Si è completato anche il turno di semifinali del Tabellone 2 con le due gare-3 che hanno sancito un clamoroso "6 su 6" di vittorie esterne.
- Si può vincere nell'anno 2025 una gara-3 in trasferta tirando da 3 la metà delle volte dell'avversaria e segnando 6 punti dalla panchina contro 26? Sì, se sei allenata da Diamanti (e se le cinque del quintetto sono tutte discrete califfe della categoria, possiamo aggiungere).
Finisce 66-78 con 17 di Reggiani, 16 di Morra e Nasraoui, 12 di Baldelli, 11 di Hartmann. Ovvero tutte le cinque califfe di cui sopra in doppia cifra. Va notato che Reggiani (ex di turno come Nasraoui) è stata il fattore in più per Broni in questa serie, dopo una stagione sofferta. Ha compensato, sia pur con caratteristiche diverse, la perdita di Russo. Ma onore anche all'apporto dalla panchina da parte di Scarsi (perfetta gregaria nel senso positivo del termine, cioè una che fornisce quello che serve nell'occasione, senza pretendere) e della giovane Buranella, che non ha un compito facile.
Valdarno non riesce a bissare il "ribaltone" nella serie di semifinale: le era riuscito lo scorso anno con Costa, stavolta no. Ha pagato dazio sotto canestro (certo con Conde poteva essere diverso), come del resto succede a chiunque contro la "front-line" Nasraoui-Hartmann-Morra, anche se in G3 la migliore è stata la lunga Mioni con 17; ne ha messi 15 De Cassan ma altri elementi-chiave sono stati sottotono. Le gerarchie "liquide", nel senso di tante protagoniste possibili ma nessuna fissa, alla fine non hanno pagato, di fronte a una squadra che invece è costruita a modello di battaglione militare. Ha finito per dipendere troppo dal tiro da 3 di cui si diceva a inizio discorso: se tiri 29 volte e segni 7, mentre di là tirano 15 e segnano 9, è logico che finisci in un "cul de sac".
Ma non è una sorpresa che Valdarno sia uscita contro Broni. Era un 50-50% di pronostico, le pavesi hanno giocato meglio le loro carte, nonostante la perdita di Russo. Si è tornati ai valori preventivati a inizio stagione, quando Broni era vista come prima o seconda favorita all'Ovest insieme a Milano, mentre Valdarno subito dietro, in terzo-quarto posto insieme a Costa.
E' stata forse la finale anticipata? Il sospetto c'è ma siamo pronti a smentirci.
- Tra Mantova e Treviso anche G3 ha offerto molte emozioni ma pure molta farragine. Vince Treviso di 2, completando così una riffa di 5 sfide stagionali fra le due compagini in cui 3 volte è finita di 1 punto, una di 2 e una di 3.
Stavolta però non si è andati all'ultimo tiro. Punteggio bassissimo nei primi 2 quarti; qualcosa di più fa Treviso con un break di Peresson nel 1° quarto; Mantova sbaglia davvero di tutto di più (7/26 da 2 al 20'); Fusari e Fiorotto chiuderanno a zero assoluto ed è un problema soprattutto la mancanza di punti della prima, terminale principe delle virgiliane insieme a Orazzo.
A inizio ripresa Treviso tenta l'affondo del k.o., issandosi a +11; Mantova, dopo aver fatto 24 punti in 23', si dà una sveglia con Orazzo e Dell'Olio, che di playoffs non sono certo vergini; è questo il frangente più godibile della gara, con un botta e risposta che lascia Treviso avanti di 6 grazie alla tripla finale di Vespino Vespignani (39-45).
Nell'ultimo quarto Mantova torna a litigare col ferro e Treviso torna ad allungare, pur senza fare cose incredibili; vede ormai lo striscione del traguardo sul 45-56 a -4'25".
Ma tra queste due squadre è destino che non possa finire in modo banale. Mantova si lancia in un assalto a testa bassa che rosicchia punto su punto; Orazzo in contropiede e Ramò da 3 ridanno speranza al pubblico casereccio (di solito non numerosissimo ma stavolta sì, con gente in piedi); tuttavia Treviso resiste bene, e quando Peresson segna due liberi a 16 secondi, è virtualmente "game over" sul 56-64.
Perso per perso, Mantova ci prova ancora: assist rapido per Llorente, 0/2 di Vespignani, Fietta lucra un fallo su un tentativo di tripla a -2", fa 2/3 sbagliando apposta il terzo, lei stessa precede tutte a rimbalzo e serve con un assist in tocco Llorente, la quale sfoga la frustrazione con una tonante schiacciata avvinghiandosi al ferro... va be', appoggia a canestro ma, un attimo dopo, la sirena suona e così è beffardo il 62-64, che sancisce la prima finale della storia di Treviso (per questa società, s'intende, giacché ricordiamo il mitico Pagnossin campione d'Italia nel 1981), mentre Mantova manca per un soffio la sua prima.
Si hanno: Orazzo 16, Fietta 13 per le lombarde di confine, Vespignani e Peresson (duo nobile) 15 a testa per quelle della Marca. Che hanno già fatto una bella impresa a buttar fuori Empoli regina di Copp'Italia e Mantova regina della "regular" all'Est; sarebbe un capolavoro ora fare tris con Broni. E' vero che il fattore-campo ce l'hanno le ragazze di Matassini ma quanto conta, dopo un turno in cui hanno vinto sempre e solo le viaggianti?
Nella foto (di D.Mealli): festeggia Broni dopo gara-3 in Valdarno.

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