mercoledì 19 gennaio 2011

Cinguettii (124) - A1: tra rimescolamenti, arrivi e infortuni

Chi segue il Geas ha un vantaggio: con la partita al sabato sera, si può guardare anche quella in tv della domenica più quella in streaming di Priolo (dove c'è il noto Aldo Gierardini che fa da spalla tecnica, in curiosa alternanza tra parlata nordica sua e quella sicula del telecronista), quando gioca in casa. Così si riescono a vedere in diretta 3 partite su 6 della giornata. Sai che figo. Comunque va detto che ogni settimana qualcosa d'interessante succede. Le gerarchie cambiano in fretta; non al vertice assoluto (Schio a Priolo ha vinto con autorità, perché Priolo s'è sbattuta parecchio, è tornata a -2 a inizio ultimo quarto, ma poi è arrivata una gragnuola stile Tyson dei bei tempi, tra Cohen, Masciadri eccetera), ma dietro è tutto un brulicare. Lucca-Comense ha certificato l'ascesa della prima e il calo della seconda. Ora ci sono solo 2 punti in classifica tra le due. L'esito della partita è ineccepibile: Lucca ha fatto il break nel 2° quarto e l'ha tenuto fino alla fine, con un massimo di 12 o 13 (se non ricordo male) e un minimo di 4 o 5. Devastanti Willis e Hampton, entrambe intorno al ventello + 10 rimbalzi, ma è inquietante per Como essersi fatta metter sotto così da due sole giocatrici in giornata. Perché non è che Lucca abbia fatto i miracoli (anche se merita tutti i complimenti per come sta sfruttando le occasioni); la partita è stata brutta brutta. Como quasi inguardabile: perse a raffica, percentuali a picco, 45 punti totali, ma erano meno di 30 dopo 3 quarti, e la famigerata "difesa violenta" di Lucca (che a noi è parsa piuttosto normale, salvo Andrade ma non tanto per le legnate, quanto per le simulazioni di sfondamento: come fanno gli arbitri a cascarci ancora? :blink: ) c'entra poco. Zampella che sparava piccioni contro il ferro, Fazio impalpabile, uniche efficaci Donvito e Hicks. Quando l'avevamo vista contro Venezia non c'aveva convinto, ma due quarti buoni li aveva giocati; stavolta un disastro. Pennestrì Antò ha confermato la fiducia a Barbiero e nella squadra, ma solo il derby di domenica col Geas potrà dare risposte a certi interrogativi. L'assenza di Harmon (e gli acciacchi di Jansone e Spreafico) non spiega tutto.

Però è anche vero che gli infortuni stanno condizionando tanti risultati. Non è una novità, ma resta un dato di fatto. Ci vorrebbe un'analisi statistica, ma la sostanza sembra semplice: se una squadra con un'infortunata gioca contro una al completo, perde. E' un po' triste, perché sembra che le classifiche siano fatte più dalla sorte che dai meriti, e ci piace vedere squadre che superano le difficoltà, ma in A1 se manca un pezzo dell'ingranaggio (figurarsi due) è dura improvvisare e sopperire. Esempio: Umbertide non ha Zara e perde con Priolo, poi va a Venezia dove ha Zara e non trova di là Sottana, e vince, uscendo dalla serie di 3 sconfitte. Mentre ora in crisi c'è Venezia (non tanto per le 2 sconfitte, ma per la classifica che piange) oltre appunto a Como.
Insomma, tra questo fattore e quello dei nuovi arrivi di mercato, ormai una girandola incessante (prossime a debuttare: Drjalica a Umbertide, Eric a Priolo e Mazzante a Pozzuoli, non di poco conto), i valori sono fluttuanti, e la classifica finale rischia di rifletterli solo in parte, visto che c'è gente che inizia il campionato con un organico e lo finisce con un altro, gente che gioca gran parte della stagione senza pedine importanti, eccetera. D'altra parte può essere un ulteriore motivo d'interesse per i playoff, perché mai come stavolta le squadre dal 5° all'8° posto saranno vicine nei valori alla terza e alla quarta... E anche la lotta per evitare i playout è da seguire: e dobbiamo fare ammenda, avendo detto che Napoli e Pozzuoli parevano rassegnate a far passare il tempo in vista della post-season e invece non è così, viste le due vittorie di Nàppule dopo il cambio panchina, e l'arrivo di Mazzante tra le solforose.

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