sabato 12 marzo 2011

Cinguettii (179) - A1: Coppa, Schio e Umbertide in finale; Taranto col sudore a Lucca

In tempo quasi reale e in esclusiva mondiale, riassunto del densissimo “Saturday night” dell’A1.

- Nella prima semifinale di Copp’Italia, dignitosa resistenza di Faenza (sorry per la rima), che ne prende appena 24 da Schio (79-55). :blink: Non è una battuta, ma una constatazione che parte da due numeri: 1 e 35. Il primo sono i punti di Adriana (con l’aggiunta di 6 perse), il secondo sono i minuti giocati da Silvia Sarni:cry: In queste condizioni, restare a distanza di una decina di punti da Schio fino al terzo quarto compreso è una mezza impresa. S’è svegliata dal letargo Breitreiner (18 alla fine), una delle massime delusioni dell’anno; stavolta, evidentemente, s’è guardata intorno, vedendo che senza Modica e Santucci, o faceva canestro lei tra le esterne (ok, c’era pure Sciacca, ma il discorso cambia poco) oppure era grigia. Infatti grigia è stata, alla lunga, ma finché la tedesca ha segnato, e finché Schio ha spadellato da 3 (era 3/22 dopo 3 quarti), il massacro s’è rimandato; poi però sia Adriana che Breitreiner erano a 4 falli a inizio 4° periodo e allora buonanotte. Faenza nella difesa in area è inconsistente: Schio ha tirato col 70% da 2; McCarville e Yacoubou 31 punti in coppia giocando nemmeno tanto.
- Ci aspettavamo belle cose dalla seconda semifinale, Umbertide-Venezia, ma è andata ancora meglio: probabilmente una delle migliori partite dell’anno. Prima metà gara strepitosa in attacco per le padrone di casa, con Ballardini Robert indemoniate; ma la Reyer rosicchia da -19 a -13 prima dell’intervallo (47-34) e poi riapre tutto nel terzo quarto, segnando 29 punti, con una Meneghel resuscitata per l’occasione; a sorpresa poi s’è vista anche Jenni Screen dopo mesi (al posto di Ogorodnikova): 18 minuti senza segnare. Si arriva così alla parità sul 63-63 al 30’. Sembra potersi mettere male per Umbè, visti i 4 falli di Stansbury e di Robert che poi esce anzitempo; ma dal 71-69 al 35’ arriva il break decisivo (85-75). Ballardini 25, con 7/9 dal campo e 44 di valutazione, :yes: Robert 21; di là Kostaki e Meneghel 17, Ohlde 16; a retine quasi inviolate il duello Zara (4)-Sottana (3). Brava Umbertide a non pagare la pressione del grande evento casalingo; brava Venezia a "resettarsi" dopo il -40 a Schio e tornare competitiva, mandando un segnale in chiave-playoff. Pronostico per domani? Stavolta Meurstradamus, provato dalle fatiche di qualche giorno fa per l'A1, lascia perdere. Curiosamente ci sarà la rivincita tra una settimana in campionato, ma immaginiamo che nessuna delle due baratterebbe quella vittoria in cambio di questa.
- Nel frattempo, con meno luci della ribalta, si giuocava la prima tappa del “tour” di recupero-partite di Taranto. Era prevedibile che sarebbe stata dura, sul campo di una Lucca assatanata per via di playout vieppiù incombenti per le toscane nonostante gli exploit della fase centrale della stagione; ma che un Cras libero da altri impegni, con una settimana per preparare la partita, faccia una fatica così bestiale (pur senza Montagnino e con Wambe a mezzissimo servizio), perdendo 15 palloni o giù di lì nella prima metà (anche perché gli arbitri han fischiato poco o nulla per 20'), è preoccupante assai per le ambizioni di arrivare quantomeno in finale... :woot: Evidentemente Taranto s’è lasciata impaludare nel gioco duro a ritmi bassi di Lucca, e nel finale, con Godin e Dacic fuori per falli, più Young a 4, ha rischiato seriamente di lasciarci le penne. Sorprende la perdurante vulnerabilità in trasferta per le tricolori. Che però stavolta si sono salvate 50-51 grazie a un'entrata di Mahoney, e quindi la rincorsa al secondo-terzo posto continua. Per evitare il quarto ora deve solo vincerne 2 delle 4 che rimangono: dando per scontata l’ultima con Napoli, una tra Umbertide, Schio e Parma dovrebbe batterla. In fondo il discorso “giocando così non si va da nessuna parte” vale solo fino a un certo punto.

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