venerdì 18 marzo 2011

Cinguettii (185) - Riassunto lombardo: A2, impresa Crema; B1, Cantù ai playoff; U19, Biassono campione

Geas e Comense erano ferme; di Milano-Biassono derby di A2 abbiamo già parlato. Cosa rimane? Rimane, e non è poco, la vittoria di Crema su Bolzano, sempre nella quart'ultima di A2. Considerando che Bolzano è seconda e che Crema era ancora senza Frusca, Barbiero e Caccialanza, d'impresa se non mezzo miracolo si tratta, anche perché la squadra di Pamiro, anziché crollare alla distanza per le rotazioni corte, ha fatto il contrario, piazzando un 24-8 nell'ultimo quarto (73-67). E' vero che pure Milano è sembrata trovar più vantaggio che danno giocando in 6 o 7, contro Biassono, però qui c'erano solo 3 veterane (Censini, 19, Belfiore, 15, Fumagalli, 12) e per il resto ragazzine: ma Conti e Rizzi anche stavolta han risposto "presente". Così Crema si mette in pole-position nella griglia-playout, 2 punti avanti il duo Milano-Biassono; ricordiamo che negli scontri diretti c'è un gran garbuglio perché Biassono è 1-1 +6 su Crema; Crema è 2-0 su Milano; Milano è 2-0 su Biassono. Se ci fosse parità finale a 3, avremmo Crema davanti, poi Sanga, poi Biass. Insomma un altro vantaggio per il Generale Censo e le sue soldate. A proposito, senti che miele distilla "La Provincia" di Cremona nelle pagelle: Censini: si conferma a pieno titolo l’anima di questa squadra. Gli 8 canestri dal campo segnati sono tutte invenzioni di puro talento, grinta e voglia di non arrendersi. In più ci mette la solita leadership, l’esperienza, la difesa e anche buone giocate in playmaking con 4 assist. Un esempio che fa benissimo alle più giovani. 9 :yes: Ah ah, e pensare che il primo anno che era lì, l'agguerrita stampa locale ne aveva fatto più d'una volta il capro espiatorio in una stagione andata meno bene del previsto dopo la finale del 2008, forse rimpiangendo Barzaghi... O plebe, Censini non si discute, si osanna. -_-

In B1 gir. "A1", grande traguardo playoff (considerando i pronostici d'inizio stagione) per Cantù, che centra la quint'in fila regolando Genova (56-51) più con la sofferenza che con lo smalto (Maffenini "solo" 24 punti; 15/49 di squadra da 2); risultato che offriva a Vittuone, l'indomani, una chance di prendersi mezza salvezza a patto di fare un colpo gobbissimo a Valmadrera; eppure le giovani di Riccardi quasi ci arrivavano, perdendo 50-47 (curiosità: è tornata, ma pare solo per quella partita, Ashley Ravelli dagli Usa, ed è stata pure l'unica in doppia cifra delle sue), con Zanon che non ha fatto regali (18). Costamasnaga batte Lavagna (49-41; Galli 17) ed evita di farsi risucchiare nel gruppone di metà classifica.
Nel gir. "A2", ancora una sconfitta per Bergamo (53-50 d.t.s. a Trieste) che ora rischia di perdere i playoff.
Nel gir. "B1", si conferma la forma di Cremona Carugate: le torroniane vincono facile col fanalino Prato (43-60) e s'issano sole al 2° posto, anche se con una partita in più; le hinterlandmilanesi fanno 7 di fila espugnando Fiorenzuola (56-58) grazie a due liberi di Schieppati dopo un fallo mal consigliato di Lionetti che aveva appena sbagliato il tiro-partita a -4". Da segnalare i sorprendenti 16 punti di Zumbaio. Bella parità lombarda al 5° posto tra Carugate, Usmate e Broni: Broni ha fatto un colpo su Valdarno (66-61), Usmate riposava nel weekend scorso. Lodi ha dato l'addio definitivo ai playoff perdendo con Reggio Emilia (63-77).
Nelle giovanili, si è conclusa la fase regionale Under 19: Biassono campione già con largo anticipo (è stato un monologo, con l'unico neo di non chiudere imbattute; nell'albo d'oro succedono alla "divina" Comense delle '91), a seguire Bergamo, Vittuone e un Cavallino Bianco bravo a non aver avuto bisogno né di Melchiori né della "College rule" per qualificarsi all'interzona. "College rule" è un modo figo di dire che chi ha mandato una giocatrice a College Italia, rientra comunque in corsa-interzona previ spareggi: infatti Geas (Penna), Costamasnaga (Meroni) e Cremona (Bona) ora s'affrontano per decidere la quinta qualificata.

giovedì 17 marzo 2011

Cinguettii (184) - 150° d'Italia: la top 10 dall'Unità a oggi

In occasione dei festeggiamenti per il 150° dell'unità d'Italia, vorremmo rispondere alla seguente esigenza storica: chi sono le migliori 10 giocatrici italiane dal 1861 a oggi? Considerando qualità, vittorie ottenute e rappresentatività nella rispettiva epoca (quindi non semplicemente chi era più brava, chi era meno brava) azzardiamo questa classifica:


1) Bocchi
2) Pollini
3) Fullin
4) Gorlin
5) Bozzolo
6) Sandon
7) Macchi
8) Zanotti
9) B. Rossi
10) Ronchetti

Motivazioni: Bocchi numero uno perché è stata la migliore individualmente insieme a Pollini, perché è stata la prima vera superstar, perché ha vinto 8 titoli italiani e la prima coppa Campioni italiana, perché è stata l'unica italiana a essere eletta migliore del mondo (1975), perché ha vinto un bronzo europeo; Pollini perché è stata la migliore individualmente insieme a Bocchi, perché ha vinto 12 scudetti e 7 coppe Campioni, perché è prima per presenze e punti in nazionale, perché ha vinto l'argento europeo '95; Fullin perché ha vinto 15 scudetti e 7 coppe Campioni, perché è terza marcatrice in nazionale; Gorlin e Bozzolo perché sono stati i migliori play, con Gorlin davanti per aver vinto più coppe Campioni ed essere stata appena eletta nella Hall of fame italiana. A seguire Sandon per aver fatto parte di 3 dinastie diverse, tutte campioni d'Europa (Sesto, Torino, Vicenza), per aver vinto 10 scudetti e per la longevità ad alto livello.
Queste sono le migliori 6, sui piazzamenti interni al gruppo si può discutere ma il salto rispetto alle 4 che seguono è netto. A loro volta, le ultime 4 possono anche essere rimescolate tra loro, e mi spiace aver lasciato fuori Masciadri che ha vinto 8 scudetti se non erro, ma Rossi e Ronchetti credo siano state più rappresentative per le loro epoche (Ronchetti s'è pure vista intitolare una coppa, ed è vero che alle altre manca il requisito per non essere morte prematuramente... ma non è onore che si accorda a tutti).
Tra le escluse mi spiace soprattutto per Pausich e Masciadri, due che hanno vinto moltissimo.
Se qualcuno vuole cimentarsi, è ben gradito: ovvio che non c'è nulla di scientifico, ma è inutile far gli snob coi soliti argomenti che le classifiche "all time" sono ingiuste, eccetera: divertiamoci e celebriamo la patriottica ricorrenza ricordando coloro che hanno fatto grandi l'Italia dei cesti rosa. -_-

Cinguettii (183) - Rimasugli di Coppa Italia: l'importanza di Nadalin; la stecca delle giovani; il caso Adriana

1) Giusto un tris di note aggiuntive sulla Coppa Italia, anche se ormai il recupero Taranto-Umbertide di ieri l'ha un po' mandata in archivio (a proposito, ho provato a seguirla in streaming su JustinTv ma la qualità era un disastro; così per curiosità, nel finale c'erano 41 utenti collegati). :huh: Meritava, innanzitutto, due parole la prova di Nadalin in finale, perché pur facendo il consueto lavoro silenzioso ha concluso come migliore per valutazione al pari di Stansbury (17), facendo 5/5 da 2 più 8 rimbalzi. Forse uno degli ultimi nomi che viene in mente pensando alla super-Schio di quest'anno, eppure quando hai tante prime punte è fondamentale avere almeno un elemento equilibratore, capace di spaccar legna e al contempo di sfruttare i pochi tiri lasciati liberi dalle più "nobili" compagne. In chiave nazionale, con Alexander fuori tutta la stagione, immagino sia la prima opzione di Ticchi alla voce naturalizzate (non credo che Wabara le possa passare avanti, o che si vada a cercare in altri ruoli). Quindi doppiamente bene se gioca così, oltretutto sviluppando l'intesa con Macchi e Masciadri che, salvo inauspicati forfait, saranno ancora le colonne della pattuglia.


2) Sul versante negativo, spiccano purtroppo le prove delle giovani italiane (specifichiamo, perché Jovanovic, '89, ha fatto buone cose). Naturalmente è sempre piacevole vedere come Zara, Ballardini, Macchi, Masciadri, e aggiungiamo Moro e Meneghel, siano pari al vino che stagionando non si fa aceto ma casomai prende più sapore; tuttavia saranno 5-6 anni che la rosa di quelle che fanno la differenza a certi livelli rimane inchiodata alle "solite note", le quali ormai sono "over 30" se non sui 35. Insomma, non per mandare in pensione nessuno, però ci avrebbe fatto piacere se qualche novità avesse rubato la scena alle veterane, lì a Perugia. :shifty: Invece, il trio di Umbertide (Cinili-Consolini-Gorini) pur avendo minutaggi discreti (dai 12 ai 19) ha prodotto al minimo sia in semifinale che in finale (anche se Gorini, la più giovane di tutte, ha mostrato una discreta intraprendenza e ciò è buona cosa); se però questo dato ricalca l'ultimo periodo di campionato, in cui le tre erano state piuttosto in ombra, meno attesa era la "stecca" di Sottana, 2 punti con 1/12 al tiro e -9 di valutazione. Di eventi importanti lei ne ha già giocati parecchi, però era la prima volta che ci si aspettava da lei un ruolo di traino e non di "guastatrice" di lusso, cioè quella che entra, piazza un paio di giocate di talento e poi torna a lasciar spazio alle veterane. Peccato. Ma stiamo comunque parlando di ragazze dai 22-23 anni in giù: non è che Macchi, Masciadri e Ballardini alla loro età ne facessero sempre 20... Forse il vero problema è, come abbiamo già detto in passato, la carenza di italiane di spicco nella fascia d'età intermedia, diciamo dai 24 ai 28 anni, quelle che appunto potrebbero essere pronte a rubare la scena alle "grandi vecchie", ma non essendoci, dobbiamo sperare negli exploit delle '88 e dintorni, che però comprensibilmente non sono ancora pronte al 100% quando il livello diventa massimo. :cry:

3) Su Superbasket, Roberto Lurisi dice senza giri di parole che "il malessere di Adriana è grande", :o: e anche se Molino ha parlato solo di un problema tendineo, Big Roberto fa capire che c'è anche qualcosa a livello mentale, cioè una frattura con la squadra o qualcosa del genere per la brasiliana, che contro Schio ha fatto 1 punto con 6 perse. In realtà l'impressione è che se anche Adriana fosse al massimo della voglia e della forma, non sia più la divina degli anni scorsi, o meglio lo sia a corrente alternata, una volta sì e una o due no. :unsure: Comunque sia, se entrambe le magagne (quella fisica e quella mentale) sono irrimediabili di qui a fine stagione, per Faenza rischia di essere un mezzo calvario. In realtà, facendo due conti, le romagnole potrebbero ancora vincere la volata per il 5° posto con Como e Venezia, o perlomeno non finire dietro a entrambe (in classifica avulsa sono davanti; e poi non hanno un calendario impossibile: Priolo e Lucca; inoltre Como e Venezia giocano tra di loro sabato), però certo che se non torna qualche infortunata, la coperta è disastrosamente corta. L'impressione è che abbiano giocato la semifinale per onor di firma, risparmiando la benzina residua, e quindi già domenica potrebbe vedersi un'altra Faenza, specie se guarisce almeno Santucci. Poi, nei playoff, tornando Modica, si riavrebbe una squadra perlomeno competitiva. Certo però che se Adriana ha davvero messo una croce sopra, allora sarà un affarone per chi pesca l'accoppiamento con Faenza nei quarti. Paradossalmente potrebbe essere avvantaggiato chi finisce terzo o quarto (Geas e Umbertide, da vedere in che ordine) rispetto a chi si piazza secondo (ormai probabile Taranto) e però magari si becca Venezia o Como che in questo momento paiono decisamente più toste... :woot:

mercoledì 16 marzo 2011

Cinguettii (182) - A2: Milano nel derby ha una Clara per D'Amico (e una Gottardi nel motore) – 2^ parte

A inizio ripresa Biassono gioca la carta Invernizzi, che mancava da quasi 2 mesi dopo aver giocato solo 2 partite stagionali; ma la veterana ex Como è logicamente impacciata e produce solo uno 0/2 in area in 5 minuti. :cry: Ma anche le compagne continuano a sprecare di tutto da sotto: percentuali ancora più a piombo. Invece Milano costruisce azioni corali che è un piacere: assist di Rovida a Gottardi, di Brioschi a Pastorino, di Gottardi a Rovida. Le due lunghe di casa, che come abbiamo detto sono offensivamente opache, fanno però un gran lavoro in difesa e a rimbalzo, rastrellandone 16 Pastorino e 10 Rovida, e impedendo così che Biassono rimedi ai suoi mille errori con troppi rimbalzi in attacco. Che invece Milano si conquista spesso. Il conto alla fine sarà di 54 “carambole” a 34. Sul 43-29 al 24’ si arriva al massimo vantaggio. Ma Biassono è squadra che, viaggiando su ritmi sempre alti, quando trova l’abbrivio giusto può anche recuperare tanto in poche azioni. Così avviene quando si sbloccano prima Canova, poi Reggiani Galbiati. Canova ha giocato benino, Galbiati invece maluccio nel complesso (6/17 al tiro e 7 perse), forzando qualcosa di troppo, però sul finire del 3° quarto propizia uno 0-8 che riapre la partita (51-45 al 30’).

Nell’ultimo quarto prosegue l’inerzia pro-Biassono, che arriva a -4 (54-50 al 34’) con Fumagalli e Galbiati. Il tasso di ruvidità della partita è salito (D’Amico rotola contro un tabellone dei 24”, strattonata da Reggiani), un terreno più favorevole alle brianzole (più agonistiche) che alle cittadine (più tecniche e compassate, oltre che senza cambi); Milano da fine 3° quarto è passata a zona per risparmiare energie e falli, e per non far esaltare Biassono in 1 contro 1. E in effetti la Pilot, che allunga la zona in press, rimonta sì, ma troppo lentamente, e la fiammata finisce. Giunzioni sblocca l’impasse Sanga, risponde in entrata di classe Contestabile ma Barbieri (certo non al meglio: -10 di valutazione) si prende un tecnico per un fallo fischiatole sul pressing. Milano ne ricava solo 1 punto ma torna in controllo mentale sulla partita. Pinotti opta per un quintetto piccolo (Giunzioni da ala grande, Pastorino in panca) che con Brioschi-Gottardi-D’Amico ha 3 elementi con pari efficacia nel portar palla contro il pressing, il quale diventa pressoché inefficace salvo qualche sporadica rubata. Su una di queste, Biassono segna da 3 con Contestabile e torna minacciosa sul 61-56 a -2’15”. Ma Rovida pesca Giunzioni con un bell’assist (63-56), Biassono non ne azzecca più una e Milano finisce con un 11-2 (72-58) grazie a una serie infinita di tiri liberi Gottardi-D’Amico. Gottardi finisce con 29+8 rimbalzi, :yes: Giunzioni 17, D’Amico 13. Di là Contestabile e Galbiati 16. Ai playout, forse, le puntate successive della sfida. Per il momento festeggia il pubblico del Sanga.

Cinguettii (181) - A2: Milano nel derby ha una Clara per D'Amico (e una Gottardi nel motore) – 1^ parte

Domenica scorsa c'era Sanga-Biassono: non determinante per i destini stagionali di entrambe (ormai rimandati ai playout), ma potenzialmente decisivo per dirimere chi delle due partirà davanti nella griglia del purgatorio, specie se avesse vinto Biassono che sarebbe andata a +4 con 3 giornate da giocare, mentre Milano aveva la prospettiva di un riaggancio col 2-0 negli scontri diretti, avendo vinto all'andata (cosa che appunto è successa).

In ogni caso, la disfida tra il capoluogo e la Brianza è interessante a prescindere, e infatti la palestra di via Cambini presentava un pienone da circa 200 anime, un po' sorprese dalla botta di patriottismo iniziale, quando le squadre si sono schierate fronte pubblico a mo' di soldati mentre gli amplificatori sparavano un inno nazionale cantato piuttosto timidamente dai presenti.
Poi, in partita, solo la bandiera di Milano ha garrito. Sarebbe falso dire che non c'è stata storia, perché Biassono c'ha provato più volte a rimontare, ma di fatto le arancioni hanno fatto il primo break dopo 3 minuti e non sono più state riprese, viaggiando spesso tra i 10 e i 12 punti di scarto. Eppure l'organico era risicatissimo perché in settimana Franz Pinotti aveva perso (dopo Zamelli e Santucci) un altro pezzo, Nobis, la quale pare abbia riconsegnato la borsa per motivi suoi. :angry: In pratica Milano si ritrovava con le sole Pastorino e Rovida come lunghe, e in pratica solo D’Amico come cambio (per il resto ha giocato 5’ Pulvirenti e stop; s'attende la giovane torinese Nicola tra due partite), mentre Biassono ripresentava Invernizzi, seppure a mezzissimo servizio; tuttavia si poteva immaginare che alla distanza le brianzole avrebbero potuto prendere per stanchezza le cittadine, il che a un certo punto sembrava riuscire, ma non è durata.
Inizia forte Gottardi, subito 8 punti contro una De Fiori che (febbricitante, s'è saputo poi) fatica a contenerla, anche perché essendo più bassa, la Silvia mongolrallica riesce a tirarle in testa dalla media. Nel finale di 1° quarto tocca a Giunzioni con 6 punti (18-14 al 10'). Nel mezzo, Biassono mette la testa avanti per l'unica volta (10-11 al 6'), coi recuperi sul pressing e il duo Canova-M. Fumagalli, mentre Contestabile parte lento, così come la sua controparte Rovida, la quale riceve pochi palloni buoni ma è anche in serata-no, come si vedrà da alcuni tiri sbilenchi. "Conte" invece poi si sbloccherà, ma a corrente alternata.
La svolta nella prima metà del 2° quarto con un parziale di 12-0 che lancia il Sanga sul 32-19 al 14’: contribuiscono un po’ tutte, ma soprattutto D’Amico, già un idolo del pubblico alla sua “prima” casalinga in maglia-Cellularmania, che segna in appoggio dopo aver depista Galbiati con un cambio di direzione che avrei voluto filmare perché non ho veramente capito come ha fatto, e subito dopo intercetta un’apertura biassonese e ne segna un altro. Siccome nel frattempo anche Brioschi ha segnato in entrata, De Milo vede la mala parata a uomo e passa a zona (Milano per ora a uomo). In effetti ottiene di spegnere l’attacco di casa, che prende tanti tiri dalla media senza esito, e non riesce ad attivare le lunghe in area. Però nel contempo Biassono si mangia tantissimo da sotto (10/29 da 2 all’intervallo), e così nei successivi 3’ il parziale è solo 1-2; poi nel finire del quarto si accende Contestabile riducendo lo scarto a 37-29 all’intervallo.

martedì 15 marzo 2011

Pictures of you (18)

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Sanga Milano-Biassono (A2, 13/3): le due squadre patriotticamente schierate mentre suona l'inno di Mameli, in onore del 150° d'Italia.

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Sanga-Biassono: Silvia Gottardi cerca di incartare Chiara De Fiori con un cambio di direzione incrociato, De Fiori cerca di rubargliela. Di fronte a siffatto duello, l'obiettivo s'emoziona e la foto viene mossa.

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Sanga-Biassono: il folto pubblico presente in via Cambini.

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Sanga-Biassono: mischione selvaggio a rimbalzo.

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Una curiosa acrobazia di Giulia Zumbaio, "muscolare" di Carugate (B1). [foto società Carugate]

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Un insolito Geas in giallo (1): foto di gruppo. [da Facebook]

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Un insolito Geas in giallo (2): ci scherzano Schieppati, Zanon, Zanoni, Arturi.

Cinguettii (180) - Coppa Italia: schiacciante Schio, umbratile Umbertide

Ok ok, titolo pietoso, ma è che questa finale di ieri ha lasciato una sensazione strana, come se non ci fosse moltissimo da dire, tant'è che sembra aver fatto più notizia Orlando (vedi sotto) con le sue dichiarazioni che la partita stessa. Perché di fatto, la contesa s'è chiusa dopo 3 quarti, e alla domanda: "cosa poteva fare di diverso Umbertide per giocarsela fino alla fine", si potrebbero trovare varie risposte, ma quella giusta rischia di essere "tutto e niente, perché quando Schio ha premuto sull'acceleratore, è volata via come la Ducati di Stoner quando sverniciava tutti". Intendo dire quella valanga che abbiamo visto attuare a Schio già nell'Opening Day contro Priolo: ti possono colpire tutte e 5 e non sai più da che parte proteggerti dalla gragnuola, e quando si calma la furia la partita è spezzata.

Andando per ordine: bel primo quarto con minibreak Schio grazie a 3 triple Macchi-Masciadri-Cohen; risposta Umbertide con Ballardini e Zara (+1), contro-risposta veneta per il 21-18 al 10' con McCarville attiva a rimbalzo d'attacco. Nel secondo quarto un po' più errori ma ancora andamento a strappi: l'unico sprazzo delle giovani italiche di Umbertide vale il +3 umbro, poi però la superiorità dei cambi, soprattutto Yacoubou, inizia a pagare per Schio che fa un 7-0 e da lì in poi resterà sempre avanti. Segnali negativi per Umbertide, le 3 perse da Zara e Ballardini in analoga situazione, su raddoppi energici; per 2 volte Zara fa fallo di frustrazione (più che per fermare il contropiede). Buona però la reazione della Liomatic con le lunghe Robert e Stansbury, però Macchi con un'acrobazia allo scadere fa andare all'intervallo Schio sul +4 e spegne l'euforia del pubblico (36-32).
Inizio terzo quarto decisivo: ecco la "valanga" di cui dicevamo sopra, con un 9-0 McCarville-Masciadri-Cohen-McCarville: 45-32. Funziona bene anche la zona di Schio. Poi un altro frangente forse ancor più decisivo: Umbertide si riscuote, fa una serie di ottime azioni, tipo 14 punti nel giro di 4-5 minuti, ma Schio risponde ogni volta (soprattutto con Cohen), e dopo tanto sbattimento la Liomatic è ancora a -11. E non c'è niente di più frustrante che fare il tuo massimo senza ottenere nulla. -_- Infatti Schio con un 5-0 dà il colpo di grazia (63-48 al 30') e Umbertide in pratica s'arrende: Ballardini, Zara e Robert più di tanto non riescono a fare, Stansbury cala, s'aspetta invano un segnale da Consolini (stroncata da Velluzzi sulla Gazzetta di oggi). C'è anche un +18 nell'ultimo quarto, poi Jovanovic lenisce lo scarto (17 punti totali, ma una decina a babbo moribondo: certo però che, al momento, delle varie giovani di Umbertide la più progredita pare lei... :blink: ) e l'80-69 è abbastanza dignitoso. Mvp meritato a Cohen.
Però il segnale in chiave-scudetto è forte: viste le Final Four e vista la scarsa brillantezza di Taranto, sembra che Schio possa solo vincerlo. Ma i playoff sono tra 3 settimane e la finale tra un mese e mezzo, quindi vedremo. Intanto Umbertide non può permettersi di uscire scarica dal suo primo grande appuntamento, perché ha Taranto e Schio da affrontare nel giro di 4 giorni...
Nota sul pubblico. Per la finale dichiarati 2500 spettatori; a vederli dalla tv sembravano un po' meno ma comunque molto meglio dei tremendi vuoti che ci ricordavamo dai lontani Europei '93 in quell'impianto... Perugia è città di pallavolo, buona cosa aver destato interesse anche per il basket donne. Per Umbertide credo raggiunto l'obiettivo di certificare la sua dimensione di realtà di vertice nonché un'espressione di punta dello sport perugino.
Nota sull'Orlando non furioso ma nemmeno allegro. <_< Non è ben chiaro quale fosse il segnale che voleva mandare all'ambiente con le sue dichiarazioni sulle "fantasie" d'Eurolega e sulle "10 puledre difficili da gestire", nonché la frecciatina alle "guardie mascherate da play": forse era solo un momento di sincerità (così come quando Rossi l'anno scorso definì Faenza "una grande mezza squadra"), ma temo che il risultato sia stato solo: a) di bollare come insufficiente il suo organico in chiave europea, che mi pare ingeneroso; b) di dar l'idea di aver litigato coi vertici societari, giacché parlava ai microfoni Rai ma sembrava un messaggio ai piani alti; c) di far sospettare problemi a gestire il gruppo, il che può essere sì comprensibile, con tutti quei nomi, ma non giustificabile, visto che l'allenatore è lì proprio per quello; d) di preferire il playmaking di Moro a quello di Cohen, ma anche qui non ci fa una gran figura, visto che con Moro arrivi fino a un certo punto, mentre Cohen era l'acquisto di spessore per salire di livello. Insomma, il tutto come a dire: "mi han dato una Ferrari, ma stavo meglio con la berlina di prima"... Paradossale nel momento in cui dovresti festeggiare una coppa. Ma è il danno delle super-squadre: se vinci hai solo fatto il tuo dovere, e non ti sembra d'esserti conquistato granché, al massimo hai evitato il dramma. :cry:

Pictures of you (17)

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Geas-Umbertide (A1, 6/3): il minuto di silenzio iniziale in memoria di Tarcisio Vaghi, coach lombardo del maschile.

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Geas-Umbertide: Stansbury spalle a canestro contro Summerton.

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Geas-Umbertide: tiro libero per Ballardini.

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Geas-Umbertide: Zanoni ha appena depositato in contropiede su palla rubata.

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Geas-Umbertide: la festa finale della Liomatic coi numerosi tifosi al seguito.

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All Star Game europeo (8/3): il leggero strapotere atletico di Sylvia Fowles, prima in contesa su Sancho Lyttle, poi in appoggio a canestro. [dal sito Fiba Europe]

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Amarcord: la grande Stefania Zanussi esulta dopo aver segnato la tripla decisiva per la promozione in A1 di Reggio Emilia, anno 2003. [da Facebook]

sabato 12 marzo 2011

Cinguettii (179) - A1: Coppa, Schio e Umbertide in finale; Taranto col sudore a Lucca

In tempo quasi reale e in esclusiva mondiale, riassunto del densissimo “Saturday night” dell’A1.

- Nella prima semifinale di Copp’Italia, dignitosa resistenza di Faenza (sorry per la rima), che ne prende appena 24 da Schio (79-55). :blink: Non è una battuta, ma una constatazione che parte da due numeri: 1 e 35. Il primo sono i punti di Adriana (con l’aggiunta di 6 perse), il secondo sono i minuti giocati da Silvia Sarni:cry: In queste condizioni, restare a distanza di una decina di punti da Schio fino al terzo quarto compreso è una mezza impresa. S’è svegliata dal letargo Breitreiner (18 alla fine), una delle massime delusioni dell’anno; stavolta, evidentemente, s’è guardata intorno, vedendo che senza Modica e Santucci, o faceva canestro lei tra le esterne (ok, c’era pure Sciacca, ma il discorso cambia poco) oppure era grigia. Infatti grigia è stata, alla lunga, ma finché la tedesca ha segnato, e finché Schio ha spadellato da 3 (era 3/22 dopo 3 quarti), il massacro s’è rimandato; poi però sia Adriana che Breitreiner erano a 4 falli a inizio 4° periodo e allora buonanotte. Faenza nella difesa in area è inconsistente: Schio ha tirato col 70% da 2; McCarville e Yacoubou 31 punti in coppia giocando nemmeno tanto.
- Ci aspettavamo belle cose dalla seconda semifinale, Umbertide-Venezia, ma è andata ancora meglio: probabilmente una delle migliori partite dell’anno. Prima metà gara strepitosa in attacco per le padrone di casa, con Ballardini Robert indemoniate; ma la Reyer rosicchia da -19 a -13 prima dell’intervallo (47-34) e poi riapre tutto nel terzo quarto, segnando 29 punti, con una Meneghel resuscitata per l’occasione; a sorpresa poi s’è vista anche Jenni Screen dopo mesi (al posto di Ogorodnikova): 18 minuti senza segnare. Si arriva così alla parità sul 63-63 al 30’. Sembra potersi mettere male per Umbè, visti i 4 falli di Stansbury e di Robert che poi esce anzitempo; ma dal 71-69 al 35’ arriva il break decisivo (85-75). Ballardini 25, con 7/9 dal campo e 44 di valutazione, :yes: Robert 21; di là Kostaki e Meneghel 17, Ohlde 16; a retine quasi inviolate il duello Zara (4)-Sottana (3). Brava Umbertide a non pagare la pressione del grande evento casalingo; brava Venezia a "resettarsi" dopo il -40 a Schio e tornare competitiva, mandando un segnale in chiave-playoff. Pronostico per domani? Stavolta Meurstradamus, provato dalle fatiche di qualche giorno fa per l'A1, lascia perdere. Curiosamente ci sarà la rivincita tra una settimana in campionato, ma immaginiamo che nessuna delle due baratterebbe quella vittoria in cambio di questa.
- Nel frattempo, con meno luci della ribalta, si giuocava la prima tappa del “tour” di recupero-partite di Taranto. Era prevedibile che sarebbe stata dura, sul campo di una Lucca assatanata per via di playout vieppiù incombenti per le toscane nonostante gli exploit della fase centrale della stagione; ma che un Cras libero da altri impegni, con una settimana per preparare la partita, faccia una fatica così bestiale (pur senza Montagnino e con Wambe a mezzissimo servizio), perdendo 15 palloni o giù di lì nella prima metà (anche perché gli arbitri han fischiato poco o nulla per 20'), è preoccupante assai per le ambizioni di arrivare quantomeno in finale... :woot: Evidentemente Taranto s’è lasciata impaludare nel gioco duro a ritmi bassi di Lucca, e nel finale, con Godin e Dacic fuori per falli, più Young a 4, ha rischiato seriamente di lasciarci le penne. Sorprende la perdurante vulnerabilità in trasferta per le tricolori. Che però stavolta si sono salvate 50-51 grazie a un'entrata di Mahoney, e quindi la rincorsa al secondo-terzo posto continua. Per evitare il quarto ora deve solo vincerne 2 delle 4 che rimangono: dando per scontata l’ultima con Napoli, una tra Umbertide, Schio e Parma dovrebbe batterla. In fondo il discorso “giocando così non si va da nessuna parte” vale solo fino a un certo punto.

Cinguettii (178) - Riassunto lombardo: A2, Crema eroica, Milano grazie Cipo; B1, canta Cantù, carica Carugate

Squilli di tamburi e rulli di tromba, perché dopo settimane di triple sconfitte, le lombarde di A2 portano a casa addirittura 2 vittorie. :B): Va be’, una era ovvia, perché c’era il derby Biassono-Crema. Però non era affatto ovvio che vincesse l’incerottatissima Crema, ancora senza Barbiero, Frusca e Caccialanza, mentre le brianzole avevano la solita defezione di Invernizzi ma per il resto c’erano, e giocavano in casa. In effetti sul +11 a metà 3° quarto sembrava lanciata la fuga di Biassono, che è stata avanti per 30 minuti. Ma ogni volta Crema è tornata a ridosso con tigna assoluta, e nello spalla a spalla finale ha trovato un 2-11 che ha ribaltato tutto (da 58-54 a 60-65); Canova ha messo una tripla ma dopo l’1/2 di Laura Fumagalli è andata sul ferro la bomba di Contestabile per il pari (63-66). Applausi a Crema (che ha avuto 15 punti dalla ’93 Rizzi, 11 della ’94 Conti oltre a 14 di Fumagalli e 13 di Censini), grosso sciupo per Biassono (Contestabile 27) che poteva ipotecare il fattore-campo nei playout.

Domenica è ancora derby tra Biassono e Milano. Il Sanga dopo 10 sconfitte nelle ultime 11 partite ha vinto a Cervia 70-71 dopo un supplementare: anche +12 milanese nel 2° quarto ma poi grande equilibrio finché Rossi pareggia per Cervia al 40’; nell’overtime è Milano che rischia d’affondare ma rimonta con una tripla di Giunzioni, poi Cervia fa 1/4 ai liberi di cui 0/2 con Talarico a -5” o giù di lì: rimbalzo Pastorino, apre per Brioschi che si beve il campo e deposita in acrobazia allo scadere. Su Basketinside.com hanno messo pure il video dell'azione: guarda un po' (vedi fondo pagina). Vittoria che vale il ritorno in corsa per ‘sto benedetto fattore-campo nei playout, che magari conterà zero ma intanto è meglio averlo. A Cervia ha esordito D’Amico per il Sanga, ora arrivano (non so se già per il derby) Nicola e Salvini.
In B1 girone “A1”, Maffenini con 41 punti (17/33 dal campo, 15 rimbalzi di cui 12 in attacco: ma quanta energia ha la tipa? :yes: Da segnalare anche i 15 della tascabile Battaglini) sbarella Torino (64-84) e spinge Cantù addirittura al sesto posto in coabitazione: ora però l’opera va completata battendo Genova. Che sarebbe anche un bell’aiuto a Vittuone, la quale ha riagganciato il penultimo posto battendo in modo autorevole Costamasnaga (61-50) ma ha solo 2 partite da giocare, contro 3 di Genova. Bene Valmadrera a Novara (63-70).
Nel girone “A2”, Bergamo perde con Ponzano (50-59): playoff a rischio.
Nel girone “B1”, Cremona strapazza Forlì (56-29) e centra l’aggancio al 2° posto, ma ha una partita in più di Valdarno. Carugate alla sest’in fila vincendo il derby con Broni (69-55) grazie a un 23-10 nel 2° quarto; Robustelli 19. Usmate falcia il Prato (74-43), Lodi le piglia a Cavezzo (89-62) e ora è a -6 dalla zona-playoff. Grande ammucchiata con 5 squadre in 2 punti tra il 4° e l’8° posto.
In B2 lombarda, vincono tutte le prime salvo Giussano che riposava, risale Canegrate che resta la sola inseguitrice della zona-playoff visto il k.o. di Mariano a Varese. Vertice: Albino 34, Rho, Villasanta 32, Giussano 30, Canegrate 28.
Nelle giovanili, da segnalare (anche se è notizia di 10 giorni fa) il primo k.o. stagionale di Biassono U19 per mano del Cavallino Bianco sempre orfano di Melchiori (ovviamente).

Cinguettii (177) - Mezze idee: Como ride; sbalzi Geas; la vendetta di Rejchova

1) La ruota gira, si suol dire, ma nel caso della Comense quest'anno è girata e rigirata. Perché dopo un inizio in cui andava tutto bene e un gennaio-febbraio in cui tutto andava male, ora si torna a sognare dopo la vittoria a Priolo che ha fatto seguito a quella a Taranto. Insomma, da un calendario che pareva una parete d'arrampicata sta invece scaturendo un rilancio in grande stile. Passare a Priolo fa tutta la differenza del mondo: da un possibile aggancio delle sicule (magari ribaltando la differenza canestri) alla quasi sicurezza di essere almeno settime (che vuol dire evitare Schio). Il tutto senza Vilipic e Donvito, il che se da un lato fa venire il dubbio che in poche magari hanno più equilibrio che in troppe (gerarchie più nitide), dall'altro resta un'impresa contro la Priolo versione-restyle con Eric e Spencer (anche se noi abbiam l'idea fissa che non è una squadra da battaglia "alla Santino"). Grande Zampella con 23 punti di cui 10 nella volata. Dice: ma perché Como s'era tirata la zappa sui piedi sospendendola, lei che la fa vincere? Intanto bisognerebbe saper bene cos'ha combinato, e poi occhio, nel periodo pre-sospensione non stava giocando così, anzi a Lucca aveva fatto davvero pietà. Si vede che il pugno duro le ha snebbiato qualcosa, o semplicemente prima non era in forma e adesso sì. :unsure: Comunque, chi becca la Comense nei playoff avrà le sue cagne da pelare. Con Venezia il 20 - previsto ritorno di Vilipic e Donvito - sarà spareggio per il quinto posto, o sesto se Faenza resuscita e tiene botta. Ma Como è 2-0 su Faenza, quindi è padrona del suo destino.


2) Due robette che mi erano rimaste fuori nel resoconto di Geas-Umbertide. La prima: curioso Geas, nelle ultime 2 in casa ha avuto una media di 46 punti segnati, nelle ultime due in trasferta di 77. Vuol dire qualcosa? Lo sa Iddio. Certo non sembra dipendere dall'assenza di Ujhelyi, visto che, delle partite in questione, ha giocato solo metà dell'ultima in casa. Né dagli acciacchi di Summerton, che perdurano. Più fondato è forse chiamare in causa Haynie, che in attacco è tanto fondamentale quanto discontinua: è passata allegramente dai 26 a Faenza ai 4 con Umbertide. Di buono c'è che la squadra può sopperire con altre realizzatrici o vincere con la difesa, ma dato che abbiamo letto una sua intervista sul sito Geas in cui parla di scudetto assaltabile, rispondiamo: ok, Kristì, ma lo è a patto che tu non fai una volta 5 e una volta 20, ma magari 2 volte 15. :shifty: La seconda roba è una cazzatiella: la nuova tinta di capelli di Sabrina Cinili:wacko: A Sabbrì, ma perché? Invidiosa di Stansbury che ha quella specie di cresta giallo-arancio e hai voluto spiazzarla col rosso? Eppure aveva un caschetto così piacente, prima.

3) Ultimissima, una nota sull'A2 Sud. La scorsa settimana Viterbo ha fatto un colpo gobbo in casa della Virtus Spezia, riaprendo i giochi per i playoff. Decisiva la sempiterna Koutznesova, ma importante anche la slovaccona Rejchova, con 17 punti e 14 rimbalzi. Si dirà: embè? :unsure: Embè niente di che, però l'anno scorso Agresti, ora coach a Spezia ma allora a Napoli, quando arrivò a metà stagione Bjelica tagliò Rejchova anziché, come sarebbe stato più logico, Vengryte che è un'ala grande come la neo-arrivata mentre la slovacca è un centrone puro. Poi Agresti si salvò e quindi ebbe ragione lui, ma diciamo che stavolta (come all'andata) Rejchova s'è tolta un sassolino dalla scarpa numero 46 che porta (o giù di lì).

venerdì 11 marzo 2011

Cinguettii (176) - Eventi: Coppa Italia in vista; All Star Game europeo in archivio

1) Nel weekend, come il mondo intero sa, ci sono le Final Four di Coppa Italia a Perugia. L'ha già presentata a sufficienza Big Roberto Lurisi su Superbasket. Diciamo solo che se la finale non fosse Schio-Umbertide (con pronostico aperto) sarebbe una sorpresa. E' vero che in Coppa negli ultimi anni almeno un botto in semifinale, in linea di massima, è capitato, vedi le sconfitte plurime di Taranto che arrivava da capolista (ciò in contrasto con la prevedibilità delle serie-playoff, dove, ad esempio, è dal 2006 che le prime 4 superano a pie' pari i quarti). Per forza: partita singola, la tensione sulle favorite, ecc. Però, obiettivamente, Schio contro Faenza priva di Modica e Santucci (oltre che come sempre di Alexander; il "culo nello sculo" per le romagnole è che Modica è fuori solo 20 giorni, si temeva stagione finita) dovrebbe proprio spararsi per perdere. Mentre Umbertide è certo più a rischio con Venezia, che ha talento sufficiente per stare alla pari, ma il fattore ambientale, che l'anno scorso spinse proprio la Reyer, dovrebbe contare qualcosa anche se non si gioca esattamente sul campo della Liomatic. La quale certo avrà pressione, e come società non è abituata a giocarsi cose grosse come questa (anche se certe giocatrici sì). In effetti è una bella prova del nove dal punto di vista della mentalità per un'Umbè che domenica scorsa a Cinisello c'è parsa sì forte, ma anche nervosa. Quanto alla Reyer, tanto per farsi una domanda segaiola: arriva per riscattare una stagione così-così, o avrà la testa alla lotta-playoff? :unsure: Più concretamente: Venezia non è parsa esattamente in salute pigliando 40 punti nel giro di 3 quarti a Schio (al di là degli acciacchi di Jokic e David), e in stagione è 0-2 con Umbè. Riuscirà a fotterla proprio quando le umbre ci tengono di più? Ce la godremmo volentieri in tv, questa seconda (e pure la prima se Schio non straripasse), ma la stagione catodica è di magra e quindi ci accontenteremo della finalissima. :cry:


2) Due parole bisogna pur dirle sull'All Star Game europeo che han giocato l'8 marzo a Gdynia. A differenza del recente ASG nostrano (ma non la rimeniamo più di tanto perché abbiam visto che pure in quello maschile, domenica, l'Italia sarà "sperimentale"...), qui in campo c'erano davvero tutte stelle. Ha stravinto la selezione Resto del Mondo, 116-88 sull'Europa (bel punteggione). Risultato che trova il tempo che lascia, visto il contesto, però forse conferma l'idea che i talenti europei siano un po' in riflusso rispetto alla marea americana, negli ultimi anni (e del resto ai Mondiali 2010 l'abisso s'è visto). Marcature ben distribuite, Fowles e McCoughtry con 16 le migliori per il Restodelmò, con un pizzico di tristezza perché la scagionata Taurasi meritava di esserci e invece è in esilio immeritato. Se abbiam capito bene c'è stata anche una schiacciata di Fowles. :o: Buona figura per le rappresentanti "nostrane" Mahoney e Cohen.