venerdì 30 maggio 2025

Finali nazionali U15: bis Venezia nel segno di Marinari; Costa seconda per la quinta volta di fila. Frascati sul podio

- Per il secondo anno di fila Venezia è campione d'Italia U15 battendo Costa in finale. Ma se nella scorsa edizione con Hassan era la netta favorita, stavolta l'affermazione lagunare è una sorpresa almeno parziale. Perché le lombarde sembravano avere qualcosa di più; erano le uniche ancora imbattute in tutta la stagione (30 vittorie su 30) e avevano avuto un percorso più autoritario in queste finali di Umbertide & Città di Castello, rispetto a una Reyer che aveva zoppicato in qualche circostanza. In parte poi faceva testo anche il confronto dello scorso anno fra questi due gruppi, in finale della Coppa Italiana U14, vinto da Costa dopo una bella battaglia.
E invece è di nuovo Venezia (di coach Diamante, quasi omonimo dell'illustre Mirco ma...al singolare) a quagliare il tricolore, mentre Costa perde la quinta finalissima di fila. Da un lato è un marchio d'eccellenza assoluta, dall'altro, crisbio, 5 volte di fila che arrivi a un'unghia dallo scudo ma vedi gli altri festeggiare, dev'essere un attimino spiacevole. :cry: E se si aggiungono le due perse dal Geas negli ultimi 2 anni, fanno 7 di fila per la Lombardia. Potrebbe sfatare il tabù il Geas U17 (o la stessa Costa a sorpresa), ma per ora è così.

- Riassuntino. Prima fase con grande equilibrio: Costa è l'unica a fare 3-0 nel girone; negli altri tre, in uno erano tutte 1-1 dopo due giornate, negli altri due si è finiti con classifica avulsa fra 3 squadre a 2-1. Il gruppo più tosto era quello con Venezia, Firenze, BFM Milano e Udine; è partito bene il BFM del gurù Riccardi infilzando Firenze, tradizionale potenza con le 2010, poi le tosche si sono riscattate sulla Reyer, la quale a sua volta si è rifatta dominando le milanesi e prendendosi il primato per l'avulsa.
Passavano le prime 3 con la leader direttamente ai quarti e spareggi seconda vs terza. Spareggi che hanno visto Firenze strapazzare la Magika C.S.Pietro, Frascati dominare il BFM e poi due ribaltoni a favore d'una terza s'una seconda: Trieste su Pordenone, Basket Roma su Livorno.

Quarti di finale con sfida nobile tra Costa e Firenze, che dopo uno stitico 17-16 al 20' prende decisamente la strada delle brianzole (Pini e Radice 11 punti), con le tosche zavorrate da un atroce 12/67 dal campo (53-34 il finale). Poi un altro punteggio poco garibaldino, 52-31, per Moncalieri su Roma. Più frizzanti le altre due disfide: Venezia su Trieste, cambiando marcia dopo il 21-18 del 20'; finale 63-53; Marinari 16, Caorsi 14; per le giuliane 18 di Amendola); e soprattutto S. Martino-Frascati, con colpaccio delle multietniche laziali, 72-80 con 29 punti segnati nell'ultimo quarto; per le lupe 30 di Baggio e 25 di Canzian con 9/25 da 3 in coppia; per Frascati 25 di Daka e 20 di Carrarini.

- Semifinali. Bella tirata Venezia-Frascati con scatto iniziale della Reyer (14-7 al 10'), le laziali che si sbloccano (34-27 al 20') e sorpassano nel terzo (41-42), limitando Marinari e usando il fisico di Carrarini e la ficcanza della tascabile Sena, pur imprecisa dalla lunetta; Venezia soffre ma riesce a tornare avanti: Frascati sul meno 3 ha tre chances ma fa infrazione di 5", palla persa ed erroraccio in entrata; finisce 60-55 (Briana 24, Lovato e Marinari 11 vs Carrarini 23, Sena 10).
Meno equilibrio, ma non scontata, Costa-Moncalieri: progressione lombarda nei primi 2 quarti con Pini padrona dell'area supportata da Lo Monaco (19-14 al 10', 39-29 al 20'); lo scarto rimane stabile nel terzo (51-42), le piemontesi riaprono tutto con uno 0-6 all'inizio dell'ultimo, ma le masnaghesi sono leste a ripartire (67-57 finale). Pini 19 + 10 rimba, Barraco 19; per Monca, Chessa 20.
Finale 3° posto: netta Frascati su Monca (71-53).

- Finale 1° posto: Venezia approccia forte mentre Costa è molto contratta: l'unico suo canestro dal campo nei primi 5' è una palomba da 6 metri che entra di tabella; Reyer che scatta quindi sul 3-11 al 5'.
Costa passa a zona e mette un tampone ma tarda a sbloccarsi in attacco e subisce una tripla sulla sirena (8-17 al 10').
Nel 2° quarto invece Costa è più ficcante in velocità, penetrazioni e tagli; parziale di 11-3 in avvio e sorpasso sfiorato; Venezia mantiene un +1 all'intermezzo (32-33). Costa al riposo ha 12/41 dal campo, 10 tentativi più delle avversarie grazie alle palle rubate; Radice già a 15 punti e Barraco 10; di là è Marinari a dettar legge con 16.
Terzo periodo importante perché il trend sembrava favorevole a Costa, che sorpassa sul 36-35, ma Venezia è brava a riprendere il comando, sia pur di poco (45-49 al 30'), costringendo così le avversarie a logorarsi ulteriomente in rincorsa; nell'ultimo quarto è cruciale il frangente in cui da 48-51 si passa a 50-59 con 5'30" sul cronometro dopo una tripla di Marinari e qualche libero guadagnato da Caorsi e Briana vicino a canestro.
Ma non è finita: Barraco cava dal cilindro 5 punti (tripla di tabella e campanile che entra con carambola sul ferro), 55-59; Marinari di classe in arresto e tiro fa 55-61 ma Lo Monaco segna dai 6 metri (piede sull'arco), Barraco fa 1/2 ai liberi ed è appena meno 3 (58-61 a 2' dalla fine).
Altro momento-chiave: Costa sbaglia in entrata, toccata fuori da Venezia, ma Costa commette infrazione di 14"; poi la Reyer sbaglia; Barraco ha la tripla del pareggio ma non va. Siamo già nell'ultimo minuto; prende in mano la situazione Marinari con una virata eseguita magistralmente sulla linea di fondo: canestro e fallo per il 58-64 a -40". È la stoccata vincente. Le Brugnarine aggiungono poi altri due punti e trionfano 58-66.
Si hanno: per le battute Barraco 18 anche se con qualche forzatura di troppo (7/24 dal campo; pregevole comunque il coraggio); Radice rimasta ai 15 dei primi 2 quarti; Pini 10+12 rimba; bruttino il 23/78 dal campo per Costa.
Per le scudettate: Marinari 30 con 9/15 da 2, 2/4 da 3, 6/6 ai liberi e 10 rimbalzi; Cavinato 11, Lovato 10; percentuali migliori con un 23/62 dal campo anche se 15/27 dalla lunetta e 26 perse che potevano costare.

-Quintetto ideale: Chessa di Monca, Carrarini di Frasca, Pini di Costa, Briana della Reyer e ovviamente Marinari, una spanna sopra la concorrenza; ricordiamo che è del 2011; ha fisico ed eleganza stilistica pari all'efficacia; qualche sbavatura ogni tanto su palle perse banali ma è giusto per trovare il pelo nell'uovo. Ha un gioco più da 16-17enne che da 14enne e questo è sempre da verificare in termini di margini di crescita, ma anche questo è un uovo nel pelo.

- In generale preoccupanti, bisogna notare, alcune partite che hanno totalizzato addirittura un'ottantina di palle perse fra le due squadre; :woot: altre poco meglio con 60 e rotti. L'impressione è che si tenda a giocare sovra-ritmo con conseguente difficoltà a controllare il possesso, data l'esperienza cestistica ancora acerba. Qualche ragazza che si sente Caitlin Clark (o Steph Curry per i fans del maschile) ma non lo è, tende alla tripla in step back con esito prevalentemente infausto. Sembrano inoltre due annate, la '10 e la '11, meno dotate di fisicità "internazionale" rispetto alle precedenti, ma non diamolo ancora per assodato, ché qualche crescita può ancora avvenire.


mercoledì 28 maggio 2025

Nazionale: l'infortunio di Matilde Villa: lutto, reazioni e conseguenze

- Spegniti, sole. Oscùrati, cielo. Seccatevi, fiumi e laghi. :cry: Perché è il momento che il mondo pianga. Matilde Villa non era solo il nostro play titolare designato agli Europei prossimi venturi, ma anche l'immagine nuova del nostro basket femminile. La gioia di giocare, la magia che spunta all'improvviso dal cilindro, il sorriso che illumina lo schermo mentre promette la vittoria in gara-5 contro Schio.
In lei più di tutte, probabilmente, si sarebbe identificata la gente nelle serate di Bologna, specie le ragazzine che avrebbero smesso di seguire insulsi modelli d'altra discipline e scoperto quant'è figo esser cestiste.

- E invece tutto s'è frantumato insieme al suo legamento crociato anteriore sul malefico parquet di Courtrai o Kortrijk secondo il nome fiammingo che suona più minaccioso, divenuto trappola infernale per la nostra giocatrice. Che dopo appena 3'20" della seconda amichevole Belgio-Italia, domenica 25 maggio, dopo aver rubato palla in difesa si è lanciata in contropiede, come mille altre volte in carriera; ma forse per evitare l'intervento da dietro del difensore in rimonta, ha effettuato un cambio di direzione all'ingresso in area; ma il ginocchio destro s'è piegato in modo innaturale. Un attimo dopo, Villa era a terra dolorante, circondata dal classico capannello di compagne e avversarie che hanno già capito tutto: la maledizione dei crociati, quel mostro assetato di ossa delle cestiste (giacché i maschi ne sono colpiti molto meno) ha fatto un'altra vittima.

- Avevo da tempo paura che succedesse a Matilde Villa. Per lo stile di gioco che ha sempre avuto, tutto corse, accelerazioni, slalom, torsioni e contorsioni in mezzo alle difese, era un rischio continuo, come attraversare il passaggio a livello mentre arriva il treno, se si considera quante si spaccano pur sottoponendo il corpo a una frazione delle sollecitazioni rispetto a Matilde.
Invece a lei, nonostante anni di doppi-tripli campionati giovanili, poi di impiego contro le senior (e in A1, non categorie sgrause) quando aveva 14-15 anni e un corpicino esile in confronto alle cristone che andava a sfidare in uno contro uno (spesso anche uno contro tutte), non era mai capitato nulla di serio. Sembrava parte della sua natura semidivina, l'invulnerabilità.
E' successo proprio ora che mancavano 3 settimane all'appuntamento più importante della sua carriera e della storia recente del basket femminile italiano. Che, come ufficializzato proprio in questi giorni, sarà trasmesso sui canali Rai in chiaro. Avremmo avuto la stella giovane da mostrare orgogliosi al popolo intero (che aveva già imparato a conoscerla da ben due servizi al Tg1: quello per i 36 punti in A1 a 15 anni e quello per la scelta Wnba) e invece no, nulla, nu' cazz'.

- Fin qui la reazione emotiva. Tentiamo ora qualche riflessione razionale.
1) Si poteva evitare il disastro? Il dibattito è in corso. C'è chi parla di troppo poco tempo fra la chiusura della finale scudetto e l'inizio del raduno; e in effetti, se sul momento eravamo tutti gasati che la serie Schio-Venezia fosse giunta a gara-5, ci siamo poi trovati con appena 10 giorni di stacco tra quella e la prima amichevole azzurra. D'altra parte, a fronte di un campionato-bonsai con 20 partite di regular, era il minimo sindacale allungare il più possibile i playoff, anche se, sommando tutto quanto, Venezia ha giocato 31 partite di campionato più 2 di Coppa Italia più 2 di Supercoppa, nei patrii confini, più una dozzina in Eurolega, insomma siamo poco sotto le 50, non poche. Però se gli Europei iniziano il 18 giugno, e durante l'anno non hai altro che quel paio di finestre a novembre e febbraio, partire più tardi col raduno era impossibile. Darle qualche giorno in più? Ma non si potevano darle privilegi rispetto alle altre di Schio e Venezia, senza le quali non avrebbe avuto senso radunarsi e fare queste due amichevoli.
E infine, trarre conclusioni a posteriori dopo l'incidente, è come accorgersi che una strada è pericolosa solo dopo che qualcuno si è schiantato.
Il che non significa che la tempistica ristretta non abbia inciso. Solo che non sarebbe cambiato granché, credo, con una settimana in più di stacco. Villa è stata vittima della sfiga e della propria generosità, perché se riguardi l'azione, dopo la bestemmia di prammatica contro la malasorte, ti viene da pensare "ma che bisogno c'era, benedetta da Dio, di buttarsi a missile in contropiede dopo 3 minuti di un'amichevole?". Ma non sarebbe Matilde Villa se non avesse fatto così, sempre al 110% in ogni minuto, a differenza di altre primattrici che schiacciano il pedale dell'acceleratore con furba intermittenza.

2) E adesso la Nazionale? Lasciando da parte l'aspetto "personaggio", per cui il danno è irreparabile, dal punto di vista tecnico invece mancheremmo di rispetto alle compagne se la considerassimo una perdita tale da compromettere le nostre ambizioni. Potevamo fallire con lei, possiamo far bene senza di lei. Pur nella sfiga, è tutto sommato il ruolo in cui abbiamo più alternative, tant'è che è stata subito chiamata Santucci al suo posto ma ci sarebbe stata da ripescare anche una Conti o un'Attura (senza raschiare troppo il barile delle ipotesi e senza evocare Sottana, purtroppo non all'ordine del giorno, e nemmeno E.Villa, certo quanto di più simile a lei nell'aspetto ma non può scavalcare chi viene dall'A1); ci sono già in raduno Verona, Trimboli, Pasa. Ok, nessuna di loro ha le caratteristiche di M.Villa ma abbiamo comunque una che ha fatto la regista titolare in una squadra di vertice in Eurolega e due che lo hanno fatto in EuroCup.
Dovremo essere più operai e meno talentuosi, sperando che anche Zanda si metta in sintonia. Non possiamo e non dobbiamo dipendere da nessuno, e nemmeno si poteva pretendere che tutto filasse liscio, zero infortuni zero contrattempi.

Aggiornamento: Matilde Villa ha pubblicato su Instagram questo messaggio: "Mi é stato tolto il campo per un po’. Ma non la voglia, né l’amore per quello che faccio. È solo l’intervallo, ci rivediamo per il secondo tempo." In effetti ci sarà un prima e un dopo, rispetto a questo infortunio, come del resto per tutte quelle che passano da una rottura del crociato. Eliminando il retorico "tornerai più forte di prima", è legittimo il dubbio su quale Matilde Villa vedremo al ritorno al campo.

Nella foto: la sequenza dell'infortunio di Villa.

martedì 27 maggio 2025

A2, finali G2 (2^p.): Treviso rimette in... Frigo lo spumante di Broni: si va a gara-3. Torino salva

- L'altra eroica del weekend, anche se si tratta di vittoria parziale, è Treviso che fa saltare la festa già apparecchiata a Broni (coreografia bestiale sulle tribune, da serie A maschile, forse meglio).
Incredibile il dominio delle squadre in trasferta in questo tabellone: siamo a 8 partite di fila in cui puntualmente vince chi gioca fuori. Si confermerà questo bizzarro trend in G3 oppure si sovvertirà proprio nella sera più importante? Non ne ho la più pallida idea, ormai siamo all'imprevedibilità più totale. Treviso, oltretutto, è all'ottava partita di fila vinta o persa entro i 3 punti di scarto. :woot:

- In questa G2, la squadra di Matassini dal 2° quarto (ricucito rapidamente lo strappetto iniziale) ha costretto Broni a un estenuante e mai compiuto inseguimento.
Rispetto a G1 le venete hanno ribaltato a proprio favore la lotta a rimbalzo e nell'ultimo quarto si sono arroccate bene in area, facendo pagare alle biancoverdi l'imprecisione da fuori. L'assetto con due torri, Aijanen ed Egwoh, ben mixate con l'intelligenza e la ficcanza di Vespignani e Peresson sul perimetro, ha consentito alle ospiti di esercitare un leggero ma decisivo predominio. C'è da capire quanto abbia pesato la fatica nelle gambe e nei bronchi di Broni dopo un playoff intero in cui le "titolari" giocano poco meno di 40' di media; e/o anche la pressione di vincere davanti a quella cornice di pubblico, per quanto Baldelli & C. siano veterane di mille trionfi. :unsure:
Fatto sta che è mancato quel cambio di marcia divenuto il marchio di fabbrica dell'avvento di Diamanti. Anche se va notato che due canestri apparentemente a 24" scaduti sono stati convalidati a Treviso. Ulteriore caos in una disfida caotica.

- Parte meglio Broni col trio Nasraoui-Baldelli-Hartmann (15-10 dopo 4'30"), poi però smette di segnare e incassa un 4-15 a cavallo tra 1° e 2° quarto: da lì in poi, a parte una breve parità poco prima dell'intervallo, sarà sempre avanti Treviso, che va al riposo sul +6 grazie a un break nel finale (31-37).
Per tutto il 3° periodo è pazzesco l'elastico nel punteggio: ogni volta che le pupille dei Viking si riavvicinano, le ospiti (che sparacchiano da 3 ma prendono spesso il rimbalzo in attacco) trovano sempre il canestruccio, il tiro libero, insomma quanto basta per evitare l'aggancio: 41-42 ma 45-50; 52-53 ma 52-57 al 30’, quando da qualche minuto Baldelli è costretta in panchina dal 4° fallo.

- Lo stesso elastico estenuante dura per tutto l'ultimo quarto: occasioni perse da Broni sul meno 3, allunga Treviso a +7 (58-65 al 35') ma a sua volta non riesce a piazzare il colpo del k.o. Le Diamantifere ritrovano speranza, 62-65 a -3'15"; ma poi il punteggio non si muove quasi più, in una volata caotica e piena di errori. Di Vespignani il canestro più importante, con un'eccellente esecuzione in uno contro uno (62-67 a -1'45"), anche se si riapre tutto in modo rocambolesco quando, dopo una serie d'errori da ambo i fronti, Morra realizza a -10" (64-67) e Reggiani ruba palla. Il play classe '94, però, non cerca la tripla del pareggio ma una soluzione da vicino che peraltro sbaglia; rimbalzo offensivo per Broni ma palla persa cercando di uscire dall'arco; e il tempo scade.
Festa trevigiana ma giovedì 29 sarà di nuovo tutto in palio.

- Cos'abbiamo di cifre? Per Broni, Hartmann 17, Baldelli 13, Morra 12, Nasraoui e Reggiani 10; punti dalla panchina = 2; solo 6 palle perse contro 13, ma anche solo 8 rimbalzi offensivi contro 13 (l'inversione della freccia a rimbalzo, di cui dicevasi all'inizio); 1/17 da 3 contro 6/31 trevigiano, che non è granché ma è pur sempre un po' meglio; marcatrici ospiti Aijanen 17+11 rimba, Vespignani 15, Egwoh 7+14 rimba.

- Telegrafico sui playout: Torino salva, Civitanova retrocessa.

Nella foto: Da Pozzo cerca spazio nella difesa avversaria sullo sfondo della folla bronese.


A2, finali G2 (1^p.): Roseto fiorisce in A1 davanti a duemila cuori. Costa si spegne alla distanza

“Non siate più increduli ma credenti”, per dirla alla Gesù Cristo, uno che s'intendeva di miracoli. Roseto completa una cavalcata da 6 vinte e 0 perse in questi playoff, in cui ha fatto fuori una testa di serie #3 (Milano), una #2 (Udine) e ora anche la #1 Costa. E se nei primi due casi si poteva fare i… san Tommaso, considerando che né le meneghine né le friulane erano giunte nelle migliori condizioni all’appuntamento, stavolta si può solo dire “chapeau”, perché 2-0 contro un’avversaria che dopo la Coppa Italia (peraltro persa in finale di 1 punto) era imbattuta, avendo inanellato vittorie sulle altre big del girone e poi fatto 4-0 nei primi due turni di playoff maciullando Matelica, è un’impresa di valore assoluto.

- Roseto conferma, in questa gara-2, doti caratteriali clamorose. Perché sul piano tecnico stavolta, al contrario di G1, era Costa a esercitare una supremazia apparentemente netta. Ma, fattore cruciale, poco concretizzata sul piano del punteggio (complice la serataccia al tiro da 3), perché le Panthers sono state caparbissime a restare aggrappate.
Poi il vento è inopinatamente girato, Espedale ha vestito i panni di Wonder Woman (nonostante la sua statura che, assicuro avendola vista da vicino in G1, non supera l’1.60), :woot: tutta Roseto è andata in gas insieme al suo pubblico rombante (1800 - 2000 - 2500 spettatori a seconda delle fonti), e Costa non è riuscita ad arginare la marea che montava inesorabile.
Mi sembra ieri che, in gara-1 a Milano, dopo l’inizio shock (in negativo), coach Righi gridava in timeout alle sue pupille: “Svegliatevi!”. Si direbbe che lo abbiano fatto. :blink: Ma credo sia una delle promozioni più clamorose nella storia recente dell'A2, pur nel quadro generale dei playoff più pazzoidi che si ricordino.

- L'andamento. Costa mescola le carte nel quintetto iniziale con Motta al posto di Osazuwa (sottotono in G1); ma poi è proprio la possente nativa di Verona, entrando dalla panchina, a fornire impatto immediato, così come N'Guessan, confezionando il break fino a +11 (16-27).
Roseto non ha lo smalto di tre sere prima; e si può anche capire, considerando la tensione della posta enorme, il pubblico massiccio, ecc. Perde molti palloni (12 all’intervallo), ha smarrito la mira da 3. Ma la riporta in carreggiata una Caloro che sembra progredire di partita in partita in questi playoff; impressiona per il combinato tra personalità ed efficienza (già 14 punti all'intervallo, ma anche incitamenti alle compagne, da leader).
Parziale di 10-0 per le abruzzesi, che poco dopo pareggiano (31-31) e infine sorpassano grazie anche a un antisportivo di Osazuwa (38-37 al 20'), che poco prima era uscita momentaneamente per mini-infortunio e forse è rientrata nervosa, perché lo commette banalmente su ripartenza dell’avversaria, senza che servisse a nulla bloccarla.

- Costa però riprende a comandare nel 3° quarto: ancora la coppia N'Guessan-Osazuwa in evidenza; la zona protegge bene dai falli le ospiti, al contrario Roseto deve panchinare Coser e Lucantoni dopo la rispettiva quarta penalità, e non tiene il passo (44-52 al 28').
Il punto di svolta è proprio lì, quando tutto fa pensare che la partita stia per spaccarsi in favore di Costa. La quale però si blocca inopinatamente nel momento più propizio per sferrare il k.o., e lascia la porta aperta al ritorno di fiamma rosetano: 5 punti preziosi per le padrone di casa nel finale del 3° quarto (49-52).

- Poi nell'ultimo periodo sale in cattedra (ma "cattedra" è poco: sale sul pulpito e predica basket) Gianella Espedale con 17 punti in questa frazione, più di tutta Costa messa insieme (14). Clamoroso il suo triplazzo del sorpasso (58-57 a -6’30”), con esplosione del pubblico. Nel frattempo Costa incappa in una serie di tegole: 5° fallo di Penz (su tecnico a 8' dalla fine) e poco dopo idem per Osazuwa (sfondamento), oltre a un'altra uscita temporanea, di N'Guessan zoppicante.
Messa la freccia, Roseto sente aria di promozione e vola sul 68-60 a 4' dalla fine. Costa, più d’orgoglio che di smalto, trova finalmente due triple con N'Guessan e Cibinetto (69-66 a -2'15"), ma ancora la demoniata Espedale chiude tutto con un'entrata e una tripla (74-66 a -40").
Finisce 76-66, ovvero 32-14 da quel +8 ospite a 12’ dalla fine. Espedale ne ha 23, Caloro 17 (e per il second’anno di fila Costa esce contro una sua ex: 12 mesi or sono fu Nasraoui; d’altronde ne ha talmente tante in giro che il rischio è elevato…); di là N’Guessan 23 e Osazuwa 18.
Ovviamente, come per tutte le neopromosse ma soprattutto quelle inattese, c'auguriamo che abbia le basi solide per strutturarsi in A1. Adesso però si debbono solo godere la festa, laggiù in quella terra di genuina passione per il basket maschile che ha scoperto d'amare anche le sue donne.



venerdì 23 maggio 2025

A2, finali G1: i colpi in trasferta della solita guerriera Broni e di una scintillante Roseto

Regnano le viaggianti! Il fattore-campo continua a contare poco in questi playoff di A2.
Salta, per l'ennesima volta, il banco nel Tabellone 2, dove siamo (se non conto male) a 7 vittorie esterne di fila.

- Ennesimo saccheggio del campo altrui da parte di Broni, che s'impone a fil di supplementare su una Treviso incredibilmente abbonata ai finali in volata: sono 6 partite di fila per le arancioni della Marca che terminano con 1, 2 o 3 punti di scarto (stavolta 2). :woot:
Primi due quarti con le longobarde al comando, con un massimo di +7 toccato più volte, sia in un 1° quarto ad alto punteggio, sia in un secondo in cui s'abbassano le marcature e Broni resta a secco per 5 minuti. Treviso si riavvicina a meno 1 ma le ospiti riallungano a +7 con 4 punti di Buranella (27-34 al 20'), anche se allo scadere sprecano 4 tiri nella stessa azione.

- Nella ripresa le venete trovano il bandolo del... Matassini: :blink: riequilibrano la lotta a rimbalzo, inizialmente dominata da Broni (bene Egwoh contro la "front line" più corazzata della categoria); Peresson guida l'attacco da par suo; con un 8-0 le paròn di casa ottengono il pareggio e poi prendono anche un vantaggio di 5 punti; Scarsi mette una pezza verso lo scadere del 30' (50-47).
Ritrovano spinta le Diamantifere, aprendo il 4° periodo con uno 0-8 a loro favore (50-55 a 6'30" dalla fine); da lì è lotta feroce con Treviso che aggancia (55-55) e Broni che la respinge con Morra e 4 liberi di Baldelli (55-61).
Poi negli ultimi 3'20" Broni non segna più e rischia la beffa sul traguardo: le venete fanno due volte 1/2 dalla lunetta, con Stawicka ed Egwoh, e quindi sciupano l'opportunità del sorpasso ma quantomeno agganciano (63-63 a -18"). A sua volta Nasraoui allo scadere ha una chance da 3 ma è un tiraccio.

- Nel supplementare, Broni (nonostante l'uscita per falli di Reggiani) è lesta a riprendere il comando con 4 punti di Morra; ma Treviso ha davvero sette vite e trova il sorpasso con una tripla di Stawicka dal lato sinistro a -40" (69-68).
Nel momento più critico, ecco la zampata di Baldelli, coronando l'ennesima prestazione super: va in percussione a centro area, s'arresta, la chiudono, lei finta astutamente il passaggio, la difesa ci casca quel tanto che basta per darle spazio di alzarsi in sospensione per il +1 a -29" (69-70).
Sull'azione dopo, Treviso non riesce a tirare, o meglio la fa ma con un crossaccio che non prende il ferro e quindi infrazione di 24": fallo obbligato su Baldelli a -2"; il play umbro segna il primo libero, sbaglia apposta il secondo e le avversarie possono solo tentare senza esito da metà campo. Festa Broni col solito pubblico al seguito (69-71).
Si hanno: Peresson 21, Egwoh 13 (+18 rimbalzoni), Stawicka 12 per le piangenti; Baldelli 20, Morra 15 (+13 rimba), Nasraoui 15 (+11 rimba) per le ridenti.
Sembrava impensabile quando le biancoverdi si dibattevano a metà classifica prima dell'arrivo di Diamanti, ma ora manca solo una vittoria per l'A1. Paradossale che nel frattempo si fittiscano le voci di una defezione societaria di Treviso, ma sul campo sembra che le ragazze vogliano provarci fino in fondo.

- Personalmente mi sono recato a Costa Masnaga, per la sfida tra Pantere e Panthers, ovvero Costa-Roseto.
Piovosa serata d'un maggio che certi anni intossica di caldo le giocatrici, decisamente non stavolta: 14 gradi quando salgo le pendici della collina dov'è appollajato il palazzetto, che com'è ovvio si stipa in ogni ordine e anche disordine di posti, giacché ci sono almeno 100 cristiani (o atei) in piedi.
Terza finale nelle ultime 4 partecipazioni all'A2 per la compagine di casa, prima assoluta per quella ospite.

- E Roseto si conferma in stato di grazia: dopo aver fatto fuori, con un brutale 2-0, avversarie del calibro di Milano e Udine, ora si supera ed espugna Costa (finora imbattuta in questa post-season) e come lo fa? Rifilando 92 punti alla miglior difesa del campionato, che ne subiva sinora poco più di 50 di media (playoff compresi).
Quanto ci hanno messo del loro le suddite di Bicio Ranieri, apparentemente un po' arrugginite dopo due settimane di pausa (non che sia un alibi, visto che per le avversarie era lo stesso)? Senza dubbio hanno concesso troppi spazi in entrata e più volte uscivano in ritardo sulle triple. Ma a livello di A2 mi ricordo pochissime prestazioni di questa qualità da parte di un'avversaria, su quel campo mai facile per nessuno. Bombe a raffica (anche se in questo Costa è stata all'altezza) ma anche esecuzioni puntuali da sotto. E in difesa le discepole di Righi hanno chiuso bene l'area, limitando Osazuwa e le incursioni di Penz. Il tutto alimentato da un entusiasmo e un "gas" collettivo da squadra che viaggia s'una nuvola.
In sintesi: il meno 6 finale è persino bugiardo, la partita è stata a lungo dominata da Roseto. Che se è così anche in gara-2, è sacrosanto che chiuda la serie e salga in A1. Ma credo che la squadra di Andreoli possa far meglio rispetto a G1 e sfruttare, magari, la pressione che (nonostante Righi nel dopopartita abbia negato) inevitabilmente sarà sulle spalle delle abruzzesi, con un pubblico che si annuncia massiccio per l'appuntamento con la storia.

Andamento: Roseto subito pronta, allunga subito: 5-13 al 4'. Ficcantissima l'ex di turno Caloro, che sfiorerà la tripla doppia. Sakeviciute puntuale da sotto, anche se poi avrà problemi di falli. Ma chiunque per le Panthers giocherà fra il buono e l'ottimo (in rapporto al proprio standard), per Costa invece solo alcune.
Intanto, però, il poker di triple firmato da Cibinetto e Kaczmarczyk mette in moto Costa, che sorpassa con l'impatto immediato d'energia da N'Guessan (20-17 al 9').
L’inizio del 2° quarto è uno show balistico impressionante: altre 4 triple per Costa (due di Crowder) ma Roseto fa ancora meglio con 5: il parziale è 18-21 in poco più di 5 minuti.
Poi la svolta appena le percentuali da fuori si abbassano: le Pantere non trovano alternative da sotto, le abruzzesi sì, e fanno il break all'intervallo (44-51). Astuta Lucantoni con due canestri da sotto: uno su "lob" e uno d'astuzia su rimbalzo offensivo.

- Invece della reazione di Costa, a inizio ripresa arriva una spallata ancora più forte da parte di Roseto, che attacca bene la zona, ha una Coser formato "bum bum" (arriva a quota 5 triple) e una vivacissima Espedale come fattore a sorpresa; così è shock, ma logico per quello che si sta vedendo, quando sul tabellone c'è scritto +17 ospite (51-68 al 27').
Da lì le biancorosse di casa tentano di rientrare in partita, ma la rimonta vera e propria, guidata da N'Guessan (11 punti nell'ultimo quarto) e Crowder (4 accelerazioni di fila) parte troppo tardi per potersi concretizzare, anche perché Roseto, a parte qualche tiro libero lasciato sul ferro, non sbanda (73-87 a -4'15", 81-88 a -50").
In realtà potrebbe esserci ancora speranza per Costa se Bonomi, dopo aver segnato una tripla difficile per il minimo svantaggio (84-88 a -40"), imbucasse poco dopo anche quella del meno 3 (in mezzo un paio di liberi racimolati da Roseto tra vari errori ma anche rimbalzi offensivi lucrosissimi), ma non va; e Roseto, dopo aver raspato un altro rimbalzo offensivo con Caloro su doppio errore ai liberi di Kraujunaite (la lituana si riscatta subito con un 2/2) può lasciar andare Crowder a canestro per un ininfluente meno 6 (86-92) ed esultare più che legittimamente. Se lo farà anche sabato, chapeau; altrimenti ci si rivede sulle colline della Brianza lecchese mercoledì prossimo.

- Si hanno: Crowder 18, N'Guessan 17, Kaczmarczyk 16, Cibinetto 12 per le battute; Sorrentino 17, Coser ed Espedale 15, Caloro 13, Sakeviciute 10 per le vittoriose.
Ambo le compagini finiscono con percentuali bestiali da 3: 13/27 Costa e 11/20 Roseto. Masha Maiorano, assisa come sempre a bordo campo come team manager di Costa, un tempo nota come sparatriple, sarebbe considerata timida oggigiorno. :lol:
La differenza però l'ha fatta l'efficacia nettamente maggiore delle ospiti da 2: 58% contro 42%, peraltro col dato masnaghese che è rialzato dalla serie di incursioni di N'Guessan e Crowder durante la forsennata rimonta.

Nella foto: Roseto esulta alla sirena in quel di Costa.


martedì 20 maggio 2025

Wnba: stagione al via, è febbre Fever. Ma Clark è già da titolo? Sùbito baruffa con Reese

- Fino al recente passato, diciamo due anni fa, alla notizia "è cominciata la stagione Wnba", la risposta più gettonata era "e sticazzi?". Non solo dalle nostre parti, ma pure laggiù in America. Ora la musica è cambiata, l'aria è frizzante; dopo la stagione dei record c'è attesa di battere altri primati d'interesse.
E dove c'è la messia, Caitlin Clark, i numeri sorridono sempre. Giusto per darne un trio: l'amichevole prestagionale tra le sue Indiana Fever e una malcapitata Nazionale brasiliana (disputata nell'arena di Iowa University, alma mater di Caitlin), finita con una sessantina di punti di scarto, quindi senza il minimo interesse agonistico, ha fatto 1.3 milioni di audience, più di qualunque partita di prestagione Nba (non Wnba) dal 2018; il prezzo medio dei biglietti per le gare di stagione regolare delle Fever risulta di 149 dollari, contro 131 per quelli delle partite dei primi 2 turni di playoff degli Indiana Pacers di Nba (come se i biglietti per vedere la Reyer femminile in "regular" costassero più di quelli della Reyer maschile nei playoff, per dare l'idea) :blink: ; ed è stato appena comunicato che il pepato "opening" Indiana-Chicago (vedi sotto) ha fatto il record assoluto di audience per la Wnba con 3.1 milioni di spettatori. :woot:

- Ma non è soltanto questione di Clark. Sembra cambiato il modo di comunicare della Lega intera, l'immagine che proietta; pare evidente l'ammiccamento a un pubblico generalista al quale non dispiace ad esempio la coppia di bionde e sorridenti compagne di Clark, ovvero Sophie Cunningham e Lexie Hull; oppure l'altra bionda Hayley Van Lith (rookie a Chicago) nell'edizione "costumi da bagno" di Sports Illustrated. :woot:
Laddove fino a pochi anni fa, le principali stars della lega erano "just business", cioè pensavano a giocare e basta, oppure a rivendicare con aria seriosa (o addirittura truce) i diritti dei neri, della comunità LGBT, ecc., ora si comunica abbondantemente e spensieratamente sui socials; e i prepartita sembrano sfilate di moda (vedi ad esempio qui) con le giocatrici che gareggiano nell'esibire completini che a loro evidentemente paiono di gran gusto (noi non c'esprimiamo, fatto salvo che ovviamente la fisicità è notevole).

- Il ranking delle top 10 giocatrici, secondo il network Espn, è capeggiato da A'ja Wilson (l'mvp in carica) davanti a Napheesa Collier (mvp della lega "Unrivaled" in inverno), Breanna Stewart, Caitlin Clark (che quindi è considerata già la quarta migliore), Alyssa Thomas, Jonquel Jones, Sabrina Ionescu, Nneka Ogwumike, Jackie Young e Kelsey Plum.
E le stelle hanno già sparluccicato nelle prime notti: Plum, neo-acquisto di Los Angeles, ha segnato 37 punti; Collier (sempre a Minnesota finalista uscente) ne ha messi 34; l'indomani è toccato a Wilson, che ne ha messi 31 + 16 rimba (ordinaria amministrazione per lei) e a Clark che ha stampato una tripla doppia con cifre tonde: 20 punti, 10 rimba e 10 assist. Di fronte c'era l'arcirivale (più mediaticamente che tecnicamente, perché il divario è netto) Angel Reese, maciullata di 35 punti con le sue Chicago Sky; Reese, da par suo, ha fatto 12 punti con 17 rimba con contorno di mini-zuffa con Clark che ha commesso un antisportivo su di lei, provocandone una reazione bufalita. :ph34r: Pepe che promette bene. Quando il vento spira a favore, anche le risse fanno brodo.
La rookie più attesa, ovviamente, è Paige Bueckers, che dopo l'incoronazione col titolo Ncaa punta a ricalcare, almeno in parte, l'impatto immediato della sua quasi alter-ego Clark.

- Ma chi è favorito per vincere? I bookmakers puntano, ma non nettamente, su un bis di New York (ricordiamo il finale polemico di gara-5 della scorsa stagione, con l'azione dubbissima di Stewart che ha portato ai supplementari, beffando Minnesota) davanti a Las Vegas di Wilson e, schizzata al terzo posto, Indiana di Clark. Che s'è ben rinforzata con la già citata Cunningham e con la grande veterana Dewanna Bonner. Solo quarta Minnesota di Collier, poi Phoenix al primo anno d.D.T. (dopo Diana Taurasi), che ha preso Sabally e Alyssa Thomas.

- Com'è noto c'è una nuova squadra, le Golden State Valkyries, con un roster molto europeo (Fagbenle, Vanloo, Linskens, la "Matilde Villa di Francia" Carla Leite, pure Janelle Salaun fresca di scudo con Schio) di cui fa parte anche la nostra Zandalasini. La quale al momento risulta ai box per infortunio, mentre l'8 giugno è annunciata in arrivo al raduno azzurro.

- C'è da capire quanto interferirà, questa stagione Wnba "potenziata", sull'imminente Eurobasket. Come ha già provveduto a segnalare un utente, il trio di lusso francese Gabby Williams-Leite-Malonga ha già dato forfait, e così pare anche Satou Sabally per la Germania. Peccato, anche se l'indebolimento altrui può far giuoco a noi. Sembra comunque in aumento il contingente estero nella lega, e del resto se aumentano i posti di lavoro (quest'anno appunto una squadra in più, prossimamente altre due) e i danée dei salari (ma su questo si rischia il cozzo tra giocatrici e proprietari), l'attrattività cresce. Purchè non vada a danno nostro.



domenica 18 maggio 2025

Finali nazionali U19: assolo Campobasso nell'ultimo ballo di Quinonez. Secondo un bravo (e sfortunato) Geas

- Era tutto apparecchiato per il lieto fine della storia d'amore fra Blanca Quinonez e Campobasso, e lieto fine è stato, nella cornice casalinga della kermesse tricolore U19.

Sono cresciuti in simbiosi, la giovane fuoriclasse ecuadoregna e il club molisano, che con lei ha toccato i suoi massimi picchi a livello giovanile e senior, lanciandola in contraccambio verso i vertici del basket, per ora collegiali, visto che militerà alla corte di Geno Auriemma a UConn, appena tornata sul trono dell'Ncaa.
Volevano, insomma, regalarsi un ultimo alloro prima di salutarsi, la Magnolia e Blanca dei miracoli: nessuno è andato vicino a impedirglielo. Campobasso ha rifilato 23 punti a S. Martino, 32 a Venezia, 20 al Geas: stiamo parlando delle tre migliori avversarie.
"Game over" prima ancora di cominciare, col senno di poi (ma anche di prima, tutto sommato). Del resto, quando c'è una fuoriclasse, c'è una batteria di ottime giocatrici, e c'è un allenatore che sa il fatto suo come Diotallevi, e per di più si gioca in casa, è difficile che il risultato non arrivi, anche se (ovviamente) va tutto dimostrato sul campo. Di flop inattesi è piena la storia delle finali giovanili; ma non quando c'è un margine di supremazia così netto, che mette al riparo da giornatacce proprie ed exploits altrui.

- E il campo ha confermato che la concorrenza giocava per il secondo posto. Sicché la partita più importante è stata già quella del primo giorno tra Geas Venezia, perché arrivare primi nel girone A significava evitare Campobasso in semifinale. Le sestesi partono in tromba (19-1), la Reyer seppur in ritardo entra in partita e recupera punto su punto sino al sorpasso a inizio 4° periodo; il Geas è bravo a reagire a sua volta e riportare la partita nelle sue grinfie (74-67 con 12 di Volpato e Ramon contro 13 di Zuccon e 12 di Sablich, solo 9 di Hassan).
Nell'altra partita del girone s'impone Battipaglia su Trieste ("giustiziera" a sorpresa di Costa Masnaga negli spareggi) grazie a un 21-7 nell'ultimo quarto: 55-48 con 11 di Baldassarre, nonostante 19 della 2009 Mueller.
La seconda giornata conferma la sensazione che Geas-Venezia fosse la partita-chiave. Infatti il Geas si sbarazza di Battipaglia con un franco 73-56, anche se gran parte del vantaggio matura nell'ultimo periodo; c'è un nuovo infortunio per le sestesi (F. Trezzi); 22 punti di Ostoni e 18 di Volpato, coppia d'azzurrine 2007; per le campane non basta la... benedizione di Prete (12). Mentre la Reyer fa 66-57 nella sfida triveneta con Trieste (Zuccon 21 e Hassan 12 contro Stavrov 11).
A quel punto quindi si ha un ininfluente Trieste-Geas 55-50 nell'ultima giornata, e invece un decisivo Venezia-Battipaglia 69-59 in cui Hassan sale di tono (21) insieme a Zuccon (15) mentre di là Baldassarre (17) non ha... altri Re Magi a supporto (Melchiori poteva andar bene, ma è fuori quota). :wacko:

- Nel girone B c'era da vedere chi passava dietro Campobasso. E c'è stato molto equilibrio. Dapprima Ororosa Bergamo ha battuto Frascati 63-59, grazie a un 16-2 nel 3° quarto, poi difeso dalla rimonta della multinazionale avversaria; 19 punti per Fossati ma è soprattutto la buona distribuzione collettiva delle lombarde ad avere la meglio sul trio Tykha (20)-Pysmennyk (18)-Toyounon (17). La novità - anche se era a Scafati già lo scorso anno - è soprattutto quest'ultima, una cristona camerunense di 1.96 ufficiali (probabilmente veri, o poco ci manca), classe 2009, che abbina possanza a mobilità.
Però a quagliare la vittoria, Frascati ha mostrato qualche limite e infatti ha perso anche l'indomani con S. Martino, 71-62, facendosi crivellare da Pilatone (30 con 6/15 da 3, e guai a chi dice "alla Steph Curry" perché ora c'è Caitlin Clark come pietra di paragone per le ragazze che sparano con profitto) :shifty: oltre a 16 di Piatti, impegnata in un duello notevole con Toyounon la quale ne fa 21, più 15 di Pysmennyk, ma non basta.
Si ha quindi un S. Martino-Bergamo decisiva per passare il turno. Thriller in equilibrio da cima a fondo; nell'ultimo quarto si paralizzano ambo gli attacchi, per uno stitico parziale di 6-5, ma gli ultimi due delle Lupe valgono oro, giacché l'arresto e tiro dal mezzo angolo da parte di Guzzoni (prestito da La Spezia) s'insacca velenoso a 2" dalla fine qualificando le venete ai danni delle longobarde (56-54).
Campobasso? Fa corsa a sé piallando S. Martino 70-47 (+25 al 30'; Quinonez 16) e poi Bergamo (58-37, da 31-16 al 20'; Quinonez 22); tiene a riposo la fuoriclasse nell'ininfluente semi-amichevole della terza giornata con Frascati (64-61; Giacchetti 15; per le laziali Pysmennyk 24, Toyounon 16).

- Semifinali. Geas-S. Martino è una delle partite migliori della kermesse. Inizia con uno scangio di triple reciproche (16-16 al 10'). Poi prende un momentaneo sopravvento SML che tocca il +8 sul finire del 2° quarto, ma le lombarde rappezzano sul meno 3 all'intervallo (34-37) e nella ripresa fanno valere una maggior profondità (nonostante le due infortunate) e varietà di soluzioni tra dentro, fuori e contropiede. La stoccata decisiva, dopo il 56-49 del 30', arriva subito in avvio dell'ultimo quarto con un'accelerazione di Ramon e un mezzo gancetto di Sartori (60-49). Poi stranamente ambo gli attacchi si inceppano, tant'è che in 8 minuti e mezzo il parziale è 4-8, ma va bene al Geas che giunge in porto (64-57) e torna in finale in questa categoria dopo 11 lunghi anni (era il 2014, ultimo scudo della generazione di fenomene di Zanda & C., con l'aggiunta occasionale di Tagliamento).
Si hanno: Ostoni 14, Minora 13, Ramon 11, Magni 10 per il Geas (ottimo collettivo davvero); Piatti 17, Pilatone 12, Guzzoni 10 per le Lupe.
Campobasso-Venezia ha più storia di quanto dica il maciullante punteggio finale; la Reyer pur subendo le folate di Quinonez (17 all'intervallo) riesce a stare a ruota, 32-30 al 20', e anche dopo l'accelerazione molisana nel 3° quarto resiste almeno sino al 32'. Poi però è brutale la gragnòla di colpi della Magnolia, che schianta ogni resistenza lagunare: addirittura 28-4 l'ultimo quarto :woot: per un 75-43 conclusivo un po' ingeneroso. Quinonez, illegale, chiude a 31 con 12/25, Moscarella a 22 con 9/18; di là poca trippa, Hassan e D'Este 9, nessuna in doppia cifra.

Finale 3° posto. Venezia sfrutta il dominio a rimbalzo e la gran vena di Zuccon (27; anche 14 di Hassan) per regolare S. Martino 67-47 (13 di Piatti per le Lupe).

- Finale 1° posto. L'idea di base, per una vaga speranza d'incertezza sull'esito, era che il Geas riuscisse in qualche modo a stare in partita, come un pugile che ne prende tante ma sta in piedi e qualcosa restituisce, in modo da portare Campobasso in un'area di rischio cui non fosse abituata, cioè il finale punto a punto; e allora magari la pressione di dover vincere avrebbe giuocato un tiro mancino alla corazzata.
Nulla di tutto ciò perché la Magnolia, davanti a un pubblico massiccio (non proprio esaurito ma ben popolato il palazzetto), non fa prigionieri e scatta feroce sul 30-13 al 10', che diventa 42-15 poco dopo. Evidente che il Geas non riuscirà mai a recuperare 27 punti, anche perché non si capisce su quali presupposti tecnici potrebbe farlo. Bisogna dire, però, che nel finale del 2° quarto, metà di quei 27 li recupera, con un parziale di 15-2, nell'unico frangente in cui le triple sestesi s'insaccano. Fa buone cose Appetiti, la novità di quest'anno del Geas (dal BFM Milano), una lunga 2008 vista in azzurro U16 con ruolo da specialista difensiva; anche Ostoni si sblocca. All'intervallo è 44-30, parzialmente riaperta, ma 14 di scarto non sono pochi.
Anche perché a inizio ripresa si fa male Minora (terzo infortunio in 5 partite per il Geas): morale e risorse scendono a terra per le sestesi, le quali tornano sotto quota meno 20 (42-64 al 30', 44-72 a inizio 4°) e possono solo ridurre i danni nel finale, per un 62-82 onesto sulla supremazia molisana senza punire eccessivamente le balde ma sfortunate sestesi.
Moscarella con 26 è l'mvp della finale, Quinonez 13, Del Sole e Giacchetti 10, Bocchetti 9, Trozzola 7 (più che un sestetto, un "all star team"); di là Appetiti 14, Magni e Volpato 12, Ramon e Ostoni 9.

- Dunque Campobasso campione U19 per il 2° anno di fila; e quarto scudetto in 3 stagioni per il club (uno anche senza Quinonez in U17 lo scorso anno). Blanca, come detto, saluta con l'alloro. E anche un'ovvia presenza nel quintetto ideale; con lei Ostoni e Ramon del Geas, Piatti di S. Martino, Zuccon di Venezia.
In generale va notato che, se da una parte mancavano varie 2006 di spicco del panorama nazionale, dall'altro si sono messe in luce varie "sotto età" (anche di 3 anni), il che fa piacere in prospettiva, anche se a farcire il non abbondantissimo panino nostrano provvedono le vieppiù numerose straniere. A proposito, meritava Moscarella più di Piatti un posto nel quintetto ideale (se è stato tenuto conto del ruolo)? Per la semifinale e la finale sì, però la colombiana non aveva brillato nelle prime due partite di girone (quelle che contavano), mentre l'emiliana è stata più continua. Anche se forse è stata più una spartizione salomonica dei posti, che una valutazione tecnica.
Top coach è eletta Gianolla e, pur col massimo rispetto per la grande Angela, forse ci stava di più Troncato del Geas, se non altro perché a parità di mezzi a disposizione (parere opinabilissimo, ovviamente) ha fatto secondo posto rispetto a terzo, vincendo lo scontro diretto.