Assistito oggi a Comense-Venezia, "sottoclou" di giornata dopo Schio-Umbertide. Partita interessante, con molte emozioni, dall'andamento pazzo visto che ha cambiato radicalmente faccia due volte, con entrambe le squadre che hanno mostrato pregi e fragilità in egual misura, in attesa di macinare la loro identità definitiva una volta assorbiti i recenti innesti.
Circa 400 gli spettatori. Parte fortissimo la rinnovata Venezia (che per tutta la partita gioca in pressing), con Sottana che va a canestro quando vuole, Ohlde e David che danno man forte da sotto, mentre Como sembra impacciata, Vilipic si carica subito di falli, poco dopo pure Fazio; fa qualcosa Hicks ma il quintettino con lei e Spreafico ali (si vede anche, a più riprese, il triplo play in campo per le lariane, cioè Zampella-Donvito-Stabile) fatica a contenere il quintettone con Jokic-Ohlde-David insieme. Solo un canestro allo scadere di Donvito limita i danni sul 13-25 a fine 1° quarto.Dopo il -13 a inizio 2° periodo, cambia tutto perché per Como si scatena Zampella (2 triple e un'entrata), il neo-arrivo Jansone (freschissima ex di turno) incide subito parecchio, Spreafico è utile (nonostante la maschera protettiva per il naso rotto); mentre Venezia ha un quintetto poco funzionante con Kostaki (frastornato esordio)-Valerio-Ogorodnikova esterne, il pressing non funziona più e Como segna quando vuole, costruendo bene in avvicinamento mentre Venezia ora è bloccata (Sottana rientra ma non combina, Ohlde idem) e sparacchia male da 3: parziale di 17-2 per il sorpasso (32-30). Da lì all'intervallo si viaggia abbastanza in equilibrio, ma Meneghel regala tiri liberi ed è 41-37 all'intervallo.
Nel 3° quarto il gioco si fa meno gradevole, con tanti errori. Venezia continua il momentaccio, sciupando anche da sotto con David e perdendo palloni contro la zona. Como ne approfitta inizialmente poco, perché Vilipic fa il 4° fallo e di fatto esce dalla partita; ma poi una ficcante Donvito, Jansone e una tripla da 8 metri di Zampella confezionano il massimo vantaggio sul 56-43 che diventa 56-44 a fine 3° periodo.
L'impressione è di giochi fatti, perché Venezia sembra spentissima, ma è invece Como a perdere la matassa. Un paio di minuti di Sowinski per Jansone, in assenza di Vilipic, sono sufficienti a far perdere spessore alla squadra, ma ovviamente non è solo colpa sua ma della squadra in generale, che forse ha creduto troppo presto di avercela fatta, e ha smesso di costruire le buone cose viste nei 2 periodi centrali, facendosi irretire dalla pressione di Venezia. Che è risalita pian piano pur senza fare miracoli. Sarebbe però superficiale parlar solo di fattori mentali, oppure del volpone Rossi che alla distanza ha infinocchiato l'esordiente Barbiero, perché c'è qualcosa di più terra-terra eppure quasi matematico: se già non hai Harmon, e non ricavi quasi nulla da Vilipic e Fazio, ecco che la coperta si fa corta, specie se Zampella cala vistosamente nel finale. Eppure sul 59-48 al 33', dopo un canestrone di Spreafico su taglio in area, più aggiuntivo, sembrava ancora tutto in mano comasca.
Ma lì è arrivato uno 0-8 con contributo importante della silenziosa ma efficace Ogorodnikova. Poi Jokic e ancora Ogorodnikova (in mezzo a una selva d'errori, soprattutto di Como ma anche Reyer) per il 61-61 a 3' dalla fine. Poi il sorpasso di una rediviva Sottana dà inizio a un rocambolesco finale. In cui Jansone dà l'ultimo pari (63-63 a -1'30"), ma Sottana fa l'azione-chiave con una rubata a Spreafico più contropiede e poi allunga con 2 liberi (63-67). Negli ultimi 40 secondi, Como segna 3 volte da sotto, di cui 2 con fallo, complici svarioni veneziani, ma Jokic pesca un rimbalzo d'attacco su 0/2 in lunetta di Sottana a -9"; fa solo un libero (70-72) ma Zampella sbaglia l'entrata del supplementare (alquanto forzata).
Un colpo davvero gobbo per Venezia perchè la partita era quasi persa. Fa il paio con quella acciuffata a Lucca un mesetto fa. Per la Comense il primo vero scivolone, ora il Geas è quarto da solo. La buona notizia per Como è che Jansone è già ben inserita, mentre la brutta per Venezia - seppur ovviamente più forte dopo le mosse di mercato - è che Kostaki, se è così, può al massimo fare da cambio e comunque le sorti restano in mano a Sottana (stasera 22 punti con genio e sregolatezza in egual misura); però intanto i due punti se li pippa Venezia. Che domenica prova a bissare con un Geas risorto da -18 contro Pozzuoli, grazie all'esplosione di Zanoni (21 punti) e all'ulteriore conferma che un Bracco così "lungo" nella panca difficilmente paga dazio con le medio-piccole, perché può anche avere 2 o 3 titolari sottotono, ma su 9 giocatrici omogenee, qualche asso lo può sempre estrarre.
Masha Maiorano raggiante a fine partita; discreta prova per lei con 5 punti in 19 minuti, e soprattutto direi che quando era in campo, la squadra andava meglio, sebbene su qualche uno contro uno comasco abbia subìto più del dovuto (ha il vecchio difetto di star troppo incollata all'avversaria, a mio immodesto giudizio tecnico). In ogni caso, utile alla vittoria.
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