mercoledì 22 maggio 2024

Finali nazionali U15: Venezia e Hassan un piano sopra tutte. Costa è sempre lì; sorpresa Trieste

 - Una vittoria attesa, una vittoria schiacciante. Negli stessi giorni in cui si portava sul 2-0 in finale scudetto con la prima squadra, la Reyer Venezia torna a predare un tricolore giovanile dopo 5 anni, non pochissimi per i suoi standard (anche se ovviamente sono solo 3 effettivi, tolti i due persi per Covid), ovvero da quando le U18, con Madera fuoriquota, s’imposero sotto le volte del grattacielo della Regione Lombardia a Milano. L’avversaria in finale fu allora Costa Masnaga e lo è stata anche stavolta, nell’atto conclusivo della finale scudetto U15, sul litorale livornese di San Vincenzo.

Dopo qualche anno di disinvestimento, la società brugnariota è evidentemente tornata a investire nel reclutamento, accaparrandosi il massimo talento nostrano del 2009, Isabel Hassan, già decisiva per due anni, contro le più grandi, nella doppietta tricolore del Basket Roma. Che stavolta ha battuto in semifinale. Non solo lei è giunta in laguna la scorsa estate, ma anche la play pesarese Sablich, altra mattatrice in finale. Ma è chiaro che la differenza vera la fa Hassan, tant’è che la Reyer, già con Sablich in prestito, alla scorsa Coppa Italiana U14 di giugno 2023, era uscita nei quarti, bastonata da Firenze, poi vincitrice. La quale invece stavolta è uscita nei quarti per mano dell’outsider-rivelazione Futurosa Trieste.

- Alcune considerazioni di fondo, basate anche sugli affidabili pareri di un paio d’addetti ai lavori che hanno seguito dappresso la kermesse: dislivello notevole (probabilmente più del solito) tra un’élite di giocatrici, una o due per squadra (tranne le squadre-top, ovviamente, che ne avevano di più), ben dotate a livello fisico e/o tecnico, che facevano praticamente tutto, e il resto delle compagne, alquanto indietro; rotazioni abbastanza ristrette, con inevitabile “consunzione” delle più utilizzate quando si è giunti alla quinta-sesta partita in altrettanti giorni (poi vi era chi era all’ottava-nona avendo appena fatto l’interzona U17); utilizzo sistematico, per non dire automatico, del tiro da 3 come “coperta di Linus” nei momenti di difficoltà ad attaccare, in particolare contro la zona (qualche giocatrice anche con tendenza a sentirsi una piccola Caitlin Clark con esiti rivedibili, ovvero palleggi e volteggi per poi sparare da 8 metri). In sostanza: molte giocate individuali, anche di talento, ma poco sviluppo di gioco collettivo. E troppe partite in cui la squadra sconfitta si è fermata a 30 punti e rotti.
In prospettiva delle nazionali giovanili, questa annata 2009 ha mostrato 15-20 giocatrici “lavorabili”, ovviamente con la potenziale fuoriclasse Hassan a nobilitare la pattuglia; meno taglia fisica rispetto alle 2008.

- Il quintetto ideale del torneo ha incluso due elementi di piccola taglia, la romagnola Lelli di Costa, ben inserita in un contesto di squadra già strutturato (considerando solo il rendimento e non il ruolo, forse lo "spot" spettante a Costa sarebbe stato più giusto darlo all'ala ligure Zanetti), e la romana, sponda-Basket, Diagne, dai garretti al caucciù anche se la polarizzazione del gioco su di lei ha finito per farle forzare sin troppo; e tre ali-mezze lunghe, la triestina Muller (o Mueller, si trova scritto in ambo i modi), che di tutte queste 5 ha messo insieme le cifre migliori (17,3 punti e 10,8 rimbalzi), la veneziana pura Zuccon (la quale è ancora acerba nelle finalizzazioni, ovvero assai sprecona, ma in prospettiva non è un male: c'è del margine) e quella acquisita da Roma, ovviamente Hassan. Sulla quale non scopriamo certo oggi che è una giocatrice totale - a livello giovanile - in grado di coprire il campo con falcate da gazzella, demolire la difesa in penetrazione, ma ha anche il tiro da 3 come ha dimostrato in finale con un 3/7. Il tutto giocando letteralmente al piano di sopra rispetto alle comuni mortali. Doti fisiche di natura ma sembra averci anche lavorato sopra per bene, e non è così per tutte. Ha giocato, per la verità, con le marce basse per buona parte della settimana, poi in finale ha messo quella alta. Chiude la kermesse con 16,3 punti e 6,7 rimbalzi ma anche l'impressione che se avesse voluto ne avrebbe fatti almeno 25+15.

- Sostanzialmente Hassan è svettata sulla concorrenza U15 così come Quinonez aveva fatto nella kermesse tricolore U19 in marzo. In ambo i casi, a farne le spese in finale è Costa Masnaga. Due partite pressoché morte sul nascere. Non è gratificante chiudere con una batosta, però guardando la “big picture” e non il dettaglio, il sodalizio brianzolo colleziona la finale-scudetto giovanile numero 14 e la semifinale consecutiva numero 16 (sulle ultime 16 finali cui ha partecipato).
Numeri spaventosi e forse ineguagliabili. Arrivare 16 volte su 16 almeno in semifinale, di cui 14 in finale, in un arco di 7 stagioni, vuol dire avere una continuità di annate di altissimo livello (mentre tutti gli altri, compresa la Reyer, ne hanno alcune super, altre buone, altre mediocri) e vuol dire non aver mai fallito un appuntamento, cosa che di solito capita a tutti almeno una volta; Costa no, 16 volte su 16 ha vinto i quarti di finale ed è entrata fra le prime 4.
Ah, tra parentesi: il Covid ha falciato due anni di finali nazionali proprio nel mezzo della carriera giovanile del gruppo delle Villa. Lecito pensare che un altro paio di scudi e 4 o 5 semifinali sarebbero giunte in quel lasso.
Ultimamente Costa ha perso varie finali perché, dopo le punte fra il 2002-03 e infine ’04 delle Villa, non ha più avuto individualità straordinarie ma solo buone/ottime; ha incocciato contro le bestie nere del Basket Roma 2005 e adesso contro le califfe Quinonez e Hassan. Tuttavia resta clamoroso quanto realizzato da Bicio Ranieri e sudditi in quella landa collinare, dimenticata (chissà perché) dai grandi flussi turistici, :lol: ma non da quelli cestistici.

- Qualche dettaglio sugli eventi del campo. Prima fase. Nel girone A domina Costa. Nel B, il più duro, Venezia fa +22 su Trieste (priva di Muller nell'occasione); resta fuori, senza vittorie, il Geas, che perde solo di poco con le "Mule", aggrappandosi ai 33 punti di Emilia Magni, un nome da segnare ("See Emily play", commenterebbero i Pink Floyd) -_- , ma dopo la scoppola inevitabile con Venezia affonda malamente contro Alghero che ha 37 punti dalla spilunga ucraina Pysmennyk, 25 da Murgia e fa 23-2 nel 1° quarto. Nel gruppo C parità a quota 2-1 fra Basket Roma, Lapolismile Torino e Udine. Nel D fa il vuoto Firenze davanti al Sanga Milano, passa S. Lazzaro con un +1 su Frascati.

Spareggi. Abbastanza equilibrati tranne quello di Trieste con Venaria (20 punti di Muller); l'Elite Roma ingabbia Pysmennyk a 14 punti e batte Alghero 55-50; Torino fa +7 su S. Lazzaro tenendola a 3 punti nell'ultimo quarto; l'unica vittoria a dispetto di classifica, cioè terza su seconda, è di Udine su Milano.

Quarti. Rientrano in scena le "bigs". Costa fa 65-33 su Torino con 23 di Zanetti; il derby romano va al Basket sull'Elite, 58-36 (18 di Diagne); la sfida triveneta è appannaggio di Venezia, 65-36 su Udine (16 di Hassan). Ma c'è anche una sorpresa: Trieste ipnotizza Firenze, 33-46, con una zona al veleno e un ribaltone da 6-23 nel 4° periodo; Pasqualetti 17 per le deluse tosche, 16 di Forte e 15 Muller per le raggianti del Futurosa, allenate dall’ex serie A maschile Attruia, alla fine nominato miglior coach.
Da notare, come già osservato, la frequenza del punteggio "30 e rotti" per chi è battuto.

Semifinali. C'è equilibrio tra Costa e Trieste, 28-27 all'intermezzo, poi le brianzole con un allungo tra fine 3° e inizio 4° si scrollano di dosso le Mule e la loro zona; Trieste nell'ultimo periodo, evidentemente a corto d'energie, sparacchia da 3 che è un tormento a vedersi; alle fine 56-42 (Zanetti 17, Lelli 11 contro Muller e Delise 12).
Hassan contro il suo passato in Venezia-Bk Roma; la “grande ex” non strafà, 14 punti; ne ha 15 Sablich; la supremazia di squadra è comunque netta; Diagne ci prova sempre ma ci riesce poco, pur con 16 punti; a metà gara 39-22, finale 70-52 per la Reyer.

Finali. In Venezia-Costa apre le marcature Hassan con una tripla dall’angolo ed è un messaggio eloquente. La Reyer scatta sul 9-0, 17-7 al 10’; c’è una micro-reazione lombarda a inizio 2° quarto ma il margine della Reyer resta sodo, 41-27 al 20’, poi nell’ultimo quarto un’altra strigliata rende fin troppo severo il punteggio, 75-46Hassan fa 29 punti con 10 rimbalzi, 4 assist, 9/12 da 2 e 3/7 da 3 (il bello, il cattivo tempo e pure le stagioni intermedie), la concretissima Sablich ne mette 23; per Costa vengono imbrigliate le due di spicco (Lelli 3/18 e Zanetti 2/11), possono poco le altre.
Per il 3° posto vince Trieste, 49-35 sul Bk Roma con 17 di Muller mentre Diagne, probabilmente cotta dalle fatiche, fa 2 con 1/11.



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