Un'altra stagione di astinenza per l'Italia dal vertice europeo. Questo purtroppo il verdetto dell'ultima giornata di stagione regolare dell'Eurolega. Ed è un peccato più che mai, visto che le premesse erano le migliori da parecchi anni a questa parte.
"Ma che stai a 'ffarneticà, che hanno passato il turno sia Schio che Taranto?", potrebbe dire qualcuno. Sì, però, com'è noto, per andare alle Final Four bisogna superare 2 turni a eliminazione diretta, quindi superare gli ottavi è certo buona cosa, ma se ai quarti trovi un iceberg più che uno scoglio, ti resta ben poco in mano, alla fine.E guardando il tabellone della fase-playoff, vediamo che Taranto ha un accoppiamento buono con Praga, ma poi si troverà contro la vincente della serie tra Ekaterinburg e Rivas Madrid. Alcuni nomi di Ekaterinburg, tanto per rinfrescarsi la memoria: Candace Parker, Gruda, Bibrzycka, Nolan, Pondexter, Dumerc, Stepanova, Arteshina, Abrosimova. Buonanotte, suonatori.
Discorso simile per Schio, anzi peggio, perché l'inatteso crollo a Bourges (70-50, che è successo?) ha spedito il Famila, negli ottavi, contro lo Spartak Regiondimosca 4 volte campione in carica, col fattore-campo a sfavore. In realtà questa è una serie tosta ma giocabile, perché lo Spartak è ridimensionato, sebbene abbia ancora Bird, Korstin, Osipova e le naturalizzate Prince e Quinn.
Conclusione: salvo miracoli, che non vogliamo dare per impossibili, anche per quest'anno nulla da fare. Stavolta, più che i demeriti (e Schio un po' ne ha), c'entra la malasorte.
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