giovedì 23 maggio 2024

A2, gare-3: le “V” che godono (Valdarno e Vicenza), la triste domenica della Lombardia

Oltre ai già narrati Preolimpico 3x3 e finali nazionali U15, lo scorso weekend (coincidente con la pausa fra le due partite veneziane e le due scledensi della finale di A1) offriva solo due sfide di A2, essendosi già chiuse in due gare 4 delle 6 serie tra semifinali-playoff e ultimo turno-playout.


- Nella gara-3 per il paradiso (si fa per dire, comunque playoff), colpo assai gobbo di S. Giovanni Valdarno in casa di Costa Masnaga, dove in tutta la stagione solo Derthona aveva vinto, e in una partita che non contava più per la classifica. Era difficile preventivarlo dopo la batosta incassata dalle tosche in gara-1, meno 27, con le brianzole ispiratissime e loro piatte piatte.
Ha spiegato Nasraoui, ex di turno e killer nel finale di gara-3, ai microfoni di “All-around.net” che pur senza farne un alibi, in G1 erano arrivate direttamente il giorno della partita, mentre per G3 hanno dormito una notte in hotel arrivando fresche. -_- Sarà un dettaglio ma se hai le gambe frolle non reggi contro Costa, che ha panchina lunga e ritmi alti, mentre se hai energie, puoi farne emergere i limiti, cosa che è successa. E quale limite in particolare? Well, varie risposte possibili ma per me è la mancanza di realizzatrici sicure nei momenti topici. Per Costa possono segnare in 10 e fare buone cose tutte quante, ma non sempre la profondità è un vantaggio se non so con sicurezza a chi affidarmi per mettere nel cesto punti cruciali quando l’attacco gira a vuoto, e in generale quando “culo mangia pigiama”. Valdarno ha Rossini e Nasraoui, Derthona ha Attura e Premasunac, o chi altra. E' solo una chiave di lettura ipotetica, non una certezza.
Sta di fatto che, dopo una partenza rombante delle masnaghesi (18-7), che fa pensare a un “remake” di G1, Valdarno s’attacca tignosa a ruota (22-18 al 10’, 34-28 al 20’), annulla un nuovo tentativo di fuga di Costa, comunque non oltre il +8, e ribalta tutto tra il 22’ e il 30’, cioè in 8 minuti del 3° quarto in cui il parziale è 7-25. Le tosche diventano padrone del campo in ambo le metà, segnando a martello con Lazzaro, Reggiani, Rossini e De Cassan prima, poi con Nasraoui che, imprecisa fino all’intervallo, diventa iradiddio sciorinando il suo ampio repertorio offensivo, da sotto e dalla media. De Cassan con una tripla fa 48-58 al 30’.
Shock nella bomboniera masnaghese, ma c’è la reazione di Costa con un 7-0 chiuso da una tripla di Ravelli (57-60 a 7’40” dalla fine). Da lì in poi è un estenuante botta-e-risposta in cui Valdarno riesce sempre a restare davanti, seppur di pochissimo; nel finale due volte Nasraoui segna il canestro del +5 ma Costa replica dapprima con N’Guessan, poi con un’entrata più aggiuntivo di Allievi (70-72 a -36”). Rossini sbaglia il colpo del k.o. da centro area, così Costa ha l’occasione di un clamoroso contro-sorpasso allo scadere, ma Ravelli da 3 colpisce solo il tabellone; rimbalzo di Tibè che però viene contrastata e non inquadra il bersaglio. Quindi passa Valdarno con 21 di Nasraoui, 16 di De Cassan mentre Costa ne ha 15 da Ravelli (che potrebbe aver disputato l’ultima partita della carriera, così come Pappalardo) e 13 da Allievi.
Valdarno fa un’impresa non da poco, sia mentalmente nell’azzerare la bastonata di G1, sia tecnicamente se si considera che sta giocando senza Petrova e Amatori; ora ci prova con Derthona, che dovrà dimostrare d’essere diversa, non solo nella denominazione, dalla Castelnuovo che crollò sul più bello lo scorso anno. Qualche campanello d’allarme nel primo turno è suonato. In semifinale invece un dominio.

- Passando in zona-purgatorio, ma direi pure inferno perché questa serie di playout è stata un supplizio per le coronarie dei coinvolti, Vicenza salva la ghirba ai danni di Carugate. Partita che un neutrale si sarà potuto gustare (sicuramente meglio di G1 in cui lo streaming andava a scatti), non perché sia stato basket-champagne ma perché ha avuto gli ingredienti delle sfide senza appello: lotta senza quartiere, errori a catinelle, la paura che fa tremare alcune e invece stimola altre a dare il meglio.
Vicenza prova due volte a scappare, nel 2° e nel 3°, ma non oltre il +8; Carugate ricuce e controbatte issandosi a +4 a inizio 4° periodo (46-50). E’ lì però che smarrisce fatalmente l’inerzia positiva, segnando 2 punti in 5 minuti; Pellegrini guida il controsorpasso (55-52 a -4’). Da lì in poi Vicenza non si fa più riprendere. Il canestro più pesante lo mette Assentato, che risponde… presente :rolleyes: con una tripla dall’angolo per il 58-54 a -37” (in mezzo, una girandola d’errori da ambo le parti). Le ultime speranze di Carugate sono affidate a Pocket Rocket, ovvero piccola-grande Usuelli, che inventa una sfrecciata a canestro e una tripla siderea da 9 metri; in mezzo però ci ficca anche una persa, sicché Vicenza tiene le distanze dalla lunetta (63-59).
La retrocessione sarebbe stata inopinata per entrambe, considerando i nomi in organico e le occasioni perse nei playout. E’ toccato a Carugate.

- Tanto per trovare un filo conduttore, è insomma una domenica depressiva per la Lombardia, che già aveva inghiottito pochi giorni prima la retrocessione di Milano in A2. Così come ha inghiottito la sconfitta di Costa in finale scudetto U15, ma questa è più una finale guadagnata che una persa. Fatto sta che se non vince il Geas U17 (la principale carta longobarda alla prossima e ultima kermesse), quest'anno niente titoli giovanili per la regione più popolosa e tesserata. Così come niente finale-playoff in A2 (lo scorso anno ci fu il derbissimo Milano-Costa) e vedremo come andranno quelli di B.
Ma nelle serie minori e nelle giovanili sono normali alternanze di anni più o meno dritti o storti: la Lombardia nell’élite c’è. Ben più grave, e al momento sembra cronica, è la latitanza dai vertici dell’A1: ormai da 20 anni esatti non v’è traccia longobarda nell’albo d’oro degli scudetti; Comense 2004 fu l’ultimo acuto. Da allora nemmeno finali né trofei “minori” (cioè Coppa Italia e Supercoppa). Una ferita alla tradizione che ne fa tuttora la regione più scudettata d’Italia, dai tempi pionieristici della Canottieri Milano, dell’Inter (persino), poi di Legnano, Comense prima dinastia, Geas e Comense seconda dinastia. D'altronde, in A1 più che le idee contano i soldi: e danée ghe n'è minga, per dirla in idioma nostrano. :angry:

Nella foto: festa Valdarno in terra di Costa.



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