Nel big match di giornata, un Geas reduce da 7 vittorie consecutive ma apparentemente ancora poco considerato come "big" a tutti gli effetti (almeno finché su Superbasket di questa settimana Roberto Lurisi non l'ha definito "mina vagante per lo scudetto"
) aveva l'occasione di continuare l'escalation ospitando una Taranto che lagnava l'assenza di Greco, qualche acciacco - però dall'altra parte eran date malconce Crippa e Wabara - e forse una certa stanchezza per aver giocato 2 sere prima in Eurolega. Insomma si presumeva di non vedere il dominio tarantino dell'andata (sempre a Cinisello, all'Opening Day), e così è stato.
Anche se le bi-tricolori hanno condotto quasi sempre. All'inizio sembravano un po' inebetite, con Young che sparava quattro peti più che quattro tiri (sempre dalla media, poi ha capito che le conveniva avvicinarsi) e il Geas che scattava sul 9-1 al 5'. Poi una stretta difensiva micidiale (comunque indice di credito guadagnato dal Bracco: si vede quando un top team difende al massimo perché sa che la partita conta), l'ingresso fruttuoso di Mahoney e Giauro, buoni giochi a due con Wambe che smazza bene per le lunghe (nel 2° quarto buon impatto anche di Dacic, poi però non più utilizzata) e il parzialone è 0-15 (9-16 all'11'). Poi si procede a elastico, col Cras che ora allunga (massimo +13), ora viene rimontato (33-39 al 30'). Francamente non è stato un gran spettacolo, se non sul piano agonistico: attacchi limacciosi (salvo qualche buono sprazzo), polveri bagnate da fuori non sempre per merito delle difese, eccetera; c'è stato un frangente in cui si sono visti 4 o 5 tiri di fila che non hanno preso il ferro.
Anche se vanno citati alcuni balzi di Young e un tap-in di Mahoney su suo stesso errore. Siamo esigenti, ma era pur sempre seconda contro terza.Summerton e Haynie impalpabili in attacco (in coppia, 6 punti con 3/15 al tiro e -5 di valutazione...
), e questo condiziona ovviamente il Geas, che non può compensare con una Zanoni ancora pimpante, e nonostante la tenuta in difesa e gli alti e bassi di una Taranto non al meglio, scivola sul 37-48 con 5'30" da giocare (poco più di un punto al minuto per Sesto) e sembra spacciato. Ma dopo l'impresa a Venezia era dura dar per morto il Geas, che infatti anche stavolta ha piazzato una rimonta-lampo. Sembrava essersi acceso l'interruttore all'improvviso: difesa a doppia energia, canestri da sotto che prima non venivano mai, e soprattutto 3 bombe incredibili di Twehues. Quando tira così, è quasi sovrumana, perché non è che segna perché ha spazio, semplicemente riceve e, dovunque sia, carica e spara senza neanche mirare.
A 3' dalla fine era 50-51, quindi 13-3 in 2'30": Cras piuttosto smarrito nel frangente, a parte una bomba-respiro di Montagnino. Poi addirittura il sorpasso di Haynie in entrata a -2'. Finale farraginoso, in cui il Geas torna a smarrirsi, Young fa 0/2 ma Wambe risorpassa in entrata, poi Ujhelyi e Twehues sbagliano, la svizzera difende bene su Mahoney che in 1 vs 1 voleva chiudere i conti, ma Taranto ha 2 falli da spendere prima del bonus, mangia tempo e a -6" Ujhelyi forza un passaggio per Haynie e c'è l'intercetto. Montagnino fa 1/2 in lunetta ma Twehues deve sparare da metà campo, impossibile: 52-54.Sintesi: Taranto con poco smalto, cinica ma ha meritato, avendo complessivamente tenuto le mani sulla partita dal 7'-8' al 35' e anche in modo netto. Young può fare la differenza sì: non era in gran serata ma il potenziale si vede. Il Geas, come contro Schio, perde un'occasione ma ha anche il merito di non farsi dominare, avendo poi l'agonismo e la freschezza per rimettere in piedi una situazione compromessa. Con Schio forse c'aveva creduto un po' tardi, qui col morale ben più alto dopo 7 vittorie credo ci abbia creduto già in partenza, ma è difettata la qualità in attacco. Che forse è ciò che manca al Geas per essere davvero al livello delle due di testa. Specie se Summerton e Haynie non funzionano. La classifica comunque continua a essere lusinghiera, il fieno in cascina molto, ma come abbiam già detto giorni addietro, è una squadra che deve ricordarsi le sue radici "operaie", perché non ha il talento per vincere a priori contro nessuno.Nota finale sul pubblico: purtroppo un altro fiasco, in dimensioni che non mi aspettavo. 220 spettatori, decina in più decina in meno. Dopo 7 vittorie, gli appelli del "pres" Mazzoleni e con un'avversaria del genere, se il risultato è questo c'è da chiedersi dov'è l'errore.
Ma insistere bisogna, e domenica c'è il derby con la Comense sempre a Cinisello.
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