- La restaurazione scledense si è compiuta nell'umida serata del 13 maggio, quando le Cestariane hanno alzato sotto le volte dell'ex PalaCampagnola il loro 13° scudetto negli ultimi 20 campionati. Ma il primo colpo di piccozza all'effimero regno di Venezia, il Famila l'ha sferrato quando conquistò al Taliercio il ritorno di stagione regolare, impossessandosi virtualmente del fattore-campo in finale. Un "asset" fondamentale in una serie in cui nessuna è riuscita a violare il campo avverso.
Un'altra fetta della torta tricolore, Schio l'ha messa in forno sventando il colpaccio lagunare che sembrava ormai cosa fatta in gara-2.A quel punto la storia remava contro la Reyer: mai nessuno ha ribaltato da 0 a 2 vincendo gara-5 in campo avverso. E mai nessuno ha vinto G5 in trasferta "tout court". Per cui, nonostante le Mazzoniane arrivassero sull'onda di due successi, era improbabile che fossero proprio loro a spezzare il tabù, a meno che s'allineasse una serie di pianeti: da un'inopinata liquefazione di Schio a un nuovo jolly sotto forma di prestazione galattica di qualche sua alfiera. Ma il gettone di Berkani era già stato speso (invano) in G2, quello di Kuier in G4; restava Villa, e infatti, almeno per metà gara, galattica lo è stata, la brianzola. Ma nonostante il suo one-woman-show da 16 punti, all'intervallo il tabellone recitava +12 per Schio. Quando poi si sono accese le altre, a costo di mettere in disparte Villa, Venezia ha riaperto (quasi) tutto. Ma era evidentemente al gancio, col serbatoio vuoto, e nel momento in cui la serata di Kuier e Berkani ha virato in modo irrimediabile verso il basso, né San Marco né gli altri tre evangelisti avrebbero potuto salvare la baracca.
- Il verdetto di questa G5 è ineccepibile. Giusto che sia finita all'ultima partita, perché la supremazia arancione non è stata schiacciante; le duellanti si sono scambiate colpi quasi alla pari, in una serie altalenante se non addirittura schizofrenica in vari episodi. Ma è giusto che alla fine lo scudo sia tornato nei mai sazi magazzini del re dei supermercati. Abbiamo visto edizioni migliori, della cannibale arancione; ma questa ha comunque fatto meglio di tutte in questa stagione: in Coppa Italia, in regular season, in Eurolega.
Meglio di Venezia che, dopo l'iniziale prosecuzione del suo predominio, sancita dalla Supercoppa e dal big match di andata, lo ha visto evaporare, scoprendosi più debole dello scorso anno: perché Kuier ha smesso il mantello da Wonder Woman (per quanto la sua "normalità" sia meglio del 95% delle giocatrici in circolazione); perché Berkani in finale ha visto la Madonna in G2, qualche santerello minore in G4 e i diavoli nel resto della serie; perché Pan ha inciso poco e Fassina nulla, e sono due che quando funzionano mettono sabbia negl'ingranaggi scledensi; e perché prendere Stankovic al posto di Shepard (al di là dei guai fisici che hanno condizionato la serba) vuol dire fare campagna indebolimento. I critici dell'americana ex-Sassari le rimproveravano d'essere accentratrice, difensora all'acqua di rose ecc.: benissimo, allora metti una giocatrice da 6,4 punti e 8,8 di valutazione (medie stagionali, non quelle della finale, ulteriormente ridotte dagli acciacchi) al posto di una da 13,8 punti e 21,8 di valutaz, e buon pro ti faccia. Se è vero che Schio sta per prendere Shepard, che sono, fessi loro?
- Ma tant'è, su ogni situazione e ogni giocatrice si potrebbero versare fiumi. E ormai la notte è fonda e la finale sta passando in giudicato: c'è l'estate azzurra alle porte, ci sono le finali giovanili e di A2, eccetera. Passiamo a qualche appunto su G5.
Dinnanzi a 2.650 spettatori, che portano il totale della serie a circa 13.800, Schio replica la partenza alla folgore che aveva imbastito già in G4: da 4-4 a 16-6 dopo 3'45"; da una parte imperversano tutte, compresa una Dojkic ringalluzzita dalla partenza in quintetto regalatale da Dikaioulà nonostante le prove deprimenti nelle prime 4 gare; dall'altra parte è solo Villa a tenere a galla (ma non ci riesce, in realtà), con 3 canestri in crescendo di complicatezza, una squadra che per il resto pare inebetita, oppure, come Cubaj, volenterosa nel provarci ma senza esito.
Il primo canestro di una veneziana che non sia Villa è una tripla di Kuier dopo 6'30", peraltro subito replicata da un siluro di Laksa (pure lei rinfrancata dopo l'1/11 di G4); si arriva a 24-11 dopo 8'30"; lì Santucci illude di suonare la carica come in G3, realizzando una tripla, ma il doppio errore di Kuier sulla sirena è un segnale, anzi una conferma, che c'è poca trippa per le lagunari (24-14 al 10').
- Nel 2° quarto, per la verità, dopo il nuovo +13 scledense, la sveglia suona, per le orogranata, con due delle più latitanti, ovvero Smalls e Stankovic, le quali tengono botta per un paio di minuti (31-23). Ma Schio tiene a far capire che dopo i due episodi in laguna, la ricreazione è finita: bam-bam micidiale con Sottana-Juhasz-Dojkic-Salaun, un 10-2 per il massimo vantaggio di serata: 41-25 al 15'.
Villa torna a garrire per una mini-riscossa veneziana, che però Juhasz e Laksa reprimono feroci (48-32). Ancora Villa lascia a bocca semi-aperta (sarebbe aperta intera se non la conoscessimo bene) con due invenzioni in controtempo nel giro di 15 secondi, a chiudere sul 48-36 la frazione. Quasi un affare per Venezia, surclassata, essere ancora in piedi; Schio nel 2° quarto ha fatto 6/8 da 2 e 3/3 da 3.
- Il 3° periodo segna una svolta, anche se solo parziale. La difesa Reyer finalmente imbraga l'attacco scledense, che perde drasticamente ficcanza: segnerà solo 8 punti nella frazione. Venezia all'inizio ne approfitta, mostrando tutt'altro piglio rispetto ai balbettìi del primo tempo; in un amen manda due volte a segno Cubaj da sotto; il parziale a cavallo del riposo si estende fino a 0-12 ed è appena meno 4 (48-44 dopo 1'30" della ripresa). C'è poi una fase centrale del quarto in cui Schio continua a sbagliare, persa in un inopinato tunnel dopo 20 minuti di scintillio, ma la Reyer esaurisce la sua fiammata, mancando con Fassina (a proposito di tunnel) la tripla del meno 1, poi sciupando a ripetizione con Kuier. La stessa egizio-finlandese sigla poi il meno 3, minimo svantaggio (52-49 al 27', quindi appena 4-5 di parziale in quel farraginoso frangente di 5'30"), ma Schio sta per rivedere la luce, si sblocca con un assist di Sottana per Salaun, e riallunga a +7 nel finale (56-49).
- Ultimo quarto della stagione. La situazione resta in bilico ancora per poco; c'è un sussultino di Pan in avvio, ma dal 58-52 ecco il 4-0 scledense che manda alle corde Venezia: ancora Sottana e Salaun le artefici. Nel frattempo Cubaj torna dopo essersi scavigliata verso la fine del 3.quarto facendo temere il peggio: Capobianco stappa il vino buono, dopo aver tremato, ma sul destino della partita l'umbro-albanese non riuscirà più a incidere.
Segue un nuovo frangente di stallo generale, ma il danno è per la Reyer che sciupa occasioni per ricucire; e allora tocca ad André con 4 punti intagliare la cassa da morto per le Brugnariote, su cui mette gli ultimi chiodi Dojkic, figliola prodiga, con la tripla del 69-54 a -1'50". E sulle tribune cantano e ballano, salvo che nello spicchio veneziano. C'è solo da annotare una tardiva sfuriata di Villa, con 7 punti negli ultimi 100 secondi, dopo aver tirato poco o nulla per quasi tutto il 2° tempo.
Finisce 73-61 con Schio più precisa da 2 (20/34 contro 17/38) e da 3 (7/21, pur non esaltante, ma di là 3/20), solo un po' meno ai liberi (12/18 contro 18/25); Venezia raccatta il doppio dei rimbalzi offensivi (anche perché sbaglia di più) ma serve a poco.
Si hanno: Laksa 14, Salaun e Dojkic 11, Sottana 9, André e Verona 8. E sarà poco patriottico, ma quando hai 3 straniere come migliori marcatrici, è più probabile vincere che viceversa. Infatti Venezia ha Villa a 23 (8/12 al tiro + 5 assist), nessun'altra in doppia cifra e perde (Smalls 9, Kuier 8 con 2/14, Berkani 2 con 0/3).
- Chiosa finale sull'mvp. Viene dato a Salaun premiando la sua regolarità: 5 gare su 5 in doppia cifra, sempre con percentuali fra il buono e il decente, anche se nessuna prova memorabile. Le altre "papabili" hanno avuto almeno una, se non due, prestazioni insufficienti, la francese no.
Tuttavia l'mvp morale è la sempiterna soprana Sottana. Sulla quale un Gigi Marzullo d'annata potrebbe porsi il quesito: "Ma Sottana vince in quanto gioca a Schio, o Schio vince in quanto ha Sottana?".
Nella foto: la sensazione di "déjà vu" è forte; Schio che celebra un trofeo nel suo Pala.

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