- “Non siate più increduli ma credenti”, per dirla alla Gesù Cristo, uno che s'intendeva di miracoli. Roseto completa una cavalcata da 6 vinte e 0 perse in questi playoff, in cui ha fatto fuori una testa di serie #3 (Milano), una #2 (Udine) e ora anche la #1 Costa. E se nei primi due casi si poteva fare i… san Tommaso, considerando che né le meneghine né le friulane erano giunte nelle migliori condizioni all’appuntamento, stavolta si può solo dire “chapeau”, perché 2-0 contro un’avversaria che dopo la Coppa Italia (peraltro persa in finale di 1 punto) era imbattuta, avendo inanellato vittorie sulle altre big del girone e poi fatto 4-0 nei primi due turni di playoff maciullando Matelica, è un’impresa di valore assoluto.
- Roseto conferma, in questa gara-2, doti caratteriali clamorose. Perché sul piano tecnico stavolta, al contrario di G1, era Costa a esercitare una supremazia apparentemente netta. Ma, fattore cruciale, poco concretizzata sul piano del punteggio (complice la serataccia al tiro da 3), perché le Panthers sono state caparbissime a restare aggrappate.
Poi il vento è inopinatamente girato, Espedale ha vestito i panni di Wonder Woman (nonostante la sua statura che, assicuro avendola vista da vicino in G1, non supera l’1.60),
Mi sembra ieri che, in gara-1 a Milano, dopo l’inizio shock (in negativo), coach Righi gridava in timeout alle sue pupille: “Svegliatevi!”. Si direbbe che lo abbiano fatto.
- L'andamento. Costa mescola le carte nel quintetto iniziale con Motta al posto di Osazuwa (sottotono in G1); ma poi è proprio la possente nativa di Verona, entrando dalla panchina, a fornire impatto immediato, così come N'Guessan, confezionando il break fino a +11 (16-27).
Roseto non ha lo smalto di tre sere prima; e si può anche capire, considerando la tensione della posta enorme, il pubblico massiccio, ecc. Perde molti palloni (12 all’intervallo), ha smarrito la mira da 3. Ma la riporta in carreggiata una Caloro che sembra progredire di partita in partita in questi playoff; impressiona per il combinato tra personalità ed efficienza (già 14 punti all'intervallo, ma anche incitamenti alle compagne, da leader).
Parziale di 10-0 per le abruzzesi, che poco dopo pareggiano (31-31) e infine sorpassano grazie anche a un antisportivo di Osazuwa (38-37 al 20'), che poco prima era uscita momentaneamente per mini-infortunio e forse è rientrata nervosa, perché lo commette banalmente su ripartenza dell’avversaria, senza che servisse a nulla bloccarla.
- Costa però riprende a comandare nel 3° quarto: ancora la coppia N'Guessan-Osazuwa in evidenza; la zona protegge bene dai falli le ospiti, al contrario Roseto deve panchinare Coser e Lucantoni dopo la rispettiva quarta penalità, e non tiene il passo (44-52 al 28').
Il punto di svolta è proprio lì, quando tutto fa pensare che la partita stia per spaccarsi in favore di Costa. La quale però si blocca inopinatamente nel momento più propizio per sferrare il k.o., e lascia la porta aperta al ritorno di fiamma rosetano: 5 punti preziosi per le padrone di casa nel finale del 3° quarto (49-52).
- Poi nell'ultimo periodo sale in cattedra (ma "cattedra" è poco: sale sul pulpito e predica basket) Gianella Espedale con 17 punti in questa frazione, più di tutta Costa messa insieme (14). Clamoroso il suo triplazzo del sorpasso (58-57 a -6’30”), con esplosione del pubblico. Nel frattempo Costa incappa in una serie di tegole: 5° fallo di Penz (su tecnico a 8' dalla fine) e poco dopo idem per Osazuwa (sfondamento), oltre a un'altra uscita temporanea, di N'Guessan zoppicante.
Messa la freccia, Roseto sente aria di promozione e vola sul 68-60 a 4' dalla fine. Costa, più d’orgoglio che di smalto, trova finalmente due triple con N'Guessan e Cibinetto (69-66 a -2'15"), ma ancora la demoniata Espedale chiude tutto con un'entrata e una tripla (74-66 a -40").
Finisce 76-66, ovvero 32-14 da quel +8 ospite a 12’ dalla fine. Espedale ne ha 23, Caloro 17 (e per il second’anno di fila Costa esce contro una sua ex: 12 mesi or sono fu Nasraoui; d’altronde ne ha talmente tante in giro che il rischio è elevato…); di là N’Guessan 23 e Osazuwa 18.
Ovviamente, come per tutte le neopromosse ma soprattutto quelle inattese, c'auguriamo che abbia le basi solide per strutturarsi in A1. Adesso però si debbono solo godere la festa, laggiù in quella terra di genuina passione per il basket maschile che ha scoperto d'amare anche le sue donne.

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