lunedì 28 ottobre 2013

Tony Cappellari su Zandalasini

Alla schiera di incauti "esaltatori di Zandalasini" s'aggiunge anche il grande Tony Cappellari (ex gm della grande Milano anni '80), il quale sul blog di Werther Pedrazzi ha appena scritto:

"Ma andiamo per ordine: sabato sono andato a vedere Geas-Sanga, derby femminile che ripropone i Geas-Standa degli anni settanta. Bella partita, sì? Vedo dei sorrisini scettici… Ripeto: bella partita, e ve lo dice uno che alla pallacanestro ha dato, anche a quella femminile: ho allenato due anni a Vicenza (avevo in squadra Sandon, Gorlin, Guzzonato, Cattellan, e davamo ben quattro giocatrici alla Nazionale), ho avuto l’onore di essere vice di Benvenuti e – non ultimo – ho sposato una giocatrice.

Dicevo, bella partita, vi do un consiglio: andate a vedere il Geas, squadra giovane, che gioca un bel basket e ha una giocatrice, Cecilia Zandalasini, che non diventerà una Bocchi o una Pollini ma sicuramente ci andrà vicino."

Sull'importanza dell'autostima

Per fare strada nello sport l'autostima è fondamentale. Sentirsi dei fenomeni fa solo bene. Devi crederti Dio mentre giochi. Poi ci pensa chi di dovere a ridimensionarti se non lo sei: gli allenatori, ma soprattutto gli avversari. Chiunque abbia fatto un minimo di sport si ricorda bene che il massimo rendimento coincide coi momenti di massima autostima.

E se gli apprezzamenti altrui causano appagamento anziché stimolo a fare ancora meglio, vuol dire che l'atleta non è mentalmente all'altezza. Quindi in ogni caso non arriverebbe al vertice. La diffusa teoria che "bisogna lasciar tranquille le ragazze", a mio parere è una fesseria, se ciò significa far finta di nulla se fanno una prestazione super.
Al contrario, bisogna che le ragazze imparino fin dall'inizio a gestire la pressione, perché è una componente essenziale per lo sportivo di alto livello. Poi magari ci lagniamo che i nostri giovani arrivano a 22 anni nella bambagia mentre gli altri a 17 anni hanno già una mentalità da adulti navigati. Ci si lagna anche che "nessuno parla del femminile" (se non per lamentare problemi) poi però appena c'è qualcosa di cui val la pena di parlare in positivo, guai! Bisogna "lasciar tranquille" le ragazze.

domenica 27 ottobre 2013

Taccuino illustrato (35)

Torniamo su Geas-Sanga di ieri recuperando gli 8 nomi che avevamo proposto alla vigilia come candidate a "mvp" della partita e vediamo come hanno reso alla prova dei fatti.

GEAS
- Arturi: Magistrale, sobria ed essenziale, detta i ritmi e sa quando agire in prima persona e quando cavalcare la vena di Gambarini e Zandalasini, senza trascurare le altre. 11 punti con 4/6 più 5 assist, nettamente vinto il duello con Stabile, anche se (discorso valido per tutte le sestesi e per tutte le milanesi) non deve tirarsi il collo come la dirimpettaia.
- Zandalasini: Se diventerà, come speriamo, la miglior giocatrice italiana dei prossimi 10 anni, probabilmente ci ricorderemo di questa serata come il suo definitivo trampolino. Micidiale nelle triple dai 45 gradi (là dove la zona del Sanga fa più fatica ad arrivare), sontuosa in alcuni canestri galleggiando in aria, da delirio l'alley oop al volo su lancio di Arturi; ma ci piace ancor di più la cattiveria con cui ha difeso su Frantini, forse con qualche rivalsa da prendersi sull'anno scorso, o forse semplicemente perché, dopo i 2 punti e -6 di valutazione a Cagliari, ha giocato con la voglia estrema di dominare "qui e ora", e non solo di prepararsi al suo futuro in A1. 27 punti, 5/7 sia da 2 che da 3, in 27 minuti. Sì, è lei l'mvp del derby.
- Gambarini: funambolica e imprendibile nel primo tempo, delizioso il suo assist in tocco, dietro la testa, per una tripla di "Zanda", brucia due volte di fila in entrata il Sanga nel finale di 2° quarto, simbolo perfetto della freschezza-Geas e delle difficoltà milanesi. Fortunata che Zanon non ci sia più, perché altrimenti su quel passaggio dietro la schiena, fine a se stesso, sul +26 nel finale, la veterana l'avrebbe stesa con un uppercut degno del padre Lorenzo. Non a caso Bacchini la richiama in panca e la cazzia. Ma lei è così nel bene e nel male.
- Burani: non è la sua partita in attacco: nel 1° quarto non vede quasi palla, poi sciupa qualche buona occasione con palle perse. Ma è una presenza con 11 rimbalzi, e soprattutto sembra saper stare nel tessuto di squadra. Avrà altre partite per essere protagonista, come a Cagliari.

SANGA
- Frantini: non la sua miglior serata in carriera. Appare più contratta che stimolata dal ritorno a casa. O semplicemente soffre i centimetri di una Zanda cattivissima, che la stoppa 2 volte. Arriva a 10 punti a inizio 3° quarto, offrendo comunque qualche buon lampo, ma poi su 3 entrate di fila raccoglie 2 errori e uno sfondo, dopodiché non azzecca più nulla e chiude con 4/16 al tiro e -4 di valutazione. Saprà rifarsi in condizioni più propizie.
- Gottardi: nulla di particolare da imputarle, se non il fatto di non avere più le energie inesauribili di un tempo. Parte bene, distilla qualche sprazzo di classe, erroracci non ne fa, anche se come tutte le compagne è impotente di fronte al ciclone Geas. 11 punti con 4/11.
- Stabile: inizia in modo promettente (rispetto ai dubbi sulla sua condizione), ma la benzina finisce dopo un quarto, e il Sanga non ha la minima alternativa a lei. 40 minuti contro questo Geas sono per lei una mezza tortura (o anche intera), tanto più se il tiro da fuori continua a non entrarle. 5 punti con 1/9 al tiro.
- Calastri: a lungo la migliore delle sue: efficace, varietà di soluzioni (1 contro 1 in area, tiro dalla media), convinta di non voler fare solo da spalla alle "big" in maglia nero-arancio. Però non può far reparto da sola per 40 minuti, sarebbe titanico per chiunque, tanto più per lei che in A2 non l'ha mai fatto. Per cui anche lei a un certo punto esaurisce il carburante. Sufficienza piena, comunque: 12 punti con 5/11.

Sulle outsider: per il Sanga c'è una Lepri che con 13 rimbalzi risulta l'unica a competere sul piano del dinamismo, ma sarebbe servito anche che segnasse e invece fa 1/10; mattoni utili da quelle del Geas, sia per stremare le esterne milanesi con le staffette difensive, sia per capitalizzare con contropiedi, rimbalzi in attacco o tiri da fuori sugli scarichi le tante occasioni create dallo strapotere atletico sestese. Molto produttiva Cassani, 8 punti in 10' anche se entra nel 3° quarto a partita già quasi decisa; ci è piaciuta anche Giorgi; ha fatto il suo Mazzoleni.

Nella foto: Zandalasini sopra Frantini per realizzare l'alley oop su lancio di Arturi: un emblema della partita.


sabato 26 ottobre 2013

Taccuino illustrato (34) - Geas domina il derby col Sanga

Scrivo dall'autogrill di Cinisello, sulla Tangenziale Nord di Milano. Poco fa s'è concluso un derby Geas-Sanga che, già storico prima d'iniziare (per una rivalità che tornava dopo 24 anni), potrebbe essere considerato storico anche per quello che è successo in campo. E cioè ricordato come la sera in cui una nuova generazione di giocatrici ha preso il potere soppiantando quella che regnava fino alla scorsa primavera. Ma questo, solo il tempo potrà confermarlo o meno. Di sicuro c'è solo il 77-43 di oggi, con 25 punti di scarto rifilati da Sesto a Milano nel giro di due quarti, il secondo e il terzo, d'impressionante potenza.
Bellissima, anche se non inattesa, l'atmosfera al PalaNat, con 500 spettatori o poco meno. E molto bello anche il 1° quarto, col mini-scatto iniziale del Sanga (2-6), il primo vantaggio Geas con 5 punti in fila di Arturi, come prevedibile quella che toglie il pizzico di paura alle compagne; e Zandalasini è subito scatenata, con due entrate e una tripla. Geas sul 15-10, ma Milano accorcia sul 21-20 al 10' con Gottardi, Frantini, Stabile e una tonica Calastri. Ovvero le 4 moschettiere che però, sono appunto quattro, contro le 10 del Geas, che Bacchini vortica fin dai primi minuti (meno spazio solo per le convalescenti Galli e Cassani).
Il 2° quarto è quello che già spacca la partita. Il Geas è asfissiante a uomo ma prova con efficacia anche una zona 3-2, dinamica e poco bucabile dall'arco per Frantini o chi altra. E se ruba palla riparte a raffica. Inoltre è preciso da fuori contro la prevista zona del Sanga, schierata dal 5' al 30' circa; e questa era la principale incognita su Sesto, insieme alle condizioni fisiche di Arturi. Risposto positivamente a entrambi i dubbi, tutto è sembrato venire di conseguenza. Micidiale l'11-0 piazzato da Sesto in 5 minuti (sprecando pure qualcosa per... eccesso di velocità). Zandalasini segna a rimbalzo d'attacco (in cielo) e in contropiede, imitata da Mazzoleni. Il Sanga è senza cambi, tranne pochi sprazzi di Colli e Cismasiu, che però non consentono di tenere lo stesso livello. E però le titolari calano inevitabilmente.
C'è solo una reazione di Milano, da -13 a -6, grazie a una tripla fortunosa di Frantini (forse omaggio del suo ex mentore Natalino, che addomestica il ferro del suo palazzetto) e a un tecnico a Bacchini trasformato da Gottardi. Ma lì è bravo il giovine Geas a non fare una piega. Un 9-0 superlativo per andare all'intervallo sul +15, con la terza tripla di "Zanda", un arresto e tiro di Arturi e un'entrata di Gambarini allo scadere eludendo l'aiuto di Calastri: 44-29.
La partita è finita lì. Sorvoliamo su tutto il 2° tempo, perché i parziali di 22-12 nel terzo periodo e, ancor più, di 11-2 nell'ultimo, rendono l'idea di una Milano che non aveva purtroppo più, e di un Geas che ha affondato i colpi pur rallentando nel finale. Zandalasini ha avuto comunque il tempo di dare altro spettacolo, con un sontuoso triplone e un "alley oop" (ovviamente non in schiacciata, ma in appoggio al volo) da Arturi in contropiede: 23 punti in una ventina di minuti, in quel momento (27 alla fine). Ma tutte le giovani di casa sono parse vogliose non solo di vincere, ma di dare una lezione alle avversarie, o quantomeno di dimostrare qualcosa d'importante.
Ovazione finale meritata per il Geas; spettacolo comunque meritevole anche se senza l'incertezza del risultato, ma si esce con un certo senso di straniamento, tanto è stato profondo il divario (104-29 la valutazione, se serve una cifra a parte il +34 nel punteggio): perché se i valori sono questi, o Sesto è da A1 o Milano è a forte rischio. Preferiamo quindi pensare che sia stata solo la mattanza di una sola, comunque storica, serata.



venerdì 25 ottobre 2013

Taccuino illustrato (33)

Concludiamo la trilogia di preparazione al derby di domani con un tema forse un po' segaiolo ma sfizioso: chi sarà la donna-partita?
Difficile dirlo a tavolino perché le donne, si sa, sono imprevedibili, e poi il rendimento dell'una e dell'altra dipenderà anche dalle scelte offensive della propria squadra e difensive dell'altrui. Ma è difficile che l'mvp non scaturisca da questi 8 nomi.

GEAS
- Arturi: l'incognita sono le sue condizioni, ma in ogni caso è lei che ha le briglie delle giovani compagne, che sono come un bell'armamento che però va direzionato affinché non sparacchi proiettili a casaccio. A differenza delle altre sestesi, poi, conosce bene le avversarie e i loro mille trucchi. Ma forse la miglior situazione per il Geas è Arturi in veste da "mvp occulto", cioè che non debba prendersi troppi tiri in proprio, per paralisi altrui, ma che inneschi appunto le altre.
- Zandalasini: numero 1 per talento, lo sarà anche per efficacia? Viene da una brutta prova a Cagliari, riscattata almeno in parte con 24 punti in U19 lunedì. All'esordio con l'Astro è parsa accontentarsi troppo di quel tiro dalla media che, certo, è splendido da vedere, però coi suoi mezzi è spesso un inutile preziosismo: se va dentro decisa chi la ferma?
- Gambarini: contro maestre nei suoi ruoli di play e guardia deve dar prova di maturità. Ha i mezzi per tirar sceme tutte le avversarie, gasando l'ambiente, ma anche per tirar scema se stessa e le compagne, se gira a vuoto.
- Burani: esordio molto promettente, coprendo il principale difetto del Geas che è (era?) la solidità in area. Non è altissima e potrebbe soffrire i centimetri di Calastri, però può al contrario caricarla di falli (non ha cambi, la pivottona Sanga) e segnando da sotto cavar castagne dal fuoco se il tiro da fuori delle sue non entra.

SANGA
- Frantini: ampio numero di tiri a disposizione, canestri che conosce come le sue tasche, periodo dell'anno in cui di solito è nella miglior forma, ex di turno con, forse, qualche rivalsa da prendersi per un'ultima annata di A1 a Sesto in cui non ebbe grosse soddisfazioni (diciamo così): tutti gli ingredienti per una prestazione super, ma forse è fin troppo prevedibile come "pericolo pubblico numero 1" per fare 40 minuti super senza che il Geas s'adegui. Anche se a volte a lei ne bastano 5, se prende fuoco. Vedremo chi va su di lei.
- Gottardi: contro Genova la sua condizione ha sciolto i dubbi suscitati dalle sue incertezze sul ritiro e sul prosieguo (poteva aver mentalmente staccato): essendo una grande, sa scegliere le partite e i momenti in cui salire di livello (vedi playoff dell'anno scorso), però forse il Geas ha la gente giusta per negarle i proverbiali 1 vs 1.
- Stabile: a fari spenti perché con Genova ha faticato e ha qualche acciacco. Ma occhio all'orgoglio della combattente. Anche lei sa quand'è il momento di gettar le stampelle e dar la paga alle giovani. Duello con Arturi probabile chiave di tutto, al di là dell'essere mvp o meno. Deve metterla da 3 per togliere un po' di museruola sestese da Frantini e Gottardi.
- Calastri: proprio perché a volte è croce (quando sbaglia troppo), è tanto più delizia nelle serate in cui sembra uno dei 5 migliori pivot italiani (oltretutto non vengono in mente gli altri 4, per estinzione del ruolo). Come Frantini è a casa sua là dentro e non gioca contro avversarie fisicatissime. Deve stare attenta ai falli ma non è facile perché è l'unico baluardo in area.

Infine, le outsider: quelle che possono far la differenza non come mvp, ma pescando 2 o 3 canestri critici, annullando un'avversaria eccetera. Per il Geas indiziate Mazzoleni (serve tiro da 3 e lei ce l'ha; serve difesa sulle esterne e lei ce l'ha) e Meroni (in forma) ma non escludiamo neanche le altre (Bacchini dà un'opportunità a tutte); per il Sanga l'unica possibile è Lepri (dà dinamismo, rimbalzi in attacco, gambe fresche contro le giovani Geas, sa metterla anche da 3), a meno che l'oggetto misterioso Cismasiu e l'ex di turno Colli non s'inventino quel che con Genova non sono state.

Nella foto: quando Natalino prese Frantini al Geas.



Taccuino illustrato (32)

C'è chi nobilmente si augura che Geas-Sanga sia uno spot per la pallacanestro femminile in virtù della qualità del gioco. Ma ho l'impressione che alle due parti in causa importerà soprattutto chi vince, non importa se con un 40-35 degno del campionato greco maschile anni '90.
(Parentesi: mannaggia a Genova, che battendo Milano impedisce che domani la partita valga il primato solitario. :angry: Ma pazienza).
E quindi chi vincerà? Mi sembra doveroso sbilanciarmi in un pronostico: 50% Geas, 50% Sanga. Vero, i risultati del turno scorso parrebbero indicare Sesto come favorita. Ma Milano avrà voglia di rifarsi, e poi un derby, dicono i saggi, spesso va alla squadra che arriva sotto gli auspici peggiori. In precampionato ha vinto Milano di 5; ma mancava Arturi (più alcune altre sestesi, che però non ci saranno neanche stavolta), il che non mi par poco. Però s'è visto qualche elemento che potrebbe tornar utile anche stavolta: ritmi tenuti bassi e uso della zona.
In effetti le 3 giocatrici che han parlato su "Pink Basket" (Frantini, Calastri, Arturi) han concordato che il controllo del ritmo è una chiave della partita. In fondo lo è sempre, ma con due squadre così agli antipodi (una giovane e con rotazione da 10, l'altra veterana e con rotazione da 6 o 7) lo è di più. Ci si aspetta quindi un Sanga che passeggia e fa muraglia a zona, un Geas invece che sprinta a ogni occasione e fa una uomo soffocante.
In tal caso sarebbe decisivo, per Milano, non scoppiare, non farsi ciular palloni e tenere alte percentuali; per Sesto metterla da fuori, perché se l'aria si blinda e magari l'arbitraggio concede sportellate, da sotto si segna poco se c'è lo zonone.
Ma chissà, potrebbe darsi che i due coach si ribellino al copione e cerchino la mossa che scompagina, di quelle che fanno dire "ma guarda quel geniaccio, ha girato la partita". Che so, Milano che pressa o comunque fa una uomo mastina; e Geas che va a 10 all'ora con una zona bulgara (anche se contro Frantini nei canestri che conosce come casa sua, parrebbe un po' suicida). :blink: Improbabile, ma lo scrivo giusto per prevedere ogni evenienza. Dire tutto e il contrario di tutto, così poi si può venir fuori con un "l'avevo detto".
Aspetto psicologico: apparentemente dovrebbe essere più l'acerbo Geas a sentire la pressione. Ci sarà un pubblico da paura, con gli ultras di Milano, con un clima di attesa palpabile, contro veterane che ne sanno il doppio del diavolo; le ragazze di Bacchini han giocato partite importanti a livello giovanile (e anche a livello senior lo scorso anno) ma una di questo tipo mai. In tal caso Arturi è la designata per traghettare Zandalasini e compagne fuori dalle paure.
E però non lo so. Non è che le veterane di Milano non sentano la pressione e la voglia di far bene. E forse più che la pressione nella mente, conta la pressione nelle giunture, e quelle delle titolari Sanga saranno messe sotto torchio per 40 minuti. Hanno dimostrato contro Genova che in 6-7 minuti giocati al massimo possono annullare qualsiasi divario. Però quando sei quasi senza cambi, 40 minuti di brillantezza sono impossibili.
Quindi forse la chiave vera è se il Geas sfrutta o meno le sue 10-giocatrici-10 in modo che esse siano una sommatoria (cioè gli consentano una partita “10 contro 5”) e non invece una fonte di discontinuità (vista in parte contro l'Astro Cagliari, forse anche con la Virtus), giacchè con rotazioni continue fatichi a tenere un livello costante, ci si toglie ritmo a vicenda: quando ti stai scaldando arriva il cambio. Poi spesso ne trai i frutti alla fine, ma intanto paghi. Mentre di Frantini e Gottardi, sempre dentro, sai che prima o poi troveranno il feeling e s'accenderanno.
C'è però l'altro lato della medaglia: per il Geas è evidente su chi preparare la difesa (non è detto che basti, ma almeno lo sa), il Sanga può scegliere di limitare Arturi, Zanda o Gamba, ma la minaccia può arrivare anche dalle altre 7, ed è impossibile prevedere chi.
Sintesi: il Geas ha i mezzi per vincere netto se fa la sua partita. Il Sanga non ha i mezzi per dominare in lungo e in largo, ma li ha per giocare punto a punto e poi fare la zampata nel finale. Ma in volata prevarrebbe l’esperienza o la freschezza? Nemmeno l’agenzia di betting che è sponsor del Geas saprebbe su chi far scommettere.

Nella foto: la locandina della partita (modificata).


giovedì 24 ottobre 2013

Taccuino illustrato (31)

Il treno della nuova linea Saronno-Albairate supera Monza e punta verso sud. Appena prima della stazione di Sesto San Giovanni, passa di fianco al Palasesto, la cattedrale che a inizio anni '90 chiuse le porte al basket e non le riaprì più. Il treno si ferma e riparte: sul fianco sinistro costeggia via Lacerra. In quella strada c'era un appartamento del Geas che ospitava Michela Frantini e Karen Twehues 3 anni fa; pochi metri più avanti, all'angolo con viale Marelli, c'era la casa dei Maiorano, che ora hanno traslocato. E attraversato il viale c'è la sede della Polisportiva Geas, vanto glorioso (forse unico) dell'ex Stalingrado d'Italia.
Meno di 10 minuti dopo, oltrepassate altre distese di casermoni di quell'immenso agglomerato urbano che è il nord di Milano, il treno si ferma alla stazione di Greco-Pirelli, di fianco all'università della Bicocca dove varie giocatrici del Geas e del Sanga si sono laureate. Riparte verso viale Monza, via Padova e via Palmanova, infiniti assi stradali che da piazzale Loreto portano a nord e viceversa: quartieri popolari ad alta immigrazione, ma vi si trovano ancora milanesi veri.
Prima di scartare a est verso Lambrate, il treno oltrepassa l'incrocio tra via Palmanova e via Cambini. Lì, dall'alto di un cavalcavia, si scorge il parcheggio dove, se arrivi in ritardo la domenica pomeriggio quando gioca il Sanga, rischi di sacripantare svariati minuti invano, e guarda caso quando si parcheggia lontano piove sempre. Al di là del parcheggio, il centro sportivo Fossati, con la palestra Giordani dove nella primavera scorsa le veterane di Pinotti piegarono Broni e Crema, regnando sulla Lombardia, e s'arresero solo all'ultimo con San Martino di Lupari.
Passare in treno per quei posti fa un effetto strano: come rivedere in quel momento, dall'esterno, in un film, gli episodi legati ad essi nella memoria. Sono storie di periferia, come periferia è forse il basket donne, almeno così dobbiamo rassegnarci a credere, perché con quel che è capitato ultimamente è inevitabile che la baldanza d'un tempo si sia spenta.
Ma per chi ha vissuto il femminile milanese negli ultimi anni, sabato in via Falck sarà un momento di quelli che restano. Geas e Sanga, distanti meno di un quarto d'ora di treno, distanti un pizzico di più come storia e blasone, ma oggi nella stessa dimensione dell'A2. La generazione del futuro (Zandalasini e comari) contro quella del passato e presente (la trinità Stabile/Gottardi/Frantini più Big Calastri); il capoluogo contro l'hinterland 24 anni dopo l'ultima volta (e 40 anni dopo l'unico scudetto di Milano, la sola volta che riuscì a battere il tabù-Geas); la tradizione comunista contro i figli dell'oratorio; Cinzia Zanotti contro Susanna Padovani a fianco degli head coach Bacchini e Pinotti; tre alfiere della promozione Geas del 2008 - Arturi, Frantini e Calastri - per la prima volta su sponde opposte e nel luogo dove toccarono l'apice, ora intitolato all'uomo, Nat Carzaniga, nel nome del quale lo toccarono.

Nella foto: dal treno, Sesto S. Giovanni, via Lacerra con, sullo sfondo, viale Marelli: la freccia indica dove più o meno sta la sede Geas.


lunedì 21 ottobre 2013

Taccuino illustrato (30)

Pillole del weekend. In A1, nuova infornata di scarti oceanici: +54 Ragusa su Chieti (le siciliane sono già oltre il +100 di differenza canestri...), +40 di Venezia su Priolo, +30 di Lucca su Umbertide, e quest'ultima almeno è una partita con una certa consistenza agonistica. Nuova prova di forza delle toscane vicecampioni, che dopo il +4 all'intervallo spazzano le umbre con un 30-8 nel 3° quarto; Halman 28 (in 30') e Robbins 21. In attesa di vedere Ragusa in un test più probante, le credenziali lucchesi come anti-Schio sono buone.
Due partite serrate: Spezia (dopo il 20-0 su Priolo) inaugura l'A1 sul campo passando 52-57 a S. Martino (Favento 16); Parma passa 71-74 a Orvieto cui non bastano i 50 in coppia per Morris e Maznichenko contro i 24 di Harmon e i 17 di Zanoni.
La fascia alle spalle di Schio e Lucca è magmatica; tante straniere da scoprire, i nuovi equilibri con la straniera in meno, i cambiamenti estivi, eccetera. Deprimente che non ci sia ancora il tabellino completo da Chieti, e chissà mai se arriverà. :cry:
In A2 Nord, netto il Geas in casa Virtus Cagliari (41-54) in una gara a strappi; promettente esordio dell'argentina Burani, 12+14 rimbalzi; Zandalasini non alla miglior prova in carriera (1/9 al tiro e -6 di valutazione) ma Arturi è in recupero di condizione e ne fa 11+3 assist. Ma impressiona Torino, che all'esordio frulla a domicilio (46-70) l'Astro, autore di una buona prova a Sesto. Quarta 21 punti.
Al Nord-Est Muggia è già sola in testa; il resto appare livellato al basso. Valmadrera non è poi così materasso come si temeva, battendo la ridimensionata Alghero con 17 di Canova. Onestamente appare la conference più debole.
Al Centro, solitaria Vigarano ma anche Crema e Bologna sono imbattute. Da segnalare i 31 di Perini in "losing effort" per Civitanova contro Bologna. Al Centro-Sud ancora una volata vincente per Brindisi (all'overtime a Viterbo) e ancora una prova super per la '96 Tagliamento: 25 punti in 27' con 6/7 da 2 e 3/3 da 3. :woot: Napoli batte Catania e annuncia l'ingaggio di Pastore: il fossato di mezzi a disposizione tra Nord e Sud è profondo da paura.
In A3 Nord-Ovest, in testa le lombarde Carugate e Albino che si sfideranno sabato. Da segnalare l'exploit di Mazzoleni: la figlia del "pres" Geas fa 8 punti in 29' sabato a Cagliari in A2, l'indomani ne fa 23 in 31' per Carugate contro Moncalieri. Umilmente ha dichiarato a "Pink Basket" di aver scelto il doppio tesseramento pensando di aver poco spazio in A2 insieme a cotante compagne, ma per ora è lei a giostrare sopra le righe. Da segnalare anche la solita Schieppati "factotum": 10 punti, 9 rimba, 6 stoppate e 6 recuperi.

Nella foto: Marzia Tagliamento.


Taccuino illustrato (29)

Qualche altro appunto su Milano-Genova di ieri.
De Scalzi: super nei primi 2 quarti e mezzo per dinamismo e precisione in avvicinamento (spettacolare un suo canestro da sotto con ricezione in taglio e galleggiamento in area eludendo Calastri e subendone il fallo), poi spenta dalla box and one e in crisi nel finale come tutta Genova, ma alla fine mvp legittima, anche se l'ex compagna (alla Virtus Spezia) Frantini le stava soffiando la palma. Giocatrice miglioratissima negli ultimi anni.
E. e M. Bestagno: non brillanti, fatto la loro parte. Elena indubbiamente sa manovrare il gioco da categoria superiore, però l'impressione è che debba ancora riconvertirsi da gregaria in A1 a protagonista in A2, cosa non immediata: le due entrate fallite clamorosamente nel finale sembrano frutto di ruggine. Martina non era in giornata al tiro (4/17 e non 4/10 come indica il tabellino), ha provato molto dalla media senza esito. Però è comunque un fattore.
Frantini: quest'anno, senza Zanon e in prospettiva senza Gottardi, ha 20 tiri a partita assicurati, e con questa quantità è difficile che stia sotto i 20 punti, perché prima o poi lei trova il modo di accendersi, anche quando, come ieri, non è in gran vena per 3 quarti. Il guaio è che rischia di diventare troppo facile bersaglio per le difese altrui, e gli spazi che apriva Zanon non ci sono più. Inoltre se spende troppe energie per liberarsi in attacco, non può spremersi come un limone anche in difesa (ieri ha ceduto alcune volte in 1 contro 1). Fondamentale più che mai.
Gottardi: per essere una "semipensionata" è un bel vedere, ieri poi è stata piuttosto lineare nelle scelte di tiro, salendo di livello nella ripresa (lei la prima a suonar la carica). Però trasmette, in qualche modo, una sensazione di precarietà, vuoi per la partenza in canna, vuoi perché a 35 anni deve sempre più raschiare il barile per estrarre le magie d'un tempo.
Lepri: bella energia a rimbalzo in attacco, però in questa squadra serve che vada in doppia cifra di media, o almeno che l'avvicini.
Stabile: sembrava fuori condizione, s'è limitata a qualche guizzo. Ma se l'anno scorso il Sanga aveva il problema della carenza di cambi per lei, quest'anno, senza più Pulvirenti, è ancora peggio: 40 minuti di fisso, nei big match.
Calastri: senza Zanon e Pastorino, e in attesa di scoprire l'oggetto misterioso Cismasiu, deve far reparto da sola. La sua sfiga è sempre che fa quegli errori da sotto che le attirano le ire della plebe, ma in realtà le cose buone equivalgono e anzi superano quelle negative. In difesa è indispensabile baluardo, ha fatto sbagliare varie volte le avversarie. Però è inevitabile che si carichi di falli. Saprà recitare da protagonista fissa? Incognita.
Zanon: ogni volta che il Sanga perderà, sarà inevitabile sentir mormorare "Ah, se c'era Zanon", versione cestistica del tormentone "Ah, se c'era Renzi". Altrettanto inutile, però. Chi vivrà vedrà, per ora il roster del Sanga è questo.
Genova: da matricola (neanche promossa) super-rinnovata ha 4 punti in cascina con 2 vittorie in volata. Ha mostrato pregi e limiti in egual misura, prima dominando, poi sembrando paralizzata di fronte alla zona e alla crescita d'intensità di Milano. Con Belfiore al meglio, e con le Bestagno rodate all'A2, può crescere ancora parecchio.
Milano: ha mostrato di poter rovesciare anche la più laida delle prestazioni, con lampi di classe e un'aumentata intensità difensiva; al tempo stesso però ha una coperta così corta che non può permettersi il minimo inconveniente, che sia una partenza a lumaca o un'uscita per falli o la serata-no di qualcuna. La zona sarà probabilmente il marchio di fabbrica e quindi per le avversarie sarà questione di metterla da fuori (o di correre per non farla schierare).

Nella foto (di A. Amato): contesa tra Calastri e M. Bestagno. Osservano Frantini e De Scalzi.


domenica 20 ottobre 2013

Taccuino illustrato (28)

Genova passa a Milano e rimane in testa alla conferenza Nord-Ovest di A2 insieme al Geas. Una partita per 2 quarti fiacca, nel terzo più accesa ma senza variazioni nello scarto, ha invece regalato emozioni nell'ultimo, ma non ha ribaltato l'esito indirizzato dal break iniziale delle ospiti.
E' solo la seconda giornata, ma con appena 12 partite nella prima fase, che diventano 10 togliendo le 2 con Biassono che daranno 4 punti uguali a tutte (salvo miracoli delle brianzole), sono già punti che pesano parecchio.
Per Milano due "fantasmi dell'opera" in tribuna: Zanon, che è fuori rosa, e Pastorino, infortunata; ciò significa una rotazione da 7, di cui Colli che è una '96, e la romeno-portoghese Cismasiu autrice solo di una poco incoraggiante comparsata. Genova invece al completo, però anch'essa non lunghissima (2 "n.e.", pochi minuti per Algeri, a mezzo servizio Belfiore).
Nel primo tempo il Sanga è spentissimo, a tratti quasi imbarazzante. Forse fatica a prender le misure a un'avversaria "vera" dopo la passeggiata con Biassono; d'altronde però aveva fatto un precampionato contro squadre di livello. Fatto sta che in 20 minuti le arancioni segnano 18 punti, con nessuna che riesce a suonar la carica. Mentre per Genova è brillante il finale di 1° quarto, in cui tocca il +13. De Scalzi appare subito scatenata, buca la difesa in entrata e in contropiede, mentre Bindelli crivella da fuori. Le due Bestagno sono meno ficcanti in attacco, ma Elena smista buoni palloni e Martina arraffa rimbalzi.
Nel 2° periodo, la zona di Milano abbassa i ritmi e ferma l'emorragia. Però non segna mai. Qui Genova sembra sedersi, non affonda i colpi: parziale di 7-10 in 10 minuti (18-31 il totale), non bellissimo.
A inizio ripresa Milano ha un altro piglio: morde di più in difesa e corre. Calastri si sblocca, Lepri strappa tanti rimbalzi in attacco, Frantini segna due volte in entrata, Gottardi c'è. Però non basta perché De Scalzi è imprendibile, arriva a 21 a metà 3° quarto. Poi Pinotti le mette addosso Colli in box-and-one e in qualche modo la spegne. Ma sul 36-50 al 30', poi 42-54 al 32', sembra che la rimonta sia morta sul nascere.
Invece, mai sottovalutare la classe delle venerande. Gottardi segna dalla media e con tripla. Poi Frantini, fin lì alterna, s'accende in modo classico per lei con una rubata + contropiede. A quel punto, il consesso di esperti intorno al qui scrivente (Nonino, Luca Visconti, Stefano Fassina, Walter Ambrosi) sa già cosa sta per succedere: Frantini segna 2 triple di fila, da 7 metri abbondanti. E' 56-56 con 2'10" da giocare. Genova è in tilt: tiretti corti, circolazioni mosce contro la zona che ora sembra una muraglia, due clamorosi errori di Elena Bestagno in entrata. Il pienone del PalaGiordani s'incandesce.
Ma la veterana Cerretti con un'entrata sblocca Genova. Poi il colpo di scena: Frantini segna ancora da 3 ma l'arbitro annulla per riga laterale pestata, a -20". Cerretti fa 2/2 ai liberi, Frantini sbaglia e Martina Bestagno arrotonda sul 56-62, curiosamente punteggio identico all'ultima partita ufficiale lì giocata: gara-2 di finale playoff con S. Martino. 23 punti di De Scalzi (22 nel tabellino, che è un po' impreciso), 13 (nel tabellino 16) per Bindelli; di là 20 per Frantini, 15 (nel tabellino 17) per Gottardi.

Nella foto (di A. Amato): Gottardi in entrata sullo sfondo della tribuna gremita.


sabato 19 ottobre 2013

Sulla mancanza di personaggi nel basket femminile

Mabel Bocchi lo era, però. Ed è vero che ci sono personaggi che "bucano lo schermo" (cioè attraggono) più di altri. Gallinari, ad esempio, è uno che piace al di là di quello che fa in campo. Non ha mai vinto una mazza (tranne il torneo Cadetti di Bovisio Masciago) e ha solo offerto lampi di talento, indiscutibile ma a intermittenza anche per via dei 10.000 infortuni. Però Gallinari è personaggio. Così come, visto che hai citato il tennis, Agassi vinceva meno di Sampras ma era molto più personaggio di lui. E non credo solo perché aveva sposato Brooke Shields e combinato varie marachelle fuori dal campo.
Il problema è: nelle condizioni di popolarità che ha oggi il basket femminile, c'è qualche italiana che può diventare personaggio, cioè il volto immediatamente riconoscibile del nostro sport? Io penso che Mabel Bocchi lo fosse, ai suoi tempi. Non dico che tutti sapessero chi fosse, però la sua popolarità usciva dal novero degli appassionati.

venerdì 18 ottobre 2013

Taccuino illustrato (27)

Giorgia Sottana non è un play, dicono alcuni intenditori. Può darsi che sia vero. Ma non è neanche "personaggio"? Lo ha scritto Bibi Velluzzi, la scorsa settimana sulla Gazzetta, presentando il campionato: tra le pecche del movimento ci sarebbe che le "vedettes", le donne-immagine, sono sempre solo Macchi e Masciadri, ormai avviate verso i 35, mentre Sottana non sa ancora esserlo, al di là di ciò che fa in campo.
Sarà vero? Mah, il vecchio Bibi è uno che il glamour lo fiuta, quindi se non l'ha fiutato per Sottana, ci fidiamo. Per le poche occasioni in cui ho visto Sottana dappresso, e cioè un paio di volte nei corridoi del palazzetto di Cinisello, quando veniva da avversaria del Geas, in effetti posso ricordare che non è una di quelle presenze che ti colpiscono immediatamente se sei nella stessa stanza con loro. Si badi che non parlo di mero aspetto fisico, ma di quel non so che di personalità, magari dettato da come uno parla, da come si muove, da come attira in modo naturale l'attenzione. Lei ha una voce abbastanza sommessa, tranquilla, con un accento veneto molto marcato, insomma in borghese pare una ragazza come le altre. Non so se sia una colpa, tutto ciò. :unsure:
Sul piano tecnico, difficilmente poteva fare di più, negli ultimi 2 anni. Certo, in confronto alle aspettative "da Messia" che suscitava una decina d'anni fa, qualsiasi esito appare insufficiente. Ma ha vinto 2 scudetti, 2 supercoppe, 3 Coppe Italia risultando mvp in buona parte delle finali; ha disputato alcune prove brillanti agli Europei, al punto che si diceva che se l'Italia fosse arrivata in semifinale, un posto nel quintetto ideale era suo. E in pratica è l'unica giocatrice di valore assoluto nella sua generazione in Italia (diciamo quella che va dall'86 al '90): le altre migliori sono solo buone, non ottime: da Cinili a Crippa, da Zanoni a Bagnara. E' lecito pensare che una come lei giocherà sempre nella potenza dominante del momento (oggi Schio) e quindi a fine carriera avrà un numero di scudetti simile a Macchi e Masciadri. Le quali, apparizioni in Wnba a parte, non è che a livello internazionale abbiano ottenuto traguardi fantascientifici.
E quindi? Boh, la sensazione che manchi sempre qualcosa a Sottana per essere quello che era destinata a essere, forse non s'è ancora dissolta. Ma se non è "personaggio", magari dipende anche da circostanze avverse come 'sta crisi che brucia piazze storiche del femminile sostituendole con realtà caserecce in cui, più che a Sottana o a Macchi, si pensa a tirare a campare.
E poi il buio televisivo è opprimente: stasera su RaiSport c'era l'A1 di pallanuoto femminile e passava il "promo" del campionato di volley. D'accordo, le schiaffapalla vivono su un altro pianeta, ma la pallanuoto? Possibile che loro hanno i danari per pagarsi le riprese e noi no? Senza tv, anche una Taurasi non diventerebbe personaggio.
Intanto sul sito Bgtalks.com, il blog tenuto dalle giocatrici, abbiamo trovato una Sottana non malaccio in versione scrittrice.

Nella foto: Sottana si dispera per il giudizio di Velluzzi.


lunedì 14 ottobre 2013

Taccuino illustrato (26)

Una partita non disputata per rinuncia e 4 terminate con scarti di 17, 22, 49 e 57 punti. Questo il bilancio agonistico dell'Opening Day di A1 che, se non fosse per la temperatura estiva che ha consentito ai presenti di sollazzarsi in ispiaggia, qualcuno potrebbe definire "raggelante".
Franco Montorro (l'ex direttore di Superbasket, che ora tiene un sito internet) ha zufolato su Facebook: "DONNE DU DU - Dopo la giornata di gala della A1 donne, aspetto con curiosità i commenti di certa stampa locale. Soprattutto i titoli". :wacko: Ma che vorrà che scrivano, poveracci? Qualcun altro ha postato: "Poi ci si stupisce se gli sponsor scappano". Ma a me pare che siano già scappati, e casomai gli squilibri sono conseguenza di tale fuga, non causa: giacché varie squadre son fatte con due lire. Soprattutto Chieti, di cui non si sapeva nulla nei giorni scorsi, e in effetti non c'era nulla da sapere, se non il fatto che han smantellato il 90% dell'organico. Per cui, che ne abbiano presi 49 da Schio è quasi ovvio; stupisce di più il -57 di S. Martino con Ragusa, anche se le siciliane si candidano a rivelazione (Riquna Williams 22 in 21'; capocannoniera annunciata) e le venete avranno pagato l'emozione dell'esordio, con tante ragazze di paese.
A salvare il quadro, la bella vittoria delle padrone di casa contro Parma (62-57) nell'unica partita equilibrata. Anche Arioli e Fassina in doppia cifra. Così, tanto per citare qualche italiana (in generale, con 3 straniere anziché 4, la parte del leone nei punti la fan sempre le importate).
L'altra partita con un po' di significato è stata Lucca-Venezia, con autorevole prova delle finaliste 2013 (66-44) e scialba della Reyer, anche se non ha giocato McCallum.
Altri spunti del weekend. Cantano le cugine Bestagno in Genova-V. Cagliari, miglior partita di A2 Nord (69-68 dopo overtime): Martina segna 29 punti, Elena pareggia al 40' con un'invenzione fuori equilibrio. Ma è De Scalzi la migliore per valutazione, addirittura 38.
Nel Nord-Est spicca il +31 di Muggia ad Alghero; al Centro il 74-68 di Crema su Ancona (Picotti 36 di valutazione); al Sud il 66-65 di Brindisi su Napoli, con 21 della '96 Cut-the-Chin (= Tagliamento).
In A3, il tanto atteso esordio del gonnellino del Lussana Bergamo finisce con un poco gratificante 27-37 contro Carugate. Non è l'unico punteggio da minibasket registrato nelle 3 serie maggiori, ma concediamo l'alibi della prima giornata; certo che il 27-44 dopo 2 supplementari (ovvero 50' di gioco) tra Sassari e Acilia è un'impresa. :cry:

Nella foto: Brunetti e Arioli, bandiere del Cus Cagliari.


domenica 13 ottobre 2013

Taccuino illustrato (25)

Poche ore dopo e si passa a Biassono per il derby con il Sanga. Anche qui un buon pubblico, circa 150, in larga maggioranza milanesi. Purtroppo i timori di una partita inconsistente sono confermati fin dalla palla a due, tanto più che alle brianzole manca Porro, cioè il maggior riferimento a cui aggrapparsi in una sfida impossibile. Per Milano invece in campo Lepri, partente per motivi di studio (ma sperano d'utilizzarla almeno nelle partite più importanti; in sospeso la situazione di Zanon).
Inutile spendersi in dettagli su un confronto tra giocatrici vere e ragazzine tutte da plasmare, a livello tecnico ma anche fisico, perché, ad esempio, vedere le acerbe guardiole di fianco a Frantini, oppure le lunghette venir stoppate da Calastri senza neanche saltare, mentre i goliardici cori del calientissimo gruppo ultras di Milano infierivano ("Biassonese pezzo di merda", "Biassonese del cazzo", anche se ritengo fossero diretti più all'homo biassonensis in generale che alle giocatrici), metteva un certo disagio, diciamo così. Ricordiamo poi che coach Fassina ha ripreso in mano la squadra solo da una settimana, per cui è tutto un cantiere. Il 9/60 dal campo è eloquente, e fortuna ha voluto che siano stati mandati due arbitri che fischiano (merce rara), per cui Biassono ha avuto ben 20 tiri liberi.
A metà 2° quarto si era già sul 10-32, con Calastri a quota 12, Gottardi a 8. Nella ripresa in evidenza soprattutto Frantini, che chiude a 20, e la giovane Colli, 14. Ecco, le ragazzine del Sanga (le esordienti Valli e Scuto, più Falcone già vista l'anno scorso) sono parse più spigliate rispetto a quelle biassonesi, per quanto ovviamente entrare sul +30/+40 agevoli le cose...
Punteggio finale 32-86 (valutazione 4-122), ed è evidente che una situazione così fa male al campionato, se diventa la norma. Ma riponiamo fiducia in Fassina e magari nel mercato invernale; inoltre ricordiamo Carugate del 2008/09 che, in B1, con una squadra inizialmente brancaleonica, crebbe poco a poco fino a salvarsi. Lo stesso College Italia, lo scorso anno, incassò un -54 a Spezia ma poi la scampò. Male che andasse, Biassono ha il bonus-ripescaggio da giocarsi.

Nella foto: Gottardi e Stabile pochi minuti prima del prepartita con l'inedita maglia nera.


Taccuino illustrato (24)

Ieri pomeriggio apertura delle ostilità 2013/14. Il Geas ritrova l'A2 a 5 anni e mezzo dalla leggendaria promozione post-morte del presidente Carzaniga, e scampa nel finale allo sgambetto dell'Astro Cagliari, squadra poco considerata nelle gerarchie ma che non è parsa affatto male (tra parentesi, complimenti al movimento cagliaritano, 3 squadre fra A1 e A2): Pat Marcello è già ben nota ed è una garanzia; Martellini, Cirronis e Pacilio è un trio che regge bene la categoria; la slovacca Letkova è grande e grossa e ci sa fare (non un portento ma buona). In più, il Geas non aveva l'argentina Burani per un problema di tesseramento, e Arturi era a mezzo servizio dopo lo stop in precampionato. Equilibrio costante fino a metà (18-18, 39-36), poi sembra che la maggior profondità e qualche lampo individuale di Zandalasini e Gambarini, lanciate in contropiede da Arturi, faccia il break decisivo (49-38 al 26'); ma tra qualche rotazione che forse toglie un po' di ritmo e qualche vuoto difensivo, il Geas si fa sorpassare (53-55 al 33'). Bel testa a testa finale che si risolve con un 8-0 Geas firmato da Mazzoleni e Meroni, direi le migliori in campo come qualità (quantitativamente Gamba & Zanda han fatto di più ma a corrente alternata; mi è piaciuta anche Beretta).
Finisce 72-65, Zandalasini 19 con 8/20 (non le entrava il tiro dalla media; meglio in avvicinamento), Gambarini 14, Mazzoleni 13, Meroni 11; di là Marcello 23, Letkova e Cirronis 14. Partita godibile, buon pubblico e bella atmosfera, tra 2 settimane a Sesto c'è il derby con Milano e sarà super.
Il Geas è certamente destinato a crescere, una volta al completo e rodato. Cosa non mi convince? Forse che ha 3 play validi (Arturi, Gambarini, Mazzoleni) ma nessuna "2-3" vera e propria. Le Gottardi e Frantini del Sanga, per intenderci.

Nella foto: Gambarini prepara il "jumper" dal limite dell'area.