Qualche altro appunto su Milano-Genova di ieri.
De Scalzi: super nei primi 2 quarti e mezzo per dinamismo e precisione in avvicinamento (spettacolare un suo canestro da sotto con ricezione in taglio e galleggiamento in area eludendo Calastri e subendone il fallo), poi spenta dalla box and one e in crisi nel finale come tutta Genova, ma alla fine mvp legittima, anche se l'ex compagna (alla Virtus Spezia) Frantini le stava soffiando la palma. Giocatrice miglioratissima negli ultimi anni.
E. e M. Bestagno: non brillanti, fatto la loro parte. Elena indubbiamente sa manovrare il gioco da categoria superiore, però l'impressione è che debba ancora riconvertirsi da gregaria in A1 a protagonista in A2, cosa non immediata: le due entrate fallite clamorosamente nel finale sembrano frutto di ruggine. Martina non era in giornata al tiro (4/17 e non 4/10 come indica il tabellino), ha provato molto dalla media senza esito. Però è comunque un fattore.
Frantini: quest'anno, senza Zanon e in prospettiva senza Gottardi, ha 20 tiri a partita assicurati, e con questa quantità è difficile che stia sotto i 20 punti, perché prima o poi lei trova il modo di accendersi, anche quando, come ieri, non è in gran vena per 3 quarti. Il guaio è che rischia di diventare troppo facile bersaglio per le difese altrui, e gli spazi che apriva Zanon non ci sono più. Inoltre se spende troppe energie per liberarsi in attacco, non può spremersi come un limone anche in difesa (ieri ha ceduto alcune volte in 1 contro 1). Fondamentale più che mai.
Gottardi: per essere una "semipensionata" è un bel vedere, ieri poi è stata piuttosto lineare nelle scelte di tiro, salendo di livello nella ripresa (lei la prima a suonar la carica). Però trasmette, in qualche modo, una sensazione di precarietà, vuoi per la partenza in canna, vuoi perché a 35 anni deve sempre più raschiare il barile per estrarre le magie d'un tempo.
Lepri: bella energia a rimbalzo in attacco, però in questa squadra serve che vada in doppia cifra di media, o almeno che l'avvicini.
Stabile: sembrava fuori condizione, s'è limitata a qualche guizzo. Ma se l'anno scorso il Sanga aveva il problema della carenza di cambi per lei, quest'anno, senza più Pulvirenti, è ancora peggio: 40 minuti di fisso, nei big match.
Calastri: senza Zanon e Pastorino, e in attesa di scoprire l'oggetto misterioso Cismasiu, deve far reparto da sola. La sua sfiga è sempre che fa quegli errori da sotto che le attirano le ire della plebe, ma in realtà le cose buone equivalgono e anzi superano quelle negative. In difesa è indispensabile baluardo, ha fatto sbagliare varie volte le avversarie. Però è inevitabile che si carichi di falli. Saprà recitare da protagonista fissa? Incognita.
Zanon: ogni volta che il Sanga perderà, sarà inevitabile sentir mormorare "Ah, se c'era Zanon", versione cestistica del tormentone "Ah, se c'era Renzi". Altrettanto inutile, però. Chi vivrà vedrà, per ora il roster del Sanga è questo.
Genova: da matricola (neanche promossa) super-rinnovata ha 4 punti in cascina con 2 vittorie in volata. Ha mostrato pregi e limiti in egual misura, prima dominando, poi sembrando paralizzata di fronte alla zona e alla crescita d'intensità di Milano. Con Belfiore al meglio, e con le Bestagno rodate all'A2, può crescere ancora parecchio.
Milano: ha mostrato di poter rovesciare anche la più laida delle prestazioni, con lampi di classe e un'aumentata intensità difensiva; al tempo stesso però ha una coperta così corta che non può permettersi il minimo inconveniente, che sia una partenza a lumaca o un'uscita per falli o la serata-no di qualcuna. La zona sarà probabilmente il marchio di fabbrica e quindi per le avversarie sarà questione di metterla da fuori (o di correre per non farla schierare).
Nella foto (di A. Amato): contesa tra Calastri e M. Bestagno. Osservano Frantini e De Scalzi.
De Scalzi: super nei primi 2 quarti e mezzo per dinamismo e precisione in avvicinamento (spettacolare un suo canestro da sotto con ricezione in taglio e galleggiamento in area eludendo Calastri e subendone il fallo), poi spenta dalla box and one e in crisi nel finale come tutta Genova, ma alla fine mvp legittima, anche se l'ex compagna (alla Virtus Spezia) Frantini le stava soffiando la palma. Giocatrice miglioratissima negli ultimi anni.
E. e M. Bestagno: non brillanti, fatto la loro parte. Elena indubbiamente sa manovrare il gioco da categoria superiore, però l'impressione è che debba ancora riconvertirsi da gregaria in A1 a protagonista in A2, cosa non immediata: le due entrate fallite clamorosamente nel finale sembrano frutto di ruggine. Martina non era in giornata al tiro (4/17 e non 4/10 come indica il tabellino), ha provato molto dalla media senza esito. Però è comunque un fattore.
Frantini: quest'anno, senza Zanon e in prospettiva senza Gottardi, ha 20 tiri a partita assicurati, e con questa quantità è difficile che stia sotto i 20 punti, perché prima o poi lei trova il modo di accendersi, anche quando, come ieri, non è in gran vena per 3 quarti. Il guaio è che rischia di diventare troppo facile bersaglio per le difese altrui, e gli spazi che apriva Zanon non ci sono più. Inoltre se spende troppe energie per liberarsi in attacco, non può spremersi come un limone anche in difesa (ieri ha ceduto alcune volte in 1 contro 1). Fondamentale più che mai.
Gottardi: per essere una "semipensionata" è un bel vedere, ieri poi è stata piuttosto lineare nelle scelte di tiro, salendo di livello nella ripresa (lei la prima a suonar la carica). Però trasmette, in qualche modo, una sensazione di precarietà, vuoi per la partenza in canna, vuoi perché a 35 anni deve sempre più raschiare il barile per estrarre le magie d'un tempo.
Lepri: bella energia a rimbalzo in attacco, però in questa squadra serve che vada in doppia cifra di media, o almeno che l'avvicini.
Stabile: sembrava fuori condizione, s'è limitata a qualche guizzo. Ma se l'anno scorso il Sanga aveva il problema della carenza di cambi per lei, quest'anno, senza più Pulvirenti, è ancora peggio: 40 minuti di fisso, nei big match.
Calastri: senza Zanon e Pastorino, e in attesa di scoprire l'oggetto misterioso Cismasiu, deve far reparto da sola. La sua sfiga è sempre che fa quegli errori da sotto che le attirano le ire della plebe, ma in realtà le cose buone equivalgono e anzi superano quelle negative. In difesa è indispensabile baluardo, ha fatto sbagliare varie volte le avversarie. Però è inevitabile che si carichi di falli. Saprà recitare da protagonista fissa? Incognita.
Zanon: ogni volta che il Sanga perderà, sarà inevitabile sentir mormorare "Ah, se c'era Zanon", versione cestistica del tormentone "Ah, se c'era Renzi". Altrettanto inutile, però. Chi vivrà vedrà, per ora il roster del Sanga è questo.
Genova: da matricola (neanche promossa) super-rinnovata ha 4 punti in cascina con 2 vittorie in volata. Ha mostrato pregi e limiti in egual misura, prima dominando, poi sembrando paralizzata di fronte alla zona e alla crescita d'intensità di Milano. Con Belfiore al meglio, e con le Bestagno rodate all'A2, può crescere ancora parecchio.
Milano: ha mostrato di poter rovesciare anche la più laida delle prestazioni, con lampi di classe e un'aumentata intensità difensiva; al tempo stesso però ha una coperta così corta che non può permettersi il minimo inconveniente, che sia una partenza a lumaca o un'uscita per falli o la serata-no di qualcuna. La zona sarà probabilmente il marchio di fabbrica e quindi per le avversarie sarà questione di metterla da fuori (o di correre per non farla schierare).
Nella foto (di A. Amato): contesa tra Calastri e M. Bestagno. Osservano Frantini e De Scalzi.

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