Avevamo già segnalato, tipo un mese fa, il magazine online "Pick & Roll", rintracciabile tramite un link dal sito di Lega basket femminile. Lodevole iniziativa tutta dedicata alla pallacanestro in rosa. La scorsa settimana c'era questo articolo, a firma Manuela Picariello, con riflessioni - a tratti ingenue, forse, ma stimolanti - sulla mancanza d'interesse intorno al basket donne. Ci sarebbe magari un rilievo filosofeggiante da fare subito: e cioè che è tipico di chi ha una passione farsi venire il sangue amaro perché gli sembra che il popolo burino non la condivida abbastanza; il problema è che nella rutilante società d'oggi ci sono migliaia di altre attrattive, tutte meritevoli d'interesse a detta di chi ne è coinvolto; conseguenza logica ne è che, a parte le poche cose che riescono a catalizzare un vasto pubblico, ci sono infinite nicchie frequentate da fanatici, al di fuori dei quali non gliene frega nulla a nessuno. Il basket femminile è messo un po' meglio di altre nicchie, ma nicchia è. Ecco comunque l'articolo in questione:
(...) I grandi numeri sono quelli che dettano legge nel mondo sportivo contemporaneo. Per farsi notare bisognerebbe avere nei palazzetti un numero medio di spettatori a cinque cifre, forse solo allora qualcuno comincerebbe ad interrogarsi su cosa sia il basket femminile in Italia.
Ebbene bisogna constatare che noi non siamo il popolo dei grandi numeri, ma non per questo abbiamo meno dignità. Vorrei mostrare a tutti gli scettici quale meravigliosa atmosfera si possa vivere in un palazzetto della serie A1 italiana, invidiabile rispetto agli stadi del calcio. In un’epoca in cui celebriamo e riscopriamo il rugby come sport simbolo del “fair play”, mi chiedo perché il basket rosa non venga citato.
Voglio provare attraverso queste righe a confrontarmi con le numerose obiezioni che giustificano molto spesso l’indifferenza mediatica nei confronti di questo sport. Mi è capitato molte volte di sentire che nel basket femminile manca la spettacolarità perché non si schiaccia. Davvero lo spettacolo di uno sport così complesso può essere ridotto solo a quel gesto? Personalmente non credo e non solo perché noi di Pick&Roll ci sentiamo portavoci del movimento femminile. Il basket non si racchiude in una schiacciata. E’ un picco di adrenalina, un’emozione che nasce e si dilegua in pochi secondi. La pallacanestro è molto di più! La vera magia del basket, maschile e femminile, è nella perfezione dei momenti, nella sincronia dei gesti, nella velocità delle scelte. La scintilla scocca in quei momenti di grazia assoluta in cui i giocatori e le giocatrici diventano un tutt’uno con i loro gesti. La forza, l’altezza, la potenza fisica sono solo le variabili che modulano l’estetica, non la sostanza. (...)
Aggiungo un paio di considerazioni: la prima è che "un numero medio di spettatori a cinque cifre" (cioè 10.000) è utopia pura (solo la Wnba c'è arrivata, nei suoi anni migliori), ma lasciamo perdere; la seconda, sulle schiacciate: è una parte di verità, ma non tutta, nel senso che gli spregiatori del femminile hanno anche altri appunti da muovere oltre alla mancanza di schiaccioni (o stopponi siderali). Non consideriamoli solo pregiudizi misogini. Il problema reale, a mio parere, è che il basket femminile, rispetto al maschile, trasmette una sensazione di difficoltà e fatica sensibilmente maggiore. Ciò è vieppiù evidente scendendo di categoria, ma anche in A1. Essendo maggiore la distanza verticale dal ferro, maggiore lo sforzo per tirare da lontano, maggiore la fatica a liberarsi dell'avversaria perché velocità, atletismo, ecc. sono inferiori, è inevitabile che tutto sembri più sofferto, e che la quantità di errori (tiri sbagliati, palle perse) aumenti. Il basket è per definizione pieno di situazioni d'errore, ma quando queste superano una certa soglia, il gioco diventa una pena.
Mettiamoci poi elementi aggiuntivi, tipo che la (relativamente) scarsa competizione per arrivare al vertice porti in serie A giocatrici che sanno fare più o meno le cose che qualsiasi giocatorucolo maschio di Promozione sa fare, ed ecco che la diffidenza dello spettatore profano è meno inspiegabile di quanto l'egregia Picariello ritenga.
Soluzioni? Ovviamente non si può cambiare radicalmente le cose, ma migliorarle sì. Negli ultimi tempi sono diventato favorevole al canestro ribassato. A settembre la Fiba aveva rispolverato l'idea, poi non so che fine abbia fatto il dibattito, ma varrebbe la pena di provare. Ma non per vedere schiacciate a raffica: quella è una chimera del tutto inutile. Bensì perché, abbassando il canestro, avremmo entrate più facili da concludere (una ragazza di 1.65-1.70, che non salta un foglio di giornale, fa una faticaccia ad appoggiare a 3,05), tiri da 7-8 metri eseguibili in modo più fluido, eccetera. Perciò, signori della Fiba, che sicuramente leggete questo prestigioso forum, prendete nota e regolatevi di conseguenza. ![]()
mercoledì 12 gennaio 2011
Cinguettii (117) - Non è solo questione di schiacciate, ma...
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