martedì 7 marzo 2023

Sulle differenze tra giocatrici: il caso delle Villa

Se due giocatrici militano nella stessa categoria, o a una sola categoria di distanza, è evidente che non c'è una differenza abissale come tra il giorno e la notte. Su un campione di 10 partite, ce ne saranno 3 o 4 in cui la meno quotata gioca meglio della più quotata. Ma è proprio il fatto che quelle partite siano una minoranza a determinare le scale di valori tra l'una e l'altra.

Il caso delle gemelle Villa è emblematico. Identiche nel fisico (almeno in partenza, quindi non si può dire che una fosse più precoce dell'altra nei mezzi di natura), crescono nella stessa società (quindi hanno avuto le stesse opportunità), hanno ovviamente la stessa famiglia alle spalle (casomai si volesse insinuare che contano le spinte e spintarelle dei genitori), però a un certo punto Matilde diventa più quotata di Eleonora. Lucchesi la sceglie per l'Europeo U16 del 2019 mentre lascia a casa la gemella, Costa la sceglie per lanciarla in A1 mentre fa aspettare la gemella.
Perché? Una è più carina o più simpatica dell'altra? C'è stato un complotto per favorire diabolicamente una gemella sull'altra, a mo' di esperimento tipo "prendiamo due gemelli identici, uno lo facciamo crescere bene, l'altro male e vediamo cosa succede"?
No, semplicemente sono forti entrambe ma una si è dimostrata (finora) più forte dell'altra.

Poi, che sia più divertente (almeno per chi ci razzola sopra) mettere in discussione queste banali dinamiche, posso capirlo ma è speculazione sul nulla.

domenica 5 marzo 2023

Coppe europee: Venezia in semifinale. Schio col fattore-campo

- Schio-Sopron (Eurolega, ultima giornata). Schio carica a mille, con l'ambiente caldo (quasi esaurito il palazzo), dopo una marcia di avvicinamento rivelatasi efficace, cioè giocando con le marce basse (pur vincendo) le due partite precedenti con Mechelen e Campobasso, in modo da tenere il meglio la partita che contava davvero. A dimostrazione che i discorsi del tipo "se si gioca così contro... (nome della squadra temibile da affrontare dopo), non si va da nessuna parte", lasciano il tempo che trovano, perché chi l'ha detto che la prestazione sarà la stessa?

Fatto sta che il risultato è eclatante: demolita 81-50 Sopron campione in carica. La quale certo non è la stessa dello scorso anno, che certo ha sciorinato un encefalogramma sorprendentemente piatto nel momento in cui è finita in difficoltà; però dargliene 31 di scarto resta notevole.
Primi due quarti già buoni per Schio, 36-29, segnando quasi solo con le 4 migliori di serata: Mabrey, Howard, Verona e Keys. Feroce il rientro dagli spogliatoi per il Famila, che piazzava la spallata decisiva, allungando subito a +15 con Howard e Mabrey da fuoriclasse, Verona con una tripla in transizione; Sopron accennava repliche quasi solo con Magbegor e la veterana Brooks (ex Milovanovic): l'upupa Epoupa svolazzava a vanvera in entrate senza costrutto. Entrava poi in scena anche Ndour, poi Sottana, infine pure la sventurata Sventoraite azzeccando allo scadere un tiro dal mezzo angolo che s'impennava sul ferro e ricadeva dentro: 63-44 al 30', cioè 27-15 nel terzo.
La cuccagna scledense s'intensificava ulteriormente nell'ultimo quarto, in cui le ungare non davano più segni di vita, incassando un 16-2 per il massimo scarto sul +33. Mabrey chiudeva con 23 punti (periodo di forma spaziale per lei), Howard 17, una Keys tutta sostanza 12.
Ecco, forse quello che non m'ha convinto del tutto è l'enfasi nei festeggiamenti, perché va bene l'allegria, ma non è che l'Eurolega del Famila si decidesse qui. Era solo in palio il fattore-campo nei playoff; è vero che dover giocare contro Fenerbahce o Praga col campo a sfavore era quasi una sentenza, ma sei Schio, ovvero un'eterna aspirante alle Final Four, non ci sono le russe, stavolta ci devi arrivare, finora hai fatto bene ma non hai ancora raggiunto nulla.
Comunque: secondo posto (10-4), c'è Valencia nei quarti, collettivo compatto che non ha la "stellona" tipo Mabrey (forse neanche tipo Ndour) ma ha un bel nucleo spagnolo e, se vai a vedere, ben 7 giocatrici con una media-punti fra gli 8,6 e i 10,9. Cioè non dipende da nessuna mentre Schio, questa è l'inquietudine, dipende molto dalle lune di Mabrey. Che spesso sono belle piene ma dovranno esserlo vieppiù nella serie-playoff alle porte. Negli altri accoppiamenti c'è la rivincita della finale-shock dello scorso anno, quando il Fenerbahce andò in collasso emotivo contro Sopron; poi Praga-Salamanca e Mersin-Bourges.

- Praga-Bologna 71-50 (Eurolega, ultima giornata). Qui poco o nulla da dire sulla partita, in cui la Virtus era senza Dojkic e Zandalasini. Due parole invece sul bilancio europeo delle felsinee (in allegato quello di Barberis sulla sua pagina Instagram): all'esordio nell'élite europea la dignità c'è stata, 5 vinte-9 perse, due squadre tenute dietro. Per la serie "se mio nonno aveva tre ruote era una carriola", se non c'erano le 4 sconfitte su 4, tutte in volata, contro Bourges e Valencia, forse parlavamo di una qualificazione ottenuta o almeno inseguita fino all'ultimo. Sfiga vuole poi che quest'anno non ci sia il "travaso" in Eurocup per le migliori eliminate, altrimenti l'esperienza maturata, e l'impressione di essere in crescita, potevano tradursi in qualcosa d'interessante al piano di sotto. Amen.

- Venezia-Ramla (Eurocup, ritorno quarti). Auspicavamo, dopo la sconfitta della scorsa settimana, che per la Reyer vigesse il "non c'è due senza tre"; ebbene sì, per la terza volta di fila le orogranata ribaltano il rovescio dell'andata e passano il turno.
A essere obiettivi, questo approdo in semifinale non è un'impresa stellare sul piano tecnico. Eliminare Sassari, Holon e adesso Ramla, squadre tutt'altro che trascendentali (almeno rispetto al valore della Reyer; va ricordato che il tabellone relativamente agevole è stato ottenuto grazie al ranking di n°1 della prima fase), sudandola ogni volta fino all'ultimo, è una fatica maggiore del dovuto. Altrettanto obiettivamente va riconosciuto il carattere delle suddite di Brugnaro, che tendono sì a finire nei guai ma sanno sempre come uscirne. Basterà per far fuori il Galatasaray, avversaria quella sì di primo livello? Apparentemente no, ma vale quanto detto sopra per Schio: il discorso "giocando così ecc. ecc." non è un teorema, al massimo è una sensazione.
In questo ritorno contro Ramla tornavano in blocco Santucci, Cubaj e Kuier, le prime due dopo parecchio; ma per tre quarti Venezia era molto contratta, spremendo punti a fatica e dovendo perlopiù inseguire, fino a meno 8 (22-30) che s'assommava al meno 5 dell'andata. Era soprattutto Matilde Villa, con la disinvoltura tecnica e caratteriale che qualunque 18enne può sciorinare in quarto di finale europeo (sì, certo, come no), a riportare a contatto la Reyer all'intertempo (29-31). Lei stessa siglava, con un mirabile slalom con palla dietro la schiena, il 44-44 allo scadere del 3° quarto.
Nel frattempo era capitato l'episodio che probabilmente svoltava il clima emotivo della partita: un accenno di rissa tra Austin e Shepard, dopo uno spintonamento a rimbalzo. La lunga delle israeliane, dominante all'andata e buona fin lì al ritorno, aveva la brillante idea di provocare il pubblico venexiano, fin lì (almeno a quanto si sentiva dallo streaming) piuttosto piatto, poi invece rumoroso e partecipe (900 spettatori ufficiali); e decisamente compatto nel prendere di mira Austin, la quale scompariva dalla partita.
Nell'ultimo quarto la Reyer cambiava marcia in difesa e Ramla mostrava i suoi limiti, smarrendo totalmente l'indirizzo del canestro: 2 punti nei primi 7 minuti abbondanti, con uno sparacchiamento senza costrutto da lontano. Venezia, ancora tesa, non faceva molto di più, ma andando da sotto con Kuier e Shepard, a mo' di formichina costruiva un +6 d'oro (52-46 a 3' dalla fine).
Poi il momento di Santucci - giocatrice cui il carattere non ha mai difettato - con un assist per Shepard (top scorer con 16) e una tripla da 8-9 metri allo scadere dei 24 secondi: 57-48 a -1'45". Gli ultimi 100 secondi sprofondavano in un caos di palle perse, recuperate e riperse da entrambe le parti, buon per Venezia che metteva altri due punti con Santucci dalla lunetta. 59-48 il punteggio che racconta di una partita di livello non eccelso; ma è un dettaglio.

sabato 4 marzo 2023

A2, Coppa Italia: il "giallo" della tripla di Fietta

Allora... questo è il fotogramma del momento in cui Fietta effettua il tiro. Purtroppo i piedi sono coperti ma dalla posizione direi che è da 3.

Il problema però è che nessuno dei due arbitri alza la mano per segnalare che è una tripla, per cui il tavolo, credo giustamente, segna due punti.

PS: nei secondi successivi a quel fotogramma, si vede chiaramente l'arbitro maschio indicare 2 punti, come ha già notato l'utente Azjes. Non si vede se l'arbitro femmina nel frattempo corregge o indica qualcosa; finita l'azione del Sanga, senza tirare, e scaduto quindi il tempo, c'è il conciliabolo tra i due direttori di gara e quindi la decisione di dare 3.
La domanda è: come è venuta fuori la decisione di dare 3, se nessuno dei due arbitri inizialmente l'aveva giudicato tale (forse in modo erroneo, se l'impressione mia sulla posizione di Fietta è giusta, ma purtroppo i piedi non si vedono)?



venerdì 3 marzo 2023

A2, Coppa Italia: vigilia. Come sarà l'impatto Nord-Sud?

Da domani (venerdì) a domenica la Coppa Italia di A2, che finora aveva fatto parlare per lo spostamento di sede da La Spezia a Battipaglia*, adesso per fortuna parla il campo.

Dopo 5 edizioni vinte da Crema (una serie che per me resta incredibile e inspiegabile, perché vuol dire 15 vittorie di fila contro squadre-top della categoria) si sceglie l'erede.

Nella prima giornata come sempre c'è l'incognita dell'impatto tra i due gironi. Lo scorso anno fece "en plein" il Nord, 4 su 4. Vediamo mo' come va.
Di sicuro la numero 4 del Nord (Costa) arriva lanciatissima, 11 vinte di fila, e quindi non è probabilmente la quarta come valore, al momento. Vediamo se Empoli del dinamico duo Peresson-Cvijanovic riuscirà a far rispettare il suo status di numero 1 del Sud. Potremmo dare un 50-50%.
Per me Milano favorita su La Spezia, Castelnuovo idem su Firenze anche se le tosche hanno recentemente recuperato M.Rossini mentre le piemontesi non si sa ancora bene (o non trapela) se saranno al completo o meno; inoltre vengono da un turno ai box per il lutto della g.m. Pedrazzi.
Battipaglia forse favorita su Udine perché gioca in casa e perché Udine è in flessione rispetto all'andata. Però Battipaglia nel turno scorso ne ha beccati 25 in casa da Umbertide e mancavano Crudo, Cutrupi e Seka (di cui al momento non trovo notizia se rientrano) e in più debutta per l'occasione, immagino, Paola Ferrari che va inserita al volo nei giuochi e negli equilibri.

Nella foto le capitane delle squadre alla cerimonia di presentazione di oggi.

* PS: per quanto riguarda il suddetto spostamento, posto che l'unico dato oggettivo è che l'assegnazione è stata prima data e poi revocata a La Spezia e affidata a Battipaglia, la spiegazione più plausibile, senza particolare originalità, è che nelle settimane successive all'assegnazione a Spezia siano sopraggiunte delle condizioni che rendevano particolarmente favorevole l'assegnazione a Battipaglia, condizioni che non s'erano palesate al momento della prima scelta. La Lega sperava che Spezia accettasse lo scambio con un altro evento proposto (le finali di 3x3) ma per vari motivi la società ligure non ha gradito, sicché s'è alzato il polverone.



domenica 26 febbraio 2023

Sulla polemica di Zandalasini per il diverso aereo fra nazionale maschile e femminile

Nel settore privato è giusto che ci siano differenze in base a quanto gli imprenditori decidono di spendere per le proprie società. Ma nel pubblico sarebbe "giustificata" la disparità di trattamento a livello di nazionali perché un settore femminile contribuisce meno di quello maschile? 

Allora secondo questa logica, applicata anche nell'altra direzione, al villaggio olimpico i ginnasti uomini dovrebbero dormire in una topaia mentre le femmine in suite da 5 stelle, visto che il 90% (o giù di lì) dei tesserati della ginnastica sono donne. Persino per le nazionali di pallavolo dovrebbe valere questa discriminazione: 70% tesserate donne, andando a memoria.

Ma che discorso sarebbe? Chi rappresenta l'Italia deve avere lo stesso trattamento dalla propria federazione, sia maschio o femmina. Vedrai che appena lo sosterrà qualcuno che non si chiami Zandalasini sarai d'accordo. Solo che siccome lo dice lei che ti fa venire l'orticaria, sembra uno scandalo.

Coppe europee: ancora k.o. esterno Venezia, rischio Schio

 Ramla-Venezia (Eurocup, andata quarti). Si confermano le sofferenze in trasferta per la Reyer in questi playoff; l'auspicio è che il "non c'è due senza tre" valga anche per le rimonte al ritorno. In fondo, delle 3 partite perse dalle lagunari, questa è stata la più equilibrata (con Sassari rappezzò lo scarto solo nel finale, con Holon al contrario affondò negli ultimi minuti). In un palazzetto piuttosto piccolo e rumoroso, poteva andare peggio come poteva andare meglio, perché nel 2° quarto Venezia toccava il +10 (27-37), poco dopo uno slalom in entrata di M.Villa, e all'intervallo era 31-39. Ma nel frattempo si era fatta male Kuier e la coperta, già orba (da lungo tempo) di Cubaj e Santucci, diventava corta, specie in difesa. 49 punti subiti dopo l'intervallo ribaltavano le sorti. Buona reazione veneziana al primo sorpasso (da 47-45 al 53-58 di fine 3° periodo), ma nell'ultimo, dopo un lungo testa-a-testa, prendevano il sopravvento le israeliane, non senza episodi contestati da ambo le parti (cacciata Babkina, tecnico a M.Villa, tecnico alla panchina di casa). Non bene per Venezia alcuni canestri-chiave incassati dalla media o in entrata; nell'ultimo mezzo minuto metteva qualche pezza Shepard con due liberi e un canestro su rimbalzo offensivo sulla sirena (80-75).

L'impressione è che Venezia come squadra sia superiore, nonostante le suddette assenze; Ramla si è retta sulla vena di 3 elementi, soprattutto Austin (29 punti e 16 rimbalzi; poi Baron 19, Clark 14) mentre la Reyer ha avuto 5 donne in doppia cifra ma nessuna prova eclatante, anche se quella di M.Villa, in rapporto all'età, merita una menzione d'onore.
Nel ritorno al Taliercio il meno 5 è ampiamente ribaltabile ma guardando oltre, in questo momento le altre 3 probabili semifinaliste (Galatasaray, Lione, Villeneuve) paiono più forti. Giusto però dire "al momento" perché se Venezia recupera almeno Santucci e Kuier può essere un altro discorso. Intanto c'è da arrivarci, in semifinale.

- Mechelen-Schio (Eurolega). Il mistero è come abbia fatto il Famila a rischiare di perdere, non tanto perché le belghe sono ultime in classifica, ma perché dopo il break del 3° quarto (48-62) era ancora tutto saldamente in controllo a 5-6 minuti dalla fine (+14). Poi la luce che si spegne per le arancio e la fiducia che sale per Mechelen, già ampiamente eliminata ma con l'occasione di un colpo di prestigio. Negli ultimi 6 minuti Schio segnava solo 4 punti con Mabrey. Si arrivava sul 71-72 e palla alle belghe dopo una lunga consultazione arbitrale al monitor per una rimessa contestata. Palla che però Mechelen perdeva. Non essendo in bonus, le padrone di casa perdevano secondi preziosi per spendere due falli; al terzo andava in lunetta Mabrey che falliva ambo i lanci; c'erano però solo 5 secondi per l'azione belga, e Schio tutto sommato difendeva bene impedendo che il tiro arrivasse prima della sirena.
73-74 e scivolone evitato per le suddite di Cestaro, le quali si giocheranno il fattore-campo nei playoffs all'ultima giornata con Sopron in casa, con ogni probabilità il 2° posto perché difficilmente Mersin farà harakiri in casa con la stessa Mechelen, anche se mai dire mai visto che Sopron ha appena perso in casa con Landes che è penultima.

- Bologna-Szekszard (Eurolega). Qui poco da dire, trentello senza storia, equamente suddiviso (+15 a metà gara, 89-59 alla fine). 22 di Laksa. La Virtus si conferma nettamente meglio delle ultime due della classe, col rimpianto di aver perso 4 volte in volata con Bourges e Valencia, le quali passano come terza e quarta: con la forma attuale di Bologna forse oggi si avrebbero risultati diversi. Ma ormai è andata. Sorte vuole che quest'anno non ci sia il travaso da Eurolega a Eurocup e dunque finirà al prossimo turno la stagione europea delle felsinee.

venerdì 24 febbraio 2023

Rinviata D'Alie in tv, ma ci sono le Villa sulla Gazza

Sembra che ieri sera ci sia stato un intoppo alla presenza annunciata di RaeLin D'Alie alla trasmissione di vasto consumo "I soliti ignoti". Probabilmente era stata comunicata una data inesatta, la quale risulta ora il 5 marzo. Poco male.

Intanto, un altro grande successo mediatico per il nostro basket femminile, che si dimostra disciplina che tira. Infatti sulla Gazzetta dello Sport di oggi, nell'ambito di alcune pagine speciali sulla moda sportiva, ecco le gemelle più famose al mondo (alla pari ovviamente delle Dotto e delle Togliani, così non s'offende nessuno), testimonials di Tombolini:



martedì 21 febbraio 2023

A1: Brescia nei guai; l'inutile 2° tempo di Geas-Bologna

 Domenica in A1, oltre al colpo di Crema a Ragusa (siciliane senza due straniere, Juskaite e Vitola, quest'ultima recuperabile, la prima no), che fa sognare addirittura i playoff alle longobarde di sud-est (meno 2 da S. Martino, prossima avversaria: situazione pepata), e fa venire incubi-playout a Faenza (nonostante super-Pam Pam Pallas) e Moncalieri, c'era un Campobasso-Brescia diventato quasi drammatico per le longobarde dell'est-quasi Veneto. Infatti alla vigilia le suddette apprendevano con sconforto la notizia dell'impresa di S. Gianni Valdarno su S. Martino. Il che significava scivolare a meno 2 dal penultimo posto, più scontri diretti a sfavore e con una partita in più (avendo già giocato in anticipo con Schio).

La risposta di Brescia, dal punto di vista caratteriale, è stata encomiabile, avendo lottato fino all'ultimo centimetro; la sorte però non ha sorriso (e Campobasso è talmente abbonata alle volate, quest'anno, che ormai le fa col pilota automatico); da meno 13 nel 3° quarto c'è stata una rimonta bresciana col sorpasso a 2' dalla fine, autrice una Zanardi da 24 punti, 7 rimbalzi, 6 assist, 31 di valutazione a 18 anni non ancora compiuti e in una partita "spalle al muro".

Tra parentesi, non male se pensiamo che a gennaio, quando si diffuse la notizia (vera o presunta) di un suo "burnout" con astensione temporanea dall'attività, qualche forumista qui la dipinse come irrimediabilmente guastata, o poco ci mancava. Well, se tutte fossero guastate così, avremmo un mondo migliore.
Fatto sta però che Zanardi è riuscita a fare le pentole ma non i coperchi, perché Parks ha segnato 5 punti decisivi, e l'adolescente-prodezza ha avuto 2 liberi sul meno 3 a 1 secondo e mezzo dalla fine; ovviamente ha segnato il primo e sbagliato apposta il secondo per far prendere il rimbalzo a qualche compagna, il che è in effetti successo, ma il tiro è avvenuto a tempo scaduto e in ogni caso non era entrato.

Tirar delle somme: Brescia dovrà vincere almeno 2 delle sue ultime 5 partite, il tutto ammesso e non concesso che Valdarno resti a secco. Complicato.

Tornando al duello tra S. Martino e Crema per l'8° posto, va notato come il trend della prima sia in vistoso calo e quello della seconda in ascesa verticale. Tant'è che le Lupe sono corse ai ripari sul mercato. Ma tutto può ancora cambiare in 6 giornate; non è detto che i rispettivi momenti di forma durino fino in fondo (vale anche per Faenza e Moncalieri); e poi chi non arraffa la salvezza adesso, rischia la pellaccia ai playouts.

- Personalmente mi sono recato al PalaNat di Sesto per l'appuntamento di lusso fra il Geas e la Virtus Bologna multistelle. Solo che, per cause, non potevo giungere prima dell'intervallo. Confidavo in un certo equilibrio, per quanto m'immaginassi che un vantaggio felsineo si sarebbe, presto o tardi, materializzato.
Non pensavo che la partita sarebbe già stata morta e sepolta, allorquando percorrevo gli ultimi metri dal vetusto, ma di gloria onusto, scatolone di Falck.
Peccato che il tabellone sciorinasse un 24-50, per Bologna chiaramente, che indicava un funerale anticipato a ogni speranza di vedere una partita viva. Apprendevo del bombardamento operato a tappeto soprattutto da Rupert (in maschera protettiva) e Zandalasini, autrici di 4 e 3 triple rispettivamente. In totale la Virtus aveva un bestiale 11/19 da 3 all’intervallo.

Tanto per acclimatarmi m’imbattevo nei genitori della mia antica musa Masha Maiorano, poi nel vulcanico Cristiano Garbin, il conduttore della trasmissione streaming “Passo e tiro” nonché cronista del sito All Around, al quale dicevo: “Be’, magari il Geas fa come contro Ragusa, rimontando una ventina di punti…”. Risposta: “Sì, ma questa è la Virtus Bologna”. E poi, aggiungo io, 26 punti non sono una ventina e basta.

Per non dover subito ammettere di aver sciupato benzina per nulla, con quello che costa, mi sono detto: “Va be’, se il Geas non rimonta, almeno mi godo lo spettacolo delle stelle Virtus che vorranno sciorinare delizie per 40 minuti, non solo per 20”. Macché. Chi glielo faceva fare, a babbo già morto, di dannarsi l’anima per vincere di 40 anziché di 20, tanto più che mercoledì c'è l'Eurolega? Tiri da 3 pigri che non entravano più, palle perse banali, la miseria di 21 punti in 20 minuti. Mi sono piaciute André per la concretezza e la lotta a rimbalzo in attacco, Pasa e Orsili che avevano voglia di dimostrare ancora qualcosa nei loro minuti in campo. Per il resto, poco o nulla ma ovviamente non si può giudicare il secondo tempo senza tener conto del primo.
Da parte del Geas qualche sprazzo, soprattutto di Moore e Panzera, ma nulla di sufficiente a riaprire anche solo vagamente la partita. Per cui a fine terzo quarto, nonostante la suddetta Virtus al piccolo trotto, era ancora 36-60 il punteggio. Finiva 53-71 dopo un ultimo quarto di rara insulsaggine.

E’ stato lì che ho capito l’importanza di essere zen, altrimenti lo scorno per il viaggio a vanvera avrebbe potuto indurmi al nervosismo. Invece, essendo diventato zen, ho apprezzato la vera nota lieta dell’evento, e cioè l’ambiente. Pienone notevole (400 spettatori la cifra indicata sul live score di Lega, ma secondo me si arrivava a 500) con esponenti di spicco del Geas del passato recente (Ercoli, F. Cassani, Gambarini tra quelle che ho notato) e soprattutto tante ragazzine che festose a fine partita attendevano come dive le giocatrici, di ambo le squadre, per farsi firmare autografi. 3_3
Sicché mi son detto: “Toh, vedi che anche intorno al basket femminile ci può essere quest'aria da evento”. Il problema attualmente irrisolto è come fare in modo che i 500 diventino 1000 e poi 2000, ma comunque c’era gente giovane entusiasta e contenta di essere al femminile (cioè non solo ultraquarantenni che rimpiangono i tempi andati, o gente che credeva di andare a una partita di qualche altro sport ma per sbaglio è finita al basket), l’ho vista ed essendo zen ho potuto apprezzarla. Anche grazie a Nonino, nel quale mi sono imbattuto nel dopopartita e che, commentando la polemica dopo Sanga-Broni, mi ha raccomandato serenità e distacco zen nelle diatribe forumistiche.

domenica 19 febbraio 2023

Riassunto del sabato

Risultato pesantissimo il colpo di S.G. Valdarno a S. Martino, nella corsa a scampare alla retrocessione diretta. Per le tosche ora è come un +4 sulla diretta rivale Brescia, visti gli scontri diretti a favore.

In A2 Nord colpo di Carugate su Udine, la quale si conferma in calo: quarta sconfitta su 6 giornate nel ritorno. Da notare che a Carugate mancava la regista titolare Diotti: in campo 35' la super-tascabile 2003 Usuelli, la quale nell'azione decisiva scippa palla a Ronchi che stava per andare a segnare il pareggio in contropiede. Poi sul meno 3 a pochi secondi dalla fine, stramba idea di Bacchini (se non erro, visto che lo streaming si è perso l'inquadratura) che va a tirare da 2, comunque sbagliando, anziché provare la tripla. Udine l'aveva rimessa in piedi con la zone-press nell'ultimo quarto ma non è bastato.
Milano vince un combattuto derby con Broni.
Costa risolve in volata la trasferta contro una battagliera Treviso.
Si conferma in forte risalita Alpo.

In A2 Sud vincono le bigs: Patti, Empoli, Battipaglia. Contro quest'ultima non basta una Pepo Gonzalez da 30 punti, 6 recuperi, 6 assist e 11 falli subiti. Cifra forse da record nei rimbalzi per Battipaglia: 71 totali, di cui 28 in attacco (!).

A livello giovanile, nel classico e prestigioso torneo internazionale di Sopron è sconfitta in semifinale Costa U15, per mano delle francesi di Pays de la Loire (credo sia una selezione e non un vero e proprio club).

sabato 18 febbraio 2023

In diretta: turbolenze in tribuna durante Sanga-Broni

Derby di A2 Sanga-Broni bello vivace anche in tribuna. Qui un accenno di rissa tra un Viking bronese (a sinistra) e un normale spettatore milanese; altri bronesi intervengono ad allontanare l'agitato compagno di tifo. Partita sospesa per qualche attimo.





venerdì 17 febbraio 2023

Il poco apprezzato miglioramento dai tempi del Covid

A quest'epoca lo scorso anno eravamo in pieno caos tra mille rinvii, recuperi quando capitava, classifica finale col quoziente canestri, scambi di accuse tra società che si rinfacciavano di simulare tatticamente l'indisponibilità per casi-Covid...

Ma per uno strano fenomeno antropologico, è come se il periodo della pandemia fosse stato rimosso dalla capoccia di tutti, non dico solo nello sport ma in generale. Si è ripartiti da com'era prima del Covid, contrariamente a quanti profetizzavano che "la vita normale non sarebbe mai più tornata".

martedì 14 febbraio 2023

Nazionale: perché può essere la volta buona e perché no

Premessa: “la volta buona” per quale risultato, parlando ovviamente di Eurobasket 2023? Per una medaglia o, come opzione di riserva, la qualificazione al Preolimpico 2024, che risulta essere - salvo smentita - appannaggio delle prime 5 dell’Europeo, oppure prime 6 se fra queste c’è la Francia (organizzatrice dei Giochi), com’è probabile. Non possiamo accontentarci di meno, del solito “né carne né pesce”, “abbiamo seminato per il futuro”, “tra due anni ci prendiamo la rivincita”.


Perché sì

- Non manca molto: nel 2017 siamo arrivati ai quarti, nel 2019 e '21 ci siamo fermati agli ottavi (o "barrages" che dir si voglia): abbiamo vissuto questi risultati con l'amaro in bocca ma in realtà indicano che non c'è un abisso tra noi e un risultato soddisfacente. Non è scontato qualificarsi sempre agli Europei per chi non fa parte delle "solite note" dell'elite, se guardiamo alla lista di chi rimarrà a casa. Lista di cui abbiamo spesso fatto parte nel decennio 2001-2011.

- Maturazione: il gruppo non è identico (ovviamente) a quello di due anni fa, ma è in forte continuità, a partire dal c.t.; non abbiamo dovuto ricostruire equilibri com’era avvenuto le volte precedenti. Gli elementi portanti sono nell’età giusta, non acerbe né in fase calante per invecchiamento.

Lunghe: due degli elementi più migliorati sono sotto canestro: Keys e André, quindi il nostro reparto più debole non è poi così debole. C’è l’incognita su Cubaj; se arrivasse al meglio all’appuntamento il discorso sarebbe ancora più valido.

Zandalasini: nelle sue giornate migliori, è all'altezza di chiunque in Europa; nelle sue giornate standard è comunque un riferimento.

- Motivazioni/unità di intenti: qui dovremmo essere al top, anche se lo diciamo quasi tutte le volte alla vigilia e poi finisce in lacrime perché “lo splendido gruppo” non basta. E anche se, come vogliamo vincere noi, così pure le altre, banale dirlo; però magari qualcuna ha la panza più piena e noi sicuramente no.

- Concorrenza indebolita: lo metto per ultimo ma questo per me è un punto fondamentale, anche se poi sarà da verificare sul campo. Di sicuro non c'è la Russia (che di solito arriva davanti a noi, quindi è come guadagnare automaticamente una posizione), non ci sono squadre medio-buone come Bielorussia, Lituania, Ucraina, la Bosnia se avesse avuto Jones. E le più forti sono in ribasso, come hanno mostrato i Mondiali, a meno che trovino una quadra veloce al ricambio generazionale (il che non è impossibile, soprattutto per Spagna e Francia, mentre sembra più difficile per Belgio e Serbia). Bisognerà vedere gli organici definitivi ma così a spanne, se dovessimo collocare l'Italia guardando banalmente al valore dei roster, non la vediamo sotto il quinto posto, tra le 16 qualificate.

Perché no

- Disabitudine alle alte quote: è passato talmente tanto tempo dall’ultimo grande risultato che ci manca il “know how” in materia. Anche se forse non ha senso estenderlo alle epoche precedenti questa generazione di giocatrici: il fatto che 20 anni fa o 15 anni fa siamo andati male non c’entra nulla con queste ragazze. Anche se forse l’eterno mantra di dover tornare a vincere dopo mille anni aggiunge pressione.

- Pochi test veri: questo è un elemento più concreto. Negli ultimi 2 anni, cioè dopo l’Europeo ’21, abbiamo giocato una sola vera partita punto a punto, con la Slovacchia all'andata, mentre le migliori tra le altre squadre hanno accumulato esperienza ulteriore tra Olimpiadi e Mondiali, oppure hanno avuto qualche partita più impegnativa rispetto alle nostre semi-inutili con Lussemburgo e Svizzera. Non vorrei che lo pagassimo quando, quasi di colpo, ci troveremo dentro la partita-spartiacque tra successo e fallimento e magari le gambe tremeranno e le triple non entreranno a pioggia come col Lussemburgo.

- Leader alternative: abbiamo tante giocatrici brave, questo non si discute, ma non elementi al livello di Zandalasini come leadership tecnica (non dico caratteriale), specie quando il livello si alza. Per intenderci, quello che sarebbe stata Sottana, e che forse sarà M. Villa in futuro se mantiene le promesse, ma non oggi. Non vorrei che nelle situazioni cruciali si vedesse un “palla a Zanda, pensaci tu”, cosa che porterebbe solo danni a meno di giornate di grazia assoluta della suddetta.

- Perimetro. Se il vuoto nelle lunghe si è in parte risolto, rimane un altro ruolo carente, di cui si parla solitamente poco: una guardia vera e propria, cioè una in grado sia di colpire da fuori sia in entrata, di cui Iagupova è il massimo esempio (lei peraltro non ci sarà), ma anche una Johannès, o la spagnola Conde (anche se quest’ultima forse è più ala piccola, ma comunque una perimetrale). Altrimenti succede che ci affidiamo troppo alle triple dei play. Per il tiro nel ruolo di 2-3 dovremmo avere Spreafico; non so se Penna rientrerà in qualche modo; e dubito anche su Pan, perlomeno con un ruolo determinante.

- Reazione alle avversità: il gruppo è storicamente emotivo e Lardo ha pregi, ma non quello (temo) di saper raddrizzare la barca quando le cose vanno male, a costo di attuare terapie d’urto (cioè stravolgere gerarchie, snebbiare con le cattive chi sta facendo male, eccetera), vedi la sua apparente passività durante la sciagura di 2 anni fa con la Svezia. Non so se siamo più vulnerabili sul piano mentale che su quello tecnico, ma rivedere scene come quelle di due anni fa sarebbe ben più doloroso che vederci battuti per semplice inferiorità tecnica.

lunedì 13 febbraio 2023

A2: rocambolesco finale in Udine-Costa + Nazionali: eliminate Ucraina e Lituania

Rocamboleschi gli ultimi secondi di Udine-Costa. A risultato ormai acquisito in favore di Costa, si lottava per la differenza-canestri; Udine da meno 14 riusciva con un 5-0 a tornare sotto i 10 di margine (cioè lo scarto dell'andata); Brossmann pestava la linea di fondo sull'ultima azione di Costa; fallo sistematico su Bovenzi a 1" e mezzo. La tascabile di Udine segnava il primo libero per il meno 8. 

A quel punto l'impressione è che le sia arrivata istruzione di sbagliare apposta il secondo, cosa che avrebbe tolto a Costa ogni chance di segnare (salvo un miracolo da 20 metri), ma la palla dopo 2 o 3 rimbalzi sul ferro finiva dentro. Così Costa ha potuto chiamare timeout e rimettere da metà campo. Palla ricevuta da Villarruel, finta, tripla allo scadere che entra di tabella: punteggio finale 59-69, quindi pareggiata la differenza canestri, e Costa esulta e s'abbraccia come se quel tiro fosse valso la vittoria nella partita.

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Ingiustizia di una formula che punisce Ucraina e Lituania, la cui colpa è stata solo quella di finire nel girone di ferro con la Francia, togliendosi ovviamente punti e differenza-canestri a vicenda, mentre la Slovacchia ha dovuto solo liquidare Svizzera e Lussemburgo nel girone-burla dell'Italia per qualificarsi. Così non avremo né Jocyte né Iagupova agli Europei.

Fuori anche la Bosnia che aveva vissuto un momento di gloria grazie a Jonquel Jones nella scorsa edizione.

venerdì 10 febbraio 2023

Come si formano i gruppi giovanili nelle grandi società

Le giocatrici che, nelle grosse società, partono dal mini e arrivano in fondo sono una piccola minoranza. Man mano lasciano spazio a quelle più forti prese da fuori.

Faccio un piccolo esempio allegando il confronto tra il roster del Geas 2003 quando erano Esordienti (2015) e il roster del Geas che ha fatto le ultime finali nazionali U19 (2022), quindi con limite di età 2003. Sfido a trovare un nome della lista a sinistra che faccia parte anche della lista a destra.



giovedì 2 febbraio 2023

Coppe europee: gran rimonta Venezia, big match perso Schio

EuroCup, ritorno ottavi: Venezia-Holon

Sembra evidente che se non c'è il brivido, Venezia non si diverte. Dopo essersi già complicata la vita nel turno scorso con Sassari, stavolta contro le discrete, ma nulla più, israeliane di Holon ha dovuto ribaltare il meno 15 dell'andata, impresa che già nel terzo quarto era compiuta, sostanzialmente nel giro di una dozzina di minuti di fuoco (cioè dal 26-24 di metà 2° quarto al 59-38 verso il 29'), ma che poi ha rischiato di venire vanificata in un finale rocambolesco.
Nell'ultimo quarto la Reyer navigava sempre sopra la soglia della qualificazione (65-45 al 34', 72-52 al 36' su tripla di Delaere). Poi non riusciva ad ammazzare la partita, perdendo smalto in attacco, ma comunque ribadiva il +20 a 1' dalla sirena con due liberi di Pan (76-56).
Come abbia fatto, da lì, Venezia a rischiare l'eliminazione è difficile da rendersene conto, perché non ha commesso errori clamorosi, né palle perse da mani nei capelli; dopo un rimbalzo in attacco convertito a canestro da Holon, c'è stata però la roulette dei tiri liberi in cui Shepard ha fatto 1/2 e soprattutto Kuier 0/2, con in mezzo un 2/2 israelita, sicché sul 77-60 le ospiti hanno avuto l'ultima palla e l'hanno gestita piuttosto bene, liberando Lucet per una tripla dal fronte destro. Poteva benissimo entrare (anche se Holon era 2/19 dall'arco fin lì) e sarebbe stata una beffa quasi inspiegabile per Venezia, dopo aver dominato sostanzialmente 65 minuti su 80 della doppia sfida. Ma è andata sul ferro. Legittima festa, più sollievo che trionfo, per la Reyer, ma importa la sostanza, e cioè la qualificazione ai quarti. Dove l'avversaria sarà un'altra giudea, Ramla.
Inutile dire che se ha fatto così fatica a superare due turni, la Reyer non sembra in grado di portare a casa il trofeo. Ma nulla vieta che d'ora innanzi le orogranata riprendano il passo autoritario della prima fase (quando si erano guadagnate la testa di serie n°1 del tabellone), specie una volta rientrate Santucci e Cubaj.
Intanto si ringrazia la sorte per aver fatto uscire quella tripla allo scadere, e Shepard per la prestazione da 24 punti, unica sopra le righe per la Reyer, anche se male non ha giocato nessuna; contributi piuttosto omogenei dalle altre.
Risultano 865 spettatori al Taliercio, tutto sommato non malaccio. E' una squadra divertente da seguire, quella lagunare, ma pazzerella.


Eurolega: Mersin-Schio

Schio perde (non definitivamente) la chance di primato solitario e anche la differenza canestri; all'andata aveva vinto di 4. Stavolta però Mersin è parsa avere più costrutto rispetto alle slegate individualità del confronto precedente; il trio Bonner (soprattutto: 20 punti e 10 rimbalzi)-Hayes-Gray ha preso in mano la situazione. A Schio è mancato invece proprio qualcuno sopra le righe: sprazzi di classe di Mabrey, ma discontinui; le altre non sono andate oltre un onesto contributo.
In realtà la partita è stata a lungo equilibrata, con Schio che a inizio 3° quarto ha avuto la palla del sorpasso, poi è scivolata a meno 7 ma ha ricucito di nuovo con uno sprazzo "vintage" di Sottana.
A inizio ultimo quarto però è arrivato lo strappo vincente per le turche, fino a +15; caparbia Schio nel risalire a meno 7 ma ormai il tempo scarseggiava e Mersin ha arrotondato di nuovo lo scarto con un 5-0 nel minuto finale (79-67).
Notevole presenza di pubblico e atmosfera.

sabato 28 gennaio 2023

C'è un calo del livello nelle giovanili di Costa?

C'è da fare una considerazione di fondo: qualunque ciclo magico finisce prima o poi, come è finito quello del Geas dei tempi di Zandalasini e compagne. Il livello di Costa in quelle annate era pazzesco, essere all'altezza per chi arriva dopo è quasi impossibile.

L'elemento che va notato, però, è che questo apparente calo (che andrà però verificato nella vetrina nazionale, non diamolo per certo) avviene in corrispondenza dell'"apertura delle frontiere" del vivaio di Costa, e cioè nel momento in cui sono andate a pescare talenti anche da fuori regione, e quindi in teoria il livello poteva ulteriormente alzarsi.

PS: attenzione però che sullo sviluppo dei talenti delle ultime annate, almeno dal 2006 in avanti, pesa il lungo periodo di Covid che ha danneggiato qualsiasi tipo di lavoro.

A1: vittoria cruciale per Valdarno su Brescia

Nella drammatica sfida salvezza, S. Gianni Valdarno batte Brescia 82-79 e riesce così ad agganciare la rivale, sorpassandola grazie agli scontri diretti (all'andata aveva perso di 1).

Decisiva Garrick con 29 punti; per Brescia 21 Molnar, 19 Johnson e 17 Zanardi (con 4/16 ma 11 rimbalzi e 5 assist).
Partita che svolta a inizio ripresa dopo che nei primi due quarti erano state davanti le longobarde. Le quali nel finale tentano il controsorpasso ma sul +1 Garrick segna i due liberi del punteggio finale.

venerdì 27 gennaio 2023

Coppe europee: nuova frittata in trasferta per Venezia

Nuova frittata in trasferta per Venezia nei playoff di Eurocup. Dopo quella con Sassari, peraltro già rimediata nel finale dell'andata, stavolta le lagunari si... spiaggiano in Israele, nel palazzone sovradimensionato (evidentemente lo stesso della squadra maschile) dell'Elitzur Holon, classica squadra di livello medio/mediocre ma comunque competitiva grazie a un pugno di americane che sanno il fatto loro.

In realtà sembrava tutto liscio per Venezia, che esercitava una chiara supremazia fino all'intervallo, 33-44 dopo aver toccato poco prima un +12. Brillante la penetrazione centrale di M.Villa allo scadere, così come era maiuscola la prova fin lì del talento longobardo.
Ancora per 4 minuti andava tutto secondo copione, 37-49 al 24', poi l'inopinato spegnersi della luce per la Reyer, che da lì incassava un rovinoso 46-19. Cosa racconta la scatola nera del disastro? Innanzitutto uno sbando difensivo che concedeva canestri dalla media e da sotto (parziale di 10-0), cioè soluzioni facili per ridare fiducia a una squadra che fin lì non sembrava averne molta. Di riflesso, Venezia perdeva costrutto in attacco, anche se in qualche modo stornava il sorpasso almeno fino alla fine del 3° quarto, quando Holon metteva la testa avanti ma Villa replicava subito con un gran "coast to coast" in accelerazione sulla sirena (58-59).
Ma il crollo era solo rimandato. Un altro 10-0 in 3'40" di inizio 4° periodo lanciava al vantaggio definitivo Holon. Lampante il divario di energia, con le Usa di Holon dominanti in penetrazione e a rimbalzo offensivo. A quel punto c'era solo da limitare i danni in vista del ritorno, e il 74-67 a 2' e rotti dalla fine poteva essere un affare accettabile, vista la mala parata; ma le orogranata combinavano un'altra frittata subendo un 9-1 comprendente un paio di “perle” come un passaggio di apertura (da rimbalzo difensivo o da rimessa, non ricordo) regalato alle avversarie, e il canestro finale incassato sulla sirena, da rimessa, dopo che Kuier aveva segnato un libero a 1” dalla fine.
Insomma un 83-68 tecnicamente inspiegabile guardando alle potenzialità delle due squadre e anche a quello che è stata la partita per due quarti e mezzo. Senza dubbio Venezia paga l’assottigliamento del roster causa infortuni, però è mancata sul più bello in giocatrici-chiave, segnatamente le straniere.
I mezzi per ribaltare la suddetta frittata ci sono, ma è il secondo campanaccio d’allarme di fila dopo quello con Sassari (se vogliamo doppio, cioè l’andata di Eurocup e il recente k.o. in campionato).

lunedì 23 gennaio 2023

Proposta (boutade) di finale scudetto in gara unica

 Dopo l'accorciamento della finale a 3 gare per la fretta di finire (causa partenze-Wnba): approfittiamone per lanciare una finale in gara unica al Forum di Assago. Diecimila spettatori, incasso diviso a metà fra le finaliste, diretta su RaiSport, non dico Raiuno.

Secondo me ci arriveremmo, ai diecimila (purché i prezzi non siano proibitivi), perché, in partita unica, si concentrerebbe l'interesse di tutti i tifosi delle due squadre, che sono almeno 3000 a testa (ipotizziamo Schio e Bologna, o Venezia), in più altri 4000 per via dell'"evento speciale" li tireremmo dentro dalle altre parti d'Italia. Alla fine Milano è un posto dove uno viene volentieri perché dice: vabbe', spendo un po' ma oltre alla partita mi faccio lo shopping e vedo du' monumenti.

sabato 21 gennaio 2023

A1: acuti di Sassari e Bologna nei big match

Grande W per la V: Bologna-Schio 94-80. Sopra quota 20 tutto il trio Rupert-Dojkic-Zandalasini. Da notare che mancava Parker.

Continua il volo di Sassari: battuta Venezia nella rivincita della serie di Eurocup.
Sarei curioso di sapere chi è il pusher di straniere per Sassari, perché ogni anno propone sempre roba buona, anzi ottima.
Di fatto stanno facendo una stagione brillante con 4 straniere, Carangelo, più Toffolo e Ciavarella come unici cambi.