifra per Batti, egregio lavoro collettivo (Johnson 16 e Smorto 15 le tops); come detto solo Dixon, 24, e Cvijanovic, 15 (ma 6/17), incisive per Faenza; Tagliamento si ferma a 10 con 4/14 (anche in G1 ne aveva fatti 10, ma tutti cruciali).

- In G3, davanti a un PalaBubani che dallo streaming sembrava abbastanza pieno seppur non esaurito, Battipaglia è avanti solo per qualche frangente di un alterno 1° quarto, che però si conclude con un 6-0 per Faenza (17-14), la quale insiste nel secondo, allungando il parziale a 11-0 con Spinelli e una tripla di Cvijanovic; reazione di Batti con Domenger e Ferrari, ma dopo un breve testa-a-testa, da 30-28 scatta il break che si rivelerà già decisivo: un 11-2 nel finale di 2° periodo. Lo inizia Peresson con un arresto-e-tiro dalla media, poi Cvijanovic da 3 dall'angolo su buona circolazione-palla, poi 3 liberi fra Dixon e Tagliamento (ben 16 liberi guadagnati da Faenza contro una difesa battipagliense che morde ma nel modo sbagliato, a differenza di G2), infine allo scadere una gran tripla di Taglia, uscendo in taglio sull'arco, sulla parte sinistra del fronte, caricando e sparando in un amen. Giocata di classe com'è nelle corde dell'imprevedibile ma certo talentuosa brindisina. 41-30 per Faenza che nel frangente mette sul piatto anche una difesa tosta, su cui Battipaglia va in confusione inanellando brutti tiri, compresi cross dalla lunga distanza.
Nella ripresa Faenza, che a differenza dell'inizio diventa anche molto precisa da 2 (farà 13/21 nei secondi 20'), vola sino a +18, 54-36 al 25'. Risale Batti a cavallo della penultima sirena con Smorto e Yurkevichus prima, un gioco da 4 di Potolicchio poi (64-54) ma le romagnole non sbandano, anzi tornano a martellare con Dixon e Tagliamento che assommano ben 19 punti nell'ultimo quarto, quasi equamente suddivisi. Finisce in giubilo (81-60).
Si hanno 23 punti di Tagliamento (non timida, 2/10 da 2 e 3/8 da 3 ma 10/11 ai liberi) e 23 pure di Dixon (con 8/15 e 9 rimba), 11 di Peresson; ma tutte bene o quantomeno funzionali a una prestazione maiuscola di squadra. Resuscitata anche Niemojewska che era stata divorata da Domenger in G2. Per Batti, ne ha 14 Smorto ma è pressoché l'unica sopra le righe. Stranamente... suonate le campane :wacko: in questa G3 della verità dopo aver battuto possenti rintocchi in G2.
E quindi Faenza si salva sul campo proprio mentre si vocifera di una sua possibile rinuncia. :unsure: Vedremo. Stando solo al parquet, stagione ricca di beffe e avara di gioie, ma che meritava questo sorriso finale.

- Chiusa in due gare la serie tutta lombarda: Brescia esulta, Milano rimandata. Personalmente mi sono recato a gara-2, sotto una fastidiosa pioggia addì 1° maggio, al Bocconi Sport Center, gremito oltre capienza (500 spettatori ufficiali), con ovvia abbondante rappresentanza ospite.
La trama della partita è stata simile a quello di G1: vantaggio iniziale del Sanga e sorpasso alla distanza da parte di Brixia, sorniona nell'attendere il momento buono per ribaltare le sorti. Che stavolta è giunto all'inizio dell'ultimo quarto (in G1 nel terzo), ma gli ingredienti sono stati simili, ovvero una difesa salita d'intensità e un martellamento dalla media e dall'arco, trovando quel ritmo al tiro che prima era stato discontinuo. Per Milano, il fatto che nella serie abbia chiuso in testa 5 quarti su 8 senza portare a casa una vittoria, indica al tempo stesso un'apprezzabile propensione a prendere la partita di petto, riuscendo a fare l'andatura contro una squadra dal maggior potenziale, ma anche il limite di non riuscire ad arrestare la salita inesorabile della marea avversaria, nel momento in cui si arriva al dunque. In poche parole, entrambe le volte Brescia ha cambiato marcia e Milano in pochi minuti ha preso il parzialaccio tagliagambe, senza riuscire a ribaltare il destino.

- Il Sanga meglio di così nel 1° quarto non poteva fare, in attacco (29 punti con 9/10 da dentro l'area e 3/8 da 3, quindi anche "ultramoderna" nelle scelte di tiro che escludono la media distanza), ma era avanti solo di 4 perché Brescia ne ha segnati 25 con 10 canestri da sotto. La sensazione era che le Zanardiane stessero lì incollate pur avendo aperto al 70% il loro serbatoio, laddove le Pinottiane erano già vicine, se non oltre, al proprio 100%.
Nel 2° quarto abbassamento drastico delle marcature; si andava all'intervallo sul 39-35 (quindi parziale di 10-10) con un canestro acrobatico di Madonna. Si avevano Turmel a 11 e Dornstauder a 9 per le casalinghe, Louka a 13 e Garrick a 12 per le viaggianti.
Nel 3° periodo si passa da +6 Sanga a +4 Brixia, che trova colpi incisivi da Tassinari, mentre un... colpo, ma in faccia (credo), è quello che stende la già mascherata Landi costringendola a uscire verso fine 3° quarto. In cui Milano trova un fattore a sorpresa in Bonomi (ex di turno come Turmel), non entrata in G1, che segna la sua seconda e terza tripla di giornata rimettendo avanti le sue al 30' (51-50).
Ed ecco il momento cruciale. L'ultimo vantaggio milanese è un 53-52 su "reverse" di Dornstauder. Poi arrivano le staffilate bresciane: Boothe e Garrick dalla media, ancora Garrick, martello pneumatico, da 3 su rimbalzo lungo che sfugge alle padrone di casa (53-59 a 6'30" dalla fine). E' lì che a Milano manca quella reazione che riprenda la partita prima che le sfugga irreversibilmente; è invece Brescia ad affondare i colpi. Zanardi, in serata storta al tiro come in G1, distribuisce assist a destra a e a mancina, colpiscono Skoric da 3, Boothe da sotto, Garrick dalla media. Poi Tomasoni, la 2004 scudiera di Zanardi in tante battaglie sin dalle giovanili, intercetta e vola in contropiede: fosse un maschio arriverebbe lo schiaccione a due mani, :wacko: ma è comunque un momento ad alta intensità, anche simbolica, il suo canestro con esultanza, per un 55-68 a 4' dalla fine che sigla virtualmente la salvezza bresciana.
In realtà Milano lotta ancora con Madonna che infila due triple, la seconda per il 63-70 a 2' dal termine, ma Brixia replica con Skoric e mantiene un vantaggio che evita ogni rischio; finisce 65-75 e parte la festa del clan ospite col loro settore di pubblico.
Si hanno Garrick a 22 punti, Louka a 16 e altre 3 in doppia cifre per le vittoriose; dall'altra parte Turmel 15, Dornstauder 13 e le varie Toffali, Madonna e Bonomi poco sotto i 10.
Percentuali sopra il 50% da 2 per ambo le squadre, e migliori per il Sanga da 3, ma Brixia è riuscita ad avere una decina di possessi in più e hanno fatto la differenza.
Dopo una G1 stranamente (ma forse in realtà normalmente) generosa nei fischi, l'arbitraggio torna ad essere in modalità "prima finiamo meglio è", accordando 4 liberi a Milano e 6 a Brescia.

- Brixia dunque conquista la prima salvezza in A1 sul campo, dopo la retrocessione dello scorso anno, cancellata tramite acquisizione diritti; in realtà i playout stavano persino stretti alle biancoblù dopo aver tallonato a lungo i playoff o almeno la salvezza diretta. In ogni caso il passo avanti è tangibile.
Nota finale doverosa su Zanardi: chiude la sua carriera in maglia bresciana con 2 punti ma 10 assist. E' un paradosso per una ragazza di 19 anni, ma per la storia della sua società è una bandiera almeno quanto Arturi per il Geas, avendo accompagnato ogni tappa della crescita del club (gestito dai suoi genitori) dalla C all'A1, oltre ai successi giovanili con 2 scudi 3x3.

Nella foto: festa bresciana al Bocconi Sport Center.


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